Sabato 31 maggio, a Saluzzo (CN), l’inaugurazione delle due opere presso l’ex Tribunale della città
Bergamo, 2 aprile 2025 – Marcello Maloberti (Codogno, 1966 – vive e lavora a Milano)
è il vincitore della 47° edizione
del Premio Matteo Olivero
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Marcello Maloberti |
Promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e The Blank Contemporary Art, con la direzione artistica di Stefano Raimondi, nell’ambito di START/storia e arte – Saluzzo, il Premio affida annualmente ad un artista visivo, selezionato da una giuria, la realizzazione di un’opera site-specific che troverà collocazione permanente in uno spazio pubblico della Città di Saluzzo.
Per l’edizione 2025, la Giuria, composta da Roberto Giordana (Direttore Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo), Carlo Allemano (Presidente Fondazione Amleto Bertoni), Alessandro Carrer (Direttore Fondazione Garuzzo), Andrea Momberto (Presidente Consiglio Comunale) e Nicolas Ballario (giornalista e critico d’arte) ha scelto di premiare la proposta progettuale di Marcello Maloberti.
“Il legame tra la città di Saluzzo e il Premio Matteo Olivero è diventato nel tempo molto forte, inserendo anno dopo anno delle opere d’arte permanenti in luoghi simbolici e pubblici della città – dichiara Stefano Raimondi. Sin dal 2018, quando sono stato incaricato della Direzione Artistica del progetto, ho pensato a un format che nel tempo potesse crescere, come una narrazione che si articola nel suo sviluppo, valorizzando artisti, spazi e territorio. Ogni anno Saluzzo si arricchisce di un’opera pensata prima di tutto per entrare a contatto e in dialogo con i cittadini, strutturando al contempo un percorso artistico inedito, rispettoso e sorprendente”.
Le opere di Marcello Maloberti saranno presentate al pubblico sabato 31 maggio alle ore 18 presso l’ex Tribunale di Saluzzo (piazza Buttini) e si inseriranno in un circuito che comprende già le installazioni permanenti di altri artisti internazionali, allestite in luoghi speciali della città. L’intento del Comune di Saluzzo, che da diversi anni ha accolto l’iniziativa di The Blank per la realizzazione di opere d’arte nel contesto cittadino, è quello di valorizzare il territorio attraverso una collezione d’arte pubblica, favorendo il dialogo tra la comunità e l’arte contemporanea.
L’intervento di Maloberti arricchirà in modo significativo il percorso artistico già avviato, che in questi anni ha visto gli interventi di Alice Ronchi presso il Palazzo del Comune di Saluzzo (2024), Patrick Tuttofuoco presso Il Quartiere (2023), Marinella Senatore presso il Cinema Teatro Magda Olivero (2022), Roberto Pugliese alla Casa della Musica (2021), del tedesco Veit Laurent Kurz (2020), del colombiano Santiago Reyes Villaveces negli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (2019) e del duo newyorkese Barrow-Parke che ha creato un’opera direttamente nella Cappella Cavassa (2018).
LE ALTRE OPERE DEL PERCORSO
2024 – Alice Ronchi, Sogno
L’opera è nata grazie al coinvolgimento di oltre cento studenti delle scuole primarie saluzzesi in un workshop. Oggetto di questi laboratori è stato il “sogno”. l’artista ha chiesto ai ragazzi quali fossero i loro sogni più recenti, e a partire da questi racconti ha elaborato delle forme morbide e oniriche. La pluralità di questi sogni e di queste forme, plasmate con raffinatezza dall’artista, ha preso corpo in una serie di “mobiles”: sculture leggere e semoventi composte da lamine sottili di metallo, piegate e modellate, e sospese a soffitto.
2023 – Patrick Tuttofuoco, The Field
Opera composta da neon colorati, in cui l’autore dialoga con il pubblico e con lo spazio, riflettendo la radice dinamica e corale della sua ricerca artistica. Installata all’interno dell’arco che segna il passaggio tra i due cortili del complesso “Il Quartiere”, l’ex Caserma della città, The Field esprime uno stato di felice immersione nella realtà, intesa come un organismo vivente, positivo, fonte di energia.
2022 – Marinella Senatore, dance first, think later
L’opera, installata nel foyer del Cinema Teatro Magda Olivero, è immaginata come una grande architettura di luce, un vero e proprio spazio di attivazione e scambio di energia generati dalla luce stessa. La frase è una citazione da Samuel Beckett, e per l’artista era molto importante includerla nel lavoro perché trova che le frasi legate all’empowerment hanno il potere di parlare alle comunità e dare voce alle istanze sociali, da sempre i temi su cui si focalizza la sua ricerca artistica.
2021 – Roberto Pugliese, Sinestesia Eco (Annunciata)
L’installazione è situata sulla facciata della manica del Monastero dell’Annunziata che si affaccia su via Volta, e nasce dalla volontà di realizzare un’opera che possa “amplificare” e condividere le attività musicali che si svolgono all’interno dell’edificio, che ospiterà il Centro Studi sulle Tastiere Storiche di Saluzzo, facente parte dell’APM (Scuola di Alto perfezionamento Musicale). Il luogo e la musica sono uniti nell’opera grazie al suo software e tramite un processo di machine learning, che compone in maniera automatica ogni giorno una variazione inedita di brani musicali.
2020 – Veit Laurent-Kurz, Campi Flegrei Conferenza
Pensata appositamente per la sala “de Foix” di Cavassa, un luogo con connotati fortemente storici, l’opera, attualmente non più a Saluzzo, rifletteva l’interesse dell’artista verso la ricerca scientifica e archeologica, che negli ultimi anni si è focalizzata sulla geografia, la storia della tettonica e la mitologia dei vulcani. In essa veniva presentato un paesaggio distopico e vulcanico che ospita creature nate come alter ego dell’artista, i Dilldapp. L’installazione funzionava come un tramite tra dimensione reale e fittizia, conoscenze archetipe e geografie contemporanee.
2019 – Santiago, Harp
Allestita nella Sacrestia della Chiesa di Sant’Ignazio, presso il Palazzo dei Gesuiti, sede del Municipio, consiste nella costruzione di una copia esplosa e ingigantita dell’arpa Tópaga (1680). L’opera affronta la tematica del colonialismo e il suo legame con l’arte e la musica, affondando le proprie radici nella storia del luogo. Realizzata dall’artista in collaborazione con il compositore Nicolás Jaramillo e il musicologo Daniel Villegas Velez il progetto rinnova e risignifica l’arpa come strumento di diffusione del pensiero e dell’armonia occidentale, attraverso un processo erratico di contro-conquista sensoriale, interagendo con le tradizioni di Saluzzo quali la musica e l’artigianato.
2018 – Barrow-Parke Analemma
L’opera del duo newyorkese (Matthew Barrow e Sarah Parke), consiste nell’applicazione di oltre 60.000 pellicole colorate e trasparenti della dimensione di 1×1 cm su quattro delle cinque finestre della Cappella Cavassa. Questo intervento è ispirato dagli edifici religiosi che gli artisti hanno visto durante il tempo trascorso in Italia, dove le chiese cristiane erano costruite al di sopra di architetture imperiali e ne riprendevano esistenti iconografie, creando così un molteplice livello fisico di spazio e tempo. L’opera restituisce, non solo formalmente e per effetto della luce, un’idea di flusso temporale: generate pixel per pixel, le vetrate misurano il tempo bit dopo bit. Il progetto stesso immagazzina questi minuscoli frammenti di informazione temporale come la memoria di un computer.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA