mercoledì 2 aprile 2025

Museo Archeologico Nazionale di Luni e Zona Archeologica e #domenicalmuseo


 

Si segnala che domenica 6 aprile Museo Archeologico Nazionale di Luni e Zona Archeologica aderisce, come di consueto, all'iniziativa #domenicalmuseo del Ministero della Cultura, che consente l'ingresso gratuito in tutti i musei, parchi archeologici e luoghi della cultura statali ogni prima domenica del mese.


Il sito sarà aperto dalle ore 08:30 alle 13:30 (ultimo ingresso 12:30)

 

COME DA COMUNICAZIONE UFFICIALMENTE RESA PUBBLICA

Fabbrica del Vapore: evento conclusivo della mostra Comanche (The enemy of everyone) di Luis Gomez Armenteros

Luis Gómez Armenteros.
Comanche (The enemy of everyone)
a cura di Giacomo Zaza
EVENTO FINALE: 5 aprile 2025 ore 16.30
Fabbrica del Vapore - Sala Bianca

Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano

 

Luis Gomez Armenteros, A Fuzzy Guy, 2023-2024 Dittico stampa fotografica , Fabbrica del Vapore (MI) foto Luis Gomez Armenteros.

Il 5 aprile alla Fabbrica del Vapore di Milano si terrà l’evento conclusivo della mostra Comanche (The Enemy of Everyone) dell’artista cubano Luis Gómez Armenteros: una visita guidata con l’artista. L’evento offrirà ai visitatori un’esperienza immersiva con una esplorazione guidata della mostra, che vedrà la partecipazione dell’artista Luis Gómez Armenteros, del curatore Giacomo Zaza e della direttrice della Fabbrica del Vapore, Maria Fratelli.


La doppia personale dell’artista Luis Gómez Armenteros, intitolata Comanche (The Enemy of Everyone), è stata inaugurata il 18 febbraio alla Fabbrica del Vapore di Milano e il 22 febbraio presso The Place a Bergamo. Curata da Giacomo Zaza, la mostra è promossa dalla Fabbrica del Vapore e dal Comune di Milano, in collaborazione con U-ART-P di Bergamo.


La mostra Comanche (The Enemy of Everyone) esplora le tensioni e le inflessioni critiche che si generano nello spazio interculturale attuale, ai bordi della transculturalità, interrogandosi sulle dinamiche di potere, appartenenza e conflitto che attraversano il sistema artistico e sociale contemporaneo. Luis Gómez Armenteros, impegnato da anni a riflettere sulle narrazioni dominanti e sui meccanismi (ormai pervasivi) di riconoscimento e marginalizzazione, utilizza una molteplicità di riferimenti iconografici e concettuali per smascherare le ipocrisie dell’attivismo e l’in/visibilità imposta dalle logiche del consumo.


Partendo dall’ambiguità della parola “Comanche” – termine imposto dall’esterno che, nella lingua Ute significa sia “popolo”, mentre nella storiografia nordamericana moderna interpretato come “bellicoso” e “nemico di tutti” – Gómez Armenteros riflette sulla costruzione dell’identità attraverso lo sguardo dell’Altro, rivelando le distorsioni della storia e le fratture nei processi di rappresentazione culturale. La sua pratica artistica si muove tra installazioni, interventi visivi e stratificazioni di segni, proponendo un percorso espositivo in cui il falso si confonde spesso con l’autentico, realtà e finzione entrano in simbiosi, e la narrazione dominante si scontra con una visione più intima e introspettiva della società. Attraverso questa operazione di continua “commistione”, l’artista invita il pubblico a decostruire le categorie imposte e a interrogarsi sul ruolo dell’arte nel ridefinire le identità contemporanee.


Il progetto Comanche (The enemy of everyone) s’interroga sul significato dell’arte e sulle condizioni della pratica artistica in una società attraversata da inquietudini e chiusure. Ma soprattutto mette in luce una pratica intermediale che trae ispirazione da molte discipline – sociologia, economia politica, ricerca tecnologica e comunicativa – ponendosi sullo stretto confine tra immaginario collettivo e false verità.


Spiega Zaza: “L’opera di Luis porta con sé uno sguardo ironico tagliente che alimenta un versante di osservazione parallela del mondo. A volte uno sguardo di denuncia tragicomica, amara e ironica (come ad esempio per A Fuzzy Guy), soprattutto quando l’attenzione ricade su quelle pratiche artistiche che soddisfano solo la vanità a scapito dell’impegno riflessivo. Inoltre Luis Gómez avverte il pericolo della chiusura acritica di un gruppo culturale dentro un determinato recinto linguistico sociale, politico. Una chiusura che in un certo qual modo è richiamata dal fenomeno Comanche di cui parla.”


Completerà il progetto un libro monografico edito da Silvana Editoriale su Luis Gómez Armenteros con testi inediti di Giacomo Zaza, Maria Fratelli, Michela Casavola, Jorge Fernández Torres, Suset Sánchez, Omar-Pascual Castillo, che sarà presentato entro la fine del 2025.


L'evento rientra nel programma della nona edizione della Milano Art Week promossa dal Comune di Milano, Comune di Milano Culture, coordinata da Associazione Arte Totale In collaborazione con Miart Milano.


Le mostre ad ingresso gratuito sono visitabili:

Fabbrica del Vapore fino al 5 aprile 2025 nei seguenti orari: martedi – domenica, orario continuato dalle 14.30 alle 19.30, su prenotazione la mattina ore 11:00-13:00. The Place fino al 20 aprile su appuntamento.

 

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The Scent of Your Memory

Performance di Jazgul Madazimova
Mercoledì 2 aprile, ore 18:30
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Fondazione Elpis
Via Lamarmora 26, Milano

 


 



Mercoledì 2 aprile alle 18:30, Fondazione Elpis ospita The Scent of Your Memory, la performance dell’artista Jazgul Madazimova, membro del collettivo DAVRA, che affronta temi legati alla migrazione, ai confini e alle disuguaglianze di genere.

The Scent of Your Memory di Jazgul Madazimova, concepita appositamente per la mostra YOU ARE HERE. Central Asia in corso fino al 13 aprile 2025, riflette sull'idea della partenza di una persona cara, sulla nostalgia e sul desiderio, ma anche su come questa separazione lasci spazio per nuovi incontri e nuovi inizi. La performance rievoca la migrazione di sua madre, nel contesto delle difficoltà economiche del Kirghizistan indipendente nei primi anni Novanta, attraverso il profumo dei suoi capelli lasciato su un foulard.

Il risultato della performance sarà una nuova installazione tessile site-specific visibile da giovedì 10 aprile, in occasione dell’ultima settimana di apertura della mostra. L’opera offre un messaggio di speranza e una riflessione sulle esperienze collettive dell’Asia Centrale che la mostra ha presentato.

LA MOSTRA
Aperta sino al 13 aprile 2025, la mostra è una vibrante costellazione di visioni artistiche provenienti dall’Asia Centrale, a cura di Dilda Ramazan e Aida Sulova.
 
Due anni dopo la mostra HAZE - Contemporary Art From South Asia che ha inaugurato gli spazi espositivi di Fondazione Elpis nell’ottobre 2022, YOU ARE HERE. Central Asia offre una panoramica sulla produzione artistica contemporanea di quattro paesi dell’Asia Centrale - Kirghizistan, Kazakistan, Tagikistan e Uzbekistan - e riflette sul significato di identità, appartenenza, autoidentificazione e autodeterminazione, in un mondo segnato da migrazioni e spostamenti. In mostra le pratiche consolidate ed emergenti di 27 artisti e artiste di diverse generazioni che spaziano tra pittura, scultura, video, fotografia, performance, opere tessili e installazioni site specific.
 
Allestita lungo i tre piani della Fondazione e frutto di un percorso di ricerca svolto sul territorio asiatico, la mostra presenta per la prima volta in Italia le opere e le produzioni più recenti di Munara Abdukakharova, Aïda Adilbek, Chyngyz Aidarov, Aika Akhmetova, Vyacheslav Akhunov, Said Atabekov, Medina Bazargali, Azadbek Bekchanov, Bakhyt Bubikanova, Ulan Djaparov, Saodat Ismailova, Anna Ivanova, Kasiet Jolchu, Daria Kim, Jazgul Madazimova, Yerbossyn Meldibekov, Gulnur Mukazhanova, Nurbol Nurakhmet, Rashid Nurekeyev, Qizlar, Marat Raiymkulov, Sonata Raiymkulova, Alexey Rumyantsev, Zhanel Shakhan, Temur Shardemetov, Ester Sheynfeld ed Emil Tilekov.

 

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MARCELLO MALOBERTI vince il Premio Matteo Olivero | 47° edizione

Sabato 31 maggio, a Saluzzo (CN), l’inaugurazione delle due opere presso l’ex Tribunale della città
Bergamo, 2 aprile 2025 – Marcello Maloberti (Codogno, 1966 – vive e lavora a Milano) 

è il vincitore della 47° edizione 

del Premio Matteo Olivero

 

Marcello Maloberti

 

Promosso dalla Fondazione Amleto Bertoni, dal Comune di Saluzzo e The Blank Contemporary Art, con la direzione artistica di Stefano Raimondi, nell’ambito di START/storia e arte – Saluzzo, il Premio affida annualmente ad un artista visivo, selezionato da una giuria, la realizzazione di un’opera site-specific che troverà collocazione permanente in uno spazio pubblico della Città di Saluzzo.

 

Per l’edizione 2025, la Giuria, composta da Roberto Giordana (Direttore Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo), Carlo Allemano (Presidente Fondazione Amleto Bertoni), Alessandro Carrer (Direttore Fondazione Garuzzo), Andrea Momberto (Presidente Consiglio Comunale) e Nicolas Ballario (giornalista e critico d’arte) ha scelto di premiare la proposta progettuale di Marcello Maloberti.

 

“Il legame tra la città di Saluzzo e il Premio Matteo Olivero è diventato nel tempo molto forte, inserendo anno dopo anno delle opere d’arte permanenti in luoghi simbolici e pubblici della città – dichiara Stefano Raimondi. Sin dal 2018, quando sono stato incaricato della Direzione Artistica del progetto, ho pensato a un format che nel tempo potesse crescere, come una narrazione che si articola nel suo sviluppo, valorizzando artisti, spazi e territorio. Ogni anno Saluzzo si arricchisce di un’opera pensata prima di tutto per entrare a contatto e in dialogo con i cittadini, strutturando al contempo un percorso artistico inedito, rispettoso e sorprendente”.

 

Le opere di Marcello Maloberti saranno presentate al pubblico sabato 31 maggio alle ore 18 presso l’ex Tribunale di Saluzzo (piazza Buttini) e si inseriranno in un circuito che comprende già le installazioni permanenti di altri artisti internazionali, allestite in luoghi speciali della città. L’intento del Comune di Saluzzo, che da diversi anni ha accolto l’iniziativa di The Blank per la realizzazione di opere d’arte nel contesto cittadino, è quello di valorizzare il territorio attraverso una collezione d’arte pubblica, favorendo il dialogo tra la comunità e l’arte contemporanea.

 

L’intervento di Maloberti arricchirà in modo significativo il percorso artistico già avviato, che in questi anni ha visto gli interventi di Alice Ronchi presso il Palazzo del Comune di Saluzzo (2024), Patrick Tuttofuoco presso Il Quartiere (2023), Marinella Senatore presso il Cinema Teatro Magda Olivero (2022), Roberto Pugliese alla Casa della Musica (2021), del tedesco Veit Laurent Kurz (2020), del colombiano Santiago Reyes Villaveces negli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (2019) e del duo newyorkese Barrow-Parke che ha creato un’opera direttamente nella Cappella Cavassa (2018).


  

LE ALTRE OPERE DEL PERCORSO


 

2024 – Alice Ronchi, Sogno

L’opera è nata grazie al coinvolgimento di oltre cento studenti delle scuole primarie saluzzesi in un workshop. Oggetto di questi laboratori è stato il “sogno”. l’artista ha chiesto ai ragazzi quali fossero i loro sogni più recenti, e a partire da questi racconti ha elaborato delle forme morbide e oniriche. La pluralità di questi sogni e di queste forme, plasmate con raffinatezza dall’artista, ha preso corpo in una serie di “mobiles”: sculture leggere e semoventi composte da lamine sottili di metallo, piegate e modellate, e sospese a soffitto.

 

2023 – Patrick Tuttofuoco, The Field

Opera composta da neon colorati, in cui l’autore dialoga con il pubblico e con lo spazio, riflettendo la radice dinamica e corale della sua ricerca artistica. Installata all’interno dell’arco che segna il passaggio tra i due cortili del complesso “Il Quartiere”, l’ex Caserma della città, The Field esprime uno stato di felice immersione nella realtà, intesa come un organismo vivente, positivo, fonte di energia.

 

2022 – Marinella Senatore, dance first, think later

L’opera, installata nel foyer del Cinema Teatro Magda Olivero, è immaginata come una grande architettura di luce, un vero e proprio spazio di attivazione e scambio di energia generati dalla luce stessa. La frase è una citazione da Samuel Beckett, e per l’artista era molto importante includerla nel lavoro perché trova che le frasi legate all’empowerment hanno il potere di parlare alle comunità e dare voce alle istanze sociali, da sempre i temi su cui si focalizza la sua ricerca artistica.

 

2021 – Roberto Pugliese, Sinestesia Eco (Annunciata)

L’installazione è situata sulla facciata della manica del Monastero dell’Annunziata che si affaccia su via Volta, e nasce dalla volontà di realizzare un’opera che possa “amplificare” e condividere le attività musicali che si svolgono all’interno dell’edificio, che ospiterà il Centro Studi sulle Tastiere Storiche di Saluzzo, facente parte dell’APM (Scuola di Alto perfezionamento Musicale). Il luogo e la musica sono uniti nell’opera grazie al suo software e tramite un processo di machine learning, che compone in maniera automatica ogni giorno una variazione inedita di brani musicali.

 

2020 – Veit Laurent-Kurz, Campi Flegrei Conferenza

Pensata appositamente per la sala “de Foix” di Cavassa, un luogo con connotati fortemente storici, l’opera, attualmente non più a Saluzzo, rifletteva l’interesse dell’artista verso la ricerca scientifica e archeologica, che negli ultimi anni si è focalizzata sulla geografia, la storia della tettonica e la mitologia dei vulcani. In essa veniva presentato un paesaggio distopico e vulcanico che ospita creature nate come alter ego dell’artista, i Dilldapp. L’installazione funzionava come un tramite tra dimensione reale e fittizia, conoscenze archetipe e geografie contemporanee.

 

2019 – Santiago, Harp

Allestita nella Sacrestia della Chiesa di Sant’Ignazio, presso il Palazzo dei Gesuiti, sede del Municipio, consiste nella costruzione di una copia esplosa e ingigantita dell’arpa Tópaga (1680). L’opera affronta la tematica del colonialismo e il suo legame con l’arte e la musica, affondando le proprie radici nella storia del luogo. Realizzata dall’artista in collaborazione con il compositore Nicolás Jaramillo e il musicologo Daniel Villegas Velez il progetto rinnova e risignifica l’arpa come strumento di diffusione del pensiero e dell’armonia occidentale, attraverso un processo erratico di contro-conquista sensoriale, interagendo con le tradizioni di Saluzzo quali la musica e l’artigianato.

 
2018 – Barrow-Parke Analemma

L’opera del duo newyorkese (Matthew Barrow e Sarah Parke), consiste nell’applicazione di oltre 60.000 pellicole colorate e trasparenti della dimensione di 1×1 cm su quattro delle cinque finestre della Cappella Cavassa. Questo intervento è ispirato dagli edifici religiosi che gli artisti hanno visto durante il tempo trascorso in Italia, dove le chiese cristiane erano costruite al di sopra di architetture imperiali e ne riprendevano esistenti iconografie, creando così un molteplice livello fisico di spazio e tempo. L’opera restituisce, non solo formalmente e per effetto della luce, un’idea di flusso temporale: generate pixel per pixel, le vetrate misurano il tempo bit dopo bit. Il progetto stesso immagazzina questi minuscoli frammenti di informazione temporale come la memoria di un computer.

 

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Cuore elastico: la straordinaria autobiografia di Nunzio Bellino è uscita in libreria


 

Un’autobiografia intensa e toccante che trasforma il dolore in un messaggio di speranza. "Cuore elastico". Un eroe antibullismo e simbolo delle malattie rare, il nuovo libro di Nunzio Bellino, scritto insieme a Giuseppe Cossentino, è finalmente disponibile nelle librerie e negli store online.

Pubblicato da Olisterno Editore nella collana "Il Personaggio" di Autorinediti e stampato da Grafica Elettronica, il libro racconta la vita straordinaria di Nunzio Bellino, artista e personaggio pubblico noto come "L'Uomo elastico" per la sua capacità di estendere la pelle in modo eccezionale a causa della Sindrome di Ehlers-Danlos, una rara malattia genetica che compromette il tessuto connettivo.

Dalla sofferenza all'affermazione, dal bullismo al riscatto, "Cuore Elastico" è una testimonianza autentica che tocca corde profonde. Con un taglio giornalistico e cronachistico, l'opera narra momenti inediti della vita di Bellino: la sua infanzia, il rapporto con la famiglia, le difficoltà affrontate a causa della sua condizione e il viaggio nel mondo dello spettacolo che lo ha reso un simbolo della lotta contro il bullismo e per la sensibilizzazione sulle malattie rare.

 




L'introduzione è affidata al giornalista Sante Cossentino, mentre la prefazione porta la firma del giornalista Giuseppe Nappa.

"Cuore elastico" non è solo un libro, ma un progetto di sensibilizzazione e solidarietà, in quanto i proventi saranno devoluti alla ricerca sulle malattie rare, con l’obiettivo di dare voce a chi spesso rimane inascoltato.

Una lettura che scuote e commuove, un viaggio tra ferite invisibili e sogni infranti, ma anche un potente messaggio di speranza: perché la fragilità può trasformarsi in una forza straordinaria.

"Cuore elastico" è disponibile nelle librerie e negli store online.

 

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13ª edizione di “C’era una volta”: Penultimo Appuntamento con “Aristogattoni” al Teatro Delle Arti di Salerno

 



Prosegue con grande successo la 13ª edizione della rassegna di family show organizzata dalla Compagnia dell’Arte di Salerno, con un evento imperdibile che si terrà domenica 6 aprile 2025 al Teatro Delle Arti di Salerno. 
 
In scena, il penultimo appuntamento della stagione con “Aristogattoni”, uno spettacolo musicale che coinvolgerà grandi e piccini in un’avventura tutta da vivere.

 




“Aristogattoni”, scritto e diretto da Antonello Ronga, racconta le avventure della dolce Duchessa e dei suoi vivaci micini, che dovranno affrontare un viaggio pieno di sorprese per tornare a casa. Ma niente paura, tra swing, risate e nuovi amici, troveranno la strada giusta, regalando al pubblico un’esperienza emozionante e divertente.


I protagonisti dello spettacolo saranno Alessandro Amatrudo, Maria Chiara Basso, Francesca Canale, Mauro Collina, Chiara D’Amato, Gianni D’Amato, Alessandro Musto, Peter Zobel, con la partecipazione del Professional Ballet di Pina Testa e le coreografie di Fortuna Capasso. La scenografia, curata dalla Classe Scenografica IV E del Liceo Artistico Sabatini Menna, sarà accompagnata dai costumi di Paolo Vitale e dalla direzione di palco di Francesco Sommaripa. La direzione organizzativa è a cura di Valentina Tortora, con la segreteria di Monica Lamberti e Francesca Canale, e l’amministrazione di Mauro Collina.


L’evento si terrà in tre repliche:

 Ore 11:00, Ore 17:00, Ore 19:00
 

I biglietti sono disponibili presso il botteghino del Teatro Delle Arti di Salerno. 

Per informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 388 35 89 548.

 

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GIORNATA MONDIALE DEL PARKINSON




In occasione della Giornata Mondiale del Parkinson, il Fresco Parkinson Institute Italia Onlus, la Fondazione Palazzo Strozzi e il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci organizzano Arti e Parkinson, due mattine di incontri per riflettere insieme sul ruolo della cultura nella promozione della salute individuale e collettiva. Le giornate sono aperte alle persone con Parkinson, ai professionisti di ambito museale e socio-sanitario, agli educatori e ai familiari, per condividere esperienze, confrontarsi con nuove metodologie di lavoro e scoprire un nuovo orizzonte di possibilità ed esperienze con le arti.

Giovedì 10 aprile 2025 al Centro Pecci di Prato verrà organizzata un’attività di Dance Well nelle sale del museo per proseguire con interventi per riflettere sul tema degli spazi accessibili: dall’abitazione al museo.

 

Venerdì 11 aprile 2025 a Palazzo Strozzi a Firenze è prevista un’attività del progetto Corpo Libero nel Cortile del Palazzo per terminare con un incontro sull’impatto che le arti hanno nei nostri corpi, nella neuroestetica e nel benessere.

 

 Centro Pecci, Prato
 Giovedì 10 aprile, ore 10.00-13.00
 Ingresso gratuito con prenotazione
 

Palazzo Strozzi, Firenze
 Venerdì 11 aprile, ore 10.00-13.00
 Ingresso gratuito con prenotazione

 

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Mariano Bàino presenta la nuova edizione de LE ANATRE DI GHIACCIO

 


Venerdì 11 aprile 2025 dalle ore 17:00 alle 20:00 

a Movimento Aperto, via Duomo 290 /c Napoli,

 Mariano Bàino presenta la nuova edizione de

 LE ANATRE DI GHIACCIO,

 Argolibri, che, insieme ad una serie di libri d’artista, testi e “fumettoidi” 

resteranno in mostra fino a lunedì 28 aprile 

(i lunedì e i martedì dalle 17:00 alle 19:00 e i giovedì dalle 10,30 alle 12,30). 

Interventi poetici di Giovanna Marmo, Antonio Perrone e Ferdinando Tricarico, introdotti da Eugenio Lucrezi.

 

<<Le anatre di ghiaccio si compone di otto sezioni (come le parti di un libro di poesia o, ancora una volta, di una mostra), che alternano brevi prose, aforismi e versi. Il te­sto, dunque, cerca di sottrarsi alle spire tanto della poesia quanto del romanzo. Ne dà conto il lungo sottotitolo, che registra appunto le forme e i meccanismi testuali: “afori­smi, microracconti, asterischi saggistici, rêveries, terata, usw”. Come si intuisce da questo breve elenco, peraltro non esaustivo, uno dei meccanismi maggiormente ricor­renti nell’intero libro è quello della miniaturizzazione o se si vuole, della riduzione del dettato alla pura forma afo­ristica…L’aforisma sfrutta tutti i vantaggi della fulmineità e del paradosso, capovolge il linguaggio per capovolgere il mondo: anche il capovolgimento… è consustanzia­le al pensiero aforistico>>, scrive Massimiliano Manganelli nella sua lucidissima prefazione, dove si legge anche che: << il titolo scaturisce da un episodio (non si sa se autentico o inventato) accaduto nel 1935 in una cittadina degli Stati Uniti, una pioggia di anatre ghiacciate>>. Episodio al contempo tra­gico e divertente, come il tono generale del libro.

 

 

<<Il gioco di parole spezza il legame apparentemente naturale tra parole e cose e così produce nuovo senso, spostando il punto di vista sulla realtà>> scrive sempre Manganelli e quindi <<Bàino guida il lettore dentro la Wunderkammer che ha approntato con le parole, proprie e di altri, ma quella Wunderkammer somiglia moltissimo al nostro mondo, riflesso in uno specchio deformato o capovolto>>.


<< Lo stile è stilettoso, gli occhi camaleontici muovono sguardi slogati, capaci di colpire a fulmine in tutte le direzioni dello spazio e del tempo le attitudini e i vezzi delle vociferanti moltitudini che abitano un mondo anestetizzato dall’infinito trattenimento e non da oggi. Lo strabismo porta a effetti stroboscopici: le accelerazioni percettive risultano nello slow motion scrittorio di un moralista–clown  mai querulo, per quanto allarmato e dolente>>, commenta Eugenio Lucrezi nel testo che introduce l’evento.

 


 


Nel corso degli anni Mariano Bàino, che è tra i fondatori della rivista Baldus e del gruppo ’93, ha pubblicato numerosi libri di poesia e romanzi, ha tradotto poesie di Góngora, Frénaud, Lely, ha collaborato assiduamente con Il Laboratorio, la stamperia d’arte fondata da Vittorio Avella e Antonio Sgambati nel 1978 a Nola (Napoli), con l’intento di preservare il sapere manuale delle tecniche calcografiche e di recuperare il legame tra arte e artigianato. Attualmente Il Laboratorio è una delle principali stamperie italiane e può vantare una grande fama internazionale.

 




 Cinque libri realizzati dal Laboratorio accostando un testo di Mariano Bàino a tavole di noti artisti: Campo Stellato, Carnevale Minore, Fax Giallo e poi Sparigli Marsigliesi, raccolta di testi poetici di Bàino con acqueforti e acquetinte di Vittorio Avella ed infine Ritratto immaginario di Hiccer, elaborato gioco combinatorio, con altri lavori grafici saranno in esposizione  fino al 28 aprile.

 

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