giovedì 19 marzo 2026

Thaddaeus Ropac | Fondazione Giorgio Cini | David Salle. Painting in the Present Tense | 5 maggio - 27 settembre 2026 | Venezia

 David Salle
Painting in the Present Tense
La Galleria di Palazzo Cini
5 maggio — 27 settembre 2026


 Un modo per sovvertire una tecnologia egemonica è quello di cooptarla.
–– David Salle

 

Workplace, Oil, acrylic, Flashe and charcoal on archival UV print on linen Image 182.9 x 236.2 cm (72 x 93 in) Frame 195 x 248.3 x 7 cm (76.77 x 97.76 x 2.76 in). © David Salle / ARS New York. Courtesy Thaddaeus Ropac gallery, London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul. Photo: John Berens.


In concomitanza con la Biennale Arte 2026 e in occasione della sua prima mostra personale nella città, l’esposizione di David Salle alla Galleria di Palazzo Cini estende l’uso dell’intelligenza artificiale da parte dell’artista newyorkese come strumento per svelare e ricalibrare la logica della pittura. La mostra è curata da Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, ed è sostenuta dalla galleria Thaddaeus Ropac. Concentrando il suo modello di IA sui precedenti Tapestry Paintings (1989–91) – una serie di opere basate su arazzi imperiali russi del XVIII secolo che erano a loro volta interpretazioni di dipinti italiani del XVI e XVII secolo – Salle crea nuovi dipinti che collassano tempo, medium e luogo. Pur rimanendo profondamente legato alla tradizione secolare della pittura su tela, Salle ha adottato con rapidità le nuove tecnologie all’interno della propria pratica. La sua recente collaborazione con l’intelligenza artificiale può essere vista, in parte, come un atto di resistenza all’idea che l’IA sostituirà la creatività umana. Come egli stesso spiega: «Un modo per sovvertire una tecnologia egemonica è cooptarla per i propri fini.»

Salle è all’avanguardia nella produzione di immagini con l’intelligenza artificiale dal 2022, quando ha iniziato a sviluppare un modello personalizzato addestrato principalmente sui contenuti del proprio lavoro. Il suo obiettivo non era esternalizzare il ruolo dell’artista o del pensatore, ma introdurre una forza destabilizzante nella propria arte. Come afferma l’artista: «per uscire da me stesso.» La macchina non dipinge né disegna nulla; distorce e decostruisce lo spazio compositivo per poi riassemblarne i frammenti in un nuovo insieme sintetico. Salle presenta così un corpus di opere che affronta direttamente l’ansia centrale del nostro tempo: quale parte della capacità umana di espressione sopravviverà all’ascesa di un’intelligenza artificiale autonoma e autodidatta?

I Tapestry Paintings originari incarnavano un aspetto chiave dello stile di Salle: la simultaneità. I dipinti italiani del XVI e XVII secolo – raffiguranti narrazioni bibliche, ritratti di corte, nature morte e altre scene di genere – erano stati tradotti con maestria in lana e seta dai tessitori russi. Salle ritradusse queste composizioni di arazzi in pittura su tela, creando i gruppi di immagini liriche che sono diventati il segno distintivo della sua arte. L’artista introdusse inoltre pannelli separati incastonati nella superficie della tela, inseriti a filo per interrompere l’architettura compositiva dei dipinti e fornire motivi e tempi contrastanti. Tutti gli elementi della composizione – lo sfondo arazzo dipinto, la sovrapittura lirica, le immagini inserite – devono essere considerati insieme, vissuti nella loro simultanea presenza nel presente.

In questa mostra, i Tapestry Paintings di Salle subiscono un’ulteriore e più profonda trasformazione. Filtrate attraverso il modello di intelligenza artificiale di Salle, le figure e le scene già tradotte due volte dai loro contesti italiani originari vengono ora deformate in astrazioni fantasmagoriche “all-over”. Pur completamente trasformate, conservano il DNA dei dipinti originali di Salle e quello del loro remoto materiale storico-artistico di partenza. I disegni vengono quindi stampati su tela, stabilendo il terreno su cui interviene l’artista nel presente. Reagendo intuitivamente, Salle corregge, attacca o amplifica ogni pixel stampato con il proprio pennello, introducendo allo stesso tempo un ulteriore strato di immagini dipinte con colori ad alto contrasto e alta luminosità. Una tecnologia antichissima – la pittura a olio – viene così fatta coesistere con una contemporanea.

Nel risultato finale, cortigiani, nudi, monarchi e cavalieri in armatura allucinati dall’intelligenza artificiale competono sul piano pittorico con frammenti di pubblicità di moda, pile di tazze da tè e altri oggetti di natura morta. Realtà simulate e realtà dipinte si scontrano e si intrecciano, generando giustapposizioni fluide che resistono a ogni identità temporale o geografica.

 

Mime, 2026, Oil, acrylic, Flashe and charcoal on archival UV print on linen Image 182.9 x 236.2 x 3.8 cm (72 x 93 x 1.5 in) Frame 195 x 248.3 x 7 cm (76.77 x 97.76 x 2.76 in)© David Salle / ARS New York. Courtesy Thaddaeus Ropac gallery, London · Paris · Salzburg · Milan · Seoul. Photo: John Berens.

 

 Tutto nella pittura esiste al presente. I tempi passati della storia dell’arte risuonano attraverso il dipinto anche se sono racchiusi al suo interno.
–– David Salle

 
Se l’intelligenza artificiale può scansionare, metabolizzare e fare la media di enormi flussi di materiale visivo – facendo di fatto ciò che Salle ha fatto nella pittura nel corso della sua carriera – la rete neurale della macchina inizialmente non possedeva alcuna comprensione dei valori pittorici fondamentali, come contorni, bordi o rapporti tonali. Salle ha dotato la macchina degli equivalenti digitali di questi valori: ad esempio il modo in cui una pennellata può definire un bordo ed essere allo stesso tempo un elemento espressivo autonomo. Conferendo all’IA questa capacità rudimentale di traduzione, Salle le ha consentito di assumere il ruolo di partner creativo junior. L’intelligenza artificiale agisce così come una sorta di doppio agente che si muove liberamente tra passato e presente, tra reale e fantastico, remixando il lavoro dell’artista in modi spesso sorprendenti, bizzarri o addirittura sovversivi. «La macchina viola le regole della rappresentazione senza soffrire di sensi di colpa», afferma l’artista.

Secoli di storia dell’arte si inseguono mentre l’intelligenza artificiale si insinua nella circolarità della logica pittorica di Salle. La mimesi – ragion d’essere dell’IA ma anche pretesto dello stesso pittore – viene spinta ai suoi limiti come forza generativa nell’arte, in quella che Salle definisce una sorta di “ventriloquismo”. L’artista esplora fino a che punto può spingersi l’imitazione prima di andare in corto circuito, prima che il rapporto tra la cosa e la sua descrizione collassi nel nonsenso.

A Palazzo Cini il processo circolare di Salle incontra un ulteriore contesto storico-artistico. Le gallerie inferiori del palazzo ospitano dipinti rinascimentali italiani e oggetti d’arte decorativa, tra cui arazzi risalenti al XV secolo e oltre, mentre le gallerie superiori sono dedicate all’arte contemporanea. L’ambientazione stessa diventa un’eco dell’impulso storicizzante dei dipinti, producendo la sensazione di un’infinita mise en abyme.
In un mondo in cui immagini inautentiche vengono prodotte attivamente per manipolare e distorcere la realtà, la proposta di Salle di uno spazio pittorico realmente malleabile assume un carattere di urgenza. La sua collaborazione con la macchina è diventata una sfida: in gioco vi è la capacità dell’artista, come egli stesso afferma, di “strappare il significato alla direzione verso cui l’intelligenza artificiale lo sta conducendo, riportandolo nelle mani dell’uomo”.

Informazioni sull’artista

Nato nel 1952 in Oklahoma, Salle vive e lavora a Brooklyn, New York. Ha studiato al California Institute of the Arts dal 1970 al 1975, dove è stato allievo dell’artista concettuale John Baldessari. Spesso citato come esempio di Postmodernismo, Salle è diventato famoso negli anni ‘80 come figura di spicco della Pictures Generation. La prima mostra personale di Salle si è tenuta al Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam nel 1983, seguita da una retrospettiva a metà carriera nel 1987 al Whitney Museum of American Art di New York, che in seguito è stata ospitata dal Museum of Contemporary Art di Chicago e dal Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Nel 1999, una retrospettiva della sua produzione pittorica è stata inaugurata allo Stedelijk Museum di Amsterdam e successivamente trasferita al Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien di Vienna, al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Torino e al Guggenheim Museum di Bilbao.

Successive mostre dedicate all’opera di Salle sono state allestite al Museo de Arte Contemporáneo de Monterrey (2000), alla Kestner Gesellschaft di Hannover (2009), al Centro de Arte Contemporáneo de Málaga (2016) e alla Brant Foundation di Greenwich (2021). 

Pur essendo principalmente un pittore, Salle è stato attivo anche nel campo delle arti performative, disegnando scenografie e costumi per la coreografa Karole Armitage. Le loro collaborazioni teatrali sono state rappresentate nei teatri lirici di tutto il mondo, tra cui il Metropolitan Opera di New York, la Brooklyn Academy of Music di New York, il Citizens Opera House di Boston, l'Opéra national de Paris, la Deutsche Oper Berlin e l’Opéra Comique di Parigi. Nel 1986 Salle ha ricevuto una borsa di studio Guggenheim per il suo lavoro nel teatro. Nel 1995 ha diretto il film Search and Destroy, prodotto da Martin Scorsese e interpretato da John Turturro, Christopher Walken e Griffin Dunne.

Salle è anche uno scrittore e critico prolifico, i cui saggi e interviste sono stati pubblicati su Artforum, Art in America, The New York Times, T: The New York Times Style Magazine e The Paris Review, oltre che in numerosi cataloghi di mostre e antologie. Collabora regolarmente con The New York Review of Books. La sua acclamata raccolta di saggi critici, How to See: Looking, Talking, and Thinking about Art, è stata pubblicata da W.W. Norton nel 2016.

Salle è membro della National Academy of Design e dell’American Academy of Arts and Letters.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

MIA Photo Fair BNP Paribas - 15esima edizione

 MIA Photo Fair BNP Paribas 
La quindicesima edizione della fiera italiana dedicata alla fotografia 

Da giovedì 19 marzo a domenica 22 marzo 2026
Giovedì – venerdì: ore 11.00 – 21.00
Sabato – domenica: ore 11.00 – 20.00
Superstudio Più, via Tortona 27, Milano

 

Coyrtesy MIA Photo Fair BNP Paribs. Ph. ZIMA Studio




MIA Photo Fair BNP Paribas presenta la quindicesima edizione della fiera italiana dedicata alla fotografia, presso gli spazi di Superstudio Più a Milano da giovedì 19 marzo a domenica 22 marzo 2026 (anteprima su invito: mercoledì 18 marzo 2026).
 
La manifestazione, organizzata da Fiere di Parma e diretta per il terzo anno da Francesca Malgara, ha il patrocinio del Comune di Milano e vede il supporto di BNL BNP Paribas, già storico main sponsor dal 2012, e title sponsor dal 2025, e di Deloitte che, con il patrocinio di Fondazione Deloitte, è diventato main sponsor della fiera lo scorso anno.
 
Dice Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano:
«MIA Photo Fair BNP Paribas si conferma, anno dopo anno, un appuntamento centrale nel calendario culturale milanese e nel panorama nazionale dedicato alla fotografia. Dal 19 al 22 marzo, negli spazi di Superstudio Più, Milano torna a essere punto di riferimento per la fotografia d’autore, rafforzando il ruolo della città come piattaforma internazionale capace di mettere in dialogo ricerca artistica, mercato, istituzioni e nuove generazioni. Il tema scelto per questa edizione, “Metamorfosi”, è particolarmente significativo. La fotografia è, per sua natura, un linguaggio in continua trasformazione: evolve nelle tecniche, nei supporti, nelle tecnologie, ma soprattutto negli sguardi. Metamorfosi significa attraversare il cambiamento senza perdere identità, interrogare il presente e immaginare nuove possibilità di senso. È un tema che parla alla fotografia, ma anche alla nostra contemporaneità. Il Comune di Milano sostiene con convinzione questa manifestazione, esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato capace di generare valore culturale, sociale ed economico per la città».
 
Dice Francesca Malgara, Direttrice artistica di MIA Photo Fair BNP Paribas:
«MIA Photo Fair BNP Paribas prosegue a ogni edizione un preciso percorso di crescita internazionale rafforzando il dialogo con gallerie, artisti e istituzioni provenienti da tutto il mondo, e costruendo una rete di relazioni sempre più ampia e qualificata. La fiera oggi si configura come una piattaforma aperta, capace di mettere in connessione visioni, geografie e linguaggi diversi, mantenendo al tempo stesso un legame profondo con Milano e con il suo tessuto culturale. In questa tensione tra dimensione globale e radicamento urbano, MIA Photo Fair BNP Paribas si afferma come uno spazio vivo di incontro e di trasformazione, in cui la fotografia diventa strumento di lettura del presente e di immaginazione del futuro.»
 
Dice Luca Ranieri, Head of ESG Strategy, Communication & Public Affairs BNL BNP Paribas:
«Ogni anno rinnoviamo il nostro impegno concreto come title sponsor di MIA Photo Fair BNP Paribas; in questa edizione 2026, con il reportage “Non si diventa grandi da soli” offriamo uno sguardo ulteriore ai nostri ospiti. L’obiettivo della macchina fotografica punta, infatti, sulle vite quotidiane della periferia di Milano, per attraversare un’umanità fatta di volti che raccontano storie, sogni e progetti. Ciò è coerente con il nostro Progetto IncluCity, nato per favorire l’inclusione sociale di giovani in contesti socioculturali complessi. Il successo crescente di MIA Photo BNP Paribas ci conferma quanto l’arte e la cultura siano valori trasversali oltre che driver sociali ed economici».
 
Il comitato di selezione ha scelto 111 espositori, di cui 76 gallerie, 27 internazionali e 24 alla loro prima partecipazione, a conferma del ruolo della fiera quale appuntamento di riferimento per la fotografia in Italia. Completano il panorama espositivo 16 presenze tra istituzioni (provenienti dall’Italia e dall’estero), progetti speciali e mostre, oltre a 14 editori e 6 media partner.
 
Un programma articolato che mette in dialogo fotografia storica e contemporanea, pratiche documentarie, ricerca artistica e nuove tecnologie è quello presentato da MIA Photo Fair BNP Paribas per l’anno 2026. Un palinsesto che coinvolge musei, gallerie internazionali, fondazioni, premi e progetti editoriali, confermando la fiera come piattaforma di riferimento per la fotografia d’autore.
 
 
Coyrtesy MIA Photo Fair BNP Paribs. Ph. ZIMA Studio


 
 
IL TEMA DELLA 15 ª EDIZIONE: METAMORFOSI
La quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas porta il titolo di “Metamorfosi”, un processo vitale di trasformazione che investe linguaggi, identità, pratiche artistiche e codici visivi. Il tema richiama l’opera omonima di Ovidio, che nei suoi racconti ha definito il cambiamento una condizione universale dell’esistenza. Ma Metamorfosi è anche una parola chiave della contemporaneità, capace di descrivere tanto le evoluzioni dell’immagine – dalla fotografia analogica alla post-produzione digitale – quanto le trasformazioni culturali e sociali che attraversano il nostro tempo.
 
Il tema abbraccia le molteplici declinazioni della fiera – dalle sezioni curate al visual, dai premi ai progetti speciali – e intende stimolare nuove riflessioni sull’identità, la materia, i media e la relazione tra umano e artificiale. Perché cambiare forma non significa perdere riconoscibilità, ma acquisire nuove possibilità di senso.
 
L’immagine guida della fiera è una storica Polaroid dell’artista statunitense William Wegman, scelta per il suo linguaggio ironico e diretto, capace di evocare profondità concettuale senza artifici digitali.

LE SEZIONI DELLA FIERA
Sono quattro le sezioni della quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas: la Main Section e tre sezioni tematiche curate, Beyond Photography – Dialogue, Reportage Beyond Reportage e FOCUS Latino. Un sistema di colori guida lo spettatore lungo il percorso espositivo, con un riferimento cromatico applicato alle varie gallerie o ai singoli artisti per indicarne la sezione di riferimento.
 
Beyond Photography – Dialogue
A cura di Domenico de Chirico
Giunta alla sua settima edizione, Beyond Photography – Dialogue continua il proprio percorso di esplorazione della libertà di espressione e del dialogo tra idee e linguaggi diversi. Un progetto che propone un modo nuovo, dinamico e aperto di confrontarsi con i temi della contemporaneità, stimolando la riflessione critica e l’incontro tra visioni differenti.
Il tema di quest’anno, Metamorfosi, invita a riflettere sul cambiamento come forza generativa e processo vitale, sottolineando come ogni trasformazione, intima o sociale, possa aprire nuovi orizzonti espressivi e relazionali. Per questo, Beyond Photography – Dialogue si propone come luogo ideale d’interazione, in cui la fotografia dialoga con altre forme d’arte – dalla scultura all’installazione, dalla pittura alla performance e al video – esprimendo al meglio la propria potenza dialettica.
Alcune gallerie presenti in questa sezione sono in condivisione con la sezione Focus Latino, a cura di Rischa Paterlini, scoprendo una vicinanza di temi e medium che i vari espositori possiedono nel raccontare le molteplici declinazioni della fotografia.
 
Reportage Beyond Reportage
A cura di Emanuela Mazzonis
La sezione indaga le evoluzioni della fotografia documentaria contemporanea, dove il reportage si trasforma in narrazione intima e complessa, capace di restituire senso e profondità all’atto fotografico.
In un contesto saturo di immagini e dominato dall’immediatezza, Reportage Beyond Reportage invita a rallentare lo sguardo e a ristabilire un rapporto più consapevole con le storie raccontate dagli artisti. Oggi il reportage tradizionale lascia spazio a una fotografia documentaria che va oltre la notizia e l’“esclusiva”, per porre domande, mettere in discussione il visibile e restituire senso e profondità alle immagini, riaffermando il ruolo della fotografia come strumento di rivelazione e comprensione della realtà. Un invito a riscoprire l’essenza dell’atto fotografico e l’unicità dell’immagine, capace di mettere in discussione e in dialogo le componenti della vita che scorre davanti ai nostri occhi e ridare un ordine alle immagini.
Seguendo il pensiero di Italo Calvino a proposito delle Metamorfosi di Ovidio, la molteplicità delle immagini e dei significati apre a diverse chiavi di lettura. Allo stesso modo, Reportage Beyond Reportage invita ad accogliere la complessità del presente e lasciare che siano le immagini a guidarci verso possibili interpretazioni e nuovi codici narrativi.
 
Focus Latino
A cura di Rischa Paterlini
La sezione Focus presenta una selezione di artisti latinoamericani, iberici e diasporici, insieme ad autori italiani e internazionali che hanno indagato temi affini legati a identità ibride, migrazione e trasformazioni culturali. In dialogo con il tema Metamorfosi della fiera, la fotografia — estesa al video, all’installazione e all’intelligenza artificiale — diventa veicolo di mutazioni estetiche e culturali, aprendo nuovi immaginari.
Il Focus Latino attraversa geografie e genealogie che vanno dall’America Latina alla penisola iberica, fino alle comunità diasporiche, mettendo in relazione storie personali e collettive, corpi, linguaggi e appartenenze. In questa prospettiva, la sezione intreccia il proprio percorso con Beyond Photography - Dialogue, a cura di Domenico de Chirico.
 
Main Section
Dedicata ai progetti delle gallerie consolidate nel panorama nazionale e internazionale sul tema Metamorfosi.
 
 
Coyrtesy MIA Photo Fair BNP Paribs. Ph. ZIMA Studio

 
 
I PROGETTI SPECIALI IN FIERA

BNL BNP PARIBAS

Non si diventa grandi da soli è il reportage fotografico di Giorgio Galimberti ospitato nella Lounge di BNL BNP Paribas, con primi piani e dettagli che ritraggono le persone di alcuni quartieri della periferia milanese, tra cui il Giambellino. Questo progetto, dedicato alla Fondazione Don Gino Rigoldi, attraversa generazioni ed etnie, raccontando storie di fiducia e riscatto umano e sociale.
Tutto ciò è coerente con il Progetto IncluCity dedicato all’inclusione giovanile attraverso il quale la Banca opera nelle periferie di Milano, Padova, Prato, Roma e Napoli, supportando e costruendo un network di associazioni sul territorio, tra cui la Fondazione Don Gino Rigoldi per la città di Milano. Anchor partner sono Save the Children Italia, Comunità di Sant’Egidio, Fondazione Alberto e Franca Riva, ma IncluCity continua ad allargare la propria rete solidale, con il coinvolgimento di circa 40 realtà non-profit che contribuiscono ad aumentare l’impatto a favore di bambini e adolescenti. Sono oltre 3.000 finora i giovani che hanno potuto frequentare programmi di studio e formazione lavoro, scambi culturali, laboratori e sport. Un gruppo è stato anche distinto nella realizzazione di un cortometraggio.
 
Deloitte Photo Grant
Con il patrocinio di Fondazione Deloitte e con la direzione artistica di Denis Curti, Deloitte Photo Grant espone le opere vincitrici delle prime tre edizioni del Premio: le fotografie di Newsha Tavakolian, fotografa iraniana e membro di Magnum Photos, vincitrice della prima edizione 2023; Davide Monteleone, fotografo italiano e National Geographic Fellow, vincitore della seconda edizione 2024; e Carlos Idun-Tawiah, fotografo e regista ghanese, vincitore dell’ultima edizione Contrast, con il progetto intenso e commovente dal titolo Hero, Friend, Father. La mostra include anche il progetto di Atefe Moeini, vincitrice dell’Open Call 2025, dedicata a giovani artisti e artiste under 35, con la serie Go Live.
Il tema di quest’anno è Proximities e, come di consueto, prevede due sezioni: una dedicata al premio, punto di riferimento imprescindibile per il mondo della fotografia d’autore, mentre l’altra sezione, l’Open Call, è dedicata a talenti emergenti e si è affermata come una vera e propria piattaforma di lancio per giovani fotografi.
 
Aon – Mostra William Wegman
Aon, azienda leader nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi e del capitale umano, affianca per il terzo anno consecutivo MIA Photo Fair BNP Paribas in qualità di partner.
In questa occasione Aon ospita nel proprio stand la mostra delle Polaroid di William Wegman (Holyoke, 1943), presentata dalla Galleria Alta, in dialogo con il tema “Metamorfosi” della fiera per l’anno 2026. Attraverso la grande Polaroid 20x24 e la presenza scenica dei suoi cani Weimaraner, il fotografo statunitense guida il visitatore in un viaggio nel processo di trasformazione che accomuna uomo e animale: i cani diventano, di volta in volta, personaggi, oggetti, paesaggi, figure archetipiche o citazioni dalla storia dell’arte. In questo percorso la fotografia istantanea si fa strumento di metamorfosi e collaborazione tra artista e soggetto; immagini insieme giocose e contemplative invitano a una riflessione sull’identità, sulle relazioni interspecie e sul modo in cui lo sguardo fotografico trasforma ciò che vediamo e il modo in cui ci vediamo.
 
Eberhard & Co.
Istanti Ritratti è la mostra che Eberhard & Co. presenta al MIA Photo Fair BNP Paribas dedicata alla fotografa Elisabetta Catalano (1944 – 2015), realizzata in collaborazione con l’Archivio Catalano nato per la conservazione e la valorizzazione delle sue opere. Una galleria di ritratti in cui l’artista cattura l’essenza di personaggi appartenenti a tre universi che ha attraversato e frequentato tra la fine degli anni ’60 e gli anni ’70: il mondo dell’arte, quello del cinema e il “mondo” inteso come La Dolce Vita.
Personaggi come Helmut Berger e Marisa Berenson, Claudia Cardinale, Enrico Castellani, Roman Polanski e Sharon Tate, Gilbert & George si susseguono, ciascuno immortalato in un contesto peculiare, quasi a cercare una sintesi della dimensione artistica e umana di ciascuna personalità.
La mostra presenta una serie di ritratti in cui i soggetti sono colti in pose, espressioni e gesti differenti: in questi atti sospesi, la fotografia si riafferma, attraverso le opere di Catalano, come l’arte per eccellenza capace di fermare l’istante, rendendo presente un momento che altrimenti svanirebbe nel flusso continuo del tempo. L’istante ritratto non è mai casuale, ma sempre frutto di un lungo lavoro di ricerca ed elaborazione: la paziente attesa della fotografia capace di cogliere un momento preciso, irripetibile e volatile, non quello prima, non quello dopo.
 
Kartell
Il Kartell Bistrot presente al MIA Photo Fair BNP Paribas è uno spazio, interamente progettato dal brand, dedicato all’accoglienza e alla convivialità, al cui interno è allestita una mostra dedicata a Giovanni Gastel (Milano, 1955-Milano, 2021), dando vita a un dialogo armonico tra fotografia, spazio e design.
Recuperate dall’Archivio Kartell emergono immagini inconfondibili del fotografo milanese, insieme a molte provenienti dal catalogo 1995–1996 voluto da Claudio Luti, convinto sostenitore della contaminazione tra linguaggi creativi, in un periodo in cui il dialogo tra moda e design era fortemente innovativo. Attraverso lo sguardo di Gastel, gli arredi Kartell diventano protagonisti dell’obiettivo, trattati come abiti di moda e messi in relazione con modelle che interagiscono con forme e materiali. Emblematica l’immagine in cui la lunga libreria Bookworm di Ron Arad diventa la naturale prosecuzione dell’acconciatura di una modella avvolta in un drappo rosso: una sintesi perfetta della visione di Gastel. Completano il racconto un carosello di immagini raccolte in un video omaggio ai 70 anni di Kartell (1949-2019) per la mostra The Art Side of Kartell, e i ritratti di famiglia in cui il gioco e la magia diventano linguaggio creativo.
Per Kartell, un prodotto non è mai solo un oggetto, ma un elemento unico e carico di significato, capace di raccontare una storia di innovazione, ricerca e cultura
 
Portofino Dry Gin
What Remains of the Summers I Knew è il progetto inedito di Nicolò Pudel presentato da Portofino Dry Gin in occasione della 15a edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas. La serie esposta in fiera nasce dal bisogno di immortalare il valore del ritorno nei luoghi della memoria personale, al centro delle rappresentazioni c’è Portofino, raccontata non come destinazione turistica ma piuttosto come luogo di vita, caratterizzato da esperienze temporali e stratificazioni emotive. Centrale, infatti, nella ricerca del fotografo è il rapporto tra luogo, memoria e tempo. I suoi progetti, dal 2023 realizzati in analogico alternando colore e bianco e nero, si collocano tra la fotografia di paesaggio e di viaggio, con un’attenzione particolare alle tracce emotive che i luoghi accumulano nel tempo e nella memoria personale.
Le immagini in mostra non cercano una narrazione, ma rivelano l’atmosfera, ciò che resta dopo che il momento è passato. Il progetto si sviluppa attraverso osservazioni silenziose, ponendo al centro il tema del ritorno: tornare in un luogo un tempo familiare e scoprirlo cambiato dal tempo, dall’assenza e dallo sguardo stesso di chi vi fa ritorno. Le immagini portano a interrogarsi su ciò che rimane quando l’intensità dell’estate e della giovinezza si attenua, e quando un luogo diventa tanto interiore quanto geografico.
 
 
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LA SEZIONE ISTITUZIONALE

MIA Photo Fair BNP Paribas accoglie una selezione di stand firmati da istituzioni attive sul territorio nazionale e internazionale che presentano scorci e visioni dell’universo della fotografia.
 
MUSEC – Museo delle Culture di Lugano
Il MUSEC – Museo delle Culture di Lugano partecipa a MIA Photo Fair BNP Paribas con Summa, progetto espositivo dedicato al fotografo tedesco Hans Georg Berger (Treviri, 1951), a cura di Sabrina Camporini e Francesco Paolo Campione. La mostra presenta 35 fotografie in bianco e nero, in gran parte inedite, selezionate dagli archivi dell’artista come nucleo rappresentativo della sua ricerca. Le opere attraversano un ampio arco temporale e geografico: dai primi scatti irlandesi del 1973 ai reportage elbani, in particolare all’Eremo di Santa Caterina, ai soggiorni a Monaco di Baviera, al viaggio in Egitto con Hervé Guibert, fino alle fotografie dell’Asia. Le immagini sono state realizzate prevalentemente tra il 1980 e il 1999 con una Rollei 35S su pellicola 35 mm 400 ASA, con alcune significative eccezioni datate 1973, 2003 e 2017. Il percorso si divide in cinque sezioni tematiche: il paesaggio, inteso come esperienza della natura; la persona, intesa come esperienza umana; il corpo, centrale nella riflessione del fotografo; le cose, intese come esperienza dell’architettura; la dimensione estetica, ricerca pura delle forme che si riconnette al punto di partenza.
 
Le Stanze della Fotografia
Le Stanze della Fotografia, progetto congiunto di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini, dedicato alla ricerca e alla valorizzazione della fotografia e della cultura visiva sull’isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, parteciperanno a MIA Photo Fair BNP Paribas con una propria esposizione. 
Per l’occasione vengono esposte tre opere di Horst P. Horst (Weißenfels, 1906 – Palm Beach, 1999), Courrèges bathing suit, Calvin Klein Hosiery e Carmen dell'Orefice Face Massage, in dialogo con le opere finaliste del concorso per giovani fotografi promosso dalla Fondazione Le Stanze della Fotografia, selezionate da una giuria composta da Denis Curti, co-curatore della mostra, Gert Elfering, proprietario dell’Estate Horst P. Horst, Francesca Malgara, direttrice artistica di MIA Photo Fair, Francesca Marani, Senior Photo Editor di Vogue Italia, e Anne Morin, curatrice della mostra e direttrice di diChroma Photography.
Durante i giorni della fiera, i visitatori saranno invitati a votare le opere finaliste e, al termine della manifestazione, verranno proclamati i tre vincitori del concorso.
Le opere di Horst P. Horst esposte in fiera sono un proseguo della mostra La Geometria della Grazia, curata da Anne Morin in collaborazione con Denis Curti, e in programma fino al 5 luglio 2026 nello spazio espositivo de Le Stanze della Fotografia di Venezia.
 
Casa Museo Molinario Colombari
Partner istituzionale per il secondo anno consecutivo di MIA Photo Fair BNP Paribas, Casa Museo Molinario Colombari esplora il tema della Metamorfosi come un viaggio alchemico, una metafora dell’esperienza e dell’identità umana, in continuo divenire.
Dalla nascita alla crescita, il sé si rivela in modo sempre più autentico in un processo di evoluzione che si plasma partendo da un bisogno profondo e ancestrale di conoscere la propria verità. Fino all’ultima trasformazione, la morte: non una fine, ma il compimento di un percorso in cui l’essenza dell’individuo si dissolve in una traccia luminosa. Il progetto espositivo prende forma in un dialogo che riflette l’estensione del sé attraverso una selezione di opere della Collezione Ettore Molinario: Fratelli Alinari, Clovis Bataille, Lisetta Carmi, Daniel Frasnay, Aneta Grzeszykowska, Martine Gutierrez, Sarah Jones, Christopher Makos, Angus McBean, Barrie Schwortz, Agata Wieczorek e artisti anonimi.
 
Fondazione Sella
Lo scatto del tempo. Vittorio Sella, il fotografo e il suo archivio è l’ultimo lavoro editoriale con cui Fondazione Sella si presenta a questa edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas. Realizzato in collaborazione con Antiga Edizioni e con il contributo di Strategia Fotografia 2024, il volume mostra per la prima volta l’archivio di Vittorio Sella (1859-1943), grande fotografo ed esploratore, focalizzandosi anche sulla sua modalità di lavoro, in cui la produzione fotografica è sempre accompagnata da un sistema di catalogazione, conservazione e vendita nonché da un’incredibile rete di relazioni nazionali e internazionali.
Conosciuto prevalentemente per le fotografie realizzate dalle cime delle più importanti catene del mondo, Vittorio Sella in questo libro viene raccontato in un modo finora inedito e più personale, attraverso i documenti dell’archivio da lui stesso formato e i testi di autorevoli studiosi di fotografia e di alpinismo, i quali ne rivelano la personalità, le riflessioni, le fragilità e i timori. Parallelamente, sono esposte in mostra immagini contemporanee di Giulio Favotto, in grado di restituire l’atmosfera dei suoi luoghi di lavoro, degli spazi dedicati alla catalogazione e cura del materiale fotografico, allora come adesso. L’esposizione segue l’impostazione del libro: è pensata per rappresentare quel dialogo profondo che Sella stesso costruì tra opere, scritti, oggetti e strumenti di lavoro.
 
Fondazione Francesca Rava - NPH Italia ETS.
La Fondazione Francesca Rava - NPH Italia partecipa alla 15ª edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas in qualità charity partner con la mostra fotografica “Artico: Un Deserto Abitato. Storie di resistenza umana ai confini del mondo”, progetto di Valentina Tamborra, fotografa e giornalista che da anni lavora su territori di confine.
Un progetto che intreccia arte, ambiente e diritti umani, mettendo al centro i popoli e le comunità che vivono nei territori più esposti ai cambiamenti climatici e il loro diritto a esistere in un territorio che sta scomparendo davanti ai nostri occhi.
Valentina Tamborra, fotografa e giornalista, lavora da anni su territori di confine: dall’Africa al Medio-Oriente, si occupa di disuguaglianze, guerre civili, crisi sociali e ambientali: lo stesso orizzonte in cui la Fondazione Francesca Rava opera da 25 anni, in Italia, Haiti e nel mondo.
Il ricavato della mostra fotografica è a sostegno dei progetti della Fondazione Francesca Rava dedicati all’infanzia e all’adolescenza in condizioni di disagio
 
 
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I PREMI
Sono dieci i premi che arricchiscono la proposta culturale di MIA Photo Fair BNP Paribas, testimoniando l’impegno della manifestazione nella promozione della fotografia e nel sostegno alle voci più interessanti del panorama internazionale.
 
Premio BNL BNP Paribas
Héctor Zamora, presentato dalla galleria Albarrán Bourdais, vince la quindicesima edizione con l’opera Sciame di dirigibili (2022)
Lo storico riconoscimento dal 2012 attribuito in fiera è arrivato alla sua quindicesima edizione. Il Premio BNL BNP Paribas torna ad approfondire il panorama fotografico contemporaneo, confermando il supporto costante che la Banca dedica alla sperimentazione fotografica. La fotografia vincitrice entrerà a far parte della collezione di BNL BNP Paribas, che a oggi annovera circa 6.000 opere. BNL BNP Paribas ha acquisito finora 16 lavori, dando un supporto concreto agli artisti e testimoniando la propria attenzione al talento e al futuro. L’opera vincitrice sarà scelta in fiera da una giuria di esperti, composta da: Francesca Malgara, Direttrice di MIA Photo Fair, Luca Ranieri, Head ESG Strategy, Communication & Public Affairs BNL BNP Paribas, Nicola Zanella, curatore e giornalista, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, collezionista e Sam Stourdzé, direttore dell’Accademia di Francia a Villa Medici.
 
Premio Casa Museo Molinario Colombari – “Estetiche della Metamorfosi”
Vue Gallery (Uccle, Belgio) vince la seconda edizione
Casa Museo Molinario Colombari rinnova per il secondo anno consecutivo la propria partecipazione a MIA Photo Fair BNP Paribas in qualità di partner istituzionale, confermando l’assegnazione del Premio Casa Museo Molinario Colombari, destinato alla galleria autrice del miglior stand con progetto curatoriale.
Giunto alla sua seconda edizione, il premio, in linea con il tema portante della fiera, è quest’anno intitolato “Estetiche della Metamorfosi”. Il riconoscimento valorizza lo stand capace di tradurre un progetto curatoriale e un concept espositivo in un’armonia estetica tra le opere e lo spazio, dando forma a una narrazione visiva e concettuale in grado di raggiungere il pubblico con una visione forte, coerente e incisiva.
La giuria del premio di quest’anno è composta da Ettore Molinario, fondatore della Casa Museo Molinario Colombari, Rossella Colombari, cofondatrice della Casa Museo Molinario Colombari, Chiara Panarello, direttrice della Collezione Ettore Molinario, Dott. Matthias Harder, direttore e curatore della Helmut Newton Foundation, Annette Kicken, titolare della Kicken Berlin Gallery, Chiara Agradi, curatrice della Fondation Cartier pour l’art contemporain, Isabelle von Ribbentrop, fondatrice di Upon Request Art, art advisor, collezionista e filantropa.
Casa Museo Molinario Colombari è un’associazione culturale no-profit, una realtà italiana dal respiro internazionale, abitata da due visioni complementari: la Collezione Ettore Molinario, frutto di oltre trent’anni di ricerca identitaria nel campo della fotografia e della scultura, e lo sguardo poliedrico di Rossella Colombari, gallerista ed esperta di design storico italiano. È un luogo di scambio ricettivo e di contaminazione culturale, un teatro vivente, in cui la dimensione privata si fonde con quella pubblica. Casa Museo Molinario Colombari si afferma, così, come interlocutore autorevole nella promozione di iniziative artistiche e culturali innovative, contribuendo ad alimentare la cultura visiva come strumento di conoscenza, dialogo e scambio nel panorama contemporaneo italiano e internazionale.

The Collectors.Chain Prize
Promosso da Art Defender, realtà leader in Italia nel campo dell’art collection management. Il Premio nasce nell’ambito del progetto The Collectors.Chain, avviato nel 2021 come community capace di mettere in relazione le voci più autorevoli del collezionismo e di favorire scambio, dialogo e condivisione tra esperienze, sensibilità e pratiche diverse dell’essere collezionista. Il riconoscimento rafforza ulteriormente questa visione, traducendo l’impegno di Art Defender verso la fotografia in un premio acquisizione destinato ad arricchire ormai da diversi anni la corporate collection dell’azienda. Il The Collectors.Chain Prize si rivolgerà agli artisti e alle gallerie partecipanti a MIA Photo Fair e verrà assegnato in fiera. La giuria sarà presieduta da Walter Guadagnini e si comporrà ogni anno di tre prestigiosi collezionisti di fotografia, chiamati a individuare il progetto che meglio esprime, sia in chiave di continuità che di rottura, nella storia della fotografia, qualità, ricerca e coerenza all’interno del panorama contemporaneo. Fanno parte della giuria: Walter Guadagnini, Presidente del Premio e curatore, Cristina López Triana, collezionista, Luisa Pavia, collezionista e Pierluigi Gibelli, collezionista.
 

Premio miramART
Gleeson Paulino con l’opera Faz de Conta, presentato dalla galleria Chroma / Orma, vince la quarta edizione
L’associazione culturale no-profit miramART, fondata da Andrea e Fabio Fustinoni e Andrea Botto, rinnova, tramite il Premio acquisto miramART, la partnership con la fiera. L’associazione sostiene un artista della sezione FOCUS, curata da Rischa Paterlini, acquisendo una delle sue opere. L’opera selezionata entrerà a far parte della collezione di miramART, sarà esposta negli spazi del Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure e sarà inclusa nel catalogo annuale della Collezione edito da Allemandi. L’obiettivo del Premio è supportare e promuovere la creatività artistica, dando visibilità ai talenti emergenti. Il Premio rappresenta un impegno concreto per la diffusione di una visione aperta e inclusiva dell’arte contemporanea. L’associazione continua a promuovere il dialogo e il confronto attraverso iniziative che stimolano il dibattito contribuendo alla crescita di una comunità artistica dinamica e internazionale. L’opera acquistata sarà scelta da una giura in fiera.

Fondo Acquisto Fiere di Parma | Quarta edizione
Istituito nel 2022, il Fondo Acquisto Fiere di Parma rappresenta un’importante iniziativa che unisce cultura e collezionismo. Per l’edizione 2026 di MIA Photo Fair BNP Paribas, l’azienda conferma lo stanziamento di un fondo destinato all’acquisto di opere esposte in fiera, costituendo un’importante opportunità per sostenere le gallerie partecipanti e per promuovere e valorizzare il panorama artistico contemporaneo. Le opere selezionate entreranno a far parte della collezione dedicata alla fotografia di Fiere di Parma. Con questa iniziativa, Fiere di Parma sottolinea il proprio ruolo di promotore dell’arte, valorizzando il talento degli artisti e rafforzando il legame tra il mondo del business e la cultura.

Premio La NUOVA Scelta Italiana | Quinta Edizione
Per il quinto anno consecutivo, Lucia Bonanni e Mauro Del Rio ampliano la propria collezione tramite il Premio La NUOVA Scelta Italiana.
Con il supporto di un prezioso advisory board, composto da Giorgio De Mitri, direttore creativo, editore e curatore, fondatore di Sartoria Comunicazione, Claudia Loeffelholz, curatrice e critica d’arte, co-fondatrice di LaRete Art Projects, Emanuela Mirabelli, photo Editor della rivista Marie Claire, ed Enrica Viganò, curatore indipendente, giornalista, editore, private art dealer e fondatore di ADMIRA Milano, i due collezionisti selezionano ogni anno due fotografi italiani che considerano eredi dei grandi Maestri della fotografia italiana e che incarnano l’evoluzione del linguaggio fotografico nella contemporaneità.
I vincitori del Premio per questa edizione sono Raffaela Mariniello e Paolo Ventura, i quali, oltre a un riconoscimento economico del valore di 15.000 € per ciascun artista, espongono le loro opere in fiera in uno spazio dedicato e presentano il loro progetto sabato 21 marzo alle ore 15 all’interno del Programma Culturale. Una mostra personale per ciascuno degli artisti vincitori è prevista nello spazio Colonne28, una suggestiva chiesa sconsacrata in centro a Parma, insieme alla pubblicazione di un catalogo.

Premio Irinox “Save the Food – Feeding the Image”
A cura di Claudio Composti e supportato da Irinox S.p.A. – Società Benefit ed azienda certificata B Corp il Premio Irinox “Save the Food” presenta in fiera undici progetti fotografici dedicati al cibo declinato in diverse forme e selezionati attraverso una call dedicata. Con il titolo “Feeding the Image”, il Premio si apre a una prospettiva più ampia e profonda sul concetto di nutrimento, rivolgendo sempre una particolare attenzione ai temi della sostenibilità e dello spreco alimentare, ma anche al food for thought, “cibo per la mente”. La fotografia diventa così uno strumento capace di nutrire lo sguardo – si inizia a mangiare con gli occhi – e in grado di generare riflessione, dialogo e consapevolezza. Irinox S.p.A. acquisterà una fotografia tra le opere dei finalisti in mostra nello stand dedicato in fiera per arricchire la propria corporate collection. Inoltre, si rinnova la collaborazione con Yeast Foto Festival, sotto la direzione di Flavio&Frank e Veronica Nicolardi con la direzione artistica di Edda Farenhorst, che selezionerà un progetto tra i finalisti – indipendentemente dal vincitore del Premio Irinox – da esporre nell’ambito della quinta edizione di Yeast Photo Festival che si terrà a settembre 2026 a Matino (Lecce). Tra i giurati del Premio: Katia Da Ros, imprenditrice e Vice Presidente di Irinox S.p.A., Claudio Composti, curatore indipendente, fondatore e art advisor di mc2gallery ed Emanuela Mazzonis, curatrice indipendente.

Premio The Portfolio Parade | Terza edizione
Naguel Rivero (Argentina) vince la residenza d'artista SARP a Linguaglossa (Catania)
Michal Baratz Koren (Israele) vince la pubblicazione del proprio portfolio su Gente di Fotografia
Il Premio curato da Erik Kessels – artista, curatore e narratore visivo olandese – è una piattaforma di valorizzazione dei talenti, che si realizza attraverso una mostra collettiva sperimentale negli spazi della fiera, pensata come luogo di scoperta e ricerca visiva. Attraverso un concorso a partecipazione aperta, che accoglie candidature da tutto il mondo, Kessels selezionerà un ampio ed eclettico mix di portfolio fotografici inediti e innovativi. Le opere selezionate saranno presentate in una mostra all’interno della fiera attraverso un’installazione giocosa e stimolante che rompe con i formati espositivi tradizionali, invitando i visitatori a esplorare la fotografia in modi nuovi e inaspettati, offrendo una riflessione affascinante sul linguaggio in continua evoluzione della fotografia contemporanea. Con un’attenzione particolare verso il sistema dell’arte e del collezionismo, The Portfolio Parade sottolinea l’urgenza di promuovere nuove visioni in un mercato in continua evoluzione. Tutti i portfolio selezionati saranno presentati con pari visibilità, offrendo agli artisti l’opportunità di entrare in contatto con un pubblico vasto e qualificato. Per il Premio The Portfolio Parade, il contributo di Fujifilm Italia — sponsor dell’iniziativa — rappresenta un supporto fondamentale, rendendo possibile la produzione della mostra curata da Erik Kessels. Un impegno concreto che testimonia la volontà di rendere la fotografia più accessibile, di diffonderne la cultura e di portare l’immagine oltre lo spazio espositivo, grazie all’eccellenza della stampa fotografica Fujifilm. «Sostenere progetti come The Portfolio Parade significa per noi valorizzare il dialogo tra arte e tecnologia. Per questa installazione abbiamo scelto l’eccellenza della nostra carta all’alogenuro d’argento FUJICOLOR Crystal Archive DPII nella finitura Lustre.» — Marika Gherardi, Marketing & Communication Manager Imaging Solution FUJIFILM Italia S.p.A. Tra gli artisti partecipanti al progetto, uno sarà selezionato dalla rivista specializzata Gente di Fotografia per la pubblicazione del proprio portfolio all’interno del numero che sarà disponibile in occasione dei giorni di fiera. L’artista selezionato avrà inoltre la possibilità di partecipare gratuitamente alla residenza “SARP/ Sicily Artist Residency Program” di Linguaglossa (Catania).

Superstudio Photo Award | Prima edizione
Il Superstudio Photo Award è il nuovo Premio presentato dalla fiera, in collaborazione con Superstudio e con il sostegno di Fujifilm italia, dedicato agli studenti iscritti a istituti, accademie o università europee tra i 18 e i 28 anni ed è stato pensato per i giovani fotografi che hanno iniziato il loro percorso professionale, ma sono ancora alla ricerca di una propria espressione. La prima edizione del Premio è dedicata al lavoro di Oliviero Toscani, il grande fotografo recentemente scomparso, capace come pochi di leggere e anticipare i mutamenti della società contemporanea. Il Premio vuole aiutare gli artisti a lasciarsi ispirare dalla sua storia. Il Superstudio Photo Award vuole diventare un ponte tra passato e futuro, ispirando i giovani creativi a tendere verso “altri e alti” traguardi. Con questo Premio, Superstudio vuole continuare a investire attivamente, come ha sempre fatto, sui nuovi talenti, tra moda, fotografia, arte e design, oltre che celebrare il legame personale e professionale che univa Oliviero Toscani ai fondatori Flavio Lucchini e Gisella Borioli, creatori nel 1983 della Città dell’Immagine della Moda.
Attraverso una call che si è chiusa il 15 dicembre 2025 scorso, dieci opere verranno selezionate ed esposte poi in fiera. Il tema che i candidati hanno seguito riprende il titolo “Metamorfosi” e si sviluppa come “Metamorfosi, dall’abito alla pelle: diversamente IO”, inteso come una ricerca personale, sulla propria trasformazione e sull’identità che viene ridefinita attraverso l’immagine.
Tutte le opere selezionate saranno stampate sulla rinomata carta fotografica Fujicolor Crystal Archive Professional Velvet, capace di restituire una gamma cromatica e una profondità tonale tali da rendere ogni lavoro ancora più avvincente ed espressivo. Tra i finalisti, il vincitore assoluto sarà scelto da una giuria tecnica e dal voto del pubblico e verrà annunciato ufficialmente il 22 marzo. Lo studente selezionato avrà l’opportunità di realizzare uno shooting professionale negli spazi di Superstudio 13, supportato da figure specializzate messe a disposizione dal team di Superstudio Set ed E-Photo – es. stylist, make-up artist, assistente di produzione, a seconda delle necessità. Un’esperienza unica che permetterà al vincitore di sviluppare un portfolio professionale con il supporto di esperti del settore.
Fujifilm Italia, in qualità di sponsor del Premio, metterà a disposizione del vincitore una fotocamera mirrorless del sistema GFX, corredata da ottiche GF, in comodato d’uso, da poter utilizzare durante lo shooting. Il sostegno di Fujifilm non si limita all’aspetto tecnico, ma assume un forte valore culturale e simbolico, confermando l’impegno dell’azienda nella promozione dei nuovi talenti e nella diffusione della cultura fotografica contemporanea attraverso l’eccellenza della stampa. “Sostenere iniziative come il Superstudio Photo Award significa per noi investire nel futuro della fotografia. Vogliamo che il vincitore possa esprimersi al meglio; per questo metteremo a sua disposizione la nostra tecnologia di punta, il sistema Large Format GFX100 II e ottiche GF. Crediamo che fornire strumenti professionali d’eccellenza sia il modo migliore per valorizzare il talento e dare nuova forza alle visioni dei giovani autori. Il talento merita di essere affiancato dalla tecnologia più avanzata.” — Silvia Carapellese, Brand Ambassador & Content Marketing Specialist di FUJIFILM Italia. Fanno parte della giuria del Premio: Gisella Borioli, giornalista, curatrice e imprenditrice, Francesca Malgara, direttrice MIA Photo Fair BNP Paribas, Lola Toscani, Oliviero Toscani Studio, Nicolas Ballario, curatore e giornalista, Toni Thorimbert, fotografo e Pier Paolo Pitacco, Art Director.

Image Media Excellence Award | Seconda edizione
Il magazine settimanale “d la Repubblica”, edito da GEDI Gruppo Editoriale e diretto da Emanuele Farneti, si aggiudica la seconda edizione dell’Image Media Excellence Award, il riconoscimento dedicato ai media generalisti che si distinguono per creatività, originalità e innovazione nell’uso delle immagini e del design visivo in ambito giornalistico. L’Image Media Excellence Award nasce per valorizzare l’impegno di quei media che contribuiscono alla diffusione della fotografia come strumento espressivo e alla sua valorizzazione in ambito contemporaneo presso il largo pubblico. Il Premio ha come obiettivo la costruzione di una relazione privilegiata con un media che diviene Special Media Partner di MIA Photo Fair BNP Paribas dal momento della nomina sino alla selezione del successivo vincitore.
“d” partecipa alla quindicesima edizione di MIA Photo Fair BNP Paribas con uno spazio in fiera dedicato, attraverso il quale i visitatori verranno immersi nella storia del magazine e nella sua visione editoriale in cui la fotografia ha da sempre un ruolo primario. Uno spazio importante è dedicato alle immagini di moda, dando risalto al lavoro di alcuni tra i più importanti nomi della fotografia internazionale che, negli ultimi quattro anni, hanno contribuito al successo di “d”. Inoltre, @coverjunkie, la piattaforma Instagram dedicata alle migliori cover di magazine, ha selezionato dieci copertine dall’archivio della rivista che vengono esposte in mostra.
 

 

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 LA SEZIONE DEDICATA ALL’EDITORIA
MIA Photo Fair BNP Paribas offre un approfondimento su editori, riviste e pubblicazioni specializzate nel campo fotografico, con una sezione dedicata all’editoria per scoprire le storie e le voci più autorevoli del settore. Il programma, ricco e diversificato, è pensato per un’immersione completa nell’universo visivo della fotografia d’arte e vede, tra gli autori che presenteranno i propri progetti editoriali in collaborazione con i loro editori, la partecipazione di: Joan Fontcuberta insieme a Michele Smargiassi e Maria Vittoria Baravelli; Walter Guadagnini; Francesca Orsi; Denis Curti insieme a Giuseppe Mastromatteo; Michele Servadio con Daniela Collu e altri ancora.

LA PROGRAMMAZIONE CULTURALE
MIA Photo Fair BNP Paribas propone come ogni anno un ricco programma culturale di incontri, conferenze e talk dedicati a temi attuali nel campo dell’arte e della fotografia, con la partecipazione di ospiti di rilievo della scena artistica italiana e internazionale.

Al programma culturale di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026 si aggiungono tre nuovi appuntamenti espressamente dedicati al collezionismo, a cura della Collezione Ettore Molinario, che promuove un percorso di ricerca sui temi dell’identità attraverso la fotografia, dalle origini ai linguaggi contemporanei, tra grandi maestri, autori emergenti e fotografi anonimi. Gli incontri strutturati in forma di dialogo e interamente in lingua inglese, sono momenti dinamici e sperimentali, volti a stimolare un dibattito aperto e consapevole sul passato, sul presente e sulle potenzialità future del collezionismo. Il primo incontro si tiene giovedì 19 marzo, dalle ore 17 alle ore 18, dal titolo Il passato - Le origini del collezionismo di fotografia. Una conversazione sulle origini del collezionismo fotografico: dalla prima asta mai interamente dedicata alla fotografia (Sotheby’s, Londra nel 1971), alle prime fiere di fotografia, fino al momento in cui, negli anni Settanta e Ottanta, le gallerie d’arte iniziarono a riconoscere la fotografia come parte integrante del proprio programma espositivo e a rappresentare direttamente i fotografi. Tra i relatori: Annette Kicken, titolare, Kicken Berlin Gallery di Berlino, e Howard Greenberg, fondatore e titolare, Howard Greenberg Gallery di New York. A moderare l’incontro Michael Diemar, The Classic Editor in Chief, collezionista e consulente.

Venerdì 20 marzo, dalle ore 17 alle ore 18, si tiene l’incontro Il Presente - La Collezione come forma d’arte, in cui la Dott.ssa Flavia Frigeri, Direttrice e Curatrice delle Collezioni, National Portrait Gallery di Londra, insieme al Dott. James Hyman, Fondatore e Direttore, James Hyman Gallery/ The Hyman Collection di Londra, si confrontano in uno scambio sul tema del collezionismo come atto estetico o artistico in sé. La collezione come opera d’arte in divenire, capace di assumere una propria identità artistica e di diventare una forma d’arte autonoma. Clarice Pecori Giraldi, Fondatrice, CPG Art Advisory. Membro dell’Associazione Professionale di Art Advisor APAA, modera il dibattito.

L’ultimo incontro si svolge sabato 21 marzo, dalle ore 17 alle ore 18, ed è dedicato alle nuove prospettive del collezionismo fotografico: come evolvono gusti, valori e modalità. Il dialogo Il Futuro - Il futuro del collezionismo di fotografia nelle nuove generazioni vede coinvolti tra i relatori Brandei Estes, curatrice senior ad interim di fotografia, National Portrait Gallery, curatrice e advisor, ex responsabile del dipartimento di fotografia Sotheby’s (EMEA), e Harsch Kumar Sood, collezionista, chair del Photo London Young Collectors Circle. A moderare Arthur Dayras, responsabile partnership, L’Oeil de la Photographie, capo di Gabinetto, Centre Pompidou a Parigi.

I talk e le presentazioni
Il programma culturale prende avvio giovedì 19 marzo alle ore 11.15 con una presentazione dedicata al rapporto tra fotografia e impresa, dal titolo Il mercato della fotografia nel 2025. L’incontro analizza il ruolo crescente della fotografia nel contesto aziendale italiano e vede gli interventi di Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader, Barbara Tagliaferri, coordinatrice Art & Finance di Deloitte Italia, e Roberta Ghilardi, Art & Finance Manager.

A seguire (12.30 – 14.00) si tiene il talk Residenze d’artista: geografie della trasformazione, con Alfio Puglisi, direttore della Galleria SARP, e Gianluca D’Incà Levis, ideatore e curatore di Dolomiti Contemporanee. Modera Domenico De Chirico, curatore indipendente. Nel pomeriggio, alle ore 16.00, l’artista Almudena Romero dialoga con la curatrice e art advisor Francesca Filippini Pinto nell’incontro The Pigment Change, moderato dalla curatrice indipendente Rischa Paterlini. Alle ore 18.00, invece, ha luogo il talk Mecenatismo senza frontiere. Arte e collezionismo attraggono investimenti in Italia, moderato da Nicola Zanella – manager culturale – e con interventi di Adriana Batan Rocca, Deviina Dalmia, Petra de Castro, Salvatore LaSpada. Conclude la giornata, alle ore 19.00, il talk in lingua inglese In the Vicinity of Narrative: A Conversation on Photography, Editing, Sequencing and the Mystery of Photobooks, in cui l’artista Todd Hido dialoga con Darius Himes, International Head of Photographs at Christie’s. Contemporaneamente, nell’area “Presentazioni editoriali”, si tiene la premiazione del Premio Irinox “Save the Food – Feeding the Image”.

La giornata di venerdì 20 marzo prosegue alle ore 15.00 con il talk Raccontare la fotografia oggi. Dall’opera di Robert Mapplethorpe al podcast come strumento di narrazione: il curatore della mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio, Denis Curti, dialoga con Nicolas Ballario, giornalista e autore del podcast Mapplethorpe Unframed. Alle ore 16.00 il fotografo, regista e studioso delle religioni Hans Georg Berger conversa con il prof. Francesco Paolo Campione, direttore del Museo delle Culture di Lugano, e Francesco Antonioli, giornalista e contributor de la Repubblica, nell’incontro Un viaggio nella creatività.

A seguire, nell’area “Presentazioni editoriali”, le presentazioni di The Portfolio Parade (ore 16.00), a cura di Erik Kessels, e di The Collectors.Chain (ore 18.00), a cura di Art Defender.

Il pomeriggio di sabato 21 marzo si apre con la presentazione del premio La Nuova Scelta Italiana, promosso da BDC – Bonanni Del Rio Catalog, dalle ore 15.00. I collezionisti e promotori del premio, Lucia Bonanni e Mauro Del Rio, incontrano gli artisti Raffaela Mariniello e Paolo Ventura. Modera la curatrice e giornalista Enrica Viganò. A seguire (16.00 – 17.00) è prevista una conversazione, interamente in lingua inglese, dell’artista Jimmy Nelson con la curatrice indipendente Emanuela Mazzonis.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, domenica 22 marzo, si tiene un incontro dedicato al progetto One Drop dell’artista e fotografo Alessandro Puccia. Partecipano l’architetto Michele De Lucchi, Michela Rogora, ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerca sulle Acque (CNR-IRSA), Marta Pizzolante, psicologa e ricercatrice in neuroscienze cognitive dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Rischa Paterlini, curatrice indipendente e docente alla Nuova Accademia di Belle Arti. L’incontro è moderato da Clelia Patella, curatrice della mostra e giornalista.

Segue, alle ore 15.00, la presentazione del Deloitte Photo Grant 2026, con Guido Borsani, presidente della Fondazione Deloitte, e Denis Curti, direttore artistico del Premio. Alle ore 16.30 è prevista la proiezione del documentario Oliviero Toscani. Chi mi ama mi segua, di Fabrizio Spucches, presso l’Atelier del FLA FlavioLucchiniArt Museum. A seguire si svolge la premiazione del Superstudio Photo Award.

Il workshop per fotografi a cura di Cucù Studio
Anche per quest’anno le attività in controcanto alla proposta fieristica sono affidate a Nicolas Ballario e organizzate da Cucù Studio, in collaborazione con d la Repubblica, vincitore della seconda edizione dell’Image Media Excellence Award con workshop che offrono ai partecipanti l’opportunità di approfondire le tendenze, i linguaggi e le connessioni che definiscono il panorama della fotografia editoriale. Il percorso formativo si articola in sei lezioni frontali e ogni sessione vede il coinvolgimento di una rosa di esperti provenienti da diversi ambiti creativi, che guideranno i partecipanti in un itinerario di approfondimento di alto profilo.
Il corso ha inizio giovedì 19 marzo alle ore 14.00 con una conversazione tra Nicolas Ballario ed Emanuele Farneti, Editor in chief d la Repubblica, Door, U la Repubblica, Deputy Editor in chief la Repubblica. Segue un incontro con l’artista Maurizio Galimberti dalle ore 15.00 alle ore 16.00. Venerdì 20 marzo l’appuntamento è con la Senior picture Editor d la Repubblica e U la Repubblica, Manila Camarini (ore 11.15 – 12.30), e a seguire con Anna Frabotta, founder & owner Frab’s Magazine (ore 12.30 – 13.30). Sabato 21 marzo si prosegue con una conversazione tra Leandro Emede, film director e fotografo, e Gabriele Perlo @archiviogabriele, curatore indipendente (ore 11.15 - 12.30), mentre dalle ore 12.30 alle ore 13.30 l’incontro è con l’artista Moira Ricci. Infine, la giornata di domenica 22 marzo è dedicata alla visione dei progetti realizzati dai partecipanti, con premiazione finale prevista alle ore 16.00 presso L’Atelier del FLA FlaviolucchiniArt Museum.
Parte integrante del workshop è il contest dedicato, che invita i 70 partecipanti a realizzare contenuti fotografici all’interno della fiera. Il vincitore del contest vede quattro dei propri scatti acquistati e pubblicati nella cover interna di d La Repubblica, nella costruzione di un’occasione concreta di visibilità e riconoscimento.

 

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 IL CIRCUITO OFF DI MIA PHOTO FAIR BNP PARIBAS
Nato come estensione naturale di MIA Photo Fair BNP Paribas, il Circuito OFF è il progetto che porta la fotografia oltre i confini della fiera, attivando un tessuto diffuso di mostre ed eventi in città. Un circuito integrato che amplia l’esperienza della fiera e ne rafforza l’identità curatoriale e relazionale, generando nuove sinergie tra la manifestazione, le gallerie e il pubblico. Pur mantenendo un focus sulle gallerie coinvolte nella fiera, il Circuito OFF guarda al futuro con l’ambizione di includere un numero sempre maggiore di istituzioni culturali e spazi strategici, consolidandosi come una piattaforma di riferimento per la fotografia a Milano. Tutte le realtà partecipanti sono consultabili alla voce Circuito Off sul sito di MIA Photo Fair BNP Paribas.
 
The New American West: Photography in Conversation
Galleria 10·Corso·Como, Milano, 11 marzo - 3 aprile 2026
L’esposizione indaga come l’idea dell’“American West” sia stata costruita, mitizzata e continuamente reinventata attraverso la fotografia nell’arco di quasi un secolo. Co-curata da Alessio de’ Navasques, Howard Greenberg e Carrie Scott, la mostra propone una riflessione su come l’“American West” sia stato costruito, mitizzato e reinventato attraverso la fotografia nell’arco di quasi un secolo. In mostra le opere contemporanee di Maryam Eisler e Alexei Riboud sono messe in dialogo diretto con fotografie di Edward Weston, Paul Strand, Diane Arbus, Esther Bubley, Mary Ellen Mark, Robert Adams, Joel Meyerowitz, Lee Friedlander, Wright Morris, Minor White, Allen Ginsberg, Wim Wenders e molti altri.
 
SENATO BLOW(N) UP
Senato Hotel Milano, Milano, 17 marzo - 26 marzo 2026
Sponsorizzato da Kruso Art Auction House, leader nel settore delle case d’asta con all’attivo ben 11 dipartimenti, SENATO BLOW(N) UP, giunto alla sua seconda edizione, a cura di Claudio Composti è un progetto che utilizza il suolo della corte nera di Senato Hotel Milano per presentare un’unica immagine, stampata in formato 8 × 8 metri, che diventa così il punto di partenza per aprire un dibattito sul valore dell’opera fotografica in relazione alla sua dimensione, al tempo dello sguardo e alla profondità dell’esperienza visiva. Nell’era della sovrapproduzione e del consumo rapido delle immagini, l’atto di soffermarsi su una sola fotografia diventa un gesto consapevole, quasi controcorrente. L’opera scelta è tratta dalla serie del noto artista olandese Erik Kessels In Almost Every Picture, che raccoglie sequenze fotografiche prodotte da autori amatoriali guidati da una specifica ossessione. L’opera oscilla tra il tragico e l’assurdo, sollevando una domanda centrale: quando la ripetizione diventa ossessione e quando l’ossessione diventa arte?
 
Mostra di Teresa Giannico per Tecno, in collaborazione con Viasaterna
Tecno showroom, Milano, 10 marzo - 25 marzo 2026
A cura di Rischa Paterlini, nei Caselli di Porta Garibaldi, edificati nel 1834 e restaurati dall’azienda Tecno sono oggi luogo di ricerca e progetto in cui prende forma Spazio Necessario. Attiva nel design e arredamento dal 1953, Tecno lavora sui luoghi del lavoro e dell’incontro con un’attenzione costante alle persone e alle condizioni concrete dello spazio.
Il progetto dell’artista Teresa Giannico (Bari, 1985) presenta una serie di lavori incentrati sulla relazione tra ambiente e individuo, un tema ricorrente e significativo nella sua ricerca. L’occasione offre uno spunto di riflessione su come contesti fisici e mentali influenzino e modellino l’attività del pensiero. Attraverso paesaggi immaginari, interni abitativi e atelier d’artista, le opere interrogano il ruolo dello spazio e del tempo nella vita urbana e il loro rapporto con la pratica creativa. Con opere appena rientrate dalla Quadriennale di Roma e presentate in anteprima a Milano, la mostra avrà luogo dal 10 al 25 marzo 2026.
 

Stefano Zardini. A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt
Fabbrica del Vapore, Milano, 12 febbraio – 13 aprile 2026
 
Gianni Berengo Gardin. Lo studio di Giorgio Morandi
Gallerie d’Italia, Milano, 28 gennaio – 6 aprile 2026
 
La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici invernali 1986
Gallerie d’Italia, Milano, 6 febbraio – 3 maggio 2026
 
100 Fotografie per editare il mondo
MUDEC – Museo delle Culture, Milano, 7 marzo – 28 giugno 2026
 
Non dimenticarti. La cura dell’Alzheimer e l’esperienza di Sacra Famiglia
Museo Diocesano, Milano, 3 marzo – 3 maggio 2026
 
Giovanni Gastel. Rewind
Palazzo Citterio, Milano, 30 gennaio – 26 luglio 2026
 
Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio
Palazzo Reale, Milano, 29 gennaio – 17 maggio 2026

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Da giovedì 19 marzo: il pluripremiato "La classe" di Fabiana Iacozzilli, in scena al Teatro Nuovo di Napoli


 

Da giovedì 19 marzo 2026, Teatro Nuovo di Napoli

La classe di Fabiana Iacozzilli

Un docupuppets tra teatro di figura e memoria autobiografica, che trasforma

i ricordi dell’infanzia in un potente rito scenico tra suggestioni di Kantor e Tabori


 

ph. Valeria Tomasulo



Un’aula scolastica può essere un luogo di formazione, ma anche un archivio di paure, silenzi e memorie che restano incise nel corpo molto tempo dopo l’infanzia. È da questa materia fragile e stratificata che nasce La classe, lo spettacolo di Fabiana Iacozzilli prodotto da Cranpi, in scena, da giovedì 19 marzo 2026 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 22) al Teatro Nuovo di Napoli.

Definito dalla stessa compagnia un docupuppets, l’allestimento, che fa parte della “Trilogia del vento”, attraversa il confine tra teatro di figura, memoria autobiografica e indagine collettiva, costruendo un dispositivo scenico capace di trasformare i ricordi individuali in esperienza condivisa.

La classe unisce linguaggi differenti: la dimensione documentaria del racconto, la presenza dei performer, Michela Aiello, Andrei Balan, Antonia D’Amore, Francesco Meloni, Marta Meneghetti, e la potenza evocativa dei pupazzi.

 

ph. Valeria Tomasulo



In scena, infatti, gli adulti sono rappresentati da corpi di legno – marionette realizzate da Fiammetta Mandich – che incarnano gli ex bambini protagonisti della storia. Sono figure che portano su di sé il peso del tempo e della memoria, come reliquie di un passato che continua a muoversi e a interrogare il presente.

L’immaginario dello spettacolo si colloca in un territorio sospeso tra il teatro visionario di Tadeusz Kantor e la scrittura corrosiva di George Tabori. Come ne La classe morta o ne I cannibali, anche qui il palcoscenico diventa uno spazio rituale in cui il ricordo prende forma attraverso corpi, oggetti e gesti reiterati.

 

ph. Valeria Tomasulo



La materia narrativa nasce dai ricordi personali della regista, legati agli anni trascorsi alla scuola elementare dell’istituto “Suore di carità”. Al centro di questa memoria si staglia la figura di Suor Lidia, maestra severa e dominante che attraversa lo spettacolo come un’ombra costante.

È l’unico personaggio interpretato da un corpo umano, invisibile allo sguardo dei pupazzi e degli spettatori, ma che governa lo spazio con la forza di un’autorità interiorizzata.

 

ph. Valeria Tomasulo



Con La classe, Fabiana Iacozzilli costruisce un’opera che indaga la memoria non come semplice racconto autobiografico, ma come territorio condiviso, fatto di traumi piccoli e quotidiani, di educazioni sentimentali e di poteri invisibili.

Il teatro di figura diventa lo strumento per dare corpo a ciò che resta nascosto: ricordi che, come i pupazzi in scena, sembrano immobili e invece continuano a muoversi dentro di noi.

 

ph. Valeria Tomasulo


 

La classe di Fabiana Iacozzilli

19 ˃ 22 marzo 2026 - Teatro Nuovo Napoli, Via Montecalvario 16

Inizio spettacoli ore 21.00 (giov), ore 18.30 (ven e dom), ore 19.00 (sab)

info 0814976267 email botteghino@teatronuovonapoli.it

 

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