mercoledì 4 novembre 2026

“MOSAICI DI PIETRA”: AL MUSEO ETNOGRAFICO UN LABORATORIO DEDICATO AI RISSEU LIGURI

Appuntamento domenica 

8 novembre alle ore 16:00

La Spezia, 4 novembre 2026 – Proseguono gli appuntamenti autunnali di “Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche”

 


 


Domenica 8 novembre alle ore 16, il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” propone “Mosaici di pietra”, laboratorio dedicato a una caratteristica tradizione decorativa ligure. In Liguria è comune incontrare decorazioni fatte di ciottoli, i tipici risseu, nelle piazze, sui sagrati delle chiese e lungo le strade. Durante l’attività i bambini riscopriranno questa tradizione e ne conosceranno i segreti, per realizzare poi una decorazione di sassolini da portare a casa.


La prenotazione è obbligatoria, il costo è di 5 euro a partecipante.

 


 


Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana”
Via del Prione 156 – La Spezia
Tel. 0187 727781
museoetnografico.segreteria@comune.sp.it
www.museilaspezia.it

 

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Il Guardiano di anime. La chiave d’oro di Fortunato Calvino

 Lunedì 9 novembre 2026, Saletta Rossa di Spazio Guida Napoli

Tra noir, occulto, mistero e antiche leggende popolari, l’autore torna

nel mondo misterioso dell’aldilà con il secondo capitolo del racconto



 

Napoli, città in cui storia, tradizione e mistero si intrecciano da secoli, si prepara ad accogliere un nuovo viaggio nelle profondità dell’occulto. Lunedì 9 novembre 2026, alle ore 17.30, presso la Saletta Rossa di Spazio Guida, in via Bisignano 11, si terrà la presentazione di Il Guardiano di Anime. La chiave d’oro (2026, Guida Editori), il nuovo libro di Fortunato Calvino, che torna a esplorare il mondo enigmatico dell’aldilà, proseguendo il percorso narrativo inaugurato con il precedente volume.

A dialogare con l’autore sarà Nino Daniele, presidente del Premio “Amato Lamberti”, in un incontro che offrirà l'occasione per approfondire i temi del libro, il percorso creativo dell'autore e il significato di una narrazione che affonda le proprie radici nell'immaginario popolare napoletano.

Nel corso dell'incontro sono previste letture di brani tratti dal libro, affidate alle voci di Mario Mauro, Oreste Ciccariello e Tonya Porzio, che accompagneranno il pubblico all'interno delle atmosfere e delle suggestioni del racconto. A concludere la presentazione sarà un testo inedito dello stesso autore, un momento speciale pensato per offrire ai presenti un ulteriore scorcio del suo universo letterario.

 




Con Il Guardiano di Anime. La chiave d'oro, Fortunato Calvino prosegue il viaggio narrativo iniziato nel 2022, riportando al centro della storia Virgilio e Beatrice, due giovani studenti che possiedono una capacità straordinaria.

Durante il sonno, attraversano una misteriosa porta che consente loro di entrare nel mondo dei morti. Sono i cosiddetti Conduttori, figure chiamate a confrontarsi con anime rimaste prigioniere in una dimensione sospesa, tormentate da presenze e forze oscure.

In questa seconda parte della vicenda, i due protagonisti si troveranno ad affrontare nuove e inquietanti presenze, addentrandosi nelle profondità di un universo occulto dominato dal male. La loro missione sarà quella di liberare altre anime imprigionate e contrastare le forze che alimentano l'oscurità di quel mondo. Un percorso nel quale il mistero si intreccia con fenomeni inspiegabili, apparizioni e situazioni al limite della comprensione umana.



Napoli, da sempre custode di racconti tramandati oralmente, è il luogo in cui le storie di fantasmi, presenze misteriose e anime rimaste prigioniere nelle antiche dimore del centro storico continuano ad alimentare l'immaginario collettivo.



Attraverso la sua scrittura, Calvino raccoglie e restituisce voce a queste narrazioni, preservandole dall'oblio e trasformandole in materia letteraria. Anche in questo nuovo capitolo, l'autore conduce il lettore in dimensioni oscure e perturbanti, dove il confine tra realtà e mistero si fa sempre più sottile e dove il soprannaturale diventa metafora delle paure e delle fragilità del nostro tempo.

 

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Coldiretti Salerno: “Dalle Radici al piatto. Settanta bambini alla scoperta del marrone e della biodiversità”

 



 

Una giornata all'aria aperta per imparare a custodire il territorio, partendo dalle sue radici più autentiche. Si è svolta a Roccadaspide la nuova tappa del progetto "Dalle Radici al Piatto", promosso da Coldiretti Salerno e dedicato alla custodia e alla biodiversità, con un focus speciale sul Marrone di Roccadaspide.
 
Protagonisti della giornata settanta bambini dell'Istituto Omnicomprensivo Parmenide di Roccadaspide, per un totale di 5 classi, accolti presso l'azienda agricola “Fariello Angela”. I piccoli studenti hanno seguito una lezione teorica e pratica, a contatto diretto con la terra e con chi la coltiva ogni giorno. Hanno scoperto il ciclo del castagno, il valore del Marrone di Roccadaspide, prodotto simbolo del territorio, l'importanza della biodiversità e il ruolo dell'agricoltore come custode del paesaggio.
 
“Abbiamo reso l’esperienza di questi ragazzi ancora più golosa offrendo loro una merenda sana a base di confettura di castagne e miele. In questo modo hanno potuto assaggiare con semplicità e genuinità i frutti del lavoro contadino, restando al tempo stesso al riparo dalle tentazioni delle merendine ultraprocessate” spiega il presidente di Coldiretti Salerno Ettore Bellelli.


I giovani presenti hanno ricevuto un attestato come custodi di biodiversità e hanno portato a casa le castagne raccolte.  Il progetto non si ferma alla giornata in azienda. Gli alunni proseguiranno il percorso in classe, dove dovranno realizzare elaborati e lavori dedicati a quanto appreso, da presentare in occasione della Giornata del Ringraziamento zonale.
 
Il prossimo appuntamento è già fissato: il 12 novembre "Dalle Radici al Piatto" incontrerà l'Istituto Alberghiero, a cui verrà chiesto di preparare lo scazzatiello castellese, i cavatelli con castagne, piatto tradizionale che unisce pasta fresca e prodotto simbolo del territorio. Un progetto che unisce educazione alimentare, identità locale e valorizzazione delle produzioni tipiche, per far crescere nelle nuove generazioni il rispetto per la terra e per chi la custodisce.


Presente al momento inaugurale Don Gianluca parroco di Roccadaspide molto molto vicino alla Coldiretti, il segretario di zona Roberto D'Angelo, Teresa Pepe dell'ufficio di Roccadaspide, il presidente di zona della Coldiretti Salerno Sofia Bellizio e Chiara Marino Responsabile Donne Coldiretti Salerno.

 

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Sorrisi, risate e colpi di scena: al Teatro Delle Arti al via la stagione teatrale con Francesco Procopio in "Nemici come prima"

 Il Teatro Delle Arti, diretto da Claudio Tortora  si prepara a riaccendere i riflettori con inaugurazione della 

stagione teatrale 2026 - 2027

 


 

Il sipario si alzerà ufficialmente venerdì 6 novembre con un debutto d'eccezione, ospitando lo spettacolo "Nemici come prima", scritto da Gianni Clemente e diretto da Francesco Procopio, una produzione firmata da I Due Della Città Del Sole e TeatroNovanta che inaugura la stagione in qualità di evento fuori abbonamento con inizio fissato alle ore 20:45. 

La comicità travolgente e la riflessione profonda di questa imperdibile commedia continueranno poi a vivere sul palcoscenico del Teatro Delle Arti anche nei giorni successivi, entrando a far parte ufficialmente del cartellone in abbonamento con le recite di sabato 7 novembre alle ore 20:45 e di domenica 8 novembre con il consueto appuntamento pomeridiano delle ore 18:00. 

Al centro della messa in scena troviamo un tema universale e delicato come il rapporto tra la vita e la morte, affrontato tuttavia con una chiave di lettura totalmente inedita, ironica e leggera che ribalta i canoni tradizionali trasformando il dolore e l'inquietudine in situazioni paradossali, assurde e inevitabilmente esilaranti. 

Lo spettacolo racconta infatti di come, di fronte al capezzale di un congiunto o alla perdita di un caro, l'essere umano finisca spesso per assumere comportamenti bizzarri e inaspettati, dando il via a una ricerca spasmodica di tutto ciò che sa di piacere, felicità e godimento terreno, offrendo agli spettatori uno specchio in cui riconoscersi, sorridere e riflettere sui propri piccoli difetti e sulle sfumature più nascoste dell'animo umano. Sul palco a dar vita a questa esilarante avventura ci sarà un cast di straordinario talento guidato dallo stesso Francesco Procopio, affiancato dalla partecipazione straordinaria di Teresa Del Vecchio e dalla bravura di Giosiano Felago, Carmen Landolfi e Marianna Petronzi, pronti a conquistare la platea salernitana con tempi comici perfetti e una grande intesa artistica. L'appuntamento con la grande arte scenica è dunque fissato a partire da venerdì 6 novembre al Teatro Delle Arti per dare il via a una stagione ricca di emozioni, confermando ancora una volta il teatro diretto da Claudio Tortora come punto di riferimento culturale per l'intera città.

 

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Un'installazione site-specific di Adrian Paci arricchisce il paesaggio di No Man's Land a Loreto Aprutino (PE)

Un'installazione site-specific di Adrian Paci arricchisce il paesaggio 

di No Man's Land 

a Loreto Aprutino (PE)

 


 


Con l'opera Side by side, presentata in occasione di Cantiere Aperto IV, No Man's Land celebra dieci anni di attività.

 

 

  Il paesaggio di No Man's Land a Loreto Aprutino (PE) si arricchisce di una nuova opera permanente: Side by side, installazione site-specific di Adrian Paci (Scutari, Albania, 1969), tra gli artisti più rilevanti della scena internazionale.

Presentata al pubblico il 10 ottobre scorso, l'opera segna una nuova tappa nel percorso di No Man's Land, il progetto nato dall'incontro tra la visione dell'architetto Yona Friedman e dell'artista Jean-Baptiste Decavèle, e l'attività dell'associazione Zerynthia di Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier.

«Side by side è un lavoro che riflette sull'idea di equilibrio tra pieno e vuoto, tra ciò che si toglie e ciò che si aggiunge. L'idea nasce da una semplice riflessione sui due volumi che si creano quando facciamo una buca per terra. Scavando creiamo un vuoto nel terreno e accanto a quel vuoto si forma un accumulo che corrisponde al volume tolto. Da questa intuizione il lavoro prende corpo e si semplifica in geometrie elementari attraverso un materiale rigido come il cemento. Evocando forme che possono ricordare il tetto di una casa così come il volume di una tomba, il lavoro richiama memorie di esperienze essenziali cariche di suggestioni», dichiara Adrian Paci.

L'installazione è stata inaugurata nell'ambito di Cantiere Aperto, la rassegna d'arte, musica e poesia promossa annualmente dalla Fondazione No Man's Land e curata da Zerynthia Associazione per l'Arte Contemporanea Odv con il patrocinio del Comune di Loreto Aprutino.

«Siamo onorati che Adrian Paci abbia accettato il nostro invito a Loreto Aprutino per la profonda affinità che lega la sua ricerca artistica ai principi che, fin dalla sua origine, animano No Man's Land. Nel lavoro di Paci ritornano, infatti, temi come la migrazione, lo spostamento, l'appartenenza, la memoria e la condizione dell'individuo di fronte ai luoghi che abita, attraversa o è costretto a lasciare», dichiara Dora Stiefelmeier, vicepresidente della Fondazione No Man's Land.

L'opera di Adrian Paci si affianca ai lavori realizzati da alcuni protagonisti della scena artistica contemporanea (Alvin Curran, Jimmie Durham, Alberto Garutti, Donatella Spaziani, Fabrice Hyber, Gülsün Karamustafa, Leonid Tishkov, Michelangelo Lupone con Licia Galizia, Bruna Esposito), che dal 2017 hanno trasformato il sito di Contrada Rotacesta a Loreto Aprutino (PE) in un laboratorio permanente di ricerca e sperimentazione tra arte e natura.

No Man's Land non è un museo a cielo aperto, ma uno spazio condiviso e in continua trasformazione, in cui la fragilità e la deperibilità dell'opera d'arte diventano valore e occasione di riflessione e di incontro.

La quarta edizione di Cantiere Aperto fa parte del progetto Cantiere Aperto - Percorsi di Arte Musica e Poesia, sostenuto dal programma Laboratorio di Creatività Contemporanea promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Con l'installazione dell'opera di Adrian Paci, No Man's Land festeggia dieci anni di attività, anticipando di qualche mese la costituzione dell'omonima fondazione, che si è sempre posta come obiettivo l'innovazione e la rigenerazione socio-economica dei territori attraverso i vettori dell'arte contemporanea e della ricerca scientifica.

Per informazioni:

 https://nomanslandfoundation.com/home/

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

 

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IL PARCO DELLE CLARISSE APERTO AL PUBBLICO NEI FINE SETTIMANA E NEI GIORNI FESTIVI

Il sabato, la domenica

 e nei giorni festivi sarà possibile visitare

 il Parco delle Clarisse, 

in via XX Settembre, 

dalle ore 10:00 alle ore 13:00. 


  


 Un’occasione per scoprire e valorizzare un luogo di interesse storico e culturale della città.


La Spezia, 4 novembre 2026 – Il Comune della Spezia comunica gli orari di apertura al pubblico del Parco delle Clarisse, situato in via XX Settembre, uno spazio che rappresenta un'importante testimonianza del patrimonio storico e architettonico cittadino.

Il Parco sarà aperto ogni sabato, domenica e nei giorni festivi, dalle ore 10 alle ore 13, offrendo a cittadini, visitatori e turisti l'opportunità di conoscere e riscoprire un luogo suggestivo, in cui le testimonianze del passato si inseriscono nel contesto urbano contemporaneo.

L'apertura al pubblico si inserisce nell'impegno dell'Amministrazione comunale volto a promuovere la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale della Spezia, favorendo la fruizione di spazi storici che contribuiscono a raccontare l'identità e la memoria della città.

Informazioni utili

Parco delle Clarisse
Via XX Settembre – La Spezia

 




Orari di apertura al pubblico:

    Sabato: dalle ore 10.00 alle ore 13.00
    Domenica: dalle ore 10.00 alle ore 13.00
    Giorni festivi: dalle ore 10.00 alle ore 13.00

 

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https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/04/parco-delle-clarisse-gli-orari-di.html 

 

CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELL'9° edizione premio letterario "Uniti per la legalità

 Sabato 28 Novembre 2026

ore 16:30

 presso

I. C. Marconi -Rocco

Via Firenze 16

Afragola (NA) 

 


 

 


 

Alan Charlton - Inaugurazione 2 dicembre 2026

 ALAN CHARLTON
A CURA DI LORENZO MADARO

INAUGURAZIONE MERCOLEDÌ 2 DICEMBRE 2026 ORE 18 

PERIODO ESPOSITIVO
2 DICEMBRE 2026 - 16 FEBBRAIO 2027

 


 

  

La galleria A arte Invernizzi inaugura mercoledì 2 dicembre 2026 alle ore 18 una mostra personale di Alan Charlton, a cura di Lorenzo Madaro. L’esposizione prosegue la collaborazione avviata con l’artista inglese nel 1994 – che ad oggi annovera la realizzazione di dieci mostre personali presso lo spazio milanese – e presenta, sui due piani della galleria, opere recenti accanto a lavori degli anni Duemila.

«I am an artist who makes a grey painting»: Charlton affida a questa dichiarazione il senso di una scelta che dal 1969 accompagna la sua ricerca. Il grigio ne costituisce la premessa durevole, entro la quale si sviluppa un’indagine sulle possibilità della pittura e sul suo prendere posto nel mondo. A ogni nuova opera corrisponde una verifica: quanto può mutare una superficie al variare delle proporzioni? Come si trasforma una figura quando viene suddivisa? Quale relazione si stabilisce fra elementi separati da una porzione di parete? Sono interrogativi che l’artista affronta attraverso la concretezza del lavoro, lasciando che le risposte assumano la forma dei dipinti.

La riduzione dei mezzi rende particolarmente sensibile ogni decisione. Una differenza di tono, l’ampiezza di un intervallo, il rapporto fra altezza e larghezza incidono sull’equilibrio della composizione e sul modo in cui essa viene percepita. La geometria offre a Charlton una specifica grammatica sufficientemente precisa da consentire trasformazioni successive, ciascuna dotata di una propria necessità. Il suo rigore si riconosce nella corrispondenza fra le parti, nella chiarezza delle scansioni, nella possibilità di comprendere la costruzione dell’opera osservandola. Il grigio, inizialmente individuato fra i colori dell’ambiente urbano e industriale, acquista in questo processo una singolare ricchezza. La sua presenza trattiene l’attenzione sulle qualità della superficie e sui rapporti che si instaurano fra tele vicine. Le diverse tonalità possono apparire più prossime o più distanti secondo la luce e la posizione dell’osservatore; anche un insieme immediatamente riconoscibile richiede tempo per essere colto nelle sue sfumature. Charlton affida alla pittura questa facoltà di educare l’attenzione, rendendo avvertibile ciò che uno sguardo rapido tende a trascurare.

La costruzione dei telai, la tensione della tela e l’applicazione del colore sono momenti di un procedimento che l’artista conduce personalmente. L’apparente semplicità del dipinto discende da tale assiduità materiale. Ogni passaggio prepara il successivo e concorre a un esito nel quale il gesto individuale trova misura nella regolarità della stesura. Ne deriva una particolare intimità fra l’artista e l’opera: il lavoro della mano è presente nella cura delle giunzioni, nella tenuta dei margini, nell’accordo fra supporto e colore. La precisione possiede qui il carattere di un’attenzione rivolta alle cose. Nella sala principale del piano superiore della galleria A arte Invernizzi, le opere più recenti affrontano la forma circolare attraverso la suddivisione e la ricomposizione. Il cerchio conserva la propria riconoscibilità mentre l’articolazione delle parti introduce orientamenti e cadenze differenti. Lo sguardo segue i margini, attraversa le separazioni, ricostruisce le corrispondenze: la figura si offre come un equilibrio da percorrere. Nella seconda sala, l’accostamento di tele rettangolari dà luogo a configurazioni quadrate, rendendo evidente il rapporto fra l’autonomia dei singoli elementi e la forma che essi concorrono a generare. Al piano inferiore, le composizioni rettangolari e trapezoidali sviluppano ulteriori relazioni fra organizzazione modulare e variazioni dei grigi.

In ciascuna di queste soluzioni, la parete partecipa alla lettura del dipinto. Visibile negli intervalli, accompagna il ritmo degli elementi e rende percepibili le distanze sulle quali si fonda la loro relazione. Anche il bordo assume rilievo: indica lo spessore dell’opera, raccoglie la luce, proietta un’ombra. La pittura si manifesta così nella sua intera consistenza, attraverso una presenza che coinvolge lo spazio circostante. Avvicinarsi consente di riconoscere la fattura delle superfici; arretrare restituisce la struttura complessiva: fra queste due distanze si svolge una parte essenziale dell’esperienza.

L’accostamento di opere appartenenti a momenti diversi permette di cogliere come Charlton abbia fatto della continuità una risorsa inventiva. Il permanere di alcuni elementi fondamentali rende più nitide le trasformazioni e consente di seguire il pensiero nel suo procedere. Ogni dipinto costituisce un approdo preciso, dal quale altre possibilità possono ancora emergere. È in questa paziente apertura che si riconosce la qualità della sua ricerca: nella capacità di rinnovare, attraverso il colore e la misura, la nostra attenzione per lo spazio che abitiamo.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo bilingue con un testo di Lorenzo Madaro, la riproduzione delle opere in mostra e un aggiornato apparato bio-bibliografico.

 

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