Project Room del CAMeC - Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia
Lorenzo D’Anteo
QUASI PICTURAE
10 luglio – 30 agosto 2026
Inaugurazione 10 luglio ore 19.00

La Spezia, 7 luglio 2026 – Il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia presenta QUASI PICTURAE, progetto di Lorenzo D’Anteo ospitato nella Project Room, spazio del museo dedicato ai focus sugli artisti contemporanei.
La mostra, che sarà inaugurata il 10 luglio alle ore 19.00, cui seguirà un deejay set in una serata aperta a tutti fino alle ore 23.00, propone un affondo nella ricerca dell’artista, mettendo in evidenza un nucleo di opere in cui pittura, scultura e disegno si incontrano in un territorio volutamente ibrido. Al centro del percorso di D’Anteo si colloca Alfabeto ad Olio, una serie di dipinti su piccole tele, realizzati durante il periodo della clausura forzata legata alla pandemia. In quel tempo sospeso, segnato dall’isolamento e dalla rarefazione dei rapporti con l’esterno, D’Anteo concentra la propria attenzione su un soggetto essenziale e originario: l’alfabeto.
Le lettere diventano così il punto di partenza per una libera interpretazione pittorica, nella quale ogni segno alfabetico prende forma attraverso oggetti, figure, frammenti e suggestioni provenienti da un immaginario personale, domestico, grottesco e talvolta perturbante.
“In un mondo dove tutto scorre veloce e in maniera frenetica, QUASI PICTURAE ci invita a fermarci e a osservare, riflettendo sul nostro quotidiano” dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “È un monito per tornare alle origini e riscoprire le nostre radici, come in “Alfabeto ad Olio”: un semplice tombino su cui poggia una sigaretta spenta diventa l’ispirazione per un’opera d’arte, ricreando la lettera D. Un’immagine comune, che vediamo ogni giorno passeggiando per le vie, a cui forse non abbiamo mai dato importanza. Ed è proprio qui il senso di questa esposizione: dare valore alle cose più banali, che in QUASI PICTURAE si caricano di nuovi significati, diventando dinamiche, a tratti grottesche, ma anche rassicuranti e strettamente personali. Lorenzo D’Anteo riesce così a catturare l’istantanea di un ambiente domestico mettendo in dialogo linguaggi artistici diversi tra pittura, scultura e disegno. Sono orgoglioso che la mostra di un artista spezzino che ha dato un contributo concreto alla vita culturale della nostra Città venga ospitata in uno spazio come la Project Room del CAMeC, un luogo accessibile a tutti e pensato per accogliere percorsi espositivi innovativi e autonomi, dando voce a talenti unici” conclude il Sindaco.
"La Project Room rappresenta uno degli spazi più innovativi del CAMeC: un luogo dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e all’approfondimento, pensato per accogliere progetti capaci di offrire al pubblico nuove chiavi di lettura dell’arte contemporanea – dichiara Andrea Corradino, Presidente di Fondazione Carispezia – In questo contesto, siamo particolarmente felici di ospitare il lavoro di Lorenzo D’Anteo, artista spezzino che nel corso degli anni ha sviluppato una ricerca personale e riconoscibile, intrecciando linguaggi diversi e costruendo un immaginario originale. Valorizzare gli artisti del territorio significa contribuire alla crescita culturale della comunità e rafforzare il legame tra il museo e il contesto in cui opera, offrendo visibilità a percorsi che nascono qui ma dialogano con temi e sensibilità di respiro più ampio."
"Gerhard Wolf ha rielaborato la collezione permanente del CAMeC all'insegna del verbo "aprire", ed è questa la funzione più importante di un museo – dichiara Giacomo Bei, Presidente del Comitato di Gestione del CAMeC – Siamo davvero grati a Lorenzo D'Anteo, un artista che supera i confini del territorio e che sarebbe considerato un importante artista in qualsiasi territorio lui vivesse; ci piace tuttavia pensare che qui alla Spezia trovi una ispirazione "speziale", tale da offrire contenuto e lessico al suo Alfabeto. C'è forse un modo migliore per un artista di raccontarsi se non attraverso un suo personale Alfabeto?"
Si tratta, senza dubbio, di pittura. Ma è una pittura che richiama costantemente la scultura, non tanto come presenza fisica autonoma, quanto come possibilità evocata: assemblaggio, volume, costruzione, oggetto. La superficie dipinta diventa il luogo in cui affiorano forme ambigue, presenze inattese, figure che sembrano provenire da una dimensione laterale, sospesa tra l’immaginazione e la memoria dei materiali.
Il titolo QUASI PICTURAE restituisce proprio questa condizione di soglia. Le opere di D’Anteo sono “quasi pitture” non perché rinuncino alla pittura, ma perché ne ampliano il campo d’azione, portandola a dialogare con altri linguaggi e con altre possibilità formali. La pittura si libera dal solo vincolo della superficie e diventa modalità di trasformazione: ricopre, interpreta, contamina, dà nuova vita a ciò che l’artista osserva, ricorda o immagina.
Il percorso espositivo presenta una selezione di opere che attraversano verticalmente lo spazio del CAMeC, dal corridoio d’ingresso alla Project Room, suggerendo una lettura ravvicinata e concentrata del lavoro dell’artista. Non si tratta di una mostra estesa in senso quantitativo, ma di un focus pensato per restituire con precisione alcune tensioni fondamentali della sua ricerca: il rapporto tra pittura e oggetto, tra superficie e volume, tra impulso creativo e memoria iconografica.
La pandemia, nel caso dell’Alfabeto ad Olio, non è soltanto uno sfondo cronologico, ma una condizione che incide sulla genesi stessa delle opere. La dilatazione del tempo, l’isolamento e la mancanza di soggetti esterni portano l’artista a rivolgersi a una forma primaria di organizzazione del mondo: l’alfabeto. Tuttavia, invece di proporre un codice ordinato e rassicurante, D’Anteo ne offre una riscrittura visionaria, in cui ogni lettera sembra caricarsi di presagi, memorie e tensioni.
Lo scuro fondo pittorico che circonda le figure contribuisce ad accrescere il potere evocativo dei soggetti. Le immagini emergono come apparizioni, sospese tra ironia e inquietudine, tra gioco combinatorio e densità simbolica. L’alfabeto non viene semplicemente rappresentato, ma reinventato come sequenza di forme instabili, nate da un immaginario che unisce l’esperienza individuale al vissuto collettivo.
Con QUASI PICTURAE, il CAMeC propone dunque uno sguardo ravvicinato sulla ricerca di Lorenzo D’Anteo, artista che lavora sulla soglia tra media differenti senza scioglierne le contraddizioni. Pittura, scultura e disegno convivono come pratiche autonome ma interdipendenti, dando vita a un linguaggio personale, stratificato e riconoscibile.
La mostra invita il pubblico a entrare in un universo in cui le immagini non si lasciano ricondurre a una sola categoria. Sono pitture, ma anche quasi oggetti; sono lettere, ma anche figure; sono frammenti di un alfabeto, ma anche presenze simboliche e narrative. In questo spazio di ambiguità, l’opera di D’Anteo trova la propria forza: nella capacità di trasformare materiali, segni e suggestioni in un immaginario insieme ironico, visionario e profondamente contemporaneo.
La Project Room del CAMeC
La Project Room del CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia è uno spazio dedicato a progetti espositivi innovativi e autonomi rispetto alle mostre temporanee e alla collezione permanente.
Pensata per approfondire ricerche artistiche specifiche, attivare dialoghi con le opere del museo e promuovere collaborazioni con istituzioni culturali, artisti e curatori locali e internazionali, la Project Room segue una programmazione a cadenza bimestrale, contribuendo al costante rinnovamento dell’offerta culturale del museo.
Accessibile direttamente dal piano terra, è il primo ambiente espositivo che il visitatore incontra entrando al CAMeC: uno spazio di accoglienza, sperimentazione e ricerca, a ingresso gratuito.
Lorenzo D’Anteo
Lorenzo D’Anteo (La Spezia, 1973) si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara in scultura. E’ stato fra i fondatori del locale Btomic alla Spezia (2011 - 2016), spazio alternativo che ha ospitato concerti, mostre, performance e produzioni teatrali. Nelle ultime due decadi, il suo lavoro si è sviluppato attraverso l’uso di tre media principali: disegno, scultura e pittura a olio. L’artista si è avvicinato a questi linguaggi con consapevolezza, attratto dal legame profondo che essi intrattengono con la tradizione e dalla possibilità di rielaborarne forme, codici e riferimenti in una chiave personale.
Le tematiche ricorrenti della sua ricerca nascono da inquietudini e visioni individuali, ma si aprono anche a tensioni provenienti dal vissuto collettivo, culturale, sociale e simbolico. Il suo immaginario si costruisce attraverso stratificazioni, contaminazioni e accostamenti inattesi, nei quali convivono elementi grotteschi, riferimenti alla storia dell’arte, suggestioni popolari, tracce della cultura visiva contemporanea e forme di ironia perturbante.
Il disegno ha avuto un ruolo centrale nella costruzione del suo archivio visivo, in particolare negli anni legati all’esperienza del Btomic. Da questo patrimonio di immagini l’artista continua ancora oggi ad attingere per dare forma a nuovi lavori. In alcune serie, come NATURAMORTA, il disegno a carbone diventa anima e corpo dell’opera, sviluppando visioni desolate di interni e soggetti sospesi in atmosfere dense e ambigue.
Nel corso della sua ricerca, D’Anteo ha sperimentato anche forme di ibridazione tra disegno e scultura, realizzando lavori di grandi dimensioni incorniciati con legni da carpenteria, installati su telai lignei e arricchiti da elementi in gesso. In queste opere, disegni e stucchi nascono come lavori autonomi ma vengono poi accostati in strutture complesse, dove visioni di interni, forme decorative e richiami arcadici si contaminano con elementi di violenza, tensione e ambiguità.
Negli ultimi anni, l’artista si è dedicato con crescente continuità alla pittura a olio. Durante il periodo della pandemia ha realizzato i primi nuclei di lavori pittorici, tra cui la serie QUADRETTI, composta da tele di piccole dimensioni nelle quali rappresentazioni grottesche, frutto di una miscela tra alto e basso, immaginario pop e tradizione, affiorano da fondi scuri e densi.
INFORMAZIONI E CONTATTI
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
https://camec.sp.it/
https://camec.museilaspezia.it/
FB/IG @camec.laspezia
Biglietti:
Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia
Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia
Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre
Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.
Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.
Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00
Chiuso lunedì e 25 dicembre
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA