giovedì 4 giugno 2026

AUTISMO:caregiver alla comunicazione, assegni di cura e Città del Sole


 
Amiche e amici di rosarydelsudArt news eccoci in questo nuovo anno con Gaetano Marotta (Presidente dell'Associazione Oltre il Muro genitori soggetti autistici e fondatore e ideatore della CDU - Comitato Disabilità Unite e responsabile anildd Nazionale difesa dei diritti, disabili, disagio sociale) oggi Gaetano parilamo dei caregiver alla comunicazione, assegni di cura e Città del Sole:
 

 

 






 

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CERIMONIA DI PREMIAZIONE DELL'8° edizione premio letterario "Uniti per la legalità" - RACCONTI


 III classificata per i RACCONTI
Aquilino Monica

Ombre nel deserto

Ogni storia nasce per trasmettere un'emozione, oppure, una riflessione.
Il racconto "Ombre nel deserto" esplora il tema del superamento di un viaggio quasi senza fine, di due giovani in cerca di una vita migliore.
Viaggio nel quale incontrano tante situazioni difficili da gestire, che non riescono a farli perdere la speranza.
 
  
Grazie a tutti i poeti che con i loro versi hanno partecipato a questa edizione del premio dedicata Gianluca Cimminiello, vittima innocente della Camorra. 
 
   
 
 

Si ringrazia per la testimonianza durante la cerimonia di premiazione:


- di Susy Cimminiello, sorella di Gianluca
- e della giornalista Luciana Esposito che da un anno vive sotto scorta per il suo  impegno al servizio della legalità.   

Si ringraziano inoltre le giurate:
- Marina Villani, presiedere la giuria che ha presentato la cerimonia di premiazione,
- Rosaria Pannico per il suo lavoro di documentazione della serata,
- i giurati tutti per il prezioso lavoro di valutazione dei componimenti.  


Si ringrazia l'ideatore e organizzatore del Premio letterario, Francesco Gemito.

 

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La Spezia torna ad essere la Capitale dei Filobus: presentata la nuova Filovia

 




Dal finanziamento MIT da 38 milioni di euro nasce una nuova mobilità urbana: più efficiente, più sostenibile e più accessibile. Nel tratto urbano centrale passerà un filobus ogni 4 minuti, configurando un servizio ad alta frequenza assimilabile a una metropolitana leggera di superficie




 
 
  

 


 

 










 




La Spezia apre una nuova stagione della mobilità pubblica. Con la presentazione della nuova filovia prende forma una vera e propria rivoluzione green del trasporto pubblico locale: un cambiamento storico, atteso e strategico, destinato a rendere gli spostamenti in città più efficienti, più sostenibili e più vicini alle esigenze quotidiane di cittadini, studenti, lavoratori e visitatori. La nuova filovia è stata presentata questa mattina a Palazzo Civico dal Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, dall’assessore alla mobilità Kristopher Casati. Con loro Massimo Bellavigna, Amministratore Delegato e Direttore Generale di ATC Esercizio e Matteo Ridolfi direttore di Mp Mobilità e Parcheggi.

È il risultato di un percorso virtuoso avviato grazie al bando MIT, che ha assegnato al Comune della Spezia 38 milioni di euro per trasformare in profondità il sistema del trasporto pubblico urbano. Un investimento che oggi entra nella sua fase operativa e che non riguarda soltanto l’arrivo di nuovi mezzi elettrici, ma la costruzione di una rete moderna, integrata e accessibile, capace di collegare meglio quartieri, centro città, stazioni ferroviarie, ospedale, parcheggi di interscambio e terminal crociere.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “La Spezia torna ad essere la Capitale dei Filobus. Un impegno che avevamo assunto con i cittadini e che oggi diventa realtà, segnando un risultato storico per la nostra comunità. La città riscopre una parte importante della propria identità, ma lo fa con una visione moderna e orientata al futuro: dal 14 giugno e fino al mese di settembre entrerà progressivamente in funzione la nuova linea filoviaria a zero emissioni, destinata a trasformare ulteriormente il sistema della mobilità urbana grazie a 19 filobus elettrici e a una rete di 29 chilometri. Si tratta di un progetto strategico, avviato attraverso il programma finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per un valore di 38 milioni di euro, che oggi trova finalmente il suo completamento. Non è soltanto un'opera infrastrutturale, ma una precisa scelta di città: investiamo nella mobilità sostenibile, incentiviamo l'utilizzo del trasporto pubblico locale, contribuiamo a ridurre il traffico veicolare e miglioriamo la qualità dell'aria, compiendo un passo concreto verso una maggiore qualità della vita per tutti i cittadini. Questo intervento si inserisce all'interno di una più ampia strategia di trasformazione urbana che abbiamo portato avanti in questi anni grazie a importanti investimenti pubblici. Penso all'acquisto di oltre 140 mezzi di nuova generazione, alla realizzazione dei parcheggi di interscambio di piazzale Pozzoli e di piazza d'Armi, al Polo di Interscambio di Migliarina a supporto del binario dedicato al Cinque Terre Express, alla riorganizzazione dei flussi turistici e alle scelte dell’Amministrazione che hanno consentito di allontanare gli autobus turistici dal centro storico, migliorando la viabilità e la vivibilità della città. Sono interventi diversi, ma uniti da una stessa visione: costruire una Spezia più moderna, sostenibile, efficiente e attenta all'ambiente. Oggi compiamo un ulteriore passo avanti nel percorso che ha portato la nostra città a lasciarsi alle spalle anni segnati da problemi ambientali e da una scarsa programmazione, per affermare un modello di sviluppo fondato sull'innovazione, sulla sostenibilità e sulla qualità dei servizi”.

Il confronto tra la situazione attuale e il nuovo sistema restituisce con chiarezza la portata del cambiamento. La città passerà da linee servite prevalentemente con mezzi tradizionali a una rete urbana con l’80% dei percorsi in elettrico; da collegamenti meno diretti a nuove connessioni tra quartieri; da una frequenza più limitata a un filobus ogni 4 minuti nel tratto urbano centrale tra Stazione ferroviaria Centrale e ospedale, in entrambe le direzioni. È un salto concreto e visibile: 19 nuovi filobus elettrici, meno emissioni, meno rumore e un trasporto pubblico più moderno, continuo e vicino alle esigenze quotidiane della città.

Uno degli elementi più significativi del nuovo assetto sarà la frequenza del servizio nel tratto urbano centrale, tra Stazione ferroviaria Centrale e Ospedale, in entrambe le direzioni: un filobus ogni 4 minuti. Si tratta di un collegamento che interessa un ampio asse della città e che restituisce in modo immediato il salto di qualità previsto dal piano. Lungo questo percorso, il servizio assumerà caratteristiche di alta frequenza, assimilabili a una metropolitana leggera di superficie: elettrica, silenziosa, continua e pienamente integrata con la rete urbana.

Dal 14 giugno 2026 partirà la prima tranche del nuovo servizio filoviario, con l’attivazione delle prime linee elettriche. A luglio 2026 è prevista una fase intermedia dedicata al completo adeguamento delle fermate, con interventi per migliorare accessibilità, percorsi e fruibilità del servizio. Da settembre 2026 prenderà avvio la seconda parte del piano, che porterà al pieno efficientamento della nuova rete e all’estensione del servizio filoviario secondo l’assetto definitivo.

La nuova filovia rappresenta quindi molto più di un intervento sul trasporto pubblico: è una scelta di città. Significa ridurre emissioni e rumore, incentivare l’uso dei mezzi pubblici, rendere più fluidi i collegamenti urbani e offrire alla Spezia una mobilità all’altezza delle sfide ambientali e sociali dei prossimi anni.

Il nuovo sistema collegherà in modo più efficace il centro città, i quartieri urbani, le stazioni ferroviarie, l’ospedale in fase di realizzazione del Felettino, i parcheggi di interscambio e il terminal crociere. L’obiettivo è costruire un trasporto pubblico più accessibile, integrato e sostenibile, capace di accompagnare gli spostamenti quotidiani e di rafforzare il ruolo del mezzo pubblico come alternativa concreta all’auto privata.

Il progetto consentirà di aumentare la frequenza delle corse, migliorare i collegamenti tra i quartieri, ridurre emissioni e rumore urbano e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico. Il cuore della trasformazione è rappresentato dall’elettrificazione progressiva della rete urbana, che porterà la città verso un modello di mobilità più moderno e più coerente con gli obiettivi di sostenibilità ambientale.

I numeri del piano restituiscono la portata dell’intervento: 19 nuovi filobus elettrici, mezzi da 12 e 18 metri ad alta capacità, oltre 29 chilometri di rete filoviaria, 940.000 chilometri percorsi ogni anno in modalità elettrica, 80% dei percorsi urbani in elettrico e un servizio ad alta frequenza nel tratto centrale, con un filobus ogni 4 minuti.

“Quella che presentiamo oggi non è semplicemente una nuova rete di trasporto pubblico. È il risultato di un percorso che la città ha perseguito con determinazione nel corso degli anni e che oggi segna una svolta concreta per il futuro della Spezia, dichiara l’Assessore alla Mobilità Kristopher Casati. La nuova filovia rappresenta una delle più importanti opere di mobilità sostenibile realizzate sul nostro territorio: un investimento strategico che migliorerà la qualità della vita dei cittadini, renderà più efficienti i collegamenti tra i quartieri e contribuirà in maniera significativa alla riduzione delle emissioni e dell’impatto ambientale. Abbiamo lavorato per costruire una rete moderna, accessibile e capace di rispondere alle esigenze di una città che cresce, che guarda avanti e che vuole essere protagonista della transizione ecologica. Con l’avvio della nuova filovia non stiamo soltanto introducendo nuovi mezzi elettrici, ma stiamo cambiando il modo di muoversi alla Spezia. È una scelta di visione, una scelta di responsabilità verso le nuove generazioni e un passo decisivo verso una città più sostenibile, più vivibile e più moderna. Oggi raccogliamo il frutto di un lavoro lungo e complesso; domani i cittadini potranno beneficiare di una mobilità più efficiente, più confortevole e più rispettosa dell’ambiente. Questa è la Spezia che vogliamo costruire: una città che investe nel proprio futuro e che ha il coraggio di innovare».

La nuova filovia è stata accompagnata da un ampio rinnovo infrastrutturale: non solo nuovi mezzi, ma una rete riqualificata con nuove linee, collegamenti, fermate più accessibili e infrastrutture moderne per la mobilità elettrica. Il piano ha previsto anche la realizzazione di una nuova sottostazione elettrica di alimentazione in piazza Baratta e il rinnovo completo delle due sottostazioni esistenti, in via Milano e al Canaletto, interventi già completati.

La prima fase del nuovo servizio, dal 14 giugno 2026, vedrà operative con filobus elettrici le linee 1 Pegazzano – Migliarina FS, 2 Chiappa – Bragarina e 3 Chiappa – Felettino. È il primo passaggio concreto verso una rete urbana sempre più elettrica, nella quale il centro città diventa il fulcro di un sistema più frequente, più silenzioso e più sostenibile.

La linea 1 Pegazzano – Migliarina FS introduce un collegamento urbano diretto tra Pegazzano, il centro e la stazione di Migliarina. Il percorso rafforza la connessione tra quartieri e servizi cittadini, mettendo in relazione un’area residenziale importante con uno dei principali nodi ferroviari della città. La linea contribuirà a migliorare la mobilità quotidiana, a rendere più accessibile il trasporto pubblico e a ridurre traffico ed emissioni lungo una direttrice strategica.

La linea 2 Chiappa – Bragarina rappresenta un nuovo collegamento trasversale urbano. Il servizio mette in connessione diretta quartieri diversi della città, attraversando l’asse centrale e collegando aree residenziali, servizi e poli urbani. Sarà una linea pensata per facilitare gli spostamenti tra quartieri, rendere più regolare il servizio e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico come scelta quotidiana.

La linea 3 Chiappa – Felettino avrà una funzione particolarmente rilevante per il collegamento con l’ospedale e con le principali direttrici urbane. L’utilizzo di filobus da 18 metri consentirà una maggiore capacità di trasporto, soprattutto nelle ore di punta. Il collegamento diretto con il Felettino rappresenta un elemento centrale del nuovo assetto, perché migliora l’accessibilità a un servizio essenziale per cittadini, utenti, lavoratori e famiglie.

Nel mese di luglio 2026 è previsto il completamento degli interventi di implementazione e adeguamento delle fermate accessibili alle persone con disabilità. Questa fase riguarderà anche l’accessibilità visiva e i percorsi LOGES, con verifiche e monitoraggi utili a migliorare l’esperienza degli utenti. Sarà un passaggio intermedio fondamentale per accompagnare la trasformazione del servizio e rendere la rete più leggibile, sicura e fruibile.

Da settembre 2026 la rete entrerà progressivamente a pieno regime. Saranno completati i nuovi percorsi, le nuove fermate e gli adeguamenti della rete. In questa fase prenderanno avvio il servizio filoviario dedicato ai parcheggi di interscambio, l’entrata in servizio filoviario della linea 12 Pegazzano – Favaro, l’attivazione della linea filoviaria per il Terminal Crociere, l’estensione del servizio elettrico urbano e il nuovo assetto definitivo della rete MIT.

La linea 12 Pegazzano – Favaro, attiva da settembre, amplierà la copertura elettrica urbana e rafforzerà il collegamento con la zona est della città. Il percorso interesserà direttrici come via XXIV Maggio, via Doria, via Veneto, via Antoniana e via Fontevivo, contribuendo a integrare Favaro nella nuova rete filoviaria e a migliorare il collegamento con il centro e con i servizi cittadini”.

La linea 37 La Spezia FS / via Milano – Pianazze collegherà la stazione ferroviaria con Pianazze, integrando nella rete elettrica urbana anche aree produttive e servizi cittadini. Il percorso rafforzerà il rapporto tra la stazione, il centro e la zona orientale, contribuendo alla riduzione dell’impatto ambientale lungo una direttrice rilevante per la mobilità urbana e lavorativa.

Un ruolo importante sarà svolto anche dal collegamento tra Pala Park e Darmi Park, pensato per integrare i parcheggi di interscambio con il centro urbano. Questo servizio consentirà di favorire l’utilizzo dei parcheggi esterni, ridurre l’ingresso dei veicoli privati nel centro città e rendere più fluida la mobilità cittadina, anche in occasione di eventi e momenti di maggiore afflusso.

La nuova linea filoviaria per il Terminal Crociere collegherà il terminal con il centro città e con La Spezia FS / via Milano. Sarà un servizio dedicato sia ai cittadini sia ai visitatori, pensato per migliorare l’accoglienza turistica, facilitare gli spostamenti verso il centro e collegare in modo più sostenibile porto, stazione e servizi urbani.

Il nuovo assetto porterà benefici concreti per tutta la città. Dal punto di vista ambientale, il maggiore utilizzo di mezzi elettrici consentirà di ridurre le emissioni inquinanti e il rumore urbano. Dal punto di vista del servizio, la rete sarà più frequente, più regolare e più capace di collegare quartieri e servizi. Dal punto di vista della qualità urbana, la nuova filovia renderà il trasporto pubblico più attrattivo e contribuirà a ridurre la pressione del traffico privato.

Il percorso di elettrificazione sarà inoltre rafforzato da un ulteriore contributo di 1,2 milioni di euro, ottenuto dal Comune della Spezia attraverso il bando dedicato alla sostituzione dei veicoli inquinanti. Le risorse saranno destinate all’acquisto di 3 nuovi autobus elettrici di dimensioni ridotte, tra 8 e 9 metri, destinati alla linea 21 Fabiano – Pieve, implementando ulteriormente il parco mezzi elettrico cittadino.

Complessivamente, il parco mezzi elettrico sarà composto da 34 mezzi: 19 nuovi filobus elettrici IMC, 8 filobus elettrici bimodali diesel, 4 autobus elettrici per la linea parcheggi e 3 nuovi autobus elettrici per la linea 21. È un investimento che rafforza la capacità della città di intervenire in modo strutturale sul trasporto pubblico, con mezzi più moderni, accessibili e coerenti con una mobilità sostenibile.

La nuova filovia rappresenta uno dei principali investimenti sulla mobilità urbana della Spezia. Un progetto che punta a ridurre traffico ed emissioni, migliorare il trasporto pubblico, collegare meglio i quartieri e costruire una rete più moderna, efficiente e sostenibile.

Con l’avvio del 14 giugno, la fase di adeguamento di luglio e il completamento previsto a settembre, La Spezia entra in una nuova stagione del trasporto pubblico locale: una città più connessa, più accessibile e più green, in cui la mobilità elettrica diventa parte concreta della vita quotidiana.
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

“Oltre” - Edizioni IL SAGGIO

  

“Oltre”
Giuseppe Salzano 

Edizioni “Il Saggio”
 Castellabate 2026, pp. 132, Euro 15,00

 


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“L’ultima estate di un uomo perbene”: Carmelo Sardo racconta chi disse no alla mafia

Carmelo Sardo torna in libreria con “L’ultima estate di un uomo perbene”: il giornalista del Tg5 racconta Giuseppe Tragna, il direttore di banca che disse no alla mafia



C’è un filo profondo che attraversa il lavoro giornalistico e narrativo di Carmelo Sardo: la ricerca della verità dove la verità è stata rimossa, negata, deformata o sepolta sotto anni di silenzi. Giornalista di lungo corso, firma autorevole dell’informazione televisiva nazionale, caporedattore del Tg5 nel settore cronaca, Sardo ha costruito nel tempo un percorso professionale e letterario segnato da una costante attenzione alle storie più dure, più scomode e più umane del Paese. Storie di mafia, giustizia, dolore, riscatto. Storie in cui la cronaca non resta superficie del fatto, ma diventa memoria, responsabilità civile e restituzione di dignità.

Con il suo nuovo libro, “L’ultima estate di un uomo perbene. Una storia dimenticata, una verità negata”, pubblicato da Zolfo Editore e in arrivo in libreria dal 5 giugno, Carmelo Sardo torna esattamente dentro questo territorio narrativo e morale. Lo fa con un romanzo-saggio che riporta al centro una vicenda reale, dolorosa e potente: quella di Giuseppe Tragna, direttore dell’agenzia della Banca Popolare Sant’Angelo ad Agrigento, ucciso il 18 luglio 1990, a 49 anni, per non essersi piegato alle ingerenze e agli interessi di Cosa Nostra.

Tragna era un uomo perbene nel senso più pieno e concreto della parola. Un professionista rigoroso, un padre, un marito, un direttore di banca legato al proprio lavoro e alla propria famiglia. Secondo la ricostruzione al centro del libro, la sua colpa fu quella di essersi imbattuto in operazioni finanziarie sospette e di avere opposto un rifiuto netto, fermo, non negoziabile. Un “no” pronunciato in una terra e in un tempo in cui dire no alla mafia significava esporsi, restare soli, diventare bersaglio.

Ma l’assassinio di Giuseppe Tragna non fu soltanto un delitto. Fu anche l’inizio di una seconda violenza, forse ancora più crudele per chi restava: quella dell’infamia. Dopo la morte, il suo nome venne sporcato con accuse pesantissime, utilizzate per depistare, confondere, giustificare, allontanare la verità. L’uomo ucciso perché non si era piegato venne trasformato, nel racconto costruito attorno al suo omicidio, in qualcosa che non era. È qui che il libro di Sardo trova una delle sue ragioni più forti: restituire a Giuseppe Tragna ciò che gli era stato tolto due volte, prima con la vita, poi con l’onore.

“L’ultima estate di un uomo perbene” non è soltanto un libro sulla mafia. È un libro sulla memoria negata, sulle famiglie lasciate sole, sulle verità che faticano a emergere quando si scontrano con interessi criminali, depistaggi, omissioni e zone d’ombra. È anche il racconto della lunga battaglia portata avanti dalla moglie Mariella e dai figli Gero e Ilaria, una battaglia giudiziaria e umana durata anni, fino al riconoscimento di Giuseppe Tragna come vittima innocente di mafia.

Carmelo Sardo affronta questa materia con la forza del giornalista che conosce la cronaca, ma anche con la sensibilità dello scrittore che sa entrare nelle pieghe intime di una vicenda. La sua scrittura tiene insieme il rigore dell’inchiesta e il respiro della narrazione civile. Non cerca l’effetto facile, non trasforma il dolore in retorica, non usa la mafia come fondale narrativo. Al contrario, ricostruisce, illumina, mette in ordine fatti, responsabilità, ferite. E soprattutto riporta al centro le persone: Giuseppe Tragna, la sua famiglia, la loro attesa di giustizia, il peso di una verità negata per troppo tempo.

Il nuovo libro conferma la cifra più riconoscibile di Sardo: raccontare il crimine organizzato e le sue conseguenze non come materia astratta, ma attraverso le vite che la mafia ha spezzato, travolto o tentato di cancellare. È lo stesso percorso che ha segnato altri suoi lavori importanti, da “Malerba”, scritto con Giuseppe Grassonelli e pubblicato da Mondadori, a “Cani senza padrone”, da “Dove non batte il sole” a “Le notti senza memoria”, proposto per la candidatura al Premio Strega 2025. Libri diversi, ma attraversati da una medesima urgenza: dare voce a ciò che è rimasto ai margini, riportare alla luce ciò che rischiava di essere dimenticato.

 




In questo senso, “L’ultima estate di un uomo perbene” è un’opera profondamente coerente con la storia professionale di Carmelo Sardo. Il giornalista del Tg5, il caporedattore della cronaca, l’autore abituato a misurarsi con le vicende più dure del Paese, ritrova nella pagina scritta uno spazio più ampio per fare ciò che il giornalismo migliore dovrebbe sempre fare: non limitarsi a registrare i fatti, ma interrogarli; non fermarsi alla notizia, ma cercare il senso; non accettare la versione comoda, ma inseguire quella necessaria.

Il risultato è un libro di forte impatto civile, capace di parlare al lettore non solo della Sicilia dei primi anni Novanta, ma anche dell’Italia di oggi. Perché la storia di Giuseppe Tragna non appartiene soltanto al passato. Riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni, tra verità processuale e memoria pubblica, tra giustizia e reputazione, tra potere criminale e solitudine degli uomini onesti. Riguarda il modo in cui un Paese sceglie se ricordare davvero le proprie vittime o lasciarle ai margini di una memoria incompleta.

Carmelo Sardo firma così un libro necessario, intenso, documentato, capace di unire tensione narrativa e valore civile. “L’ultima estate di un uomo perbene” è il racconto di un uomo che disse no alla mafia, ma è anche il racconto di una famiglia che non ha accettato la menzogna, di una verità che ha resistito al tempo, di una dignità riconquistata dopo trent’anni di dolore.

Un romanzo-saggio che merita di essere letto non solo come opera letteraria, ma come atto di restituzione. Perché alcune storie, quando vengono dimenticate, non scompaiono davvero: restano sospese, in attesa che qualcuno abbia la forza, il talento e il coraggio di raccontarle.

“L’ultima estate di un uomo perbene” di Carmelo Sardo è pubblicato da Zolfo Editore. Il libro è composto da 264 pagine, ha un prezzo di copertina di 18 euro, codice ISBN 9791281695528, ed è disponibile in libreria dal 5 giugno.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

L'arte di Mark Rothko come esercizio spirituale

 La Rothko Chapel come esercizio spirituale
di Alessandro Carrera

Palazzo Strozzi, Sala Altana

 Giovedì 11 giugno, ore 18.00

 




Ingresso libero fino a esaurimento posti, prenotazione consigliata

 

Rothko: spazio, silenzio, visione


Come si può considerare la Rothko Chapel di Houston? Museo, chiesa o installazione artistica? Giovedì 11 giugno alle ore 18.00 nella sala Altana di Palazzo Strozzi, il direttore del Dipartimento di lingue della University of Houston Alessandro Carrera ne parlerà nel quarto e ultimo appuntamento di Rothko: spazio, silenzio, visione, il ciclo di conferenze per approfondire l’arte del grande artista americano.

L’incontro La Rothko Chapel come esercizio spirituale affronterà la celebre cappella di Houston non solo come installazione artistica, ma come dispositivo esperienziale. Attraverso una riflessione sulla luce, sul silenzio e sul tempo della contemplazione, l’appuntamento indagherà come lo spazio concepito da Rothko si sottragga a definizioni prestabilite per proporsi come un vero esercizio spirituale che si rinnova con ogni visitatore.

 


 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

 

"Non Fare lo Sbronzo": Piazza della Libertà si colora di entusiasmo per la grande festa della sicurezza coordinata da Aci Salerno



Successo travolgente per la giornata finale della 3ª edizione e il debutto della versione "Kids". Nonostante la pioggia, una marea di studenti ha invaso la "Cittadella". Già annunciata la 4ª edizione a ottobre con l'apertura alle scuole medie e alla Provincia.

Una marea di colori, entusiasmo e partecipazione ha invaso Piazza della Libertà a Salerno per la giornata conclusiva della terza edizione di "Non fare lo sbronzo: proteggi la vita, l'ambiente, la città" e per il debutto assoluto di "Non fare lo sbronzo Kids: proteggi la vita: gioca, impara, agisci!". Una vera e propria giornata di festa che ha visto protagonisti tantissimi studenti delle scuole primarie e superiori del territorio, riuniti nella suggestiva piazza progettata da Ricardo Bofill, trasformata per l'occasione in una straordinaria ed efficiente "Cittadella della Sicurezza".

 

La mattinata si è aperta ufficialmente con le note solenni dell’Inno d'Italia, eseguito dal vivo dall'Assistente Capo della Polizia di Stato Damiano Lanzillotti. A guidare l'evento sul palco, una conduzione dinamica affidata ai giornalisti Luca Capacchione e Monica De Santis, quest'ultima anche ideatrice del progetto "Non fare lo sbronzo".

 

 

Dopo i doverosi ringraziamenti alle numerose autorità civili e militari intervenute, la parola è passata per i saluti di rito ai coordinatori del progetto promosso dal Comune di Salerno: il Presidente di ACI Automobile Club Salerno, Vincenzo Demasi, e il Direttore, Giovanni Caturano. Subito dopo, sul palco hanno sfilato tutti i referenti dei 22 partner del progetto, accompagnati dalle note della colonna sonora ufficiale del format, scritta dal duo di poliziotti-cantautori Segni Distintivi ed eseguita dal vivo dall'Ispettore Angelo Forni. I saluti istituzionali sono stati poi affidati al Consigliere Regionale Franco Picarone e all'Assessore all'Ambiente del Comune di Salerno, Massimiliano Natella.

 


 

 

Pioggia di premi per le scuole: dall'inclusione ai RAEE


Il cuore pulsante della mattinata è stato rappresentato dalla cerimonia di premiazione dei concorsi abbinati al progetto:


* Premio Inclusione (ONMIC): Voluto dal Presidente dell'ONMIC Vincenzo Siano, ha visto i bambini delle scuole elementari realizzare tantissimi cartelloni colorati sul tema "Tutti diversi, tutti importanti - accrescere nell'inclusione". Per le scuole superiori, i ragazzi si sono sfidati sul tema "Una città per tutti - idee per una Salerno più inclusiva".


* Premi Social: Consegnati i riconoscimenti per i video pubblicati durante l'anno sulle pagine social del progetto. Le scuole che hanno ottenuto più like e visualizzazioni hanno ricevuto gadget speciali offerti dalla Centrale del Latte di Salerno (partner fondamentale per la versione Kids) e dal gruppo Energyco, presieduto dal Dott. Franco Risi.


* Slogan Sicurezza Stradale e Video Colonna Sonora: L’Automobile Club Salerno ha voluto omaggiare con piccoli gadget tutte le scolaresche che hanno preso parte a queste due sezioni del concorso.


* Eco-Slogan (Confartigianato ed Energyco): Spazio sul palco ai ragazzi che hanno saputo interpretare al meglio i messaggi legati alla sostenibilità ambientale.


* Concorso "A scuola di RAEE" : Gran finale con la premiazione delle scuole che hanno partecipato al concorso curato da Salerno Pulita per lo smaltimento dei rifiuti elettronici.


* ⁠Nel corso della cerimonia, un premio speciale è stato consegnato a una scuola direttamente dal Direttore Artistico del Teatro delle Arti, Claudio Tortora.


La cerimonia si è conclusa con il ritorno sul palco del Presidente Demasi e del Direttore Caturano che, insieme all’Ispettore Angelo Forni, hanno salutato la platea rieseguendo dal vivo il trascinante brano manifesto "Non fare lo sbronzo".


La giornata è poi proseguita con la visita guidata degli studenti agli oltre 28 stand espositivi. I ragazzi hanno potuto alternare momenti di svago – tra foto ricordo accanto a fiammanti Ferrari e ad affascinanti auto d’epoca, un giro sui kart per i più piccoli e una gustosa merenda offerta dallo stand della Centrale del Latte – a momenti di alta formazione. Grazie al personale del 118 Emergenza Urgenza, della Croce Rossa Italiana e dell'ASL Salerno, gli studenti hanno ripassato le tecniche di primo soccorso e rianimazione cardio-polmonare.


Inoltre, la piazza ha offerto l'opportunità di incontrare nuovamente tutti i relatori che durante l'anno hanno tenuto le lezioni nelle scuole, a partire dalle Forze dell'Ordine, presenti in massa con i loro mezzi e simulanti.

 


 


I tantissimi consensi ricevuti hanno confermato la bontà e la necessità di un progetto di questa portata. A causa di un improvviso acquazzone, la manifestazione ha dovuto interrompere le attività in piazza con qualche ora di anticipo rispetto alle 18:00 previste, ma questo non ha minimamente intaccato il bilancio straordinariamente positivo dell'evento.


Le autorità presenti hanno confermato in blocco il proprio sostegno per il futuro. Tra i vari interventi, la Presidente di Copagri, Angela Pisacane, ospite della giornata finale, ha lanciato una nuova sfida per il prossimo anno: incrementare le attività sul tema della sana alimentazione già affrontate in questa edizione con la Fondazione Mendozzi.


L’orizzonte è già tracciato. L'appuntamento è per ottobre 2026 con la quarta edizione di "Non fare lo sbronzo", che si preannuncia ricca di novità: il progetto non solo tornerà a coinvolgere le scuole primarie e le superiori, ma aprirà ufficialmente le porte anche agli studenti delle scuole secondarie di primo grado (medie) e punterà ad ampliare il proprio raggio d'azione, coinvolgendo gli istituti di tutta la provincia di Salerno.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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HUMAN RIGHTS FRACTORY

 

Nasce ufficialmente
 a cura di Roberto Ronca e Debora Salardi

Il primo museo diffuso al mondo di arte contemporanea dedicato ai diritti umani 
in collaborazione con AIAPI Unesco e CreActivity
 

Sabato 6 giugno, ore 19.00
Inaugura la sede di Forchia della rete internazionale HUMAN RIGHTS? FACTORY 


Il Centro Sociale G. Tino M. Comino di Forchia (BN) ospita la prima sede della HUMAN RIGHTS? FACTORY (HR?F) nella Città Caudina.
Forchia diventa così il primo avamposto di una rete che, a breve, vedrà l’adesione di altre location e Comuni in Italia e nel mondo.


L’apertura di questa prima sede è resa possibile grazie alla ensibilità e alla lungimiranza del Consiglio Comunale di Forchia, in particolare del Sindaco Gerardo Perna Petrone, della Vicesindaca Emilia Carfora e dell’Assessore alla Cultura Gerardo Papa.

Il 6 giugno sarà l'occasione per celebrare non solo l'avvio del progetto diffuso già presente nelle altre location, ma anche la capacità della Valle Caudina di dialogare con il mondo. HUMAN RIGHTS? FACTORY non porta solo opere sul territorio, ma invita la comunità a riscoprire i propri spazi come luoghi di riflessione e bellezza collettiva, riaffermando che l'arte, intesa come cura della bellezza e rispetto dei diritti umani, è il pilastro su cui costruire il futuro della nostra comunità.

GLI ARTISTI E LE ARTISTE IN ESPOSIZIONE NELLA PRIMA SEDE DI FORCHIA

Claudio Bandini (Italia), Lidia Borella (Italia), Alfredo Avagliano (Italia), Stefano Bucciero, Giovanna Dalla Villa, Naomi Fuks
(Israele), Luigi Latino (Italia), Josef Leitner (Austria), Luca Luciano (Italia), Maija Elizabete Mengele (Lettonia), Alessandro
Piras (Italia), Jessica Tibaldo (Italia), Nora Yaneva (Bulgaria/Italia), Dominik Stahlberg (Germania/Italia), Dilek Ozmen
(Turchia), Heidi Bjork (Islanda), Roberta Garzillo (Italia), Elaine Weiner-Reed (USA)


IL TEAM DEL PROGETTO

Ideazione e Direzione: Roberto Ronca e Debora Salardi
Curatore e Art Director: Roberto Ronca
Responsabile Operativo: Franco Napoletano
Responsabile Mediazione Culturale: Aurelio Ruggiero
Referente: Roberto Stallone
Pubbliche Relazioni: Claudia Mazzitelli


Nata dalla visione di Roberto Ronca e Debora Salardi, HUMAN RIGHTS? FACTORY raccoglie il patrimonio artistico maturato in 17 anni e 19 edizioni del progetto HUMAN RIGHTS?, nel quale sono stati selezionati oltre 1.500 artisti provenienti da circa 90 Paesi. Più di 300 opere, donate loro volontariamente dagli autori, ostituiscono oggi il nucleo fondante della collezione permanente della FACTORY. Destinato ad ampliarsi nel tempo grazie a nuove donazioni, HUMAN RIGHTS? FACTORY vuole essere uno stimolo per gli artisti e le artiste di tutto il mondo per partecipare gratuitamente al più ambizioso progetto al mondo di arte dedicata ai diritti umani.
Il nome stesso del progetto non è casuale, è un invito a riflettere sulla condizione umana, sulla dignità della persona e sulla necessità di custodire, oggi più che mai, quei diritti umani che costituiscono l'impalcatura di una società civile capace di guardare all'altro con empatia.
In un’epoca segnata da instabilità geopolitica, conflitti armati e crescenti violenze sociali e istituzionali, la cultura e l’arte si ergono a unico baluardo di resistenza pacifica.
HUMAN RIGHTS? FACTORY nasce con la convinzione che l’arte sia la voce di chi non ha voce, l’ultima difesa per una coscienza libera da manipolazioni mediatiche e narrative imposte. L’arte non dà risposte preconfezionate, ma pone le domande giuste: scuote le coscienze, stimola il pensiero critico e invita a non arrendersi all’obbedienza passiva.
L’arte salverà il mondo, e tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte.

Tutto è nato da un colpo di fulmine: Franco Napoletano e Aurelio Ruggiero, grazie all’intuizione di Claudia Mazzitelli (artista casertana che ha partecipato a numerose edizioni di HUMAN RIGHTS?), pienamente convinti della missione sociale e culturale del progetto, ne hanno abbracciato l'idea diventandone i principali referenti sul territorio.
Gli stessi curatori, dopo un periodo di permanenza in Valle Caudina, sono rimasti profondamente colpiti dal fascino paesaggistico e dalla ricchezza storica di questi luoghi; lo scenario è stato impreziosito dal calore umano, dalla spontanea predisposizione all’amicizia, dalla gentilezza e dalla disponibilità delle persone dal cibo eccellente e dall’aria buona; tutti e tutte hanno contribuito a un innamoramento immediato e all’inizio di una storia piena di cose buone.
L’entusiasmo ha fatto presto da volano e grazie al supporto di figure come Angelina Falzarano, Roberto Stallone e Nicola D’Onofrio è stata creata una rete solida che coinvolge diverse realtà associative e amministrazioni comunali, unite dall'obiettivo comune di portare l'arte dove le persone vivono e si incontrano.

Questa capacità di tessere reti internazionali non è un episodio isolato, ma si inserisce in un fermento più ampio che sta trasformando il volto del territorio. La Valle Caudina, superando i confini amministrativi per farsi città diffusa, sta infatti tracciando un percorso ambizioso che guarda all'orizzonte del 2028, anno in cui il territorio punta a proporsi come protagonista nel panorama della Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea. Grazie a tutti gli attori coinvolti, ora la Città Caudina diventa “Città Caudina – Città per i Diritti Umani”, rafforzando il territorio come laboratorio di cultura civica e partecipazione.
HUMAN RIGHTS? FACTORY si pone oggi come un tassello fondamentale di questa visione: la prova che la Valle possiede l'apertura mentale e l'energia necessarie per diventare un polo culturale di riferimento nazionale e internazionale.
La peculiarità di questo progetto è la sua natura diffusa. L’idea di una esposizione strutturata in tante location ha già iniziato a trasformare diversi spazi chiave, trovando casa presso la sede dell’associazione Airolandia di Airola - che per prima ha aperto le sue porte con entusiasmo -, l’associazione Mosaico di Bucciano, il Comune di Paolisi e, naturalmente, il Centro Sociale di Forchia. A breve sarà allestita la sede di San Martino Valle Caudina e altre a seguire.
I curatori, già operativi, sono pronti a nuove installazioni in altri comuni che hanno già formalizzato l’accordo, confermando che il progetto è solo agli inizi, la visione è quella di un unico, grande percorso espositivo che abbraccerà l'intera Valle, trasformando ogni tappa in un nodo di un network culturale sempre più denso.
Dalla Valle Caudina, oggi Città Caudina – Città per i diritti umani, il progetto si estenderà ovunque nel mondo nuove persone illuminate (enti pubblici o istituzioni private) vorranno diventare parte della rete internazionale.
Visionari e idealisti per natura, i curatori intendono coinvolgere ogni nazione, ogni paese, ogni borgo così che ovunque HUMAN RIGHTS? FACTORY sia il luogo nel quale, ovunque nel mondo, si costruisca una nuova narrazione a difesa e rispetto dei diritti umani.

Inserito nel programma di premiazione dell’Estemporanea d’Arte locale “Venti di Pace a Forchia” del 6 giugno, l’inaugurazione della HUMAN RIGHTS? FACTORY segna l’avvio operativo di un progetto ambizioso che intende trasformare l’arte in un presidio culturale permanente per la dignità umana.

 




COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA