
La Spezia, 28 maggio 2026 - È stato presentato questa mattina a Palazzo Civico il programma di "Italia Donna 1946-2026", il grande evento organizzato in sinergia tra il Comune della Spezia e la Regione Liguria, in occasione della Festa della Repubblica, in un anno dal valore simbolico particolarmente forte: il 2026 segna infatti gli 80 anni dalla nascita della Repubblica Italiana e gli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia.
A illustrare l'iniziativa sono stati il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, la Vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro e l'Assessore ai Grandi Eventi Pietro Antonio Cimino.
L'appuntamento è per martedì 2 giugno 2026 in Piazza Europa, che per una sera diventerà il cuore di una grande narrazione civile, popolare e spettacolare. Musica, immagini, luci, videomapping ed effetti scenografici accompagneranno il pubblico in un viaggio attraverso ottant'anni di storia italiana, raccontati a partire dal contributo decisivo delle donne alla vita democratica, culturale, scientifica, sportiva e sociale del Paese.
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “La Spezia si accende in occasione dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, il giorno in cui gli italiani scelsero la democrazia e la libertà, ma lo è anche dell’estensione del diritto di voto alle donne, una delle conquiste più alte e significative della nostra storia democratica. Con ‘Italia Donna 1946-2026’ celebriamo un percorso che ha cambiato profondamente il Paese, aprendo le porte alla partecipazione femminile nella vita pubblica, istituzionale, culturale e sociale. Il voto delle donne, conquistato nel 1946, ha rappresentato una svolta decisiva, un atto di giustizia e di civiltà che ha reso la nostra democrazia più completa e rappresentativa. Siamo orgogliosi che la Regione Liguria abbia scelto La Spezia per celebrare questo importante anniversario, riconoscendo alla nostra città un ruolo centrale in un evento di grande valore simbolico e culturale, e ringrazio il Teatro Carlo Felice di Genova per la collaborazione. Piazza Europa e la Cattedrale di Cristo Re diventeranno il cuore di un racconto collettivo fatto di luci, musica e immagini, che accompagnerà il pubblico attraverso ottant’anni di storia italiana. Sarà un’occasione per riflettere sul cammino compiuto dal Paese e per riconoscere il contributo fondamentale delle donne alla crescita dell’Italia. La Spezia, ancora una volta, si conferma città capace di accogliere e valorizzare eventi che uniscono memoria, identità e futuro”.
"Il 2026 rappresenta un anno dal valore simbolico particolarmente forte per l'intero Paese. Con l'evento “Italia Donna 1946-2026” celebriamo una doppia, fondamentale ricorrenza: gli ottanta anni della Repubblica Italiana e gli ottanta anni dal primo voto delle donne in Italia – commenta il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci e il vicepresidente della Regione Liguria con delega alle Pari Opportunità Simona Ferro –. Questo evento ci ricorda l'importanza della componente femminile in tutti i settori della nostra società, in un percorso che, a partire da quel primo voto, ha segnato in maniera incontrovertibile ottanta anni di storia. Regione Liguria e il Comune della Spezia grazie a questo appuntamento esaltano l'eccellenza femminile come perno fondamentale su cui si poggia la nostra nazione: in quest'ottica, non potrebbe esserci modo più efficace dello show spettacolare e scenografico che fra pochi giorni illuminerà Piazza Europa con luci, immagini, effetti e le voci delle grandi protagoniste della musica italiana".
Il titolo scelto, "Italia Donna 1946-2026", richiama il legame tra la nascita della Repubblica e una delle sue conquiste fondative e soprattutto il ruolo fondamentale che le donne hanno avuto nella crescita e nello sviluppo del Paese. La facciata della Cattedrale di Cristo Re diventerà una grande tela luminosa sulla quale prenderanno forma volti, simboli e passaggi della storia repubblicana, dalla prima scheda deposta nell'urna nel 1946 fino all'Italia plurale e contemporanea.
La serata si aprirà alle 20.30 con un DJ set al femminile affidato alla giovane Dj genovese Ysabel, pensato come un percorso musicale capace di unire memoria e contemporaneità. La selezione attraverserà brani italiani e internazionali, sonorità revival e atmosfere più moderne, accompagnando progressivamente il pubblico verso il momento centrale dell'evento.
Alle 21.25 sono previsti gli interventi istituzionali, successivamente la piazza si raccoglierà per il Canto dell'Inno di Mameli, eseguito a cappella da Sara Di Fusco, dell’Accademia del Teatro Carlo Felice di Genova, simbolo delle nuove generazioni, della pace e del futuro della Repubblica.
Alle 21.45 prenderà il via "Sons et Lumières", spettacolo scenografico immersivo di luci, musica ed effetti speciali, della durata di circa 12 minuti. Piazza Europa sarà trasformata in una scenografia a cielo aperto, con fasci luminosi, effetti atmosferici e una regia pensata per valorizzare il contesto urbano e monumentale.
Alle 22:00 il programma proseguirà con il grande spettacolo piromusicale sincronizzato con la colonna sonora e costruito sui colori della tradizione italiana: verde, bianco e rosso, con richiami cromatici dedicati anche all'universo femminile e allo sport azzurro.
A seguire, i saluti della presentatrice Katia Gangale, i ringraziamenti istituzionali e la prosecuzione del DJ set serale. La conclusione dell'evento è prevista indicativamente tra le 23.50 e le 00.00.
La parte centrale dell'evento sarà il videomapping "Italia Donna 1946-2026", un racconto per immagini e musica che attraversa dieci epoche della storia italiana. Ogni scena sarà accompagnata da una canzone simbolo di ogni decennio, scelta non come semplice colonna sonora, ma come voce emotiva di un periodo storico.
Il viaggio inizierà dal 1946, con "Si chiama Boogie-woogie" di Dea Garbaccio. È l'alba della Repubblica: l'Italia esce dalla guerra, le donne votano per la prima volta e diventano protagoniste dell'atto fondativo della democrazia repubblicana. Accanto a loro, le Madri Costituenti, le 21 donne che contribuirono alla scrittura della Costituzione.

Dagli anni della ricostruzione si passerà poi al decennio
1946-1955, accompagnato da "Grazie dei fiori" di Nilla Pizzi. È il
tempo di un Paese che prova a rialzarsi, tra macerie materiali e morali,
mentre le donne partecipano alla rinascita silenziosa dell'Italia. Nel
racconto compaiono la voce di Nilla Pizzi, il talento di Carla Fracci,
l'eleganza delle Sorelle Fontana e le contraddizioni sociali
rappresentate dalla vicenda di Giulia Occhini, la "Dama Bianca".
Con
Mina e "Il cielo in una stanza", lo spettacolo entrerà negli anni
1956-1965, quelli del boom economico, ma anche di confini sociali ancora
stretti. In questa sezione il videomapping racconterà figure come Anna
Magnani, prima attrice italiana premiata con l'Oscar, Natalia Ginzburg,
Lina Merlin, Gigliola Cinquetti e Margherita Hack, simbolo di un talento
femminile capace di aprire spazi nuovi nella cultura, nella scienza e
nella società.
Il tono cambierà con gli anni 1966-1975,
accompagnati da "Nessuno mi può giudicare" di Caterina Caselli. È il
decennio della rottura: Franca Viola rifiuta il matrimonio riparatore,
il movimento femminista porta in piazza nuove rivendicazioni, Raffaella
Carrà trasforma il corpo femminile in un segno di libertà espressiva,
mentre Elsa Morante, Sophia Loren e Novella Calligaris raccontano,
ciascuna nel proprio campo, un'Italia che cambia linguaggio e
immaginario.
Con "Non sono una signora" di Loredana Bertè, si
entrerà negli anni 1976-1985, quando la trasformazione sociale diventa
anche istituzionale e legislativa. La scena renderà omaggio a Tina
Anselmi, prima donna Ministra della Repubblica, a Nilde Iotti, prima
donna Presidente della Camera, a Sara Simeoni e a Lina Wertmüller.
Saranno ricordate anche conquiste decisive come la Legge 194 del 1978 e
l'abolizione del delitto d'onore nel 1981.
Gli anni 1986-1995
avranno il volto e la voce della resilienza, con "Almeno tu
nell'universo" di Mia Martini. Sarà il tempo di Rita Levi Montalcini,
Premio Nobel per la Medicina, di Oriana Fallaci, di Deborah Compagnoni,
di Emma Bonino e di Letizia Battaglia. Una sequenza più intima, pensata
per raccontare il coraggio di chi resiste, afferma la propria voce e
lascia un segno nella memoria civile del Paese.
Con Giorgia e
"Come saprei", il racconto passerà agli anni 1996-2005, segnati da nuove
consapevolezze e da un protagonismo femminile sempre più riconosciuto.
In questa parte troveranno spazio Valentina Vezzali, Gae Aulenti,
Donatella Versace, Dacia Maraini, Cristina Comencini, Laura Pausini e la
svolta normativa del 1996, quando la violenza sessuale diventa reato
contro la persona.

Gli anni 2006-2015, accompagnati da "Sei
nell'anima" di Gianna Nannini, porteranno lo sguardo verso il futuro e
verso le stelle. La narrazione toccherà le imprese di Samantha
Cristoforetti, prima italiana nello spazio, di Fabiola Gianotti al CERN,
di Federica Pellegrini e Francesca Schiavone, accanto alle conquiste
legislative contro lo stalking e per l'equilibrio di genere nei consigli
di amministrazione.
Il presente, dal 2016 al 2025, sarà
raccontato sulle note di "Bellissima" di Annalisa. Sarà una scena
dedicata all'Italia plurale, con i volti di Liliana Segre, Bebe Vio,
Paola Egonu, Arianna Fontana, Fabiola Gianotti, Lina Wertmüller e altre
protagoniste della contemporaneità. Una parte corale, luminosa,
costruita per rappresentare un Paese più complesso, più aperto e più
consapevole delle proprie differenze.
La chiusura sarà affidata a
Madame con "L'eccezione". Nell'epilogo, tutti i volti incontrati
durante lo spettacolo torneranno insieme sulla facciata della Cattedrale
in un grande mosaico dell'emancipazione. Il messaggio finale è quello
di un cammino collettivo: le conquiste non come episodi isolati, ma come
un percorso costruito nel tempo, generazione dopo generazione, fino a
trasformare ciò che un tempo era eccezione in diritto, presenza e
normalità.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA