venerdì 16 ottobre 2026

INAUGURATO IL NUOVO CENTRO PASTI ALLE PIANAZZE

Il nuovo centro produrrà ogni giorno 4.000 pasti destinati alle scuole del territorio



La Spezia, 15 ottobre 2026 - È stato inaugurato oggi il nuovo Centro Pasti della Spezia in via delle Pianazze, la struttura realizzata nell'ambito del partenariato pubblico-privato tra il Comune della Spezia e CIRFOOD, che cucina e distribuisce circa 4.000 pasti al giorno destinati a oltre 30 scuole cittadine tra materne ed elementari.

Il nuovo Centro Pasti non è soltanto una struttura produttiva, ma una vera e propria infrastruttura al servizio della città: un luogo dove tecnologia, riduzione degli impatti ambientali, competenze professionali e qualità alimentare convergono per garantire ogni giorno un servizio fondamentale per migliaia di studenti e per le loro famiglie.

 




In particolare, il progetto nasce attraverso lo strumento del project financing: enti locali e privati che uniscono le forze per opere e realizzazioni di pubblica utilità. CIRFOOD ha avanzato una proposta di progetto e l’amministrazione comunale, dopo averla valutata, ha inserito il progetto di fattibilità negli strumenti di programmazione e indetto la gara per l’affidamento della concessione che si è aggiudicata CIRFOOD.

La società, che ha realizzato la nuova struttura con un investimento pari a oltre 4 milioni di euro, gestirà il servizio di ristorazione per i prossimi 16 anni, trascorsi i quali l’edificio, di tipo strategico, entrerà a far parte del patrimonio comunale senza oneri aggiuntivi.

 




Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, rappresentanti dell'Amministrazione comunale e Luca Brambilla  Regional Sales Director CIRFOOD.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Oggi manteniamo un’altra promessa fatta agli spezzini, inaugurando una struttura moderna e all’avanguardia che migliorerà concretamente la qualità della ristorazione scolastica per migliaia di bambini e famiglie. Un investimento di oltre 4 milioni di euro, realizzato grazie a un efficace partenariato pubblico-privato, senza costi di costruzione per il Comune, che al termine della concessione diventerà proprietario dell’immobile senza ulteriori oneri. Il nuovo Centro Pasti garantirà ogni giorno circa 4.000 pasti, preparati con materie prime selezionate, maggiore attenzione alla qualità, alla sicurezza alimentare e alle esigenze nutrizionali degli alunni. Un servizio più efficiente, sostenibile e vicino alle necessità delle famiglie. Questo risultato si aggiunge agli importanti investimenti che stiamo portando avanti nell’edilizia e nei servizi scolastici, perché vogliamo offrire ai nostri bambini strutture sempre migliori e le migliori condizioni per crescere. Ringrazio CIRFOOD per aver creduto nella nostra città e per aver contribuito alla realizzazione di un’opera importante per il futuro della comunità”.

 




"La realizzazione del nuovo Centro Pasti della Spezia dimostra come il partenariato pubblico-privato possa rappresentare un modello concreto di innovazione per i servizi pubblici. Attraverso questo investimento abbiamo realizzato non semplicemente una cucina, ma un'infrastruttura strategica a servizio della città, pensata per garantire qualità, sicurezza, sostenibilità e capacità di evolvere nel tempo. La ristorazione scolastica è un servizio essenziale che contribuisce al benessere di bambine e bambini, all'educazione alimentare delle nuove generazioni e a un corretto bilanciamento vita-lavoro delle famiglie. Per questo crediamo sia necessario continuare a investire in strutture moderne e tecnologie avanzate capaci di alzare sempre più la qualità dei servizi pubblici”, ha affermato Chiara Nasi, Presidente CIRFOOD.

UN'INFRASTRUTTURA MODERNA E TECNOLOGICA


Progettato secondo i più avanzati criteri di efficienza energetica, il nuovo Centro Pasti integra soluzioni innovative in grado di migliorare la qualità del servizio e lavorare per ridurre l'impatto ambientale.

La struttura è, infatti, dotata di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia da fonti rinnovabili, sistemi avanzati di automazione e monitoraggio degli impianti e tecnologie digitali che consentono di ottimizzare la gestione delle attività produttive, dei consumi energetici e della manutenzione.

Un elemento distintivo del progetto è la scelta di realizzare il Centro Pasti con una struttura portante in legno XLAM, soluzione costruttiva innovativa che coniuga efficienza e durabilità. Grazie alle elevate capacità isolanti del legno e all'utilizzo di materiale proveniente da filiere certificate, l'edificio garantisce elevate prestazioni energetiche e un ridotto impatto ambientale. La struttura è inoltre progettata per assicurare elevati standard di sicurezza e una lunga vita utile, rappresentando un investimento resiliente nel tempo per il territorio.

L'adozione di strumenti basati sull'analisi dei dati, all’interno della struttura e presso la piattaforma che gestisce le materie prime in uso a CIRFOOD, contribuiscono, inoltre, a migliorare la pianificazione della produzione, l'efficientamento organizzativo, la gestione delle risorse e il contenimento degli sprechi alimentari, con benefici sia sotto il profilo economico sia ambientale.

La nuova struttura occupa circa 20 professionisti della ristorazione dedicati alle attività del Centro Pasti e si inserisce all'interno di un servizio che complessivamente coinvolge circa 100 persone, confermando il valore occupazionale generato dall'investimento e il radicamento di CIRFOOD sul territorio.

LA PROPOSTA GASTRONOMICA

Il nuovo Centro Pasti nasce per sostenere un progetto di ristorazione scolastica che considera il pasto un momento fondamentale del percorso educativo e di crescita delle nuove generazioni.

Il tempo mensa è tempo scuola e la ristorazione scolastica rappresenta uno strumento di educazione alimentare, capace di accompagnare bambine e bambini nella costruzione di abitudini corrette e consapevoli. Per questo, il progetto ristorativo pone al centro la qualità del pasto, la varietà delle preparazioni e l'attenzione alle esigenze nutrizionali delle diverse fasce d'età.

La proposta gastronomica è orientata a garantire pasti equilibrati, sani e nutrienti, preparati quotidianamente con materie prime selezionate, prevalentemente biologiche, nel rispetto della stagionalità dei prodotti e delle linee guida nutrizionali dedicate all'età evolutiva.

Particolare attenzione viene riservata alla qualità nutrizionale e sensoriale delle preparazioni, alla varietà dei menu e alla valorizzazione della cultura alimentare locale, affinché il momento del pasto sia non soltanto un'occasione di benessere, ma anche di scoperta, socialità ed educazione al gusto.

Presso il centro cottura, inoltre, vengono prodotte quotidianamente circa 1.200 diete speciali, delle quali circa il 21% afferenti a regimi dietetici sanitari. L'elaborazione, la validazione e la supervisione giornaliera delle stesse sono affidate a una dietista qualificata, che ne garantisce la corretta gestione e conformità alle prescrizioni previste.

Grazie al nuovo Centro Pasti sarà inoltre possibile rafforzare ulteriormente il controllo dei processi produttivi e degli standard qualitativi, assicurando elevati livelli di sicurezza alimentare, tracciabilità e continuità del servizio. 

 

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Napoli: Liuba al MA

 by Rosaria Pannico

 


 

 Amiche e amici di rosarydelsudArt news, questa mattina vi propongo l'inaugurazione della personale di LIUBA: BORDERS OF HUMANITY, curata da Stefano Taccone ed introdotta da un suo testo critico che si è svolta ieri pomeriggio presso il MA  Movimento aperto  via Duomo 290/c Napoli

 

   

  La mostra resterà aperta fino al 15 novembre, 

i lunedì ed i martedì dalle 17:00 alle 19:00 

ed i giovedì dalle 10:30 alle 12:30. 

 

Per informazioni: Ilia Tufano 3332229274

 

La mostra a Movimento Aperto presenta un ricco assaggio della lunga attività di LIUBA, lavori che risalgono ai progetti degli anni 1999-2001, con il titolo di LE MUMMIE VINCENTI, quando la giovane LIUBA ritornata a Milano dopo i suoi studi al Dams di Bologna osservava con occhio critico ed insofferenza lo stile di vita meneghino di quegli anni. E poi lavori più recenti, quelli legati al progetto YOU ‘RE OUT, realizzato a Berlino negli anni 2014-2016 ed infine il più recente, BORDERS OF HUMANITY .”

 

Artista e performer LIUBA vive e lavora a Milano, ma si sposta in Italia ed in Europa per le sue performance. Sarà a Napoli, in Piazza del Plebiscito il 7 marzo 2027, dove terrà una performance partecipativa, sviluppando quella intitolata YOU’RE OUT tenuta a Berlino negli anni 2014-16. Intorno alle sue performance ruota un progetto articolato, fatto di fotografie, video, poesie, quadri.

 

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Intervista a Liuba

by Rosaria Pannico 

 



Amiche e amici di rosarydelsudArt news, questa mattina vi propongo questa bella intervista che ho avuto l'onore e il piacere di fare a Liuba, artista milanese che è venuta al MA Movimento Aperto, via Duomo 290/c Napoli per esporre "BORDERS OF HUMANITY" curata da Stefano Taccone ed introdotta da un suo testo critico.

               

 

Artista e performer LIUBA vive e lavora a Milano, ma si sposta in Italia ed in Europa per le sue performance. Sarà a Napoli, in Piazza del Plebiscito il 7 marzo 2027, dove terrà una performance partecipativa, sviluppando quella intitolata YOU’RE OUT tenuta a Berlino negli anni 2014-16. Intorno alle sue performance ruota un progetto articolato, fatto di fotografie, video, poesie, quadri.


La mostra resterà aperta fino al 15 novembre 

il lunedì e il martedì dalle ore 17:00 alle ore 19:00 e il giovedì su appuntamento. 

 


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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Presentato il volume fotografico Gatti di Pompei

  A Pompei arrivano i protagonisti 

più amati del Parco
Presentato il volume fotografico

 "Gatti di Pompei"


Il nuovo libro pubblicato da Giunti Editore e realizzato in collaborazione con il Parco Archeologico racconta la colonia felina che vive tra le rovine della città antica

 


 

A Pompei hanno conquistato migliaia di visitatori e sono diventati autentiche celebrità sui social. Ora i gatti che vivono all'interno dell'area archeologica di Pompei diventano protagonisti di un volume fotografico a loro dedicato. Si intitola Gatti di Pompei il libro pubblicato da Giunti Editore e realizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, che narra attraverso immagini e racconti la vita quotidiana della colonia felina presente nel sito UNESCO.


Il volume nasce dalle fotografie donate al Parco dall'archeologa e fotografa Silvia Vacca e propone un viaggio nel lato più inconsueto e affascinante della città antica. Gli scatti immortalano i gatti mentre si aggirano tra domus, giardini e strade romane, offrendo uno sguardo originale su una presenza ormai diventata parte integrante del paesaggio pompeiano.
Oggi la colonia felina del Parco conta tra i quaranta e i cinquanta esemplari. La loro presenza è costantemente monitorata attraverso un sistema di gestione e tutela che consente di coniugare il benessere degli animali con la conservazione del patrimonio archeologico e la sicurezza dei visitatori, mentre gli abbandoni vengono prevenuti e perseguiti tramite il sistema di videosorveglianza del Parco.

 


 


Un'attività di cura del sito e dei suoi atavici abitanti resa possibile grazie alla collaborazione tra il Parco Archeologico di Pompei e l'associazione Archeogatti Onlus, presieduta da Antonella Carotenuto, impegnata quotidianamente nella cura degli animali e coadiuvata dai veterinari dell'ASL e dal personale di vigilanza del Parco. Tra le principali attività vi sono le campagne di sterilizzazione, il controllo sanitario, la prevenzione degli abbandoni, la gestione dell'alimentazione della colonia e delle adozioni di alcuni dei gatti “archeologi”.

 



Il libro vuole contribuire idealmente a sostenere questo lavoro. 

È possibile supportare Archeogatti Onlus tramite donazioni

 (BancoPosta cc: 001070667322 IBAN: IT04X0760103400001070667322),

mentre sul sito dell’associazione è possibile trovare informazioni per le adozioni.


La presenza dei gatti a Pompei rappresenta un elemento emblematico della vita del sito. Le ricerche archeologiche, ancora in corso, suggeriscono infatti il rapporto tra uomo e felini nel mondo antico, mentre oggi questi animali continuano a essere una presenza familiare e apprezzata dai visitatori provenienti da tutto il mondo.
L'obiettivo fotografico, restituisce immagini intime e suggestive, realizzate nei momenti di quiete del Parco, quando le strade dell'antica città tornano silenziose. Ne emerge il ritratto di una Pompei inedita, dove la tutela del patrimonio culturale convive con quella degli animali che da anni ne abitano gli spazi.



 


"Gatti di Pompei" è disponibile presso i punti vendita del Parco Archeologico di Pompei e nei canali di distribuzione Giunti. (Il libro è disponibile presso tutte le librerie fisiche e online).

 




Parco Archeologico di Pompei
via Plinio
Pompei (Napoli)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

giovedì 15 ottobre 2026

MANNight al MANN giovedì 15 ottobre 2026

MANNight, straordinarie aperture
Quando il futuro incontra il passato
Ritratti dal vivo nella sezione Affreschi
sguardi che si incrociano tra visitatori e opere
Living Art, dj set, musica e performances
per giovedì 15 e 22 ottobre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli



13 ottobre 2026. Due giovedì ancora per vivere la magia delle straordinarie aperture MANNight: il 15 e il 22 ottobre, dalle 19 sino alle 23.30, saranno ancora una volta i visitatori a far risplendere le sale e le collezioni del Museo partecipando alle performances artistiche, godendo della musica, interagendo con la danza e i dj-set e ricercando nelle sale il proprio percorso di curiosità e di arricchimento culturale.
Il progetto, ideato dalla Direzione del Museo e prodotto da Casa del Contemporaneo in collaborazione con La Santissima Community Hub, ha attirato sino ad oggi un pubblico eterogeneo, dove giovani e giovanissimi hanno raggiunto percentuali che superano il 50%: più di 1.600 presenze giovedì scorso, per una programmazione sempre apprezzata dal pubblico di ogni età.
Tra le novità di questa settimana, la performance “Ritratto/i” di Mario Schiano, pittore e docente di Fumetto alla Scuola italiana di Comix: immerso tra i colori e gli sguardi degli affreschi, Schiano riproporrà i visi e i profili dei visitatori, con immagini che rendono contemporanee le testimonianze del passato.
Presente anche questa settimana, nella Sezione Egizia, Weronique Art con il bodypainting, mentre Hoop, opera interattiva e multimediale di cosadelfuturo, raccoglierà i desideri del pubblico e li trasformerà in frasi ispirate e da interpretare, veri e propri oracoli da portare via con sé.
Nel Giardino della Vanella, per la sezione dj a cura di Soul Express Collective, arriva Delphi, dj e producer romano che, da oltre un decennio, fa muovere i dancefloor, attraversando house, techno, disco con groove irresistibili e bassline potenti.
Nel corso della serata, inoltre, sarà possibile visitare la mostra “Siamo un’opera d’arte @MANN. Oltre il punto di vista”, un progetto coraggioso realizzato in collaborazione con FAIS (Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati) e Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale di Napoli, per invitare il pubblico a guardare l’arte, il corpo e il concetto di bellezza in senso più ampio.
Anche questa settimana, così come il 22 ottobre, sarà possibile sottoscrivere al Museo, durante le MANNight, l’abbonamento annuale al costo promozionale di 20 euro per adulto (in luogo di 25).
“Partecipazione, senso di appartenenza, curiosità intellettuale, condivisione: queste sono le parole chiave dello speciale legame che MANNight ricrea ad ogni appuntamento con i visitatori e tra i visitatori. Il Museo diventa un luogo accogliente, ospitale, amico e pieno di stimoli. Il vero spettacolo al MANN sono le centinaia di giovani (e giovani dentro) che in piccoli gruppi di amici o da soli esplorano le nostre sale e si soffermano sui capolavori, così come sugli oggetti della vita quotidiana e partecipano alle performances sempre diverse e tutte di alto livello degli artisti di Casa del Contemporaneo”, commenta il Direttore Generale del Museo, Francesco Sirano.

 

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Benni Bosetto. The Ballad of the Blue Kind

Due giorni di performance in Strozzina

 



Dal 22 ottobre al 23 dicembre 2026 IED Firenze e Fondazione Palazzo Strozzi presentano The Ballad of the Blue Kind dell’artista Benni Bosetto, un nuovo progetto concepito appositamente per le due istituzioni, che comprende una mostra presso gli spazi espositivi di IED e due giorni di performance alla Strozzina di Palazzo Strozzi, che si terranno il 22 e il 23 ottobre 2026.

The Ballad of the Blue Kind è un’esplorazione delle possibili declinazioni della solitudine raccontata in due momenti complementari: una performance e una mostra. Gli spazi della Strozzina accolgono cinque personaggi che cantano frammenti di solitudini che si intrecciano l’una all’altra, mentre negli spazi dell’ex Teatro dell’Oriuolo il disegno diventa un oggetto scultoreo e restituisce la memoria dei corpi e delle loro storie. The Ballad of the Blue Kind racconta la solitudine come uno stato emotivo in costante movimento, che attraversa l’età della vita e porta con sé allo stesso tempo drammaticità e leggerezza.

The Ballad of the Blue Kind, le performance:

Palazzo Strozzi, Strozzina

Dal 22 al 23 ottobre, ore 17.30-19.30

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria

 

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MARIO CEROLI {IO}

A cura di Cesare Biasini Selvaggi

21Art Roma
15 ottobre 2026 - 5 febbraio 2027




21Art Roma presenta Mario Ceroli {IO}, la nuova mostra dedicata a uno dei protagonisti dell'arte contemporanea e al suo rapporto con Roma, città della formazione e dell'affermazione professionale, ma anche spazio vivo in cui continuare a interrogare il presente.
 
Dal 15 ottobre 2026 al 5 febbraio 2027, quindici opere tra sculture e installazioni site-specific tutte del 2026 a eccezione di una, trasformano lo spazio espositivo in un palcoscenico: un teatro di forme e visioni in cui le opere assumono nuove identità, si confrontano con la memoria e si aprono a prospettive inedite.

Curata da Cesare Biasini Selvaggi, l'esposizione segna il ritorno di Mario Ceroli in una galleria privata romana dopo oltre vent'anni.

Più che una mostra, Mario Ceroli {IO} si configura come un nuovo capitolo di una ricerca in cui la continuità non esclude mai la trasformazione e il passato rimane una materia viva, capace di mettersi ogni volta in discussione e di alimentare il presente.

Mario Ceroli (Castel Frentano, Chieti, 1938) arriva a Roma nel 1948, a soli dieci anni, portando con sé le radici abruzzesi e uno sguardo curioso sul mondo. Nella Capitale si forma all'Istituto d'Arte, condividendo gli anni della formazione con Tano Festa, e comincia a definire il proprio linguaggio artistico nel clima di fermento culturale della città. È la Roma degli anni Sessanta, di Piazza del Popolo e della Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, degli incontri con Cy Twombly, Pier Paolo Pasolini e Carmelo Bene, delle sperimentazioni teatrali e del dialogo incessante tra arti visive, letteratura e spettacolo. Una città mitica e irripetibile, attraversata dall'energia della Dolce Vita, che Ceroli ama e insieme sfida, trasformandola in fonte d'ispirazione e materia della propria ricerca.

Roma, del resto, non è per l'artista soltanto uno scenario biografico: è uno stato dell'anima, una stratificazione di storia e contemporaneità, una presenza che continua a sollecitare nuove forme.

Il suo rapporto con la città si traduce in un confronto diretto con lo spazio, con i materiali, con i simboli della memoria collettiva e con i conoscenti e gli amici del presente. In Mario Ceroli {IO}, questa relazione si rinnova attraverso opere che non si limitano a evocare il passato, ma lo rimettono in scena, interrogandone la capacità di parlare al nostro tempo.

"Ogni mostra è per me un'occasione per continuare a fare ricerca, per dedicarmi in quel momento a un lavoro nuovo, a una storia nuova, a una nuova conoscenza, a un nuovo modo di operare e condividere, per continuare a rischiare. L'arte mi ha fatto incontrare persone straordinarie, nel mio caso un'intera generazione di artisti che aveva i propri riferimenti in Plinio De Martiis, Gian Tomaso Liverani e Bruno Sargentini. La mostra è un omaggio a Roma. Roma è così bella, è così mascalzona, è così attraente, ha il fascino di una bellissima donna. Roma è una meraviglia. Che meraviglia!", dichiara l'artista.

L'idea di un'opera in costante evoluzione attraversa l'intero percorso espositivo e trova il suo fulcro in Un anno d'amore (2026), installazione composta da 987 elementi metallici. L'opera rilegge e trasforma il lavoro omonimo concepito nel 1972, allora realizzato in legno e formato da 365 quadrati, uno per ogni giorno dell'anno, più un elemento dedicato al titolo. A distanza di oltre cinquant'anni, Ceroli ne rinnova la struttura e il significato, trasformandola in un diario di bordo, un calendario interiore e un gesto di gratitudine verso gli incontri del presente, gli affetti nuovi e ritrovati.

Lo stesso processo di riscrittura investe Curvilinee e squadra, opera del 1965 che approda al 2026 con una nuova veste e un ruolo inedito, quello de L'architetto. Anche in questo caso, la ripresa di un lavoro storico non coincide con una semplice citazione: Ceroli ne riattiva le possibilità espressive, ne modifica l'identità e ne amplia le prospettive, dimostrando come ogni mostra possa diventare un nuovo atto creativo.

Il percorso comprende inoltre l'installazione Labirinto, composta da 50 elementi, e la scultura monumentale Le campane di Trinità dei Monti, realizzata in ferro, terre colorate e legno. Opere differenti per struttura e presenza, accomunate dalla capacità di instaurare un rapporto diretto con lo spazio e di coinvolgere lo spettatore, ora accogliendolo ora respingendolo, in un'esperienza che è al tempo stesso visiva, ambientale e immaginativa.

L'opera forse più emozionale, dedicata a uno dei grandi poeti della musica italiana, è Pensiero a Fabrizio De André, una scultura in legno e terre colorate del 2024, che si ispira alla chitarra donata a Ceroli dall'amico cantautore in occasione di una sua esibizione nel teatro all'interno della residenza romana dell'artista, e successivamente rubata.

A legare molte delle opere è il blu, colore-guida della mostra, ottenuto attraverso le terre coloranti naturali dei fratelli Dolci di Verona.

Il blu richiama il cielo di Roma, la sua luce tersa e mutevole, ma anche la grande tradizione pittorica italiana, fino al cielo stellato della Cappella degli Scrovegni a Padova, affrescata da Giotto. È un omaggio alla capacità del colore di farsi atmosfera, memoria e appartenenza: una presenza costante che unifica il linguaggio scultoreo senza annullarne le differenze. Nella ricerca di Ceroli, la materia cromatica diventa così un elemento costruttivo e poetico, capace di connettere la storia dell'arte, la cultura e i miti del Mediterraneo con l'esperienza presente della città.

In Mario Ceroli {IO}, ogni opera si presenta come un personaggio chiamato a interpretare una parte nuova recitando a soggetto. La mostra diventa un teatro in cui forme e materiali vengono continuamente arruolati, trasformati e rimessi in scena; un dispositivo creativo nel quale la realizzazione manuale coincide con il processo stesso dell'invenzione.

Ogni allestimento assume così la dimensione di un'opera autonoma, irripetibile, e insieme parte di una ricerca coerente che attraversa oltre sette decenni di attività, mantenendo intatta la propria libertà creativa.

«È un teatro quello di Ceroli inscenato di mostra in mostra, ognuna di esse concepita come opera d'arte totale, creazione di un atto a sé e in sé, di un mondo unico e irripetibile, di un "semi-sogno", comunque effetto di una lunga pratica coerente e di una libertà immaginativa sempre al potere», afferma il curatore Cesare Biasini Selvaggi.

Con Mario Ceroli {IO}, 21Art Roma presenta dunque non soltanto una nuova mostra, ma un ulteriore atto di una ricerca che continua a reinventarsi attraverso il confronto con lo spazio, la memoria, il proprio tempo e lo spettatore.

21Art Roma (largo della Fontanella di Borghese 89, Roma) è aperta al pubblico nei seguenti giorni e orari: da lunedì a sabato 10.00-19.30; 13 e 20 dicembre 2026 apertura straordinaria 11.00-19.00, 24 e 31 dicembre 2026 aperto 10.00-16.00, chiuso per le festività nelle date 8 dicembre, 25-26 dicembre 2026, 1 e 6 gennaio 2027. 

Per informazioni:

T. +39 06 69923801, roma@21art.it.


Il programma completo delle mostre e delle attività promosse da 21Art, società benefit fondata da Alessandro Benetton su un progetto dell'imprenditore Davide Vanin, è disponibile sul sito https://twentyoneart.com/.

 

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La nuova Toyota Yaris Cross al JustMe Milano

22 ottobre 2026 – Party di presentazione con Autotorino, SpotornoCar e Sef Car

 


 

Milano – Giovedì 22 ottobre, dalle 20:00, il JustMe Milano (viale Luigi Camoens 2) diventa il palcoscenico della nuova Toyota Yaris Cross Full Hybrid.

Un party esclusivo, organizzato insieme ai dealer milanesi Autotorino, SpotornoCar e Sef Car, pensato per chi vuole scoprire la vettura in un'atmosfera di stile, curiosità e intrattenimento.

“Pronto a seguire la tua curiosità?”


La serata unisce automotive, design e bellezza in un'esperienza immersiva firmata SocialWave Agency, con Temptation Glam Events e direzione artistica di Visionaire Events.

La nuova Yaris Cross si presenta con un look più raffinato e deciso: frontale ridisegnato con griglia a nido d'ape, fari LED e il nuovo Precious Bronze bi-tone, che accentuano il carattere da SUV compatto. Negli interni, finiture platino e sedili più avvolgenti; sulla versione Premium debutta il SakuraTouch®, un materiale di origine vegetale e riciclata. Per chi cerca più grinta, c'è la GR SPORT, ispirata al mondo dei rally.

Sotto il cofano solo il Full Hybrid 1.5 da 130 CV, efficiente e reattivo, con consumi tra 4,4 e 5,1 l/100 km e, in alcune configurazioni, emissioni fino a 100 g/km di CO₂: una buona notizia per chi si muove in Area C. Disponibile con trazione anteriore o con AWD-i (versioni Icon e Premium), ideale per le uscite verso laghi e montagna.

Con 200.000 esemplari venduti nel 2025, è il modello Toyota più venduto in Europa. Prezzi da 29.600 €, che scendono a 24.950 € con permuta o rottamazione, qualunque sia l'usato.

Un invito a lasciarsi sorprendere e a vivere da vicino il nuovo capitolo di uno dei modelli più amati di Toyota, nel cuore di Milano.

 

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