martedì 24 febbraio 2026

Al via il laboratorio “Cosa c’è sopra”: giovani e patrimonio ercolanese per costruire il dialogo tra città antica e città contemporanea

 



 

Prende il via a fine febbraio e si svolgerà per tutto il mese di marzo, con conclusione prevista agli inizi di aprile, il nuovo ciclo di laboratori partecipativi “Cosa c’è Sopra”, nuova iniziativa dedicata ad avvicinare la cittadinanza, la fascia più giovane, al suo patrimonio culturale e dargli gli strumenti per diventare futuri protagonisti della sua salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale di Ercolano.
L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del laboratorio “Cosa c’è Sotto”, realizzato da Variabile K lo scorso anno su incarico dell’Istituto Packard per i Beni Culturali e in collaborazione con il Parco Archeologico di Ercolano e l’Istituto Comprensivo Giulio Rodinò. Con il laboratorio “Cosa c’è Sotto” i ragazzi sono stati accompagnati a seguire il lavoro di archeologi, geologi e professionisti coinvolti nelle indagini geoarcheologie e sono stati ambasciatori nel raccontare alla comunità quanto stava avvenendo. Oggi, i ragazzi scopriranno i risultati di queste indagini che tracciano i confini della città antica sotto quella moderna e ridisegnano il paesaggio dell’antica Ercolano. Con questo laboratorio, si aprono le attività di divulgazione al pubblico di questo importante studio, ulteriore tassello del partenariato tra Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute.

 



 
Un ciclo di laboratori per conoscere ciò che è sotto gli occhi di tutti
Il percorso prevede attività laboratoriali e momenti di esperienza diretta sul territorio, con un programma articolato che unisce esplorazione urbana, conoscenza del patrimonio storico-artistico materiale e immateriale e approfondimento scientifico.
Attraverso momenti di confronto sia sul territorio sia negli spazi del Parco Archeologico, Villa Campolieto e anche il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dell’osservatorio Vesuviano e del centro storico di Ercolano: dal mercato del Vintage alla Basilica di Pugliano alle associazioni che si dedicano al culto della Madonna dell’Arco “Cosa c’è sopra” intende sviluppare nei partecipanti una maggiore consapevolezza della ricchezza culturale presente nel loro quotidiano, rafforzando il senso di appartenenza al territorio e promuovendo una cultura della tutela e della valorizzazione fondata sulla conoscenza. Inoltre, è uno spazio di scambio dove nuovi racconti della storia del territorio possono emergere grazie al bagaglio personale che ogni giovane ercolanese porta al ciclo di laboratori.
Obiettivo centrale del progetto è creare un dialogo vivo tra la città contemporanea e quella antica, in linea con i principi UNESCO che promuovono la relazione attiva tra patrimonio archeologico e comunità locale.
 
Un progetto inclusivo per le nuove generazioni
Il gruppo di partecipanti, di età compresa tra gli 8 e i 15 anni, è eterogeneo e rappresenta una pluralità di esperienze e bisogni educativi. Sono stati coinvolti ragazzi che:

    hanno manifestato particolare interesse per l’archeologia e il patrimonio culturale nei precedenti laboratori;
    appartengono alla comunità di Via Mare, con la quale si intende continuare un percorso di presenza educativa e culturale;
    presentano specifiche fragilità emerse in altri contesti laboratoriali e che sono stati individuati e seguiti con attenzione dal gruppo di lavoro.

 
Educare al patrimonio per costruire comunità
“Cosa c’è sopra” si propone non solo come esperienza di apprendimento, ma come percorso di crescita civica e relazionale, capace di rafforzare il legame tra i giovani e il proprio territorio, valorizzando il patrimonio come risorsa culturale condivisa e bene comune da conoscere, proteggere e trasmettere.
Il progetto si conferma così come un’importante occasione di partecipazione attiva, inclusione sociale e formazione alla cittadinanza culturale per le nuove generazioni di Ercolano.


Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina 80056 Ercolano

-Napoli-

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Homo ex Machina di Armando Cerzosimo TALK con Canio Noce Alfonso Amendola

Studio Cerzosimo

Presenta

Homo Ex Machina

di

Armando Cerzosimo

Installazione Fotografica e video

sull’ Uomo Meccanico  di Biagio Crescenzo

Fruibile da Lunedì 23 febbraio a venerdì 6 marzo

(Presso Galleria Sala Posa via G. da Procida, 9 Salerno)

Talk giovedì 26 febbraio ore 18 in galleria

CANIO NOCE

Docente di Fisica Quantistica Unisa

 



Armando Cerzosimo, il visual e la fisica quantistica

L’installazione “Homo ex Machina”, dopo il bagno di folla al Teatro Pasolini, giovedì 26 febbraio alle ore 18,30, dedicata all’opera di Biagio Crescenzo “Uomo Meccanico”, si trasferisce negli spazi della Galleria Sala Posa, dove si terrà un talk con la partecipazione di Canio Noce docente di Fisica quantistica, Gabriele Bojano, Alfonso Amendola, Cristina Tafuri, Marco Russo e il flautista Mario Montani.
La fisica quantistica mostra come nulla sia realmente solido e come l’energia sia la base dell’esistenza, questa scienza riconosce il ruolo dell’osservatore nel formarsi della realtà. L’atto di osservare, sia umano che tecnologico, diventa parte della creazione del mondo. Come nella meccanica quantistica, la fotografia è un gesto che “collassa” le possibilità in una sola immagine, dando forma all’invisibile. Sarà questo il tema del talk, condotto dal giornalista Gabriele Bojano, nato intorno alla installazione fotografica e visual “Homo ex Machina” di Armando, Nicola e Pietro Cerzosimo dedicata all’ “Uomo Meccanico”, opera di Biagio Crescenzo e che si svolgerà giovedì 26 febbraio ore 18, nel centro storico di Salerno, presso la Galleria Sala Posa in via G. da Procida, 9. 

  


Dopo il bagno di folla per il vernissage di questa installazione, concretizzatasi col patrocinio morale del Comune di Salerno, grazie all’intervento del già assessore Alessandro Ferrara, e il sostegno del Consorzio Area di Sviluppo Industriale di Salerno, presieduto dal Dottore Antonio Visconti, dedicata a questa installazione d’arte creata nel Ceo di Cti FoodTech creata nella stessa azienda, in un teatro dai mezzi all’avanguardia, in particolare per il visual, la Sala Pasolini, un meraviglioso spazio che ha ospitato, nella sua immersività, il ramo Cerzosimo Comunicazione che, fatte salve le ragioni estetiche dello studio in tutti i suoi settori, ovvero tecnica, emozione, sentimento e su tutto la recherche e il rispetto assoluto per l’arte fotografica e la sua storia, ha mostrato alla città, l’evoluzione della comunicazione per immagini, che oggi, accanto al fotografo vede l’affermazione della figura del videomaker, attraverso il quale la fotografia si apre all’ “off camera” o si pone in relazione con il video, l’installazione, la performance e l’immaterialità digitale, una riflessione che vale pure per quelle pratiche autoriali neo-documentarie o di storytelling, connesse ad un soggetto, per creare l'identità anche di un brand, rendendo il messaggio immediato e universale, aumentandone la comprensione e la memorizzazione, evocando, così, emozioni e creando legami emotivi con il pubblico. Diversi gli interventi che hanno invitato il pubblico ad una riflessione, in primis sull’arte fotografica di Armando Cerzosimo, il quale ha fissato, con il suo “occhio”, la genesi dell’ Uomo Meccanico e, quindi, i diversi volti dell’ Uomo Biagio, l’imprenditore, il creativo, l’artista. Transumanesimo, il fascino della macchina, che sia salvifica, che ha da restare “mezzo”, poiché è solo dell’uomo il dubbio e, ancora le arti, quali espressione e creazione della durata di un Istante, pura intuizione, testimoni di facoltà di animi superiori ad ogni misura dei sensi, i temi dei brevi interventi che si sono susseguiti al teatro Pasolini, da parte degli autori, Armando Cerzosimo, Biagio Crescenzo, Antonio Visconti, Alfonso Amendola, Marco Russo e Cristina Tafuri, introdotti da Gabriele Bojano, i quali si ritroveranno nella Galleria Sala Posa in Salerno, a continuare il dialogo con un ospite particolare, il docente di Fisica Quantistica dell’ateneo salernitano Canio Noce. Anche il talk avrà ancora la sua ispirata colonna sonora, legata alla “voce” sola del flauto di Mario Montani, il quale dopo aver fatto “risuonare” il metallo con Varèse, si addentrerà nelle geometrie bachiane della partita in La minore, BWV 1013.

 


Il pensiero non può che andare al filosofo Aldo Masullo il quale, ne’ “La libertà e le occasioni”, scriveva che nell’età della tecnologia trionfante il pericolo supremo sta nel cedere all’indifferenza del sentire, all’insensibilità emozionale e nel non inorridire dinanzi al vuoto dell’assenza di sé, paventando la sparizione del mondo. La salvezza è, allora, continuare a lasciare un segno, nel suo divenir parola, suono, immagine, arte che diventi di-segno, archè, principio in quanto da-dove della progettualità, essenziale punto di dipartimento di ogni pensiero che, per essere se stesso dovrà nella sua umanità, discernere, giudicare, orientarsi, criticare, creare, dubitare, meravigliarsi, fino alla fine dei tempi.

 

 STUDIO CERZOSIMO
FOTOGRAFIA E VISUAL

GALLERIA | SALA POSA
SALERNO
Via Giovanni da Procida 9
Centro Storico

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Coldiretti Campania: La Regione sospende il divieto di spandimento degli effluenti zootecnici

  



 

La Coldiretti Campania comunica che è stata concessa la sospensione del divieto temporale di spandimento degli effluenti zootecnici nella provincia di Caserta a partire da oggi (24 febbraio 2026) mentre in quella di Salerno il provvedimento sarà in vigore da domani (25 febbraio 2026).


La Regione Campania, dopo aver accolto la richiesta di Coldiretti, sottolinea che (durante tale sospensione) si possono effettuare spandimenti degli effluenti zootecnici, esclusivamente nel rispetto delle seguenti condizioni:

    L’azienda agricola che effettua lo spandimento sia in possesso di regolare e vigente comunicazione di utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento.


    Il volume massimo di reflui che è possibile utilizzare nel periodo di sospensione del divieto non deve superare i 5 metri cubi a ettaro (inferiore al 10% del deficit idrico dei suoli alla data del 1° febbraio u.s. ), e comunque con apporti di azoto che non superiori a 60 kg di azoto a ettaro come desumibile dalla comunicazione di cui al precedente punto i), fermo restando il rispetto della quantità massima di azoto per ettaro all’anno distribuibile in zona vulnerabile e in zona non vulnerabile ai nitrati di origine agricola.


    Interessino esclusivamente particelle indicate nella comunicazione di utilizzazione agronomica, di cui al punto i), con presenza di colture cerealicole e/o foraggere in atto e terreni destinati, entro i successivi 20- 30 giorni, alla semina e tenendo conto di tutti gli altri divieti e obblighi previsti dalla disciplina regionale e dal programma d’azione.


    Siano puntualmente registrati nell’apposito “Registro delle operazioni colturali”.


    Siano sospesi in caso di precipitazioni meteoriche sopravvenute e avvengano esclusivamente in condizioni meteorologiche favorevoli, in terreni non saturi di acqua, o gelati o innevati;.


    Siano effettuati nel rispetto di quanto altro stabilito dalla disciplina regionale di cui alla DGR n. 585/2020 e s.m.i. e senza provocare la diffusione di aerosoli, ed evitando ogni fenomeno di ruscellamento all’atto della somministrazione mediante adozione di adeguate tecniche di distribuzione.


    Il soggetto che effettua il trasporto degli effluenti di allevamento al di fuori della viabilità aziendale abbia a bordo del mezzo il documento di trasporto di cui alla Disciplina regionale.

Si precisa altresì che lo spandimento è consentito a partire dal giorno successivo all’invio via pec del presente provvedimento ai suddetti comuni interessati alla sospensione.

 

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Centrale “Eugenio Montale”: avviato il processo di demolizione della ciminiera

Un passaggio storico per la città e per la transizione energetica del territorio



La Spezia, 24 febbraio 2026 - Ha preso ufficialmente avvio questa mattina il processo definitivo di demolizione della parte esterna della grande ciminiera della centrale “Eugenio Montale”, alta 220 metri e da decenni simbolo della presenza della produzione elettrica in città. Con l’attivazione delle attrezzature specializzate, azionata in modo simbolico dal Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, è iniziato lo smantellamento controllato della struttura, un intervento che segna un momento di straordinaria rilevanza per la storia urbana e industriale spezzina.

L’Amministrazione comunale esprime grande soddisfazione per l’avvio di quest’ultima fase decisiva, che non solo sancisce la chiusura definitiva della stagione del carbone alla Spezia, ma avvicina ancor di più la prospettiva concreta di un futuro diverso per uno dei luoghi più strategici della città. L’inizio della demolizione della ciminiera non è soltanto un atto tecnico: è un momento storico che resterà nella memoria collettiva della comunità spezzina, simbolo di una transizione energetica ormai irreversibile e di una città che guarda avanti con determinazione.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “La riqualificazione dell’ex Centrale Enel rappresenta un passaggio epocale per la città, al quale l’Amministrazione lavora da anni. Le demolizioni stanno procedendo secondo programma: concluso recentemente l’abbattimento della parte interna della ciminiera, si passa ora alla demolizione della parte esterna, la più visibile ai cittadini. Un intervento che cambierà il paesaggio urbano e che assume anche un forte valore simbolico, segnando il superamento di un passato legato ai combustibili fossili e l’inizio di una nuova fase orientata allo sviluppo sostenibile. È un momento destinato a entrare nella memoria collettiva degli spezzini e che conferma la direzione chiara intrapresa verso la transizione energetica. Dopo la chiusura dell’impianto abbiamo lavorato con determinazione affinché la dismissione procedesse in modo concreto e sicuro: sono già stati demoliti tutti i serbatoi di stoccaggio e l’impianto di desolforazione, è stata completata la bonifica dei carbonili con la rimozione delle relative strutture e sono in fase avanzata i lavori di demolizione del nastro trasportatore. Parallelamente è stato avviato il progetto BES 1, insieme allo sviluppo del BES 2, legato alla produzione da fonti rinnovabili e alla possibilità di utilizzo differito dell’energia, fermo restando la pianificazione urbanistica che sta portando avanti il Comune. La riqualificazione dell’area, attraverso la realizzazione di sistemi di accumulo energetico e nuovi investimenti nell’innovazione, aprirà opportunità significative per il territorio, coniugando crescita, lavoro e sostenibilità ambientale”.

 



La demolizione della ciminiera rappresenta infatti un passaggio epocale nel percorso di dismissione della centrale, la cui attività a carbone era già stata definitivamente cessata il 31 dicembre 2021 nell’ambito del piano nazionale di decarbonizzazione. Con l’avvio dell’abbattimento, si entra nella fase più simbolica e visibile del processo di trasformazione dell’area, dopo la rimozione del rivestimento interno della torre e un lungo lavoro preparatorio svolto da Enel.

L’intervento prevede lo smantellamento della struttura dall’alto verso il basso tramite macchinari dedicati, mentre alla base il materiale di risulta sarà gestito e rimosso in modo controllato, garantendo sicurezza e continuità delle operazioni nel tempo necessario al completamento dell’opera.

Parallelamente all’inizio della demolizione della ciminiera, prosegue il più ampio programma di interventi, con il coinvolgimento di oltre 10 imprese locali, che ha già portato alla rimozione e allo smantellamento di numerose strutture dell’ex sito produttivo. Tra le principali demolizioni già eseguite vale la pena di sottolineare l’area portuale con le macchine per lo scarico del carbone, i serbatoi e gli impianti intorno alla ciminiera compresi i macchinari, i depositi ed i sili.

È inoltre in corso la demolizione definitiva dei tratti di nastro che consentivano il trasferimento del carbone dal molo all’impianto e che correvano lungo la viabilità ordinaria.

Il percorso di riqualificazione dell’area già comprende un primo impianto di accumulo di energia (BESS) di potenza 21 MW ed entrato in servizio commerciale luglio 2024 mentre un secondo impianto della potenza 193 MW è ad oggi in fase avanzata di realizzazione ed entrerà in servizio a gennaio 2027, a conferma della trasformazione dell’area in un polo dedicato all’innovazione energetica.

 

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Sanremo 2026 - ordine di uscita dei cantanti

 Cari amici di rosarydelsudartnews per chi ama la musica e in particolare il Festival di Saremo ecco l'ordine di uscita dei cantanti nella prima serata della 76esima edizione del festival di Sanremo:

 


 L'orario d'inizio è 20:40 e 

la fine sarà intorno all'01:25

 I conduttori di questa edizione sono Carlo Conti e Laura Pausini, con l'attore Can Yaman, protagonista del remake Rai di Sandokan

ad affiancarlo ci sarà lo storico interprete della versione cinematografica di Sergio Sollima

Kabir Bedi.  

 

Ecco la sacaletta:

1. Ditonellapiaga - Che fastidio!
2. Michele Bravi - Prima o poi
3. Sayf - Tu mi piaci tanto
4. Mara Sattei - Le cose che non sai di me
5. Dargen D’Amico - AI AI
6. Arisa - Magica favola
7. Luchè - Labirinto
8. Tommaso Paradiso - I Romantici
9. Elettra Lamborghini - Voilà
10. Patty Pravo - Opera
11. Samurai Jay - Ossessione
12. Raf - Ora e per sempre
13. J-Ax - Italia starter pack
14. Fulminacci - Stupida sfortuna
15. Levante - Sei tu
16. Fedez & Masini - Male necessario
17. Ermal Meta - Stella stellina
18. Serena Brancale - Qui con me
19. Nayt - Prima che
20. Malika Ayane - Animali notturni
21. Eddie Brock - Avvoltoi
22. Sal Da Vinci - Per sempre sì
23. Enrico Nigiotti - Ogni volta che non so volare
24. Tredici Pietro - Uomo che cade
25. Bambole di Pezza - Resta con me
26. Chiello - Ti penso sempre
27. Maria Antonietta & Colombre - La felicità e basta
28. Leo Gassmann - Naturale
29. Francesco Renga - Il meglio di me
30. LDA e AKA7evenn - Poesie clandestine 

 

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Venerdì 27 febbraio a Salerno "I Salotti letterari allo Yachting Club" con i libri di Giuseppe Esposito e Gennaro Maria Guaccio. Il ricordo di "Fiume" di Mino Remoli e i nomi dei vincitori del Premio alla Parola




Riprende il 27 febbraio a Salerno la X edizione de "I Salotti letterari allo Yachting Club...di venerdì". Protagonisti Giuseppe Esposito con "Cinque personaggi in cerca d'Autore" (Stamperia del Valentino) e Gennaro Maria Guaccio con "A ciascuno il suo diavolo" (Homo Scrivens). Inizio alle ore 19.15.

 



Cinque i personaggi - ma molti di più sono quelli richiamati in "Cinque personaggi in cerca d'Autore" di Giuseppe Esposito - in attesa di una penna che ne ricordasse l’impatto sul tessuto sociale, culturale e popolare partenopeo dei primi anni del Novecento. Non personaggi simbolici - quelli qui tracciati dall'autore - ma individui realmente esistiti, che hanno calcato il “sacro suolo” da visionari e che hanno lasciato dietro sé una scia luminosa, un ricordo tra il bonario e il fiabesco, che ancora oggi, tra le pieghe della memoria, è in grado di far sorridere qualcuno...

 



In "A ciascuno il suo diavolo" di Gennaro Maria Guaccio il diavolo-custode di Agnese è Greta, un androgino, residuo del connubio cielo-terra, ambiguo di genere e di pensiero. Le sta intorno per sedurla da quando Agnese era una bambina, acquisendo varie forme ma lasciandole la libertà di decidere, come fatto un tempo con Eva. Durante il racconto del viaggio di Agnese per le Americhe, il demone Greta si confronta con l’arcangelo Michele, il Cavaliere, che l’ha scovato nascosto nel seno di un atomo. In questo dialogo tra bene e male, si ripercorre la vita di Agnese, nata forse con lo zampino di una masca, una strega, e impegnata nel cammino verso la fede, come voluto dal padre Mimmone e nonostante il peccaminoso affetto di don Giorgio. Adesso, però, qualcosa nella quotidianità di Agnese sta per cambiare…
Gli autori saranno affidati alle domande di Alfonso Bottone, direttore organizzativo di 
..incostieraamalfitana .it.
Ad aprire la serata i saluti di Diana De Bartolomeis, presidente dello Yachting Club "Angelo Maria Belmonte" di Salerno. A seguire la scrittrice e poetessa Rosaria Zizzo, co-ideatrice del Premio Internazionale alla Parola, annuncerà i vincitori della "sezione Inverno", riconoscimenti che saranno consegnati sempre allo Yachting Club di Salerno il 13 marzo prossimo. Prima poi dell'intervento di Patrizia De Bartolomeis, presidente regionale dell'ANILS Campania, che chiuderà l'evento, e partendo da un articolo di Giuseppe Ianni pubblicato in occasione del Giorno della Memoria, per ricordare il libro "Fiume" di Mino Remoli, che narra l'opera umanitaria del commissario Giovanni Palatucci durante la seconda guerra mondiale, lo stesso giornalista cilentano, con Rosaria Zizzo, e l'attrice Maria Staiano, focalizzeranno attenzione sul cantautore e scrittore Mino Remoli, scomparso nell'estate del 2024.


Per ulteriori informazioni consultare la pagina facebook @incostieraamalfitana.it o su Instagram incostieraamalfitana_it. 

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Sanremo, il Maestro pizzaiolo Dario Viscardi dedica al Festival la pizza Primavera Tricolore

 IL MAESTRO PIZZAIOLO DARIO VISCARDI
DEDICA AL FESTIVAL DI SANREMO
LA PIZZA PRIMAVERA TRICOLORE

ENTRO MAGGIO L’APERTURA A QUARTO
DELLA NUOVA PIZZERIA ROA




Tempo di Sanremo, e anche quest’anno non mancano le dediche speciali al Festival della canzone italiana, come ad esempio la pizza Primavera Tricolore che il maestro pizzaiolo napoletano Dario Viscardi ha realizzato per l’occasione. 

Una pizza classica italiana, così come un classico della tradizione italiana è anche il Festival di Sanremo, ma rivisitata e piena di sapori e sfumature. Gli ingredienti? 

Provola di Agerola, crema di parmigiano, prosciutto crudo, olio estratto a freddo di rucola, datterino giallo, zest di limone di Sorrento e polvere di pomodorini del piennolo. ll tutto su un impasto moderno, leggero e digeribile.


La Primavera Tricolore sarà anche una delle pizze doc di ROA - Radici originalità e autenticità, la nuova pizzeria che vedrà protagonista Dario Viscardi entro maggio a Quarto, un locale con ampio parcheggio, grande 300 mq e per circa 180 persone che sarà anche ristorante, bar e aperitivo con pizze senza glutine e tante altre tipologie. “E’ un progetto nel quale credo molto – spiega Dario Viscardi – e che per me rappresenta un vero e proprio salto di qualità. Il mio obiettivo è continuare a legittimare Napoli come regina assoluta della pizza con prodotti di altissima qualità, sia per ingredienti che per impasto capaci di fare la differenza”


Dario Viscardi proviene da una famiglia di panettieri da cinque generazioni, e a quattro anni già aiutava lo zio al forno. Dopo alcuni anni di gavetta nelle pizzerie di Napoli decide di viaggiare e provare nuove esperienze, vivendo per anni in giro per l’Europa, prima a Londra, poi a Parigi, Barcellona e Svizzera. Poi il ritorno a Napoli per esprimere nella sua città natale tutte le proprie capacità e dare il meglio di sé stesso. Il nuovo locale ROA non sarà una semplice pizzeria ma un luogo in cui poter sia pranzare ad esempio con un tagliere di affettati, sia bere un aperitivo accompagnato da ottimi fritti artigianali o cenare con menu di degustazione al buio nel quale tutte le portate sono scelte dallo chef. 

 

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Archeologica 2026 - “Le diverse, possibili scoperte di Pompei” – conferenza a cura di Pietro Giovanni Guzzo

 




La Spezia, 24 febbraio 2026 –  Il Museo Civico Archeologico “Ubaldo Formentini” del Castello San Giorgio presenta una nuova edizione di “Archeologica” a cura di Donatella Alessi, la rassegna di appuntamenti dedicati all’Archeologia arrivata al 26° anno e promossa dall’Amministrazione Peracchini. Il ciclo di incontri è dedicato ad argomenti di ampio interesse e alle più recenti novità della ricerca sul territorio, offrendo al pubblico l’opportunità di ascoltare direttamente dai ricercatori e dagli studiosi i risultati degli scavi archeologici e approfondimenti su temi complessi e affascinanti del mondo antico.

Giovedì 26 febbraio ore 17.30 è prevista la prima conferenza a cura di Pietro Giovanni Guzzo dal titolo “Le diverse, possibili scoperte di Pompei”.

La scoperta "ufficiale" di Pompei risale al marzo 1748, dieci anni dopo quella di Ercolano. Ma, appunto, "ufficiale". Prima di quella data si identificano episodi e notizie che possiamo riportare a scoperte della città sepolta dalle ceneri del Vesuvio. Nessuna di queste parziali, e talvolta solamente teoriche, scoperte ha riportato alla luce l'antica città. Se non, in qualche caso, frammenti di essa. Dopo il 1748, la scoperta di Pompei viene vissuta da quanti ne sentono parlare, desiderano vederla, affrontano un lungo viaggio per confrontarsi direttamente con essa. E ognuna di queste esperienze è diversa dalle altre. Ancora oggi ognuno dei visitatori che la percorrono compie una scoperta individuale che incide sulla propria sensibilità ed esperienza.

Pietro Giovanni Guzzo, ha tenuto la Direzione del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano e quella del Colosseo. È  stato Soprintendete Archeologo in Puglia, Primo Dirigente Archeologo per gli interventi post-sismici in Campania e Basilicata, alla Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna, alla Soprintendenza Archeologica di Napoli e di Pompei, Soprintendente ad interim in Calabria, Caserta e Benevento. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo una monografia sistematica su “Oreficerie in Magna Grecia”. A questa ha fatto seguito quella su "Oreficerie dell'Italia antica". Durante la direzione del Museo Nazionale Romano ha coordinato la redazione e l’edizione della serie del catalogo di quel museo.

Come Soprintendente Archeologo dell’Emilia-Romagna ha curato la ripresa degli scavi archeologici a Veleia; il completamento della progettazione del Museo Archeologico di Ferrara, la realizzazione di una mostra temporanea su Spina.
Ha curato il coordinamento delle mostre delle Soprintendenze nel quadro della manifestazione “I Greci in Occidente”. Come Soprintendente di Pompei ha progettato, coordinato e realizzato le mostre “Pompei. Abitare sotto il Vesuvio”; “Storie da un’eruzione” e “Argenti a Pompei”. Come Soprintendente di Napoli e Pompei ha curato la mostra “Ercolano. Tre secoli di scoperte”; l’apertura della sezione affreschi vesuviani del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e il riallestimento, nello stesso Museo, dei reperti provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano. Ha pubblicato una monografia dal titolo “Pompei. Storia e paesaggi della città antica”.

Ha svolto contratti di insegnamento presso l’Istituto di Architettura di Reggio Calabria, l’Università di Lecce e quella di Pisa, la Scuola di Specializzazione in Archeologia dell’Università “Federico II” di Napoli. Gli è stato conferito il premio Federico Zeri per l’attività di tutela del patrimonio culturale; gli è stato conferito il premio per l’archeologia dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

Info Museo Civico Archeologico “Ubaldo Formentini” del Castello San Giorgio


via XXVII Marzo, 36 

La Spezia

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