domenica 8 marzo 2026

Ricchissima "Anteprima" della 20a edizione di ..incostieraamalfitana .it tra Collescipoli di Terni il 18 e 19 aprile e Napoli l'8 maggio

 




Fervono i preparativi per la 20a edizione di ..incostieraamalfitana .it Festa del Libro in Mediterraneo, e già si annunciano interessanti novità, così come anticipa alla stampa Alfonso Bottone, direttore organizzativo di una delle più importanti kermesse del panorama culturale italiano: "Venti edizioni vanno celebrate come meritano. E allora "Anteprima" ricchissima con un doppio appuntamento: sabato 18 e domenica 19 aprile nel borgo di Collescipoli di Terni "Chiostro e Inchiostro. La Voce delle Arti, l'Anima dei Libri", una due giorni di eventi nell'ex Monastero di Santa Cecilia, in collaborazione con Borgo Arti Collescipoli; venerdì 8 maggio "Cultura in viaggio...da Partenope alla Divina" nel Salotto "Marguerite Long" di Giuseppina Gallozzi a Napoli".

 


 


La presentazione ufficiale del cartellone degli eventi della 20a edizione di ..incostieraamalfitana .it sabato 16 maggio nel Salone degli Affreschi di Palazzo Mezzacapo a Maiori. Fino al 17 luglio poi salotti letterari, premiazione dei concorsi, consegna di riconoscimenti ed altro, si snoderanno nelle più suggestive location anche di Praiano, Atrani, Minori, Tramonti, Cetara, e infine Salerno. Una particolare attenzione al mondo dei più piccoli nella tre giorni, dal 28 al 30 maggio, di "...minori di chi?" a Minori, e il 6 giugno con il concorso "Raccontami di Atrani" nel borgo costiero. "Tornano poi le "panchine poetiche", realizzate il 19 giugno a Praiano;" - ricorda ancora Alfonso Bottone - "ad Atrani "La Notte dei Festival" con le manifestazioni dal nord al sud del nostro Paese gemellate o che si gemellerano il 12 luglio con la Festa del Libro in Mediterraneo; i Premi "speciali" Menotti Art Festival Spoleto il 13 luglio a Cetara e i Premi Internazionali alla Parola il 26 giugno a Tramonti". Il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana .it, nel ringraziare gli amministratori comunali dei centri ospitanti il festival, conferma anche le tappe al Giardino Segreto dell'Anima di Tramonti, al Limoneto di Ercole ad Erchie, al Reginna Palace Hotel di Maiori e, infine, a Salerno presso la Libreria Imagine's Book, il Foyer del Teatro Nuovo, la Chiesa di Santa Maria de' Lama, lo Yachting Club "Angelo Maria Belmonte". E le collaborazioni con l'Istituto comprensivo "Roberto Rossellini" Maiori/Minori, il Touring Club Salerno, le associazioni Borgo San Michele Torre, Papersera, Poesie Metropolitane, Impronte Poetiche, le Pro loco di Minori e Cetara, il Premio Scriptura, le aziende Cartesar, Otowell Farmadpiu', Dolce e caffè, Software Studio, Daedalus maioliche d'autore, Officine Zephiro Media Company, Azienda agricola Cuonc Cuonc, e tanti artisti ed operatori del turismo.

 



"Un percorso sicuramente ricco di emozioni che, anche per questa edizione, troverà a Palazzo Verone di Pontone di Scala il suo suggestivo punto d'arrivo il 12 settembre" conclude Alfonso Bottone.

 



Per ulteriori informazioni consultare la pagina facebook @incostieraamalfitana.it o su Instagram incostieraamalfitana_it.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Panoramica degli abissi: un esperimento Lynch Core di montaggio combinatorio

 È uscito il provocatorio visual album ellittico 

 e componibile della fotografa 

e artista Lulù Withheld

per TO DIE ON ICE, la band italiana che ha unito 

 doom jazz e Twin Peaks, tra Roma e la Norvegia




Le logiche da grande distribuzione organizzata dell’industria discografica post sconquasso social network (?) impongono dinamiche standard di promozione quali la produzione quasi obbligata di videoclip svuotati di significato da associare a singoli, che richiedono una lubrificata componente visiva per rientrare agevolmente nella catena di una fruizione invasa dall’epidemia di presunte autodiagnosi di ADHD. 


Doveva essere una rivoluzione. 


E invece, sotto la superficie, è stata una restaurazione dal sapore gattopardesco. La riflessione su questo complesso e mutevole rapporto tra espressioni sensoriali e percezione ha innescato l’ideazione della glaciale e ipnotica costola visual del progetto PANORAMICA DEGLI ABISSI, tridimensionale album della band bolognese TO DIE ON ICE uscito per la romana Subsound Records e per la norvegese Gymnocal Industries


Giusto per fornire un minimo contesto, il disco è una narrazione alternativa dell’omonimo racconto originale, manipolazione visivo-letteraria della stessa materia, scritto da Filippo Dionisi, illustrato da Vitt Moretta e pubblicato dalla casa editrice indipendente palermitana Fantasma


Non è una colonna sonora. È una cosa diversa. Letteralmente.


È come bere da un bicchiere che si prende da un quadro che riproduce un bicchiere.   


Legato per un filo sottilissimo al racconto (spoiler: un’esibizione di pattinaggio vista di sfuggita durante uno zapping), il visual album è ottenuto incastrando in tanti modi diversi quante sono le tracce un numero più o meno prestabilito e più o meno immutabile di frammenti, in modo da trasmettere l’impressione di qualcosa che si ripete nella sua impercettibile diversità, esaltata dall’accostamento a un brano differente. Quindi, a un differente ritmo. Quindi, a un differente battito. Quindi, a una differente interpretazione dell’occhio e dello stomaco. 


In un certo senso, è un video che non chiede di essere visto ma di essere sentito, crogiolandosi nel proprio programmatico intento di respingere e allo stesso tempo incatenare lo sguardo con il medesimo stratagemma dell’apparente ripetizione. 

A favorire tale perverso meccanismo, la grammatica dello sport, tutto sommato limitata a un campionario definito di gesti che diventano unici a seconda dell’esecuzione dell’atleta. A ben vedere, c’è anche una sorta di circostante trama pop, che però è lasciata allo spettatore, rivestito di una responsabilità di cui generalmente viene scaricato. Così si rilassa, poverino. Qui no. 


In un certo senso, siamo di fronte a un elogio della difficoltà, una chiamata all’impegno, un invito alla fantasia. La pattinatrice entra in pista con escoriazioni sul viso e una lama sporca di sangue. Tutto quello che sappiamo è che ripete il suo esercizio potenzialmente all’infinito. Che lo faccia sul serio, dentro la sua testa o in un girone infernale, è un segreto che solo il ghiaccio conosce. 


Girato in una mezza giornata al Palazzo del ghiaccio di Fanano e montato in mesi di ribaltamenti e rivoluzioni sequenziali a Bologna, il visual album sviluppa un dettaglio insignificante della storia di cui sopra per produrre un esperimento di montaggio combinatorio sul rapporto tra musica e immagini.

 





Scritto da Filippo Dionisi e diretto da Lulù Withheld, con la collaborazione tecnica di Edoardo Ianniello, Carlotta Pircher, Edoardo Podo e Alessandro Vitali (che ha anche curato il famigerato editing), è un’irritante ma ipnotica rimodulazione visiva con l’ambizione di mettere in discussione e rovesciare il concetto stesso di videoclip. 


Cosa che in effetti non è, vista anche la non digeribilissima durata. Potremmo definirlo un inganno, ma anche una sorta di Settimana Enigmistica trasformata in sport estremo. 


Se non fosse che a un certo punto, succede qualcosa di strano. 

In qualche modo sedotto e annientato da ciò che stai vedendo, smetti di guardare e inizi solo ad ascoltare.

Non è esattamente ciò che fa la musica? 


Performer: Greta Ranieri

Directed by Lulù Withheld

Concept: Filippo Dionisi

Director of Photography: Edoardo Podo

Camera On Rink/Drone: Edoardo Ianniello Camera 2/

Editing: Alessandro Vitali

Color: Lulù Withheld

Production Director/Makeup: Carlotta Pircher

Year: 2025 - Ratio: 16:9/4:3 - Dur: 43’40’’

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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DESTINATARIO SCONOSCIUTO

Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery
presentano

DESTINATARIO SCONOSCIUTO
 
 a cura di Silvia Franceschi

 


 

 con lavori di 
 
Alessandra Angelini, Alberto Casiraghy, Silvia De Marchi, Bruna Ginammi,

Serena Giorgi|Giulio Perfetti, Anna Giuntini, Mimmo Iacopino, Angelo Jelmini,

Giusi Loisi, Giuseppina Maurizi, Andrea Meregalli, Marta Nijhuis, René Pascal,

Mauro Pipani, Alfredo Rapetti Mogol, Paola Ricci

Dal 13 marzo al 16 aprile 2026
Opening: Giovedì 12 marzo dalle 18 alle 21
 
Spazio Blue Train
Via fratelli Pozzi, 4 Milano
 
The Kitchen art gallery
Via Asiago 4, Milano

 

Milano, marzo 2026 – Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery, due spazi di Milano in zona Gorla - Naviglio Martesana, presentano dal 13 marzo al 16 aprile 2026 nella loro consueta modalità ‘una mostra, due spazi’ Destinatario sconosciuto, mostra collettiva, a cura di Silvia Franceschi, incentrata sul libro d’artista, al quale tuttavia ogni partecipante accosta anche lavori di altro tipo.

Discostandosi dalla forma tradizionale del libro e coniugando arte visuale e uso della parola, il libro d’artistaappare una delle forme più pure di libertà di espressione, in linea con una visione dell’arte come spazio aperto e luogo di transito.

Non a caso il titolo della mostra è anche quello del libro del 1938 dell’autrice statunitense Kressmann Taylor, che tocca il tema della censura raccontando lo scambio epistolare tra un gallerista d’arte di San Francisco e il suo ex socio tornato in Germania agli albori del nazismo. Basato su una storia vera, il libro ricorda l’importanza di non abbassare la guardia di fronte a coloro che oggi, anche in occidente, sferrano attacchi inaccettabili alla libertà di espressione, di cui il mondo dell’arte per primo dovrebbe essere il baluardo.

La mostra invita un gruppo di sedici artisti di diverse generazioni che utilizzano tecniche anche molto diverse a esprimersi liberamente nel trasmettere il loro messaggio a un destinatario sconosciuto. Sconosciuto in quanto, così come il libro tradizionale è dialogo e narrazione con e per un pubblico che non si conosce se non in astratto, allo stesso modo l’arte visuale e il libro d’artista si rivolgono a un destinatario sconosciuto.

 

La mostra si dipana in due diversi spazi di Milano, intimi e pieni di fascino in zona Gorla - Naviglio Martesana. Due realtà, Spazio Blue Train e The Kitchen art gallery, che dal 2021 dialogano organizzando insieme mostre, laboratori ed eventi.

L’inaugurazione di giovedi 12 marzo comincerà alle ore 18.00 contemporaneamente nei due spazi.

 

 INFORMAZIONI MOSTRA

Titolo: Destinatario sconosciuto

Artisti: Alessandra Angelini, Alberto Casiraghy, Silvia De Marchi, Bruna Ginammi, Serena Giorgi|Giulio Perfetti, Anna Giuntini, Mimmo Iacopino, Angelo Jelmini, Giusi Loisi, Giuseppina Maurizi, Andrea Meregalli, Marta Nijhuis, René Pascal, Mauro Pipani, Alfredo Rapetti Mogol, Paola Ricci.

a cura di: Silvia Franceschi

Luoghi: Spazio Blue Train (Via Fratelli Pozzi 4, MI) e The Kitchen art gallery (Via Asiago 4, MI)



Opening:                                                           
Martedì 12 marzo dalle 18 alle 21
RSVP: spaziobluetrain@gmail.com

Durata: dal 13 marzo al 16 aprile 2026

Orari di apertura:
Spazio Blue Train
solo su appuntamento

The Kitchen art gallery

Martedì / venerdì:

a.m. su appuntamento / p.m. 15:30-19:00

Sabato: 10:00-12:30 /p.m. su appt 


COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

 

“Tavolo dei «postali»” - Lunedì 9 marzo alle ore 21:00 la conferenza su “Il museo di cartoline più piccolo di Roma”




Ottavo incontro 2026 con “La posta mai immaginata”, serie di conferenze digitali firmate dal “Tavolo dei «postali»” (Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” odv, Museo storico della comunicazione, Unione stampa filatelica italiana, “Vaccari news”).


L’appuntamento è per lunedì 9 marzo alle ore 21, impiegando la piattaforma Zoom; il link va richiesto gratuitamente a museo.comunicazioni@mise.gov.it

 
Sarà il turno di Nelu Dragomir, che parlerà de “Il museo di cartoline più piccolo di Roma”. Nel quartiere Testaccio, nel 2024, nasce The smallest museum by Urbs, un luogo unico che in soli 20 metri quadrati raccoglie oltre 1.600 cartoline dedicate a Roma e alla sua storia. La collezione, composta da cartoline in bianco e nero e a colori, spedite o mai inviate, racconta l’evoluzione della città attraverso gli sguardi di persone di tutto il mondo. Il museo nasce dalla passione per Roma e per il viaggio dell’architetto Andrea d’Antrassi e del suo team di giovani creativi, che negli anni hanno costruito questo prezioso archivio. Non è solo esposizione, ma un luogo di ispirazione…
 

Le informazioni

La pagina dedicata: https://www.issp.po.it/tavolo-dei-postali/

Contatto: tavolodeipostali@issp.po.it

 

Per rivedere i precedenti incontri:

Edizione 2026

Edizione 2025

Edizione 2024

Edizione 2023

Edizione 2022
Edizione 2021

 

“Tavolo dei «postali»”

La posta come arte, conservazione, cultura, intrattenimento

www.issp.po.it/tavolo-dei-postali

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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Il cold case del mosaico con la coppia di amanti restituito a Pompei

Un tempo dono di un Capitano della Wehrmacht a un cittadino tedesco,
si rivela provenire da una villa romana delle Marche.
 
Ricerche approfondite avviate dal Parco con l’Università del Sannio
ricollocano pezzi di storia.

 




 I dettagli della vicenda nello studio pubblicato sull’ E-journal di Pompei


I ritrovamenti di reperti, i loro passaggi imprevedibili nel tempo e nelle vicende storiche, diventano alle volte oggetto di vere e proprie indagini investigative, che grazie allo studio e alla ricerca di professionisti dell’archeologia e del restauro conducono alla verità e alla loro giusta collocazione storica. È così il caso del mosaico con scena erotica che era stato trafugato da un capitano della Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale, stando alla ricostruzione del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, e poi consegnato nel mese di luglio 2025 al Parco archeologico di Pompei.

 

 

Il mosaico proveniva in realtà da una villa romana nelle Marche, come confermato dai successivi studi avviati dal Parco assieme all’Università del Sannio.
La vicenda ha origine dal dono a un cittadino tedesco, da parte di un capitano, suo amico, che lo portò in Germania dopo esserne venuto in possesso durante la sua attività come addetto alla catena dei rifornimenti militari in Italia nel 1943/44. Gli eredi hanno poi deciso di restituirlo allo Stato italiano.

 



In mancanza di dati sulla provenienza del mosaico, il Ministero della Cultura aveva deciso di assegnarlo al Parco archeologico di Pompei, considerando che mosaici simili per tecnica e stile sono noti dall’area vesuviana. Una ricerca approfondita avviata dal Parco ha poi portato a un risultato inatteso: il mosaico non c’entra con Pompei. Le analisi archeometriche eseguite in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e
Tecnologie dell’Università del Sannio suggeriscono che si tratti di una produzione laziale che veniva commercializzata a livello sovraregionale. Ma non solo: un incontro fortunato, in occasione della presentazione del 2025, con Giulia D’Angelo, archeologa di origine marchigiane e co-autrice del contributo pubblicato oggi sull’ E-journal di Pompei, ha condotto alla vera origine del mosaico: proviene da una villa romana di Rocca di Morro, frazione del Comune di Folignano nelle Marche, dove è attestato già alla fine del Settecento.

 



“La ricostruzione della vicenda di questo mosaico dimostra come la tutela del patrimonio culturale non si esaurisca nel recupero materiale dell’opera, ma prosegue con lo studio rigoroso, la verifica scientifica e la restituzione della verità storica. Il lavoro congiunto del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, dei funzionari del Ministero della Cultura, del Parco archeologico di Pompei e delle Università coinvolte ha consentito di ricollocare correttamente il mosaico nel suo contesto originario, una villa romana nelle Marche. Ogni bene trafugato e riportato in Italia rappresenta un frammento della nostra identità che torna alla collettività”, dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

 



«Questa vicenda restituisce a Folignano un frammento prezioso della propria memoria e rafforza il legame profondo tra la nostra comunità e la sua storia più antica – afferma il sindaco di Folignano, Matteo Terrani. Il fatto che l’opera provenga da una villa romana di Rocca di Morro dà nuovo valore a un luogo simbolico che è parte fondamentale della nostra identità. Come amministrazione stiamo lavorando, insieme ad appassionati e volontari, per promuovere iniziative di valorizzazione del sito. Nelle prossime settimane ci recheremo a Pompei per poter visionare il mosaico e incontrare il direttore del Parco archeologico Gabriel Zuchtriegel, che ringrazio per la disponibilità e la professionalità, con l’obiettivo di avviare un dialogo costruttivo e nuove prospettive di collaborazione».
La memoria del manufatto riemerge, tra l’altro, nella produzione del pittore e archeologo ascolano Giulio Gabrielli (1832- 1910) che lo riproduce in un taccuino manoscritto (ca. 1868), oggi conservato nella Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno. A corredo dello schizzo, l’autore fornisce annotazioni sul soggetto e sulla località di rinvenimento. Egli interpreta la scena come quella di un uomo “che offre colla d[estra] una borsa di danaro… ad una bella donna che mezza ignuda gli sta davanti”, proponendo come titolo Il congedo di un’etera e riportando che il reperto “venisse trovato in un podere della famiglia Malaspina a Rocca di Morro”.
“Nelle more di valutare, insieme alla comunità e agli enti locali del territorio di provenienza future iniziative di valorizzazione (per esempio tramite una mostra)- aggiunge il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti - i risultati delle ricerche sono presentati nell’e-journal degli scavi di Pompei pubblicato oggi con la soddisfazione che grazie al lavoro interdisciplinare di Carabinieri, funzionari del Ministero della Cultura, archeologi e archeologhe nonché ricercatori e ricercatrici specializzati nell’archeometria, si è riusciti a ricostruire una vicenda travagliata con un lieto fine”.

 



“Grande lavoro di squadra, ricostruire la storia è team work e questo è un esempio di come la dedizione, la professionalità e la passione portano a scoperte inattese non solo a Pompei, ma anche in siti meno noti ma non meno importanti per comprendere e valorizzare il patrimonio classico in tutta la penisola - dichiara il Direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel - Grazie alle ultime ricerche emerge una produzione specializzata laziale che esporta mosaici preziosi, realizzati presumibilmente in notevoli quantità, in territori come le Marche, Campania e Puglia; una scoperta di grande interesse non solo per la storia dell’arte romana, ma anche per la storia economica del mondo romano.”
Al seguente link https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/ l’articolo di approfondimento dell’E-journal, oggi pubblicato, a cura di Giulia D’Angelo (Sapienza Università di Roma, Dipartimento di Scienze dell’Antichità), Celestino Grifa (Università del Sannio, Dipartimento di Scienze e Tecnologie; SHerIL,Samnium Heritage Innovation Lab.), Simona Boscia, Andrea Lepore, Chiara Germinario, Mariano Mercurio (Dipartimento di Scienze e Tecnologie, Università del Sannio), Gianluca Frija (Università di Ferrara, Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra), Alessandro Russo, Gabriel Zuchtriegel (Parco Archeologico di Pompei.

 

Parco Archeologico di Pompei
via Plinio 
Pompei (Napoli)

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA


 

Catania - Giornata in memoria di Tusa, 10 marzo


 

BENI CULTURALI: Giornata in memoria di Tusa, a Catania apertura straordinaria mattutina del Portico dell’Atleta (9-13) oltre a quella pomeridiana (15-18)

Ingresso gratuito in tutti i siti: Teatro Antico, Terme, Chiesa San Francesco Borgia, musei di Adrano, Centuripe, Caltagirone e Mineo (Palikè)

 
Martedì 10 marzo, in occasione della Giornata dei Beni Culturali Siciliani istituita dalla Regione Siciliana per ricordare la figura del grande archeologo Sebastiano Tusa, tragicamente scomparso nel marzo 2019, il Parco Archeologico di Catania e della Valle dell’Aci diretto da Giuseppe D’Urso promuove l’apertura straordinaria al mattino, dalle 9 alle 13, del Portico dell’Atleta, sito ipogeo in Via Crociferi, recentemente restituito alla fruizione del pubblico.

Confermati gli orari pomeridiani del martedì e giovedì pomeriggio, dalle 15 alle 18.

Si ricorda che, per la natura stessa del sito sotterraneo, il numero dei visitatori del Portico dell’Atleta è contingentato per ogni turno (durata 20/30’ circa) e occorre prenotarsi inviando una email a urp.parco.archeo.catania@regione.sicilia.it

 

Nell’ambito delle visite gratuite in tutti i siti e i musei della Regione Siciliana previste per la giornata del 10 marzo, saranno regolarmente fruibili tutti gli altri siti.

A Catania: il Teatro Antico (ore 9-19 con l’installazione dell’artista Adriana Tomaselli a Casa Liberti); la Chiesa San Francesco Borgia (9.30-18 dove è prorogata fino al 5 aprile, domenica di Pasqua, la mostra fotografica di Renato Zacchia “Agatha e i suoi volti”); le Terme della Rotonda e dell’Indirizzo (ore 9-17).

A Caltagirone: il Museo della Ceramica di Caltagirone (9-18.30, allestimento temporaneo a Palazzo Libertini).

Ad Adrano: il Museo archeologico "Saro Franco" (9-19)

A Centuripe: il Museo Archeologico Regionale (9-18.30)

A Mineo: l’area archeologica di Palikè (9-13.30)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

8 MARZO: L’AGRICOLTURA IN CAMPANIA E’ DONNA

LA TESTIMONIANZA DI MARINA REALE COLDIRETTI DONNE CAMPANIA

 


La Campania è una delle regioni italiane con il maggior numero di imprese agricole a guida femminile, con 22.412 aziende che, sommate a quelle di Sicilia (25.107) e Puglia (23.987), porta il Sud Italia ad essere la forza motrice del Paese.


Il ruolo delle donne nei campi è sempre più centrale. Secondo Coldiretti in Italia sono quasi 200 mila le imprenditrici agricole, pari a circa il 28% delle aziende del settore, una presenza che rende l’agricoltura uno dei comparti con la più alta partecipazione femminile. Le imprese guidate da donne sono spesso protagoniste di percorsi innovativi e multifunzionali, dalla vendita diretta all’agriturismo, dall’agricoltura sociale alla trasformazione dei prodotti.


Non a caso il 60% delle aziende agricole femminili è impegnato in attività sostenibili e green, mentre cresce anche il livello di formazione con una imprenditrice su quattro laureata.
Tra le testimonianze di questo cambiamento c’è Marina Reale, imprenditrice agricola della provincia di Caserta e rappresentante di Donne Coldiretti, che ha scelto di lasciare la città per investire nella terra e nella filiera bufalina, guidando un’azienda zootecnica orientata alla qualità, al biologico e alla sostenibilità ambientale.
“La presenza femminile in agricoltura cresce perché le donne portano visione e capacità di innovare – spiega Marina Reale –. Oggi fare agricoltura significa produrre cibo di qualità ma anche prendersi cura dell’ambiente, investire nel biologico, nella tutela della biodiversità e nella sostenibilità delle produzioni”.

 


 


Nel suo percorso imprenditoriale la multifunzionalità rappresenta una leva strategica: dall’allevamento bufalino alla produzione di mozzarella di bufala campana, fino all’attenzione verso l’innovazione tecnologica e la sostenibilità energetica, con l’utilizzo di sistemi che permettono di valorizzare le risorse aziendali e ridurre l’impatto ambientale.


“Le aziende agricole oggi sono veri e propri ecosistemi produttivi – aggiunge Marina Reale – dove qualità, innovazione e sostenibilità ambientale ed energetica diventano strumenti fondamentali per costruire il futuro dell’agricoltura e garantire sicurezza alimentare”.


In pratica: “Le donne stanno dimostrando – conclude Marina Reale – che l’agricoltura può essere un settore moderno, sostenibile e capace di generare valore per i territori. Investire nella terra significa investire nel futuro delle comunità e delle nuove generazioni”.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

LA FORZA E IL SILENZIO di Maria Red


 

 LA FORZA E IL SILENZIO

Non chiamatela con un solo nome, 
la donna non è un unico sentiero, 
ma un intreccio di radici e di piume, 
un mosaico di fango e di cielo.

C’è la guerriera dal passo di ferro, 
che ha barattato il pianto col grido, 
che solleva il mondo come un sasso
e non cerca nell’altro il suo nido.

Lei è la quercia, la fiamma, la prua, 
che sfida il vento 
e non chiede perdono, 
padrona assoluta della vita sua, 
di ogni sua cicatrice fa un dono.

Ma guarda accanto, nell’ombra fitta. 
Dove la voce si flette e si spezza; 
c’è chi soccombe, 
chi resta sconfitta, 
chi scambia per amore la durezza.

Donne di vetro, stanche di lottare, 
che piegano il collo al giogo del male, 
che si lasciano lente naufragare 
in un silenzio che è un sale mortale.

Non è colpa il peso di quella catena, 
né mancanza di cuore il non reagire;
è una notte lunga,
un’anima piena di paure 
che non sanno svanire.

L’otto marzo 
sia allora l’abbraccio 
per chi ha vinto 
e per chi è ancora vinta, 
per chi ha spezzato il muro di ghiaccio
e per chi, nel buio, resta respinta.

Perché la donna è un universo intero, 
eroina altissima o vittima muta, 
metà del mondo, 
metà del mistero, 
che aspetta soltanto di essere compiuta.

Maria Red (Cantattrice) 


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