martedì 28 aprile 2026

RIVITALISMO manualità e giovani

by Rosaria Pannico 

   Cari amici di RosarydelsudArt news, 

oggi siamo nuovamente  in compagnia del nostro amico Roberto ROViRO'

 che ci propone la sua decima puntata  

del suo progetto artistico 
il RIVITALISMO

Siamo in Piazza Plebiscito a Napoli parlare con ROViRO' dei giovani e ai giovanti e soprattutto di quanto sia importante il lavoro manuale oggi e anche domani, ma soprattutto di RIVITALISMO che passa soprattutto attraverso i giovani:

 

Per info:

rivitalismo@libero.it

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare e incollare sul web). 

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https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/03/dove-nasce-il-rivitalismo.html 

“Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche”

Laboratorio di lettura per i più piccoli alla Biblioteca Civica “P. M. Beghi”


 

La Spezia, 28 aprile 2026 – Al via i laboratori di “Divertiamoci imparando nei Musei e nelle Biblioteche”, il programma di attività educative e creative promosso dai Musei Civici della Spezia e dal Sistema Bibliotecario Urbano, dedicato alla libera utenza e pensato per avvicinare bambini e famiglie al patrimonio culturale della città in modo coinvolgente e divertente.
Sabato 2 maggio alle ore 11.00 è previsto un laboratorio di lettura per i più piccoli alla Biblioteca Civica “P. M. Beghi” dal titolo “Volalibro… leggiamo Anthony Browe”. Incontro di lettura per scoprire Anthony Browne, autore e illustratore amatissimo, capace di raccontare emozioni profonde con immagini semplici e potenti. Nei suoi libri realtà e fantasia si intrecciano, aiutando i più piccoli a riconoscere paure, sogni e sentimenti.
 
Il laboratorio è gratuito e libero senza prenotazione. La durata è di circa 30 minuti ed è consigliato a bambini fra i 4 e gli 8 anni.
 

 
Info Biblioteca “P.M. Beghi”
Via del Canaletto, 100 - La Spezia 
www.bibliotechelaspezia.it


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

I SOTTERRANEI DELLA PSICHE; la firma de IL CASO




Martedì 5 maggio 2026 alle 17:45 al centro anziani di piazza Brin Massimo Marasco, un dottore in chimica ma esperto informatico, con la sua precisa attitudine alla razionalità, che lo ha portato a scrivere tomi di psicologia con la psicoanalista Silvia Montefoschi che lo ha anche ispirato a strutturare il romanzo “L’ANNUNCIO – Il mito del popolo nuovo” e poi il suo spin-off “Brendan e Grace”, presenterà un libro firmato “Il Caso” dal titolo:


 
“I SOTTERRANEI DELLA PSICHE”,
che è un libro di aforismi scelti durante tutta la vita da un anonimo che desidera restare tale, perché “qui bene latuit bene vixit” (Chi si nascose bene visse bene).
“Il Caso è lo pseudonimo di Dio quando non firma” è una frase di Anatole France. Questa nostra vita è imprevedibile e la provvidenza nascosta spariglia le nostre carte che curiamo ordinate per portarci alla meta che la sorte ci indica.

 

 
Ci vuole un metodo per giungervi ed è diverso per tutti, ma prevede l’ascolto dei segni e delle circostanze che si offrono al nostro sguardo. Magari sono incontri fortuiti per strada o sveglie che portano all’illuminazione, celate magari nelle parole di aforismi aperti a caso da un libro.
 
Le dita scorrono le pagine, il nostro indice scorre giù sul foglio e la lettura dischiude un pensiero. Sono occasioni, aiuti dal cielo.
Il libro “I SOTTERRANEI DELLA PSICHE”, curato dallo scrittore Paolo Luporini, ci conduce, tra strutture castellari ctonie, a luci interiori di autori che hanno attraversato la storia, la politica, la filosofia, il teatro, la cultura.




L’ingresso è libero.
Si coglie l’occasione per ringraziare la presidentessa Lorenza Rocca, il Comune proprietario del salone, gli organizzatori tutti, i giornalisti della stampa locale, TeleLiguriaSud.
 
Riferirsi, per una tempestiva comunicazione, all'indirizzo https://incontridilettura.blogspot.com 

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


 

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https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/04/sullomicidio-in-persona-di-passalacqua.html 

CINEMA ODEON – LA PROGRAMMAZIONE DI MAGGIO

   



La Spezia, 28 aprile 2026 – Il Cinema Odeon del Comune della Spezia, nella Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” in via Firenze 37, inaugura la sua stagione di maggio con un cartellone che celebra il cinema come spazio di riflessione, emozione e scoperta. Un programma eclettico che spazia dai grandi biopic internazionali alle vette della cinematografia d’autore italiana e internazionale, per un mese di proiezioni imperdibili.


A dare il via sarà l’incanto di “Nel tepore del ballo”, l’opera scelta per accendere i riflettori su questo maggio cinematografico. Un’apertura che avvolge lo spettatore in un’atmosfera intima e vibrante, preparando il terreno per un percorso fatto di sguardi profondi e storie necessarie. Travolto da uno scandalo, un celebre conduttore televisivo affronta caduta e i rimpianti del passato: Pupi Avati con la sua sapiente regia racconta una storia di memoria, scelte e possibilità di rinascita.
Il viaggio proseguirà con l’energia travolgente di “Micheal”, proposto rigorosamente in lingua originale con sottotitoli in italiano per preservare l’anima e la performance del Re del Pop, Micheal Jackson, con un tributo potente alla musica e alla complessità di un’icona mondiale. Il film è uno sguardo inedito sulla vita di Micheal Jackson, dalla scoperta del suo talento nei Jackson Five fino alla sua ambizione di diventare il più grande performer al mondo e alla sua trasformazione in artista visionario.
La grande tradizione italiana sarà protagonista con “La balia” di Marco Bellocchio – all’interno della prestigiosa rassegna 100Luce – un’opera che scava nelle convenzioni sociali con precisione chirurgica: la nascita del figlio sconvolge i Mori, il neonato rifiuta il seno della madre e il marito decide di affidarlo a una balia, Annetta, che entra così nella casa dell’alta borghesia romana, portando una vitalità in contrasto con le tensioni della famiglia.
Segue poi la sensibilità unica di Francesca Archibugi in “Illusione”, un film che conferma la regista come una delle voci più intense del nostro cinema la cui storia racconta di una ragazza moldava che viene trovata priva di sensi vicino a Perugia. L’indagine, tra psicologia e giustizia, svela dinamiche di potere e il mondo della prostituzione dell’Est Europa.
Il Cinema Odeon si conferma spazio di ricerca con titoli di rara bellezza con “Antartica. Quasi una fiaba” di Lucia Calamaro: una riflessione poetica sull'isolamento e la scoperta di sé tra i ghiacci dell’anima. In una base sperduta in Antartide, un gruppo di scienziati è in bilico fra il sapere e l’ignoto. Un confronto che va oltre la scienza, toccando il cuore stesso delle relazioni umane.
Si continua con “Un poeta” di Simón Mesa Soto, un’opera magnetica sulla disillusione artistica e la forza della parola: l’ossessione di Oscar per la poesia non gli ha portato alcuna gloria. Quando conosce Yurlady, una ragazza di umili origini, la sua vita migliora, ma introdurla nel mondo della poesia potrebbe non essere la cosa giusta.
A seguire “La salita” di Massimiliano Gallo, l'esordio alla regia di un interprete amatissimo che omaggia il teatro e il coraggio di guardarsi dentro. La storia si svolge nel 1983 e segue un capitolo poco conosciuto della vita di Eduardo De Filippo, impegnato in un’intensa attività di recupero e formazione dei giovani detenuti del carcere minorile di Nisida attraverso il teatro.
La stagione cinematografica si chiude con “Il silenzio degli altri (sorda)”: un film potente che rompe ogni barriera comunicativa per raccontare il diritto all’identità e all’empatia. La storia di una donna sorda e del suo compagno udente nel momento in cui la nascita di una figlia mette in discussione equilibri, abitudini e modi diversi di vivere il mondo.
Con questo programma, il Cinema Odeon della Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” non offre solo proiezioni, ma vere e proprie esperienze collettive. Maggio sarà il mese in cui il buio della sala diventerà lo specchio in cui ritrovare frammenti di noi stessi, tra realtà e finzione, tra silenzio e musica.
La programmazione
NEL TEPORE DEL BALLO

    Giovedì 30 aprile: 21.00
    Venerdì 1 maggio: 15.15 – 17.15 – 19.15 – 21.15
    Sabato 2 maggio: 15.15 – 17.15 – 19.15 – 21.15
    Domenica 3 maggio: 15.15 – 17.15 – 19.15 – 21.15

 
 MICHAEL – versione originale con sottotitoli in italiano

    Martedì 5 maggio: 17.00 -  21.00
    Mercoledì 6 maggio:  17.00 -  21.00
    Giovedì 7 maggio: 17.00 -  21.00
    Venerdì 8 maggio: 17.00 -  21.00

 
LA BALIA – Rassegna 100Luce

    Martedì 12 maggio: 17.00 -  21.00
    Mercoledì 13 maggio: 17.00 -  21.00

 
ILLUSIONE

    Giovedì 14 maggio: 17.00 -  21.00
    Venerdì 15 maggio:  19.00 -  21.00
    Sabato 16 maggio: 19.00 -  21.00
    Domenica 17 maggio: 19.00 -  21.00  

 
ANTARTICA QUASI UNA FIABA

    Martedì 19 maggio: 19.00 -  21.00
    Mercoledì 20 maggio: 21:00
    Giovedì 21 maggio: 19.00 -  21.00
    Venerdì 22 maggio: 19.00 -  21.00
    Sabato 23 maggio: 19:15
    Domenica 24 maggio: 18:15

 
UN POETA

    Sabato 23 maggio: 17.00 -  21.00
    Domenica 13 maggio: 16.00 -  20.00

 
LA SALITA

    Martedì 26 maggio: 19.00 -  21.00
    Mercoledì 27 maggio: 19.00 -  21.00

 
IL SILENZIO DEGLI ALTRI

    Giovedì 28 maggio: 19.00 -  21.00
    Venerdì 29 maggio: 19.00 -  21.00
    Sabato 30 maggio: 19.00 -  21.00
    Domenica 31 maggio: 19.00 -  21.00
    Lunedì 1 giugno: 19.00 -  21.00
    Martedì 2 giugno: 19.00 -  21.00

 
Le sinossi dei film
NEL TEPORE DEL BALLO                                                                                                        
Con il suo inconfondibile tocco nostalgico e sentimentale, Avati ci riporta nelle atmosfere della provincia italiana, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso. Il film ruota attorno al rito del ballo come momento di aggregazione, speranza e malinconia. Attraverso una regia delicata, il maestro bolognese esplora i sentimenti incompiuti, i ricordi di gioventù e quella ricerca di calore umano che solo la musica e la danza sanno regalare, trasformando una serata qualunque in un microcosmo di emozioni universali.
MICHAEL                                                                                                                           
L'attesissimo biopic diretto da Antoine Fuqua che ripercorre la vita di Michael Jackson. Dagli esordi travolgenti con i Jackson 5 fino alla consacrazione come "King of Pop", il film esplora il genio creativo, le sfide personali e il peso di una fama senza precedenti. Un’interpretazione viscerale di Jaafar Jackson; un’opera che non teme di mostrare le luci accecanti e le ombre profonde di un'icona immortale."
LA BALIA (Rassegna 100Luce)                                                                                                                                   
Un classico di Marco Bellocchio ispirato alla novella di Pirandello. Nella Roma di inizio Novecento, la crisi di una coppia dell'alta borghesia si intreccia con l'arrivo di una balia contadina, scardinando silenzi e convenzioni sociali. Un capolavoro di sguardi e tensioni sotterranee. Bellocchio filma l'invisibile con un'eleganza formale magistrale.
L'ILLUSIONE                                                                                                                                 
La regista torna a scavare nelle pieghe dell'anima umana con la storia di Rosa, una giovane moldava ritrovata quasi per miracolo dopo un episodio misterioso. Il film diventa un'indagine doppia: poliziesca all'esterno e psicologica all'interno, guidata dalla sensibilità di una procuratrice e di uno psicologo. Archibugi si conferma la nostra più grande ritrattista di sentimenti; un film intenso senza mai diventare retorico."
ANTARTICA (Quasi una fiaba)                                                                                    
Un'opera sospesa tra realtà e sogno ambientata tra i ghiacci perenni. Maria, ricercatrice ostinata, arriva nella base più isolata dell'Antartide scontrandosi con il suo mentore. Un conflitto che è insieme scientifico, ideologico e profondamente affettivo. Una perla rara del cinema contemporaneo con due interpreti straordianari Silvio Oralndo e Barbara Ronchi
UN POETA                                                                                                                                       
Oscar è un poeta cinquantenne in crisi che accetta un lavoro come insegnante. L'incontro con una studentessa dal talento grezzo riaccende il suo rapporto con la scrittura e lo scontro con un sistema culturale cinico e arrivista. Un'opera  necessaria sulla disillusione artistica, girata con una maestria visiva che incanta per verità e potenza.
LA SALITA                                                                                                                    
L'esordio alla regia di Gallo è un omaggio alla memoria e al teatro. Attraverso l'eredità di Eduardo De Filippo, il film osserva cosa accade quando la finzione scenica irrompe in contesti di vita reali e difficili, forzando i protagonisti a guardarsi dentro. Gallo firma un debutto onesto e coraggioso che rifiuta le facili soluzioni per abbracciare la fatica delle domande vere."
IL SILENZIO DEGLI ALTRI                                                                                                     
 Un ritratto potente e intimo di una donna che rivendica il diritto alla maternità alle proprie condizioni. Il film esplora con estrema sensibilità le dinamiche di coppia e la disabilità, invitando a guardare il mondo da prospettive ignorate troppo a lungo Un film che rompe il silenzio con la forza delle immagini. Un'opera necessaria per ripensare l'empatia e l'inclusione."
 

Info e prenotazioni CINEMA ODEON alla MEDIATECA REGIONALE LIGURE “S. FREGOSO” 

Via Firenze, 37 - La Spezia
FB / IG @mediateca.laspezia
www.cinemaodeonlaspezia.it


COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

lunedì 27 aprile 2026

Buongiorno con Piazza Plebiscito di Napoli

Buongiorno da rosarydelsudArt news


Piazza del Plebiscito è il simbolo per eccellenza della città, che racchiude l'energia e la storia della città di Napoli.


Uno spazio di circa 25.000 metri quadrati circondato da grandi capolavori architettonici: 
  -  Palazzo Reale: l'elegante e storica sede del potere reale a Napoli.
   - Basilica di San Francesco di Paola: celebre per il suo imponente colonnato neoclassico che abbraccia la piazza.
   - Palazzo della Prefettura e Palazzo Salerno

Centro Pecci - Verita Monselles. Carnale - Rotte. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli

Verita Monselles
CARNALE
A cura di Alessandra Acocella, Michele Bertolino, Monica Gallai 
Allestimento di Giuseppe Ricupero
Le opere in mostra provengono dall’Archivio Fotografico Toscano, Fondo Verita Monselles

31 maggio – 30 agosto 2026

ROTTE
Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli
A cura di Stefano Pezzato
Progetto d’allestimento di Ibrahim Kombarji

31 maggio – 1 novembre 2026 

Anteprima stampa: venerdì 29 maggio 2026
Opening: sabato 30 maggio 2026, dalle 18.00 alle 21.00
Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato
 
Verita Monselles. Scherzosamente II, 1976, stampa fotografica / photographic print, 20,3x20,3 cm Courtesy Archivio Fotografico Toscano, Prato – Fondo Verita Monselles

 

Il Centro Pecci presenta Verita Monselles. CARNALE, prima mostra in un centro d’arte contemporanea italiano dedicata all’artista e fotografa Verita Monselles (1929-2004), la cui opera esplora i linguaggi legati al pensiero femminile e femminista attraverso la moda e i generi del ritratto e del nudo. 

Verita Monselles nasce a Buenos Aires e si trasferisce con la famiglia a Firenze, bambina. Ancora ventenne, a seguito del matrimonio con un cardiologo, si trasferisce a Napoli dove frequenta i circoli dell’alta borghesia da cui, più tardi, si allontana. Lea Vergine, che la conosce in quegli anni e che le rimarrà sempre amica, scrive: “mentre noi si giocava a poker, per esempio, lei dormiva sui divani. Non si quietava come le altre. Voleva capire la musica da camera, quella lirica, i libri e i quadri. Componeva con la chitarra”. Alla fine degli anni Sessanta la svolta quando si avvicina alla fotografia, utilizzata per raccontare la sua storia e “quella di tante altre donne della mia generazione, educate nel cattolicesimo e con una serie innumerevole di sottili frustrazioni e avvilimenti” (Monselles, 1981). Così, il suo percorso incrocia quello delle principali artiste e critiche coeve – tra cui Ketty La Rocca, Tomaso Binga e Lara-Vinca Masini – e si intreccia con l’esperienza delle compagnie teatrali Magazzini Criminali e Krypton. Dalla seconda metà degli anni Settanta, l’artista inizia a lavorare per la moda e la pubblicità. Monselles rivendica la soggettività femminile: “una donna che pone in discussione il suo ruolo di fronte alla maternità, alla famiglia, alla religione, alla sessualità nel contesto di una società repressiva e inadeguata” – come sottolinea lei stessa.

La mostra CARNALE presenta una lettura nuova del lavoro di Verita Monselles, capace di far interagire le diverse anime della sua produzione. Fin dalle prime opere, l’artista interviene con ironia sui simboli della tradizioni patriarcale e religiosa e ne decostruisce codici e significati.  Questa ricerca si intreccia con l’attenzione per la messa in scena, le finzioni e le illusioni, dove manichini, animali impagliati, gabbie e oggetti devozionali sono utilizzati per rovesciare gli stereotipi e le dinamiche di potere tra i generi. “Non c’è quasi mai, nelle fotografie di Verita, aggressitivtà – scrive Lara-Vinca Masini – ma un senso di doloroso rifiuto contro ogni potere espresso dal ‘maschile’, quello del sesso, quello della costrizione penitenziale ecclesiastica, quello delle convenzioni e dei pregiudizi”. 
Nelle opere degli anni Ottanta, le scenografie degli scatti si fanno più essenziali. Rimane protagonista il corpo della donna, spesso ritratto nella sua dimensione più erotica e sensuale, soggetto e autore del proprio desiderio. “Oggi riesco a esprimere una maggior fiducia – scrive l’artista nel 1981 – e ciò deriva dall’osservazione di queste donne fortificate dalle battaglie precedenti. La soluzione del conflitto è in mano a loro, alla loro determinazione, alla nuova forza che hanno acquisito”. Ne risultano immagini volutamente pop e kitsch che rileggono i generi del nudo, del ritratto e della natura morta e si affiancano ad ambiti meno noti della sua produzione, tra cui l’attività fotografica per la pubblicità di moda e la collaborazione con Cavallini, azienda toscana produttrice di calze.

La mostra traccia un percorso non cronologico, dove i diversi ambiti dell’opera di Monselles sono posti in relazione per sottolinearne la continuità. L’estetica pubblicitaria e l’utilizzo di tessuti contribuiscono a definire la forza e l’incisività della produzione dell’artista che, a partire da una fase iniziale – culminante nei lavori di denuncia femminista Ecce Homo (1976) e Paolina Borghese come Venere Contestatrice (1977) – sviluppa un linguaggio autonomo e originale, spesso poco compreso dai contemporanei. Ketty La Rocca diceva: “Verita sei stata un po’ vista come un’artista femminista perché fai questo lavoro sulla condizione della donna, però qualcuno vorrebbe che tu lo facessi di quel tipo considerato più politico. Tu invece lo fai nella condizione che è, secondo me, l’unica che hai vissuto, di denuncia e sofferenza della donna borghese. Tu fai un discorso che è politico nei lunghi tempi”. 
CARNALE espone anche sperimentazioni meno note, come il ricorso al video nel caso del lavoro Rosematic (1984): modelle e figure a lei vicine, come l’attrice Marion D’Amburgo, animano le immagini fotografiche in quadri dinamici di metamorfosi e ibridazione con elementi del mondo animale e vegetale e con dimensioni cosmiche. L’esito è una successione di scene che oltrepassano i confini dell’immagine, con donne che divengono farfalle e flirtano con i fiori e la macchina da presa.

A vent’anni dall’ultima mostra personale dedicata a Verita Monselles e curata da Lara-Vinca Masini, di cui il Centro Pecci conserva l’archivio, CARNALE riporta all’attenzione del pubblico e della critica una voce ancora attuale, che confronta le posizioni politiche radicali con i linguaggi della moda e della pubblicità, sempre più pervasivi nell’immaginario collettivo. Le opere di Monselles invitano il pubblico a interrogare il corpo, l'identità di genere e il desiderio, mantenendo uno sguardo a tratti sentimentale e sempre ironico.

 Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta dal 30 maggio all’1 novembre 2026 la mostra ROTTE. ARTE DI ROTTURA DALLA DONAZIONE CARLO PALLI, un’ampia selezione di lavori provenienti dalla raccolta del noto collezionista pratese che il 29 maggio 2025 ha sottoscritto un importante lascito di opere e materiali d'archivio, inteso come generoso contributo per arricchire e identificare il patrimonio museale d'arte contemporanea della sua città.

Rotte. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli è la mostra curata da Stefano Pezzato, responsabile di collezione e archivi del Centro Pecci, allestita su progetto di Ibrahim Kombarji, che propone un percorso tra opere che hanno contribuito a creare nuovi percorsi artistici nel secolo scorso e che Carlo Palli ha deciso di donare al Centro Pecci perchè rimanessero presso la città di Prato. Per l’occasione le sale dello spazio espositivo progettato dall’architetto Italo Gamberini presentano le opere che tracciano alcune delle rotte che hanno trasformato nel profondo l’arte contemporanea del Secondo Novecento e che sono state predilette da Carlo Palli, spesso a fianco di molti degli artisti collezionati. Tra i protagonisti della mostra vi sono la rivoluzione poetica del Gruppo 70, l’immaginario femminile e femminista nelle neoavanguardie, varie forme processuali e concettuali, il movimento Fluxus, il Nouveau Réalisme e l’arte degli oggetti, gli sviluppi di pratiche artistiche come la scrittura e la pittura, forti personalità quali il padre dell’Azionismo Hermann Nitsch, l’inventore della Eat Art Daniel Spoerri, lo “scrittore” di quadri e oggetti Ben Vautier, la poeta e performer Ketty La Rocca, il musicista e compositore d’avanguardia Giuseppe Chiari, il poeta “cancellatore” Emilio Isgrò, per citarne solo alcuni.

Stefano Pezzato ha elaborato una selezione partendo dalle 180 opere provenienti dalla raccolta privata, le 380 opere e documenti della sua personale collezione Fluxus e le 230 opere di “Poesia Visiva e dintorni”, che rappresentano il complesso di tutte le sue donazioni al Centro Pecci negli ultimi vent’anni.

Centocinquanta opere di un’ottantina di artisti, dal concettuale Vincenzo Agnetti al popolare Andy Warhol, danno forma a un articolato e inedito omaggio alla grande passione per l’arte di rottura sviluppata da Carlo Palli e, di riflesso, alla sua generosità nei confronti del Centro Pecci e della città di Prato a cui egli ha voluto lasciare in dono questa parte considerevole della sua straordinaria raccolta. Carlo Palli aveva già effettuato una prima donazione di 200 opere di “Poesia Visiva e dintorni” al Centro Pecci nel 2006, esattamente vent’anni fa, accompagnata da un’esposizione e da un primo catalogo dedicato alla sua collezione. Il nuovo lascito rappresenta una delle più estese donazioni ricevute da un museo d'arte contemporanea italiano e contribuisce a integrare e consolidare la collezione museale del Centro Pecci e le raccolte documentali del CID/Arti visive, già arricchite negli anni scorsi con l’acquisizione dell’imponente archivio-biblioteca di Lara-Vinca Masini. Al pari del lascito di Lara-Vinca Masini, la nuova donazione di Carlo Palli rafforza l’immagine e il ruolo di capofila del Centro Pecci nel sistema d’arte contemporanea della Toscana.

CARLO PALLI
Nato a Prato nel 1938, ha esordito come mercante d’arte nella sua città negli anni Sessanta. Nel decennio successivo, fino al 1979, ha gestito due gallerie stagionali, in estate al Lido degli Estensi (Ferrara) e in inverno a Roccaraso (L’Aquila), dove organizzava aste di opere d’arte. Nel 1979 ha rilevato la Galleria Metastasio a Prato, che ha tenuto fino al 1988 partecipando ad alcune delle più importanti fiere d’arte internazionali, da Palazzo Grassi a Venezia alla Fiac di Parigi, da Valencia Interart e Arco di Madrid fino a Los Angeles Miami. Entrato in quegli anni a stretto contatto con l’arte contemporanea, ha iniziato così a muoversi nel mondo del collezionismo. 
Dal 1989 ha collaborato per un decennio con Farsetti Arte e in seguito ha diretto il dipartimento d’Arte moderna e contemporanea di Finarte a Venezia fino al 2009. Occupandosi di aste e dell’organizzazione di mostre, ha sviluppato una personale passione per l’arte contemporanea, anche grazie ai tanti artisti, critici e collezionisti che ha potuto conoscere e frequentare di persona. Negli ultimi 15 anni si è occupato a tempo pieno del proprio archivio, che rispecchia la sua carriera professione e comprende, fra l’altro, un migliaio fra “libri d’arte, libri oggetto e libri d’artista”, in parte esposti alla Fondazione Banca del Monte di Foggia nel 2016 e alla Biblioteca San Giorgio di Pistoia che ha aperto ufficialmente l’anno di Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017.

ROTTE. ARTE DI ROTTURA DALLA DONAZIONE CARLO PALLI

ARTISTI IN MOSTRA
Vincenzo Agnetti, Franco Angeli, Arman, Bernard Aubertin, Ay-O, Gianfranco Baruchello, Massimo Barzagli, Joseph Beuys, Lapo Binazzi (UFO), Alighiero Boetti, George Brecht, Antonio Bueno, Sylvano Bussotti, John Cage, César, Sandro Chia, Giuseppe Chiari, Joseph Cornell, Claudio Costa, Roberto Crippa, Enzo Cucchi, Alan Davie, Daze, Fortunato Depero, Gérard Deschamps, Raymond Hains, Al Hansen, Emilio Isgrò, Ray Johnson, Joe Jones, Allan Kaprow, Wilfredo Lam, Ketty La Rocca, George Maciunas, Roberto Malquori, Lucia Marcucci, Gino Marotta, Roberto Matta, Eugenio Miccini, Larry Miller, Charlotte Moorman, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Hermann Nitsch, Yoko Ono, Luciano Ori, Nam June Paik, Mimmo Paladino, Michele Perfetti, Gianni Pettena, Lamberto Pignotti, Michelangelo Pistoletto, Rammelzee, Renato Ranaldi, Man Ray, Dieter Rot, Mimmo Rotella, Takako Saito, Mario Schifano, Carolee Schneemann, Andres Serrano, Gianni Emilio Simonetti, Daniel Spoerri, Stelarc, Antoni Tápies, Jean Tinguely, Toxic, Franco Vaccari, Ben Vautier, Emilio Villa, Jacques Villeglé, Wolf Vostell, Andy Warhol.

Sponsor Enrico Pecci di Alberto Pecci & C.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

A Recoaro Terme nasce Cantiere Contemporaneo, un nuovo polo per l'arte contemporanea

 Recoaro Terme
CANTIERE DEL CONTEMPORANEO
Progetto di residenze d’artista,
sviluppo dell’arte contemporanea e rigenerazione culturale

 



 27 aprile 2026 – Nasce a Recoaro Terme (VI), Cantiere del Contemporaneo, un nuovo polo per l’arte contemporanea e le residenze d'artista, a cura di Elisabetta Bacchin.

Cantiere del Contemporaneo si configura come un progetto di ampio respiro che vede la fondazione di un nuovo centro per l’arte dedicato alla ricerca e alla sperimentazione, che nascerà contestualmente alla riqualificazione dell’edificio storico Caffè Nazionale, uno degli spazi simbolo della socialità termale.

Sabato 2 maggio prenderà ufficialmente avvio anche il programma di residenze d’artista, pensato come un momento di immersione creativa e dialogo attivo tra artisti e comunità.
L’iniziativa del nuovo polo, voluta fortemente dall’amministrazione comunale di Recoaro Terme, si inserisce nell’ambito di un più vasto progetto pilota di rigenerazione culturale, sociale ed economica del borgo storico, promosso dal Piano Nazionale Borghi – Linea A (Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”), finanziato dall’Unione Europea - Next Generation EU con fondi del PNRR e sostenuto dal Ministero della Cultura.

L’obiettivo principale del macro-progetto generale è quello di fornire un contributo significativo allo sviluppo locale, culturale e turistico del territorio di Recoaro Terme, ponendosi quale strumento operativo per la progettazione e la gestione di attività dedicate all’arte e alla cultura contemporanea, incentivando anche le politiche di coesione territoriale, in un ambiente aperto, in grado di coinvolgere istituzioni pubbliche e realtà private.
In quest’ottica, è stata avviata la riqualificazione dell’edificio storico palazzo Caffè Nazionale, splendido esempio di stile liberty, restituendolo alla comunità come un polo per l’arte contemporanea, promuovendo parallelamente un progetto di residenze d’artista dinamico e multidisciplinare. Si tratterà di uno spazio dedicato alla cultura intesa come esperienza viva, partecipata e condivisa. Identificato con il nome di “Cantiere del Contemporaneo” – nome evocativo di una realtà culturale in progressiva espansione –, diventerà un luogo di sperimentazione, ricerca e produzione espressiva, capace di ospitare progetti espositivi, eventi, attività formative e momenti di confronto. Particolare attenzione sarà data alle giovani generazioni attraverso percorsi progettuali che coinvolgeranno le diverse espressioni dell’arte visiva e performativa, rendendo il Comune un punto di riferimento culturale del territorio e non solo.

Tra gli obiettivi cardine c’è inoltre quello di far diventare il Cantiere del Contemporaneo un centro di ricerca e sperimentazione dedicato alla videoarte.

 

Il primo programma di residenze vedrà protagonisti quattro giovani artisti – Romesh Bothalage, Pietro Chiariello, Francesco Pizzocchero e Virginia Stevenin – che si troveranno a vivere e a lavorare per due mesi nello spazio stesso del centro, utilizzato come atelier e luogo di produzione. Le residenze prenderanno avvio da una riflessione sul senso del luogo, in relazione a ciò che esso rappresenta. Gli artisti sono invitati a sviluppare progetti in dialogo con il paesaggio, inteso non come semplice sfondo ma come interlocutore vivo e generativo, un organismo complesso con cui confrontarsi, interrogandone le stratificazioni storiche, le fragilità ecologiche e le potenzialità future.

 

Tra gli obiettivi principali del progetto delle residenze vi è anche quello di trasformare il borgo in un laboratorio creativo a cielo aperto, partecipato e multiculturale. Le esperienze maturate dagli artisti, infatti, culmineranno nella realizzazione di opere site-specific e non solo, che saranno destinate al territorio. Verrà così attivato un dialogo tra memoria e contemporaneità, promuovendo un modello di sviluppo culturale fondato sulla sostenibilità e la partecipazione. In questa prospettiva, il programma mira a consolidare nel borgo un centro di eccellenza dedicato alla ricerca artistica contemporanea, capace di inserirsi nel dibattito culturale nazionale e internazionale e di avviare un processo di progressiva internazionalizzazione della creatività contemporanea attraverso incontri, eventi e momenti di confronto tra artisti, curatori, studiosi e pubblico.



Al termine delle residenze d’artista, in giugno, aprirà al pubblico una mostra per presentare gli esiti di queste esperienze. Da maggio a giugno, verrà inoltre organizzato un public program con incontri e discussioni per approfondire i temi trattati e il lavoro degli artisti.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

POLITEAMA NAPOLI - In scena “Santi minori” con Carlo Caracciolo e Ciro Villano


 

Al Politeama di Napoli (Via Monte di Dio 80), mercoledì 6 e giovedì 7 maggio ore 20.30, per l’edizione 2026 della rassegna di teatro Off Napoliteama, saranno in scena Carlo Caracciolo e Ciro Villano con lo spettacolo “Santi minori”, di Ciro Villano.


Sinossi: due uomini sono costretti a condividere gli spazi angusti di una stanza di ospedale, uno è malato terminale, l’altro è un mancato suicida. I due daranno vita a un confronto/scontro creando un paradosso esistenziale tra la voglia di vivere e la rinuncia a farlo.

In una scrittura leggera e grottesca, i protagonisti si scoprono e riscoprono, imparando vicendevolmente il senso della vita. 


Biglietti, posto unico Euro 10, al botteghino Augusteo, al Politeama da un’ora prima dell’inizio spettacolo (salvo disponibilità) e online su Bigliettoveloce

https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8295

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web) 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA