martedì 5 maggio 2026

“Zacchia da Vezzano dal Golfo a Lucca”

Venerdì 8 maggio ore 17:00 conferenza a cura Nicola Barattini al Museo Civico “Etnografico “Giovanni Podenzana” in collaborazione con il Centro Culturale Il Porticciolo


Il Museo Civico Etnografico “Giovanni Podenzana” della Spezia presenta “La devozione in Liguria e alla Spezia”, un ciclo di incontri gratuiti dedicati alla storia, all’arte e alle tradizioni della devozione religiosa nel territorio ligure e spezzino fortemente voluto dall’Amministrazione Peracchini. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centro Culturale Il Porticciolo e si propone di valorizzare un patrimonio spirituale e culturale di grande rilievo, attraverso il contributo di studiosi ed esperti.


Il prossimo appuntamento è previsto per venerdì 8 maggio alle ore 17.00 a cura di Nicola Barattini dal titolo “Zacchia da Vezzano dal Golfo a Lucca”. La figura di Ezechia Zacchia da Vezzano ha avuto un ruolo centrale nel diffondere la grande arte del rinascimento romano nel segno di Raffaello e Michelangelo nel contesto lucchese e non solo. Il ritrovamento di una sua opera nell’oratorio di San Rocco di Lerici permette di gettare nuova luce sul percorso dell’artista e sull’influenza da lui esercitata nel territorio lunigianese.


L’incontro è a ingresso libero fino a esaurimento posti.


Info e prenotazioni 

Museo Civico Etnografico Giovanni Podenzana
via del Prione 156 - La Spezia


COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Opere dalla Collezione Pieroni - Stiefelmeier

Uno sguardo sulla genealogia del contemporaneo





Vito Acconci, Carla Accardi, Marco Bagnoli, Mirosław Bałka, Bizhan Bassiri, Gianfranco Baruchello, Jimmie Durham, Bruna Esposito, Cristina Iglesias, Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, HH. Lim, Felice Levini, Sol Lewitt, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Remo Salvadori, Maurizio Savini, Ettore Spalletti


 a cura di Alessandro Cocchieri


Inaugurazione 9 maggio, ore 17:00


9 maggio — 27 settembre 2026

Villa Pacchiani, Santa Croce sull'Arno (PI)

 

Il Comune di Santa Croce sull'Arno presenta, negli spazi di Villa Pacchiani Centro Espositivo, la mostra Opere dalla Collezione Pieroni - Stiefelmeier, a cura di Alessandro Cocchieri: un progetto espositivo che si configura non come semplice ricognizione collezionistica, ma come dispositivo critico capace di interrogare le traiettorie dell'arte contemporanea tra gli anni Settanta e oggi.


La collezione costruita da Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier si distingue per la sua natura relazionale e processuale: non un insieme sistematico, ma un organismo vivo, stratificato nel tempo attraverso incontri, affinità elettive e tensioni teoriche. In questo senso, la mostra restituisce una costellazione di pratiche che hanno contribuito a ridefinire il concetto stesso di opera, spazio e autorialità.


Il percorso espositivo mette in dialogo ricerche eterogenee ma profondamente interconnesse: dalle indagini sul linguaggio e sulla tautologia dell'arte concettuale di Joseph Kosuth, alle strutture modulari e seriali di Sol LeWitt; dalla tensione materica e archetipica di Jannis Kounellis alla dimensione ambientale e percettiva delle installazioni di Cristina Iglesias.


Accanto a queste, emergono le pratiche che interrogano il corpo, l'identità e lo spazio sociale, come nel lavoro di Vito Acconci e Jimmie Durham, mentre la riflessione sul segno, sulla superficie e sulla temporalità attraversa le opere di Carla Accardi ed Ettore Spalletti. In questo orizzonte si inserisce anche Gianfranco Baruchello, la cui ricerca “ha dato forma a un immaginario frammentato e lucidissimo, capace di trasformare il dettaglio minimo in mappa mentale e poetica”.


La mostra evidenzia inoltre una linea italiana fortemente radicata nella ridefinizione del linguaggio artistico, con figure come Giulio Paolini, Luigi Ontani e Remo Salvadori, accanto a presenze che ampliano il campo verso dimensioni interculturali e transnazionali, come Mirosław Bałka e Bizhan Bassiri.


In questo intreccio di poetiche, la collezione si rivela come un archivio dinamico, capace di restituire non solo opere, ma contesti, relazioni e momenti fondativi della storia recente dell'arte. La scelta curatoriale non segue una linearità cronologica, ma privilegia una lettura per risonanze, affinità e contrappunti, invitando il visitatore a costruire un proprio attraversamento critico.


Più che documentare una stagione, "Opere dalla Collezione Pieroni - Stiefelmeier" attiva una riflessione sul ruolo della collezione come pratica culturale e politica: uno spazio di mediazione tra produzione artistica, sistema espositivo e memoria.


Così l’Assessore alla Cultura Simone Balsanti:

“E' un orgoglio per l'amministrazione poter portare a Villa Pacchiani una mostra di così grande rilevanza nel panorama dell'arte contemporanea. Ringraziamo la famiglia Pieroni Stiefelmeier di darci la possibilità di ospitare all'interno del nostro spazio espositivo opere che rappresentano, nel loro insieme, un progetto di alto valore, grazie alla presenza di artisti di rilevanza internazionale. Le opere presenti, nella diversità del loro linguaggio, intendono offrire al pubblico la possibilità di riflettere sui temi dell'identità, dello spazio e del ruolo dell'arte nella società. Accogliere un progetto curatoriale di questo livello, significa per l'amministrazione continuare nell'opera di rendere la cultura uno strumento di crescita, dialogo e valorizzazione del territorio.” 

 

 SCHEDA TECNICA:

Titolo mostra: Opere dalla Collezione Pieroni - Stiefelmeier

Artisti: Vito Acconci, Carla Accardi, Marco Bagnoli, Mirosław Bałka, Bizhan Bassiri, Gianfranco Baruchello, Jimmie Durham, Bruna Esposito, Cristina Iglesias, Jannis Kounellis, Joseph Kosuth, HH. Lim, Felice Levini, Sol Lewitt, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Remo Salvadori, Maurizio Savini, Ettore Spalletti

A cura di: Alessandro Cocchieri


Dove: Villa Pacchiani Centro Espositivo, Piazza Pier Paolo Pasolini, Santa Croce sull’Arno (PI)

Inaugurazione: 9 maggio ore 17:00

Date: 9 maggio – 27 settembre 2026

Orari: Venerdì – Domenica, ore 16.00 – 19.00(Chiusa ad agosto)

Ingresso gratuito

Villa Pacchiani:
www.villapacchiani.it

 


 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Salerno in Flora numeri da record: oltre quarantamila presenze al Villaggio Coldiretti al Parco Pinocchio

Sinergia fra Ambiente e agricoltura

 regionale per valorizzare le filiere agricole 

e tutelare la salute dei cittadini




Quarantamila presenze in tre giorni per il Villaggio Coldiretti Salerno in Flora. Una edizione dai grandi numeri, quella ospitata dal Parco Pinocchio, che dimostra la voglia che c’è in giro di entrare in contatto diretto con i produttori del territorio che lavorano sodo per portare quanto offre la campagna direttamente al centro delle città.

“Grazia a Salerno Solidale che ci ha permesso di avere questa splendida location a disposizione. Sono stata giornate intense, nelle quali si è cercato di costruire un ponte per le generazioni future ospitando negli incontri in Casa Coldiretti tutti gli assessori regionali legati al mondo nel quale operano le nostre aziende. Nell’ultimo incontro abbiamo avuto la presenza dell’assessore all’agricoltura Maria Carmela Serluca e di quella all’ambiente Claudia Pecoraro che hanno partecipato all’incontro: Coltivare bellezza e sostenibilità per la città del futuro” spiega il presidente di Coldiretti Campania Ettore Bellelli.

L’assessore all’ambiente Claudia Pecoraro afferma: “Come istituzione, siamo chiamati a rafforzare politiche integrate che mettano in relazione tutela ambientale, valorizzazione delle filiere agricole e qualità della vita delle cittadine e dei cittadini. La transizione ecologica passa necessariamente attraverso un modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare innovazione, tradizione e responsabilità”.
“Il contributo -continua- delle organizzazioni di categoria, delle professioniste e dei professionisti del settore, insieme al dialogo costante con i territori, rappresenta un elemento fondamentale per costruire risposte efficaci e durature. Rivolgo un sentito ringraziamento a Coldiretti Salerno per l’organizzazione e a tutte le relatrici e i relatori intervenuti per l’alto profilo del confronto. Continuiamo a lavorare, insieme, per una Campania più sostenibile, inclusiva e competitiva”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessora all’agricoltura Maria Carmela Serluca: “Oggi insieme alla collega assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro, abbiamo ribadito la necessità e la volontà di una collaborazione concreta tra agricoltura e ambiente che punta a difendere e rigenerare il territorio, promuovere un uso sostenibile delle risorse e sostenere un’agricoltura di qualità. Coltivare bellezza e sostenibilità -conclude- significa prendersi cura del territorio, tutelare il paesaggio e le risorse naturali, ma anche valorizzare il lavoro degli agricoltori come presidio fondamentale delle nostre comunità”.

Ad entrambe le esponenti della Giunta presieduta da Roberto Fico è stata illustrata dal Capo Servizio innovazione di Coldiretti Roberto Mazzei una proposta di gestione dei fondi per consentire lo sviluppo delle aree interne. Una visione moderna e concreta per la tutela e la valorizzazione dei territori rurali e delle comunità che li vivono. La proposta prevede una creazione di un'area pilota in attesa dell'arrivo dei fondi della nuova programmazione.

Ampia parentesi è stata rivolta al comparto florovivaistico. Dopo aver ripercorso il fortunato “3°Congresso Nazionale del fiore” ospitato dalla Coldiretti Campania a Pompei e Castellammare lo scorso mese di novembre, il presidente della Consulta Raffaele Mignano ha fatto il punto sulle criticità vissute dal settore anch’esso danneggiato dall’aumento indiscriminato dei costi legato ai conflitti degli ultimi mesi.

 

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lunedì 4 maggio 2026

Sant' Angelo da Gerusalemme

 Ricorrenza: 5 maggio



PREGHIERA TRADIZIONALE
O glorioso Sant'Angelo, gemma preziosa della mistica vigna del Carmelo, perfetto seguace del patriarca Elia, per l'immenso amore che portasti a Dio e alle anime, fino al martirio che sostenesti impavido qual novello Battista, a noi supplici riguarda, che attirati dai tuoi esempi e confortati dal tuo patrocinio a te ci affidiamo. 

Sostieni la nostra fede, rialza la nostra speranza ed infiammaci del desiderio di copiare le tue virtù al fine di dare gloria a Dio, che aspiriamo di possedere un giorno con te in Paradiso. 

Amen.

BUONGIORNO con "Casina dei Mosaici" di Ecolano

Buongiorno da rosarydelsudArtnews 

 


"Casina dei Mosaici" o Casina Zezza" di "Villa Favorita" ad Ercolano (Napoli)Vi ricordo che, Villa Favorita, più esattamente, Real Villa della Favorita, è una residenza storica di Ercolano (sita nel tratto di Corso Resina denominato Miglio d’Oro) è una delle più sontuose ville vesuviane del XVIII secolo ed è opera di Ferdinando Fuga, che iniziò i lavori nel 1762 su un preesistente casino appartenente alla famiglia del Duca Beretta di Simari, denominato la “Favorita” dal re Ferdinando IV di Borbone in omaggio alla regina Maria Carolina d’Austria



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L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni Arte, luogo e comunità


 

Napoli, giovedì 7 maggio 2026, ore 17:30
Libreria Feltrinelli, Via Dei Greci, 70


L’arte come riscatto sociale 

nei piccoli comuni

Arte, luogo e comunità

(Giacovelli Editore) 


Irene Macalli
Dialoga con:

Serena De Diominicis
storica e critica d’arte

Stefano Taccone
storico e critico d’arte


“L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni” è il racconto di un viaggio artistico e umano dentro l’Italia che scompare: quella dei borghi interni, delle tradizioni contadine, delle memorie tramandate oralmente. 

L’artista Irene Macalli si trasferisce a Pietraroja, nel Sannio, per realizzare un progetto di arte partecipativa con la comunità locale, mettendo al centro gli abitanti, le loro storie e i saperi radicati nel territorio. In un’Italia sempre più urbanizzata e distante dalle sue radici, l’arte diventa strumento politico e culturale per costruire nuove relazioni e riaffermare identità collettive. 

Tra dialoghi, esperienze di vita, critica sociale e riferimenti teorici, il libro si presenta come un atto di amore verso i piccoli comuni e le loro comunità resilienti.


 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

PALAZZO STROZZI - Rothko: spazio, silenzio, visione

 CICLO CONFERENZE



Che cosa accomuna i dipinti di Mark Rothko e il cinema di Michelangelo Antonioni? Mercoledì 6 maggio alle ore 18.00 nella sala Altana di Palazzo Strozzi, la critica cinematografica e teatrale Giusi De Santis indaga questo dialogo nel terzo appuntamento di Rothko: spazio, silenzio, visione, il ciclo di conferenze per approfondire l’arte del grande artista americano.

Attraverso l’analisi delle scelte compositive, dell’uso espressivo del colore e della ricerca sull’invisibile, l’appuntamento mostrerà come la pittura di Rothko e le immagini in movimento di Antonioni costruiscano un comune spazio di sospensione, silenzio e intensa esperienza emotiva.

Mark Rothko e Michelangelo Antonioni: la pittura dentro il cinema
Con Giusi De Santis

Palazzo Strozzi, Sala Altana

Mercoledì 6 maggio, ore 18.00

Ingresso libero fino a esaurimento posti, prenotazione consigliata

 

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Una tradición de lo moderno alla Galleria Frame

Una tradición de lo moderno 
Mancino Milo  Perrottelli
A cura di Antonello Tolve
Frame Art Artes   Il    aprile 2026


 


Il 2026, alle si inaugura alla Galleria Frame la mostra  Una tradición de lo moderno che permette di  vedere  fino all’opera  riunita dei  tre maggiori esponenti italiani  del movimento MAd:  Enea Mancino, Renato  Milo, Antonio  Perrottelli.

 




Fondato originariamente a Buenos Aires alla metà degli anni Quarante del Novecento da Carmelo Arden Quin, con un gruppo di amici, il MADÍ (acronimo di Movimiento Abstraccion Dimension Invencion o di MAterialismo Dialéctico) rompe gli schemi della pittura tradizionale, rifiutando la "finestra" del quadro classico a favore della poligonalità. Il Movimento o si propone di oltrepassare il recinto chiuso  del quadrato o del rettangolo per trasgredire i limiti del telaio, conquistare lo spazio e estendere le forme al di là della cornice.


 MAdi nasce in Italia nel 1947, portando una ventata di rigore geometrico e libertà compositiva, ma solo nel 1984 trova la sua figura centrale in Salvatore Presta fondatore a Genova del MAdi Italia. L’elemento distintivo consiste nella totale rivendicazione della autonomia dell’arte che deve essere libera dalla rappresentazione e non soggiacere ai limiti della cornice, ma essere irregolare e dinamica al punto che molte opere, contraddistinte dall’uso di colori piatti, sono mobili e lo spettatore le può toccare e spostare.

 
Il manifesto del Madì descrive l’oggetto artistico come invenzione significativa per la sua sola esistenza senza rimandi alla realtà o al simbolo, ma presente nello spazio e nel tempo come atto trascendente e meraviglioso.


Attraverso mostre storiche e una fitta rete di artisti, il MAdi italiano ha trasformato il rigore matematico in un gioco visivo ludico e vibrante, influenzando profondamente l'astrattismo geometrico contemporaneo e mantenendo viva l'eredità delle avanguardie storiche con una freschezza sorprendente.

 

Attraverso mostre storiche e una fitta rete di artisti, il MAdi italiano ha trasformato il rigore matematico in un gioco visivo ludico e vibrante, influenzando profondamente l'astrattismo geometrico contemporaneo e mantenendo viva l'eredità delle avanguardie storiche con una freschezza sorprendente.


Antonio Perrottelli (Santa Maria Capua Vetere, 1952) Ha esposto in Italia e all’estero e le sue opere sono in numerosi musei e raccolte private. Le sue elaborazioni vivono della ripetizione e differenza, di forme poligonali irregolari evidenziate da diversi cromatismi – il verde e il bianco, il rosso. Il suo approccio è fondato su una meticolosa analisi dell’alternanza tra pieni e vuoti, concavità e convessità in una rigorosa dinamica costruttiva strutturata dai ritmi spaziali di un nuovo campo di forze.
 
Enea Mancino (Tirana, 1944) Enea Mancino, attivo a Napoli si è dedicato alle sperimentazioni tecnico scientifiche sia alla Federico II, sia con l’insegnamento dell’Industrial Design. Ha esposto in Italia e all’estero attraverso le sue ricerche sul disegno industriala e sviluppa una modalità artistica rigororosamente legata alla precisione matematica che diventa elemento delle sue composizioni dove colori piatti e forma geometriche spesso poste in precario equilibrio danno vita a creazioni di razionale eleganza.
 
 
Renato Milo (Napoli, 1958) Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Napoli , inserendosi da subito nel panorama artistico internazionale partecipando a molte mostre in Italia e all’estero, in particolare negli Stati Uniti. Le opere di Milo sono realizzate con e materiali moderni come il plexiglass da cui , con l’uso di piani sottilmente scomposti, trae effetti di luce vibranti, l’oggetto artistico espanso dialoga così con lo spazio circostante.
 

 

 

 
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