lunedì 3 agosto 2026

Festival Internazionale di Mezza Estate omaggio a Bach Bachanale 4 agosto TAGLIACOZZO

 Festival Internazionale

di Mezza Estate

XLII edizione

31/07 - 29/08/2026

 




MARIO MARGIOTTA

BACHANALE

Info: Tagliacozzo, martedì 4 agosto Chiostro di San Francesco  ore 21, 15 –   www.festivaldimezzaestate.it  info@festivaldimezzaestate.it  Info point: 0863 610750 – cell.: +39 3459474641 – 

I biglietti sono in vendita su www.i-ticket.it Tel.: 0863/25842 – 0863/411830

 

Johann Sebastian Bach secondo Mario Margiotta


Il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli ha inserito nella  XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, una serata divulgativa sul genio di Eisenach, Bachanale, fissata per martedì 4 agosto alle ore 21,15 nel Chiostro di San Francesco in Tagliacozzo. Alle ore 18, appuntamento con la rassegna dei libri nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale, ove sarà presentato “L’altro femminismo

 

Quinto appuntamento, per la XLII edizione del Festival di Mezza Estate, con una serata particolare dedicata a Giuseppe Verdi. Una magia reiterata, ancora una volta, sino al 29 agosto, grazie all’eterogeneo cartellone che apre anche al balletto e al teatro, ed eventi extra quali la mostra Contemporanea 2026 a Palazzo Ducale e la sezione libri, (curata personalmente dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio), firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate diventa così un format vincente, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. La quinta giornata del Festival inizierà come d’abitudine alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale dove il moderatore Marco Giovagnorio, nel porsi e girare alla platea, se mai possa esistere un “femminismo di destra”, in grado di dire concretamente la sua nella battaglia per l’affermazione dell’universo femminile in ogni settore, lavorativo, familiare e domestico, della vita quotidiana, s’interfaccerà con una delle due curatrici del volume “L’altro femminismo. Spunti di riflessione per un nuovo percorso al femminile”, in libreria per le edizioni Eclettica, Annalisa Terranova e Francesca Notagiovanni. Per rispondere a questa domanda, nel novembre del 2024, un gruppo di donne si è riunito a Roma in una sala teatrale. Da quel convegno, i cui atti sono stati raccolti in questo libro, che porta la prefazione di Arianna Meloni, è emersa la voglia di uscire dagli schemi di un certo tipo di femminismo ideologico per dare vita ad un percorso che coinvolga tutti coloro che intendono, culturalmente e concretamente, contribuire alla conquista, per quante più donne possibile, della libertà di essere se stesse. Ci si sposterà, poi, nel Chiostro del Convento di San Francesco, dove alle 21,15 il pianista Mario Margiotta, ci condurrà in Bachanale, viaggio centrifugo nella musica di Johann Sebastian Bach, in cui si proverà ad infrangere l’aura di sacralità che circonda, soprattutto per noi contemporanei, la musica del compositore, avvicinandosi con mente e cuore liberi, interrogando le geometrie sublimi del corpus bachiano, attraversandone le diffrazioni, portando il suono, il più semplicemente possibile alla platea. La sensazione è del tentativo supremo di Bach di superare i confini posti all’invenzione terrestre, attraverso un poderoso riesame del passato, in particolare nell’ Arte della Fuga. Il musicista “troppo fecondo”, l’infaticabile produttore di fughe, preludi, cantate, sonate e corali compie un prodigioso viaggio all’indietro, passando dal “troppo” all’unicum, dalla sempre vagheggiata sintesi tra vecchio e nuovo alla fonte originaria, alla dimensione musicale ormai purificata e valida per se stessa, in senso assoluto. Tra fughe vertiginose, giochi sonori e curiosità, ci si lascerà travolgere dal ritmo, dall’ingegno e dall’ironia di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. La sensazione che da questa centrifuga emergerà, è del tentativo supremo di Bach di superare i confini posti all’invenzione terrestre, attraverso un poderoso riesame del passato. Il musicista “troppo fecondo”, l’infaticabile produttore di fughe, preludi, cantate, sonate e corali compie un prodigioso viaggio all’indietro, passando dal “troppo” all’unicum, dalla sempre vagheggiata sintesi tra vecchio e nuovo alla fonte originaria, alla dimensione musicale ormai purificata e valida per se stessa, in senso assoluto. Un lavoro che non vuole tradire la musica colta di Bach, ma vuole allargarla a chi non è abituato ad ascoltarla e per chi è più difficile incontrarla, dialogando con il pubblico presente, spiegando i motivi della scelta del brano o autentiche chicche sui retroscena e sui motivi che avevano ispirato il compositore nel momento della loro creazione. Si parla ad un tempo di un musicista che deve aprirsi a tutto tondo alla conoscenza e, possibilmente, anche alla prassi, di tutti i sistemi armonici e contrappuntistici, di tutte le forme musicali, anche quelle cristallizzate in generi, di tutte le esperienze sonore delle etnie dei popoli; quindi, di un musicista e di un pubblico che possiedano la storia della musica, accanto alla storia delle musiche. L’improvvisazione e la variazione rappresentano in musica i percorsi di unità e divergenza di tutti i generi, una “semplice” complessità in cui la manipolazione del materiale sonoro definisce strutture e modelli la cui interazione genera sistemi a livelli crescenti di astrazione. La ragione semantica della musica emerge, nel continuo divenire del “ludus harmonicus”, il gioco dell’invenzione e della mutazione, come una indescrittibile ed immanente intuizione del noumeno.

 

L’ Ufficio Stampa del Festival Internazionale di Mezza Estate

Olga Chieffi cell.3478814172

olgachieffi@virgilio.it  chieffipress2021@gmail.com

Prossimo appuntamento: Portrait di Ludwig van Beethoven, mercoledì 5 agosto nel chiostro di San Francesco, ove alle ore 21,15,  il concerto sarà inaugurato da una Cantata per Soprano e Orchestra in prima esecuzione assoluta di Luca Fialdini, eseguita da Licia Piermatteo per poi passare al preludio delle celebrazioni dei 200 anni dalla morte di Ludwig Van Beethoven con Marcin Nalecz Niesiolowski sul podio dell’ Isa e ospite il pianista Costantino Catena per proporre il Concerto n. 5 per pianoforte e orchestra op. 73 "Imperatore". Finale carismatico con la  Sinfonia n. 5 in do minore Op. 67,  il Beethoven titanico, ma anche un Beethoven più asciutto e meno enfatico rispetto a quello dell’Eroica. La forma stessa è essenziale, senza espansioni retoriche, la coerenza interna rigorosa, i temi netti e concisi, come lo scarno inciso d’apertura, un motto di sole quattro note, l’inciso “del destino”. Il concerto sarà preceduto, alle ore 18, dal IV Concorso degli allievi dell’Accademia Adalo di Donata D’Annunzio Lombardi, per l’assegnazione di borse di studio, al cospetto di una giuria internazionale.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


Aperte le prescrizioni per una proposta di progetto dal titolo - "More blended" per le competenze digitali dei disabili

Prima della pausa delle ferie estive segnalate tutti gli interessati ad un eventuale percorso formativo gratuito


La Fondazione Valenzi intende promuovere un progetto dedicato alle persone con disabilità che desiderano acquisire competenze digitali e aumentare le proprie opportunità di inserimento nel mondo del lavoro, per questo saranno resi disponibili anche percorsi di tirocinio sul territorio nazionale presso le aziende. 
Oggi molte attività lavorative possono essere svolte utilizzando il computer e, in molti casi, anche da casa. Per questo motivo le competenze informatiche e digitali rappresentano una concreta opportunità di crescita professionale, di maggiore autonomia personale e di inserimento di persone con gravi disabilità, sia per coloro i quali possiedono già alcune conoscenze informatiche, sia per chi parte da un livello iniziale. 
La formazione si vuole totalmente gratuita ed erogata in modalità blended quindi accessibile e fruibile in presenza per chi ne avesse la possibilità ma anche, in qualsiasi momento da remoto in modalità asincrona. Il supporto e l’assistenza dovrà essere rivolta anche ai familiari, agli assistenti personali e ai caregiver degli studenti nelle stesse modalità. 
I percorsi formativi prefigurati tra cui poter scegliere sono i seguenti: 

●    Competenze digitali di produttività individuale 
●    Intelligenza Artificiale e nuove professioni digitali 
●    Programmazione e sviluppo software
●    Percorsi con particolare rilevanza occupazionale per persone con disabilità anche gravissima 


Per maggiori dettagli sull’iniziativa completa e per segnalare il proprio interesse : 

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdGzKHvlgpwI2QLKqcXr8jcxvZtQYvZS65-gkMNaM59YUyGAA/viewform

per maggiori info scrivere a moreblended@fondazionevalenzi.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Bedonia, un workshop di scultura al Parco della Peschiera

 Domenica 9 agosto con l’artista Nicola Romualdi

 



Domenica 9 agosto 2026, dalle ore 9:00, il Parco della Peschiera di Bedonia ospiterà un workshop di scultura a cura dello scultore Nicola Romualdi, che guiderà i partecipanti nella modellazione di un'opera in creta ispirata alla mitologia classica.


La giornata, organizzata dal Comune di Bedonia, si svilupperà attraverso l'intera giornata: dopo il ritrovo alle 9:00, i partecipanti lavoreranno all'opera dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 16:00, con una pausa pranzo dalle 12:30 alle 14:00. Nel pomeriggio, dopo la merenda (16:00-16:30), la modellazione riprenderà dalle 16:30 alle 18:30, per concludersi alle 19:00.


Nicola Romualdi, scultore noto per le sue opere ispirate alla tradizione classica e per la ricerca sul dettaglio anatomico e decorativo, offrirà ai partecipanti l'occasione di avvicinarsi alla tecnica della modellazione della creta, in un contesto naturale e conviviale come quello del Parco della Peschiera.


Scultore autodidatta nato a Parma nel 1970, Romualdi arriva alla scultura dopo un percorso segnato da diverse passioni giovanili, sportive e motociclistiche, per farne infine il proprio principale mezzo espressivo. La sua ricerca artistica affonda le radici nei miti e nella letteratura, che l'artista traduce in opere capaci di unire rigore tecnico e profondità narrativa.


L'iniziativa si inserisce nel più ampio programma di valorizzazione culturale e turistica del territorio dell'Alta Val Taro e Val Ceno, con l'obiettivo di offrire a residenti e visitatori occasioni di crescita culturale e di condivisione legate all'arte e alla creatività.


«Con questo workshop vogliamo offrire un'esperienza autentica, capace di unire arte, natura e comunità» dichiara Letizia Benaglia, assessora al Turismo del Comune di Bedonia. «Un'occasione per avvicinarsi alla scultura in un luogo speciale come il Parco della Peschiera, guidati da un artista di grande sensibilità come Nicola Romualdi».


Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare l'Ufficio Turistico di Bedonia 

al numero 0525 824765 

o scrivere all'indirizzo e-mail ufficioturistico@comune.bedonia.pr.it 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Claudio Verna. La luce è un luogo | 25 settembre - 25 ottobre 2026 | Villa delle Rose, Bologna

 Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Villa delle Rose

Claudio Verna. La luce è un luogo 
A cura di Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli

 


Claudio Verna, Turquois, 2022. Acrilico su tela, 100 x 100 cm

 25 settembre - 25 ottobre 2026
Villa delle Rose
Via Saragozza 228/230, Bologna
www.museibologna.it/mambo


Opening a ingresso libero
Giovedì 24 settembre 2026 ore 17.00

 Bologna, 3 agosto 2026 - Dal 25 settembre al 25 ottobre 2026 la sede storica di Villa delle Rose del Settore Musei Civici del Comune di Bologna ospiterà la mostra Claudio Verna. La luce è un luogo, dedicata a uno dei maestri e assoluti protagonisti della pittura italiana del secondo Novecento.

Il progetto, a cura di Lorenzo Balbi e Giulia Pezzoli e realizzato in collaborazione con LABS Contemporary Art, non si configura come una semplice antologica ma come un percorso espositivo rigoroso e calibrato, pensato per restituire il ritmo, la tensione dinamica e la vitalità che attraversano oltre sessant'anni di ricerca artistica.

Grazie a un’attenta selezione di opere, l’esposizione - il cui titolo è tratto da una frase del poeta inglese Dylan Thomas - mette in luce come i diversi periodi della produzione di Claudio Verna non si succedano in modo rigido, ma tendano a richiamarsi, rilanciarsi e collassare l’uno nell’altro, rivelando una profonda coerenza di visione.

L’itinerario prende il via dal 1967, anno che segna l'avvio della celebre stagione analitica dell’artista, per proseguire con una selezione di capolavori degli anni Settanta.
Al piano superiore saranno visibili opere degli anni Ottanta e Novanta, fino ad approdare alla produzione più recente e contemporanea.
Al centro dell’indagine, il dialogo pulsante tra geometria e colore, inteso quest’ultimo come esperienza fisica, sensoriale ed emotiva capace di generare spazio e luce.

In occasione dell’esposizione sarà presentato al pubblico il nuovo Catalogo Ragionato dell’opera di Claudio Verna (2010-2025), a cura di Alberto Mugnaini ed edito nel 2026 da Dario Cimorelli Editore.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Via Fiume, mercoledì 5 agosto lavori di asfaltatura e adeguamento dell’attraversamento pedonale

Modifiche temporanee alla viabilità dalle ore 8.30 alle ore 20 nel tratto compreso tra Piazza Saint Bon e Via Milano


La Spezia, 3 agosto 2026 – Mercoledì 5 agosto saranno effettuati alcuni interventi di asfaltatura della sede stradale di Via Fiume e di adeguamento dell’attraversamento pedonale rialzato.

I lavori sono finalizzati a migliorare l’accessibilità, la sicurezza stradale e la gestione dei flussi pedonali, con particolare attenzione ai numerosi cittadini e turisti che ogni giorno transitano da e verso la Stazione ferroviaria centrale.

Per consentire lo svolgimento delle lavorazioni, mercoledì 5 agosto, dalle ore 8.30 alle ore 20, sarà vietato il transito in Via Fiume, nel tratto compreso tra Piazza Saint Bon e Via Milano, fatta eccezione per i mezzi dell’impresa esecutrice.

Nella stessa fascia oraria saranno adottate le seguenti modifiche alla circolazione:

    Divieto  di  transito in via Fiume, nel tratto compreso tra piazza S.Bon e via Milano

 

    Divieto di transito in via Paleocapa, carreggiata lato mare, corsia di svolta a destra area d’intersezione via fiume

 

    Direzione obbligatoria a sinistra via Milano area d’intersezione via Fiume

 

    Direzione obbligatoria a destra piazzetta Ancona area d’intersezione via Fiume

 

    Transito vietato ai pedoni attraversamento pedonale via Fiume c/o il n.c. 38

 

    Senso vietato via Fiume, nel tratto compreso tra viale A. Ferrari e via Milano in direzione di quest’ultima

 

    Senso unico in via Fiume, nel tratto compreso tra via Milano e viale A. Ferrari in direzione di quest’ultima


 

Nei giorni di mercoledì 5 e giovedì 6 agosto, nel tratto di Via Fiume compreso tra Piazza Saint Bon e Via Milano, sarà inoltre in corso il rifacimento della segnaletica orizzontale.

La cittadinanza è invitata a prestare particolare attenzione alla segnaletica temporanea collocata nell’area interessata e, ove possibile, a utilizzare percorsi alternativi.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

A Pompei rinasce il Canone di Policleto: il Parco Archeologico rilancia le storiche matrici della Fonderia Chiurazzi

Presentata la ricostruzione scientifica in bronzo del celebre capolavoro

della scultura classica alla presenza del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli




Pompei, 3 agosto – Torna a vivere a Pompei il Canone di Policleto, uno dei più celebri capolavori della scultura greca antica e simbolo universale dell’ideale classico di armonia e proporzione. È stata presentata oggi, presso il Parco Archeologico di Pompei, la ricostruzione scientifica in bronzo dell’opera, realizzata a partire dagli storici calchi matrice della ex Fonderia Chiurazzi, testimonianza d’eccellenza della tradizione artistica e artigianale italiana.
Alla presentazione sono intervenuti il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel. Ha preso parte all’incontro anche il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, con un intervento dedicato al tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
Il Parco Archeologico di Pompei riporta in vita un’antica pratica che nel mondo romano contribuì alla diffusione dei grandi capolavori dell’arte greca: la realizzazione di copie attraverso matrici in grado di conservarne e tramandarne le forme. Prende così avvio il progetto di valorizzazione delle storiche matrici della ex Fonderia Chiurazzi, acquisite dal Parco per sottrarle al rischio di dispersione all’estero e restituirle alla fruizione pubblica.
A inaugurare il percorso è uno dei simboli assoluti della scultura classica, il Canone di Policleto, oggi presentato in una nuova ricostruzione scientifica realizzata in bronzo. L’opera rappresenta il primo risultato concreto di un’iniziativa che unisce tutela, ricerca e valorizzazione, restituendo attualità a un patrimonio unico di modelli e calchi che per oltre un secolo hanno contribuito alla diffusione dell’arte antica nel mondo.
«Siamo di fronte alla ricostruzione scientifica di una delle più celebri opere d’arte di tutti i tempi, il cui significato supera la dimensione estetica e racchiude un valore filologico, artistico e culturale. L’arte di Policleto è fondata sulla lingua universale dell’armonia. È questo l’insegnamento che ci hanno consegnato i nostri antenati, la scuola pitagorica e Policleto, il cui Canone viene oggi restituito al pubblico», ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che ha aggiunto: «Sostenendo progetti come questo il Ministero della Cultura continuerà a svolgere il proprio dovere. La cultura è diplomazia, ricerca, formazione, identità plurale, dialogo e forza creatrice di armonie, esattamente come il Canone di Policleto».
ll Canone di Policleto, realizzato intorno al 440 a.C. in Grecia, è forse l’opera più iconica dell’arte classica. Ma l’opera originale non è conservata, come accade per gran parte dei capolavori greci del periodo classico, vale a dire dei secoli V e IV a.C. I grandi capolavori dei maestri greci, come Policleto e Fidia, sono conosciuti oggi soprattutto attraverso le copie di età romana. Molte delle copie romane provengono dall’Italia, con una concentrazione nel Lazio e in Campania, tra Baia e l’area vesuviana.
Proprio dallo studio comparato di queste copie nacque quella disciplina che sarebbe stata definita “critica delle copie”. E non è un caso che uno dei momenti fondativi di questo metodo risalga all’intuizione dello studioso Karl Friedrichs, che nel 1863 identificò l’opera più iconica di Policleto in una copia romana rinvenuta nella Palestra Sannitica di Pompei.

  

A Pompei rinasce il Canone di Policleto: il Parco Archeologico rilancia le storiche matrici della Fonderia Chiurazzi


Su queste basi, tra il 1910 e il 1912, in Germania venne realizzata la prima ricostruzione filologica in bronzo dell’originale greco, assemblando elementi provenienti da diverse copie antiche e utilizzando la stessa tecnica della fusione a cera persa impiegata oltre 2.500 anni fa dagli scultori greci.
Oggi, a più di un secolo da quella pionieristica operazione, il Parco Archeologico di Pompei presenta una nuova ricostruzione del Canone, frutto di oltre cento anni di studi e di una collaborazione internazionale che ha coinvolto istituzioni e studiosi in Italia, Grecia e Germania. Un progetto che conferma Pompei non solo come luogo di conservazione della propria storia, ma come centro di ricerca capace di contribuire alla comprensione dell’intera eredità del mondo classico.
La nuova ricostruzione si distingue da quella dei primi del Novecento per due aspetti fondamentali. Il primo riguarda la policromia: le statue classiche non erano infatti bianche come siamo abituati a immaginarle, ma presentavano colori destinati a riprodurre fedelmente la natura, dalla capigliatura alle labbra, fino agli incarnati.
Il secondo elemento innovativo riguarda l’attributo impugnato dalla figura. L’indagine archeologica suggerisce che il personaggio reggesse un giavellotto (akontion in greco) piuttosto che una lancia (dory). Questa interpretazione, fondata sullo studio delle riproduzioni antiche della statua, induce a riconsiderare la tradizionale identificazione del Canone con il Doriforo (doryphoros), il celebre “portatore di lancia” di Policleto. Le fonti antiche e le evidenze iconografiche sembrano infatti suggerire che si trattasse di due opere distinte, e non di una sola, come è stato a lungo sostenuto e come si legge, inoltre, in molti libri di scuola.
Per la nuova ricostruzione del Canone sono stati usati due calchi diversi: mentre per il corpo è stato usato come modello la statua di marmo trovata nel 1793 nella Palestra Sannitica di Pompei – la più completa delle oltre cinquanta copie romane note finora –, per la testa è stato usato un busto bronzeo dalla villa dei Papiri a Ercolano, considerato di eccellente qualità e più vicino all’originale. Il giavellotto tenuto in mano dalla statua è stato realizzato in legno, cuoio e metallo.
 
“Nel secondo anno della 701 a Olimpiade”

 
 
Questo importante risultato è stato reso possibile anche grazie all’acquisizione, attraverso l’esercizio del diritto di prelazione, della collezione dell’ex Fonderia Chiurazzi, storica fonderia napoletana, un patrimonio straordinario che il Parco sta progressivamente valorizzando. La storia di questa ricostruzione si intreccia così con quella della rinascita produttiva della collezione stessa, primo passo di un percorso che oggi punta alla riattivazione delle attività di fusione e commercializzazione dei manufatti.
«Ho chiesto se una ripresa della produzione, in misura limitata e controllata ovviamente, potesse danneggiare le matrici in gesso, considerando che rappresentano un bene culturale tutelato - racconta il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel - ma è al contrario: si danneggiano non utilizzandole, poiché il gesso si polverizza. Questa la trovo una bellissima metafora del nostro patrimonio classico, che si distrugge se non lo utilizziamo, nelle scuole, nei musei e nella nostra vita culturale. C'è chi considera il mondo classico un bagaglio morto che può tranquillamente essere abbandonato. Noi invece siamo convinti che il classico è vivo e può generare crescita, non solo culturale, ma anche economica e sociale».

 

“Anno Domini” 2026 ab urbe condita “dalla fondazione dell’Urbe (Roma)” 2779 anni


L’obiettivo è duplice: da un lato ampliare le attività di valorizzazione del Parco, dall’altro sostenere una tradizione artigianale unica, creando nuove opportunità di sviluppo e occupazione. A Napoli, infatti, sopravvivono ancora fonderie che utilizzano la medesima tecnica della fusione a cera persa praticata ai tempi di Policleto nel V secolo a.C., mantenendo vivo un sapere che unisce arte, archeologia e manifattura. La riproduzione della statua antica, così, è stata anche occasione di un progetto di archeologia sperimentale per comprendere meglio i processi artistici e produttivi alla base dell’arte classica.
«Il motivo per cui abbiamo scelto di iniziare la valorizzazione della Chiurazzi con questa statua è semplice – ha detto il direttore Zuchtriegel – Volevamo dimostrare come la conoscenza dell’arte greca del periodo classico non possa prescindere dall’archeologia romana, dallo studio dei contesti come quelli vesuviani che hanno restituito diverse copie del Canone, tra cui una ritrovata negli anni ‘70 a Castellammare di Stabia e oggi al museo di Minneapolis. Al di là di ogni considerazione giuridica, che è competenza del Procuratore Fragliasso che ha ripreso il dossier del cosiddetto Doriforo di Stabia, si tratta di un dato scientifico: senza i contesti, vale a dire le case e gli spazi pubblici che ospitavano le statue, non comprendiamo il fenomeno delle copie».
Tutti gli approfondimenti sul tema sono contenuti nell’e-journal degli scavi di Pompei: https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/
Domenica 9 agosto alle 21:25 su Rai1, infine, nel corso della puntata di "Noos - L’avventura della conoscenza" con Alberto Angela, la serie di Rai Cultura dedicata alla divulgazione scientifica e alle novità dai vari campi della conoscenza, è previsto un approfondimento sul Doriforo di Policleto con un intervento del direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel.

 




Progetto scientifico: Maria Rispoli, Alessandro Russo, Maria Chiara Scappaticcio, Giuseppe Scarpati, Gabriel Zuchtriegel

Progetto espositivo: Silvia Bertesago, Tiziana Rocco

Acquisizione, tutela e valorizzazione della ex fonderia Chiurazzi: Anna Onesti, Andrea Foti, Stefania Giudice

Fonderia Ruocco: Giuseppe Ruocco, Maurizio Pinto, Maria Rosaria Ruocco

Realizzazione del giavellotto: Anna Civale, Ettore Pizzuti, Angelo De Marzo

Ricostruzione digitale dell’Efebo Westmacott come “Doriforo”: Francesco Colace, Angelo Lorusso, Michele Pellegrino (Università di Salerno)
Si ringrazia inoltre: Olimpia Vikatou (Direttrice Generale delle Antichità e dei Beni Culturali, Grecia), Demetrios Athansoulis (Eforia delle Cicladi), Eleni Kalavria (Museo Archeologico Nazionale di Atene), Carmela Capaldi (Università di Napoli “Federico II”), Angelo Meriani (Università di Salerno), Martin Maischberger e Agnes Schwarzmaier (Musei di Berlino).

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


Il Lions Club Napoli Host rafforza il proprio impegno a sostegno delle donne vittime di violenza

Donazione di attrezzature informatiche al Centro Antiviolenza Dream Team – Donne in Rete grazie alla Lions Clubs International Foundation (LCIF) e adesione al Service Nazionale “Kit Codice Rosa

 


Napoli, 3 agosto 2026 – Il Lions Club Napoli Host prosegue il proprio impegno a favore delle donne vittime di violenza con una donazione di attrezzature e materiale informatico al Centro Antiviolenza (CAV) di Scampia, gestito dall'associazione Dream Team – Donne in Rete, presieduto da Patrizia Palumbo, in convenzione con il Comune di Napoli, punto di riferimento per le donne vittime di maltrattamenti della VII e VIII Municipalità, resa possibile grazie al contributo della Lions Clubs International Foundation (LCIF).

 

Nel corso dell’anno sociale 2024-25 il Club aveva già promosso un’iniziativa di raccolta fondi che ha consentito di devolvere 700 euro al Centro Antiviolenza per sostenere le attività di accoglienza e assistenza alle donne.

 

La successiva donazione di attrezzature informatiche rientra in un progetto il cui Amministratore è Tommaso Di Napoli, Past Governatore del Distretto e rappresenta un ulteriore passo di un percorso che il Lions Club Napoli Host intende sviluppare con continuità.

  




Proprio per rafforzare questo impegno, il Club ha inoltre deciso di aderire al Service Nazionale “Kit Codice Rosa”, il progetto promosso dai Lions italiani per sostenere le donne vittime di violenza e contribuire al consolidamento della rete di accoglienza e protezione presente sul territorio. L’adesione al Service Nazionale si affianca quindi alle iniziative già avviate dal Lions Club Napoli Host e ne rappresenta la naturale evoluzione, nella convinzione che il contrasto alla violenza di genere richieda un impegno costante, concreto e condiviso.

«Il Service "Kit Codice Rosa" rappresenta uno dei progetti più significativi dei Lions perché mette al centro la tutela della dignità e della sicurezza delle donne vittime di violenza», dichiara la presidente del Lions Club Napoli Host, Grazia Salerno. «Come Club abbiamo scelto di trasformare questo impegno in azioni concrete: prima nell’anno sociale 2024-25 con una raccolta fondi che ha consentito di donare 700 euro al Centro Antiviolenza di Scampia e successivamente, grazie al contributo della LCIF, con la consegna di attrezzature e materiale informatico. Il nostro sostegno non si esaurisce con queste donazioni, ma proseguirà nel tempo perché crediamo che fare servizio significhi costruire reti di solidarietà capaci di offrire risposte reali a chi vive situazioni di fragilità. Essere Lions significa essere presenti, ascoltare e agire affinché nessuna donna venga lasciata sola nel proprio percorso di rinascita.»

 


 


D’accordo anche Rossella Fasulo, Responsabile del progetto e I Vice Presidente e Immediate Past President del Lions Club Napoli Host: “Il sostegno alle donne vittime di violenza rappresenta un impegno che richiede continuità, ascolto e collaborazione. Le iniziative realizzate insieme al Centro Antiviolenza Dream Team – Donne in Rete testimoniano il valore di un servizio che non si limita all’emergenza, ma accompagna le donne verso un percorso di autonomia e rinascita.»

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


Il Comune di Bagnacavallo annuncia la riapertura del Museo Civico delle Cappuccine

Al via la nuova stagione espositiva con un focus sulla fotografia nel segno di Guido Guidi a cura di Davide Caroli e Silvia Loddo e una personale di Chiara Calore a cura di Milovan Farronato


Ad anticipare le mostre di settembre, la personale di Giovanni Ruggiero curata da Davide Caroli per Argillà Italia




Il Comune di Bagnacavallo annuncia le mostre dell'autunno in programma dal mese di settembre al Museo Civico delle Cappuccine - riaperto al pubblico dopo i lavori di rifacimento degli impianti che hanno interessato il centro culturale - e all'Ex Convento di San Francesco.

La riapertura del Museo Civico combacerà con l'inaugurazione della mostra In ponta d'pi. Officina romagnola, prevista per giovedì 24 settembre alle ore 18.00 in occasione della Festa di San Michele.

Curata dal direttore del Museo Civico Davide Caroli e da Silvia Loddo, l'esposizione propone un focus sulla scuola di fotografia romagnola nel segno di Guido Guidi.

Un'officina dove si è formato uno sguardo che alla curatrice Silvia Loddo piace definire "dialettale", nel senso più alto del termine, come riferimento a una lingua che ha nutrito sia straordinari poeti che altrettanto straordinari fotografi, accomunati dalla capacità di registrare in punta di piedi la bellezza dell'ordinario, con esiti straordinari.

Il percorso espositivo comprende fotografie realizzate da Nicola Baldazzi / Veronica Lanconelli, Davide Baldrati, Cesare Ballardini, Michele Buda, Alessandra Dragoni, Cesare Fabbri, Marcello Galvani, Luca Gambi, Francesca Gardini, Gianluca Liverani, Francesco Neri, Luca Nostri, Francesco Raffaelli, Giovanni Zaffagnini. Maestro e soprattutto compagno di strada è stato per tutti Guido Guidi (Cesena, 1941), ormai riconosciuto come uno dei fotografi più importanti a livello internazionale.

L'esposizione sarà aperta al pubblico fino al 10 gennaio 2027 nei seguenti giorni e orari: martedì e mercoledì 14.30-18.00, giovedì 10.00-12.30 e 14.30-18.00, venerdì, sabato e domenica: 10.00-12.30 e 14.30-19.00. Presso il bookshop del Museo sarà disponibile un catalogo della mostra edito dal Comune di Bagnacavallo.

Parallelamente alla riapertura del Museo Civico, l'Ex Convento di San Francesco ospiterà dal 19 settembre all'8 novembre 2026 (inaugurazione: sabato 19 settembre, ore 18.00), la personale di Chiara Calore (Abano Terme, 1994), a cura di Milovan Farronato.

La mostra s'intitola Non voltarti adesso, traduzione letterale dell'originale inglese Don't Look Now, il celebre film di Nicolas Roeg ambientato a Venezia, città nella quale Chiara Calore si è formata.

Più che un omaggio cinematografico, Non voltarti adesso evoca una condizione percettiva: un invito impossibile da seguire, perché tutto, lungo il percorso espositivo, sembra spingere il visitatore a tornare sui propri passi, a cercare ciò che è appena sfuggito allo sguardo.

L'esposizione rappresenta un'immersione nell'universo pittorico dell'artista, dove ogni immagine sembra custodire il ricordo di un'altra immagine e ogni sguardo continua a esistere anche dopo essere uscito dal campo visivo. Attraverso un continuo gioco di rimandi, di mirroring e di variazioni, la pittura di Chiara Calore costruisce un racconto che procede più per memoria che per cronologia, più per intuizioni che per narrazione lineare, in una tensione ritmata dall'architettura dello spazio espositivo.

Il catalogo, concepito come un progetto editoriale specifico per questa occasione, rinuncia alla forma tradizionale per restituire graficamente il ritmo della mostra e la sua atmosfera inquieta, trasformandosi in un'estensione dell'esperienza espositiva piuttosto che nella sua semplice documentazione.

La mostra sarà aperta al pubblico nei seguenti giorni e orari: venerdì, sabato e domenica 10.00-12.00 e 16-.00-19.00.

Le esposizioni di settembre, saranno anticipate dalla personale Cenere e stelle - Il miracolo terribile di Giovanni Ruggiero, dal 29 agosto (inaugurazione ore 18.00) al 4 ottobre 2026 presso la Chiesa del Suffragio.

Curata da Davide Caroli e inserita nel programma di Argillà Italia, l'esposizione presenterà ceramiche e installazioni di Giovanni Ruggiero (Fontanarosa, 1973), vincitore nel 2011 del Primo Premio al 57° Premio Faenza. Concorso Internazionale della Ceramica d'arte Contemporanea.

Le opere, pensate appositamente per la Chiesa del Suffragio, invitano a una riflessione sull'uomo e sulle sue pulsioni e desideri, solo in apparenza inconciliabili.

La mostra sarà aperta al pubblico nei seguenti giorni e orari: sabato e domenica 10.00-12.00 e 16.00-19.00.

Le tre esposizioni, tutte ad ingresso gratuito, sono promosse dal Comune di Bagnacavallo e organizzate dal Museo Civico delle Cappuccine. 

 

Per informazioni e approfondimenti: www.museocivicobagnacavallo.it.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA