domenica 26 aprile 2026

Buongiorno con IL PONTILE di FORTE DEI MARMI

  Buongiorno da rosarydelsudArt news

 


Cari amici di rosarydelsudArt news oggi vi porto a Forte dei Marmi in provincia di Lucca in Toscana: città di villeggiatura che si affacciata sul mar Ligure

La città prende il nome dal fortino che sorge al centro della città (voluto dal granduca Leopoldo a difesa dell'approdo) e dai marmi che dalle Alpi Apuane.  

Potrebbe interessarti anche:

https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/03/forte-dei-marmi.html 

 

 

"Salerno Legge" presenta mercoledì 29 aprile al Bar Umberto "Pentastorie" di Lazzaro Romano



Immaginate di camminare tra i vicoli di una Salerno che non c’è più, ma che ancora pulsa tra le pietre dei suoi palazzi: è questo il viaggio che si vivrà mercoledì 29 aprile alle ore 18:30 presso il Bar Umberto in Via Roma 248.


Un appuntamento che non è solo una presentazione letteraria, ma un’immersione totale in cinque epoche che hanno plasmato la nostra identità. Dal mistero del Medioevo alla drammaticità della Peste del Seicento, fino ai contrasti della fine dell’Ottocento, dove il lusso dei salotti della Salerno bene si scontrava frontalmente con la dignità ferita dei primi emigranti, per approdare infine al cuore pulsante e tragico della Seconda Guerra Mondiale.


Le pagine di "Pentastorie" di Lazzaro Romano prendono vita in questo incontro, raccontando di vite spezzate, di drammi di angoscia, ma anche di straordinari sacrifici immolati sull'altare del sapere scientifico. In questa cornice, l’anima popolare smette di essere solo una comparsa della Storia e diventa l’unica vera protagonista, ora vittima e ora artefice del proprio destino in una Salerno descritta con tinte che variano dal buio spettrale alla luce più solare.”


L’associazione "Salerno Legge" ha scelto questa sede storica per celebrare una raccolta che trasforma i luoghi quotidiani in pura fonte di ispirazione letteraria. Sarà l'occasione per vedere come le vicende umane si intreccino in una tessitura magica tra la 'storia dei grandi' e quella, infinitamente meravigliosa e spesso dimenticata, degli umili.


Un appuntamento quello di mercoledì che vedrà protagonista l'autore insieme alla giornalista Olga Chieffi. 'Pentastorie', edito da Coltura Edizioni e già presente in tutte le librerie e negli store online, vi aspetta per svelare il volto segreto e affascinante di una città che ha ancora moltissimo da raccontare.


 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Ancona Revisited. Fotografie di Massimo Baldini

 Ancona Revisited

Fotografie di Massimo Baldini

Con versi di Franco Scataglini

Ancona, Mole Vanvitelliana
18 aprile – 14 giugno 2026

 

 

Massimo Baldini, Ultima lanterna, 2025, foto a colori, 180x180 cm, su tessuto blockout

Ci sono città che si offrono immediatamente allo sguardo, mostrando senza esitazione geometrie, monumenti, percorsi consueti. E ce ne sono altre che chiedono tempo, attenzione, ascolto. Ancona appartiene a questa seconda categoria: città-soglia, porto reale e interiore, luogo che custodisce la propria identità negli interstizi, nelle pieghe, nei silenzi.

Nasce da questa consapevolezza la mostra Ancona Revisited, un dialogo serrato tra le fotografie di Massimo Baldini e i versi di Franco Scataglini (Ancona, 1930 – Numana, 1994), una delle voci più originali della grande stagione neodialettale novecentesca, in programma dal 18 aprile al 14 giugno presso la Mole Vanvitelliana. La mostra è realizzata con il sostegno del Comune di Ancona e accompagnata da scritti inediti di Franco Brevini e Marta Paraventi. Non un semplice percorso documentario, ma un’indagine visiva e poetica, capace di coniugare rigore analitico e sensibilità estetica. Il termine revisited richiama l’idea del ritorno come occasione per una rilettura e una ricomposizione: da un lato lo sguardo che si posa nuovamente su un luogo familiare, dall’altro la distanza critica che permette di reinterpretarlo.


 

Massimo Baldini, Passetto, 2024, foto a colori, 180x180 cm, su tessuto blockout



Massimo Baldini, nato e cresciuto in Ancona, attraversa la città come un tessuto vivo. Le sue fotografie non cercano l’effetto spettacolare, ma una rivelazione progressiva. Scale che salgono e scendono come intervalli di una partitura, fronti urbani segnati dal tempo, scorci in cui l’antico riaffiora nel moderno: ogni immagine invita a rallentare, a sostare, a guardare meglio. La monumentalità del Passetto si scioglie nella vita quotidiana che scorre ai piedi del sacrario; una curva verso il molo, una lanterna solitaria, il colore inatteso di una banchina arrugginita diventano epifanie silenziose. Molte fotografie lavorano sul tema della soglia, della frontiera, del passaggio: la scalinata imponente, la strada che costeggia il molo e conduce verso la nave in partenza, la linea obliqua che separa la città dal mare. Ognuna di queste immagini non è solo un tema compositivo, ma chiama in causa l’esperienza del collocarsi tra due dimensioni: l’alto e il basso, l’aperto e il chiuso, il tempo vissuto e quello immaginato.

In questo tessuto visivo i versi di Franco Scataglini attivano una corrente sotterranea tra una fotografia e l’altra. Il suo dialetto è appena discosto dall’italiano, ma proprio in questo scarto minimo è incisa l’impronta geografica ed esistenziale che Scataglini intende portare nella sua poesia. I due autori sono uniti da un’estetica della sottrazione. Entrambi tolgono, riducono all’essenziale: l’uno le misure delle parole, dei versi e delle strofe; l’altro l’immagine sfrondata di tutto ciò che non sia indispensabile.
 
Massimo Baldini, Occhi di menta, 2024, foto a colori, 180x180 cm, su tessuto blockout

 


Le fotografie non illustrano i versi, e i versi non commentano le immagini. Piuttosto si rispecchiano, si rafforzano, si contraddicono, creando una narrazione che procede per risonanze. Baldini mostra il visibile, Scataglini gli attribuisce un significato. Il fotografo coglie l’apparizione, il poeta ne intuisce il destino. L’uno indica l’oggetto, l’altro ne fa emergere la profondità simbolica. Ancona Revisited è un invito a pensare la città secondo un principio etico dello sguardo. Non esibita, ma interpretata. Non posseduta, ma restituita nella sua verità.

Massimo Baldini si è occupato in particolare dell’identità italiana attraverso la fotografia. Tra le sue mostre personali: Italianité, Parigi, Maison de l'Italie, 2017; A Tour not so Grand, Bologna, Fondazione Carlo Gajani, 2018; White Noise, Milano, Galleria Made4Art, 2022; Casa Nostra. Housing in Italy, Ancona, Theia ArtGallery, 2025.  Italia Revisited #1, un progetto di lungo periodo sulle trasformazioni del paesaggio italiano, a cura di Claudio Marra, è stato in esposizione a Bologna, Complesso monumentale del Baraccano, 2023; Ravenna, Fondazione Sabe per l’Arte, 2024; Friburgo, Regierungspräsidium, 2025; Rheinfelden, Rathausgalerie, 2025. In volume ha pubblicato Gli Italiani, con testi scelti da Claudio Giunta, Bologna, Il Mulino, 2019.
 
Massimo Baldini, Rupi di gallina, 2025, foto a colori, 180x180 cm, su tessuto blockout

 


 
OPERE ESPOSTE

Photo Curator Alessia Locatelli

36 foto a colori, 180x180 cm, su tessuto blockout

59 foto a colori, 42x60 cm, su carta fine art Canson Infinity

20 pannelli, 44x180 cm, con versi di Franco Scataglini

Esplumeor, di Stefano Meldolesi, ritratto in video di Franco Scataglini, 43’

 

 

INFO
Ancona Revisited

Fotografie di Massimo Baldini 

Con il sostegno di

Comune di Ancona

Promosso da

Theia ArtGallery

Sede espositiva

Mole Vanvitelliana

Banchina Giovanni da Chio 28, 60121 Ancona

 

Date

18 aprile – 14 giugno 2026

Orari

venerdì, sabato, domenica, altri prefestivi e festivi

10:00 – 13:00 / 15:00 –19:00


  

Massimo Baldini, Elica rottamata, 2025, foto a colori, 180x180 cm, su tessuto blockout



Biglietti

Intero € 8. Ridotto € 5: residenti, studenti, over 65, under 25, possessori di card (Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, FAI, Italia Nostra, Touring Club, ICOM, ACI), famiglie con minori, clienti di ristoranti di Ancona, turisti che soggiornano almeno una notte nelle Marche, visitatori accompagnati da residenti ad Ancona. Gratuito: under 16, giornalisti con tesserino, guide turistiche abilitate, ospiti per almeno due notti ad Ancona, disabili e accompagnatori.

 

Informazioni

www.comuneancona.it/ankonline/cultura/mole-vanvitelliana/


 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Oltre la linea 2026

Da giovedì 30 aprile 2026, Teatro Elicantropo di Napoli

Al via la rassegna di danza contemporanea e teatro-danza, un viaggio

attraverso nuove creazioni, poetiche del movimento e dialoghi tra le arti


 


Si alza il sipario, le luci si abbassano, e nello spazio sospeso del Teatro Elicantropo il corpo torna a essere parola, respiro, necessità. È da qui che prende il via, giovedì 30 aprile 2026 alle ore 20.30 (fino a domenica 3 maggio), Oltre la linea 2026, rassegna dedicata alla danza contemporanea e al teatro-danza che vedrà in scena le migliori produzioni in “studio” delle compagnie Akerusia Danza di Elena D’Aguanno, Art Garage di Emma Cianchi, Skaramakay di Erminia Sticchi, Mart dance di Marco Auggiero, Arabesque di Annamaria di Maio e Sfera Ovale di Sabrina d’Aguanno, affermate realtà coreutiche in rete con l’Associazione Culturale ItinerArte.

La rassegna si conferma, anche per il 2026, come osservatorio privilegiato sulla coreografia contemporanea, accogliendo alcune tra le più significative realtà del territorio in un dialogo aperto tra linguaggi, estetiche e generazioni.

Nata nel 2010, Oltre la linea mantiene intatta la sua vocazione: promuovere la danza come forma espressiva viva, capace di interrogare il presente e di farsi strumento poetico e politico al tempo stesso.

Il progetto si sviluppa in tre sessioni distribuite nel corso dell’anno: una prima tappa primaverile, seguita da un appuntamento autunnale e da una chiusura invernale, a testimonianza di un percorso che non si esaurisce nell’evento ma si configura come processo continuo di ricerca e condivisione.

La sessione primaverile, ospitata negli spazi del Teatro Elicantropo, inaugurerà il calendario con una programmazione intensa e articolata, in cui si alterneranno monologhi danzati, performance corali e lavori di confine tra teatro, musica e arti visive.

Il corpo diventa protagonista assoluto, inteso non solo come strumento tecnico ma come archivio emotivo, superficie sensibile capace di restituire tensioni, fragilità e desideri.

Ad aprire la rassegna, giovedì 30 aprile alle ore 20.30, sarà Deviazione della rondine di Akerusia Danza, un monologo danzato che si muove tra dimensione onirica e riflessione esistenziale, indagando il contrasto tra la paura della caduta e l’aspirazione al volo, metafora universale della speranza. La scrittura scenica si sviluppa per immagini, in un equilibrio costante tra parola, musica e movimento.

Il programma proseguirà, venerdì 1 maggio dalle ore 20.30, con una pluralità di sguardi, dalla rarefazione luminosa di Atto bianco presentato da Sfera Ovale, in cui il gesto si fa essenziale e sospeso, alla dimensione ludica e filosofica di Street Tale presentato da Arabesque, che restituisce al gioco la sua funzione originaria di motore creativo dell’agire umano. In questa prospettiva, la scena diventa spazio di riscoperta di un’innocenza perduta, dove l’oggetto quotidiano si trasforma in dispositivo narrativo.

 




Non mancherà una riflessione sul rapporto tra individuo e natura, come in Adam Project, ultimo appuntamento della serata presentato da Mart Dance.

La serata di sabato 2 maggio prenderà il via alle ore 20.30 con Human 2 presentato da Artgarage e proseguirà con l’esperienza condivisa e partecipativa di Pezzi di me - Adagio affettuoso presentato da Akerusia danza, dove il pubblico è chiamato a entrare nel processo creativo, contribuendo a una continua ridefinizione dell’immagine e dell’identità. Qui la scena non è più solo luogo di rappresentazione, ma spazio di incontro, di rottura e ricostruzione.

Tra i momenti più intensi emerge Con il vento tra i capelli presentato da Skaramacay, che trasforma un’immagine poetica in una dichiarazione di libertà, interrogando i condizionamenti sociali e culturali legati al corpo femminile. Il movimento si fa, così, racconto, memoria e rivendicazione.

A chiudere la programmazione, domenica 3 maggio alle ore 18.00, sarà Una stanza tutta per sé, omaggio alla scrittura di Virginia Woolf presentato da Akerusia danza e Itinerarte, in cui parola e movimento si fondono in una drammaturgia ibrida.

La danza si fa qui strumento di traduzione e amplificazione del pensiero letterario, restituendone l’urgenza e l’attualità attraverso il linguaggio del corpo.

La direzione artistica di Oltre la linea 2026, condivisa tra Rosario Liguoro, Elena e Sabrina D’Aguanno, costruisce un percorso coerente che valorizza la pluralità delle esperienze senza rinunciare a una visione unitaria.

Al centro del progetto resta l’idea della danza come pratica viva, lontana da ogni forma di repertorio cristallizzato, capace di rigenerarsi continuamente attraverso l’incontro tra artisti, pubblico e spazio.

Oltre la linea è, in definitiva, un invito a guardare oltre il gesto codificato, oltre l’immagine superficiale, oltre il confine tra spettatore e scena. In quello spazio sottile e mobile, la danza continua a interrogare il presente e a immaginare nuove possibilità del sentire, attraversando i confini estetici, emotivi e culturali per riscoprire un linguaggio necessario, in grado di restituire complessità e profondità al nostro tempo.

 




 

Oltre la linea 2026 percorsi di danza contemporanea e teatro-danza

30 aprile ˃ 3 maggio 2026 - Teatro Elicantropo Napoli, Vico Gerolomini 3

Spettacoli ore 20.30 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica) 

web www.teatroelicantropo.com


COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

sabato 25 aprile 2026

Madonna del Buon Consiglio

Ricorrenza: 26 aprile

 


Preghiera indulgenziata alla

 Vergine SS. del Buon Consiglio

 
Gloriosissima Vergine, eletta fra tutte con eterno decreto per esser Madre del Verbo Incarnato, Tesoriera delle divine grazie e Rifugio dei peccatori, io, Vostro indegno servo, ricorro a Voi, 

perché siate mia clemente guida e consigliere in questa valle di lagrime. 

In nome del Sangue Preziosissimo del Vostro Figlio ottenetemi il perdono dei peccati, la salvezza dell'anima ed i mezzi necessari per conseguirla. 

Concedete inoltre alla S. Chiesa il trionfo sopra i suoi nemici e la dilatazione del regno di Gesù Cristo per tutto il mondo. Cosi sia.

 

Buongiorno con il panorama di Lucca

Buongiorno da rosarydelsudArt news

 

La città di Lucca è ufficialmente di origine romana su probabili insediamenti anteriori, è stata una città di mercanti e tessitori, che mantenne la sua autonomia come Stato indipendente fino al 1799, quando, venne soppiantata l'antica Repubblica ad opera della conquista francese da parte delle truppe napoleoniche, dando vita al Principato di Lucca e successivamente al ducato borbonico di Lucca. Fece parte, infine, del granducato di Toscana.

 

Potrebbe interessarti anche:

https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/03/lucca-le-mura.html 

 

"Passioni infrante" di Emilio De Roma - Edizioni IL SAGGIO

 Oltre i pregiudizi, verso la realtà, oltre le barriere invisibili per abbatterle davvero. È in libreria il nuovo testo di Emilio De Roma sulla discriminazione sessuale



In un contesto che affronta l’atavico problema delle divergenze di genere, l’autore Emilio De Roma ci apre una finestra sulla prevaricazione ai danni dell’emancipazione femminile. Lungo il tratto d’inchiostro, egli espone un’ampia disamina sulla vita delle donne attraverso esperienze e scritture antiche: da quando la “Grande Madre” ha rappresentato per millenni il fulcro della religiosità, fino alla sua sostituzione con un nuovo concetto di divinità, quello del “Dio-uomo”. Quest’ultimo ha riassunto in sé anche i valori antichi, ma declinandoli in chiave maschile e in contrasto con la figura femminile.
 

[…] Non possono più bastare l’indignazione e la protesta; occorre invece concepire una nuova pedagogia per un’educazione civile e sociale, fondata sull’effettiva parità nella diversità in ogni ambito della vita e del lavoro, dove prevalgano il rispetto e la stima nella reciprocità delle relazioni.


Il dramma della vita e della morte, unito all’indifferenza che uccide l’interiorità stessa delle vittime, spinge a dare ascolto a quelle voci che si levano da un mondo di forzata sottomissione, a cui è negato lo spazio di libertà più intimo, aiutandole così a superare ogni povertà educativa. Inoltre, l’autore, attraverso un articolato intreccio di storie e testimonianze, mette in evidenza l’importanza di un lungo processo storico, in cui milioni di donne hanno lottato per affermare i propri diritti, rivendicare la propria dignità e ottenere il controllo sulle proprie vite.
 

Dalla prefazione di Any Guruianu
 

Con Passioni infrante, Emilio De Roma ci propone un testo ben scritto, pertinente e approfondito; una narrazione senza crepe né abbagli, la cui lettura scorre agevolmente sia nel farci ritrovare vicende già conosciute, sia nel farci scoprire aspetti inediti dell’Irpinia e di varie figure femminili. Non nego di essermi stupita del fatto che, ancora una volta, un uomo si accinga a trattare un argomento che, in fondo, coinvolge solo di striscio l’universo maschile. Tuttavia, accetto e apprezzo il desiderio dell’autore di indagare, di seguire un preciso excursus storico e di riportare notizie relative alla nostra terra.
 

[…] È incredibile come sia in atto una trasformazione, ingegnosamente orchestrata, dell’essere maschio o femmina: i maschi sono indotti alla svirilizzazione, le femmine alla mascolinizzazione. Si chiede a gran voce che tutti i maschi si vergognino per ogni donna uccisa dallo psicopatico di turno; allo stesso tempo, dopo ogni evento nefasto, le donne vengono incitate da certo femminismo e da alcune ideologie a coalizzarsi contro il genere maschile, magari riesumando un termine antico come “patriarcato” per conferirgli un alone demoniaco. Entrare in una coppia non è facile. Nella normalità di un rapporto dovrebbero esserci amore, rispetto e solidarietà; quando invece si ragiona in termini di possesso, egoismo e dominio, si entra in una sfera complicata in cui prevale una sorta di psicopatologia, trattabile solo tramite l’intervento di professionisti.


[…] Il lavoro di Emilio è encomiabile e lo ringraziamo per l’ulteriore tassello che ci ha regalato per la conoscenza della nostra storia. Auguriamo a uomini e donne di imparare a difendersi da chi li vuole divisi: nessuno deve chiedere scusa (se individualmente non ha fatto nulla di male) e nessuno deve ergersi a pretendere alcunché.
 

Dalla postfazione di Paola E. Silano

[…] Siamo altresì convinti che, nella società plurale e multiculturale, si debba pensare in termini di identità e differenza, entro un percorso di crescita del cittadino planetario come persona, affinché nessuno possa essere discriminato o abusato. È necessario, quindi, perlustrare nuovi orizzonti educativi per realizzare quella “libertà per” propria della nozione di umanità, intesa in questo caso come valore della società globale e universale. Ciò nel riconoscimento del diritto alla felicità di ognuno, ben consci che le diversità biologiche e culturali sono un valore irrinunciabile che non sminuisce, ma potenzia il bisogno di convivenza. L’obiettivo finale è contribuire a promuovere una nuova consapevolezza culturale: riaffermare che la donna è un soggetto di diritti e dignità, e mai un oggetto. 

“Dall’invito alla lettura dell’autore”


 

Invito finissage mostra "WOMEN Popvision" di Sasha Torrisi a cura di Elena Gollini - Galleria Centro Steccata Parma

 Mercoledì 29 aprile ore 18:00

Contaminazioni tra le arti:

fotografia e pittura si incontrano 

al finissage di “WOMEN Popvision

Il pubblico entra nell’opera e ne diventa parte

 




A fronte dei riscontri positivi ricevuti, la mostra personale di Sasha Torrisi “WOMEN Popvision”, a cura di Elena Gollini, allestita nel cuore del centro storico di Parma presso la Galleria Centro Steccata, è stata prorogata fino al 29 aprile.


A chiudere il percorso espositivo sarà un finissage che mette al centro la contaminazione tra linguaggi artistici, all’insegna dello scatto d’autore: la pittura incontra la fotografia in un’esperienza dinamica, capace di attivare un dialogo diretto tra le opere pittoriche esposte e i visitatori.


Ad aprire l’evento sarà un momento di accoglienza e introduzione alla mostra insieme all’artista Sasha Torrisi, che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle opere esposte e del progetto creativo, offrendo una chiave di lettura autentica e un’occasione di dialogo con i presenti.


Le donne presenti saranno poi invitate a scegliere liberamente l’opera in cui si riconoscono e a lasciarsi immortalare in uno scatto d’autore. In questo scambio, lo sguardo si ribalta e l’osservatrice diventa immagine, entrando in relazione con l’universo visivo di Torrisi.


L’evento si inserisce nel percorso della mostra anche sull’onda del successo della performance live con Ape Regina (Aldo Piazza), che ha regalato al pubblico una serata speciale con la sua arte del trasformismo.


La curatrice Elena Gollini spiega: «Riprendendo la dedica simbolica ad Ape Regina – Siamo nati tutti nudi. E il resto è drag – insieme a Sasha e al direttore Vittorio Zanini abbiamo voluto creare un nuovo momento di intrattenimento, pensato per chiudere la mostra in modo significativo.


In questa occasione entrerà in gioco anche l’arte fotografica di Fabio Boschi, fotografo ufficiale della mostra: le immagini femminili di Sasha dialogheranno con i suoi scatti, realizzati con le donne presenti in galleria, che potranno partecipare attivamente anche grazie ad accessori messi a disposizione».
 

Ne nasce una visione armonica tra pittura e fotografia, capace di valorizzare il progetto creativo di Sasha Torrisi e di trasformare le visitatrici in protagoniste di questa esperienza, in un’atmosfera immersiva e condivisa.
 

Scegli l’opera che ti rappresenta. Entra nell’immagine e diventa arte.
 

L’evento si terrà mercoledì 29 aprile alle ore 18, in collaborazione con Mikroradio.
 

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

A seguire, aperitivo conclusivo in onore dell’artista.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA