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Si ringrazia per la testimonianza durante la cerimonia di premiazione:
- di Susy Cimminiello, sorella di Gianluca
- e della giornalista Luciana Esposito che da un anno vive sotto scorta per il suo impegno al servizio della legalità.
Si ringraziano inoltre le giurate:
- Marina Villani, presiedere la giuria che ha presentato la cerimonia di premiazione,
- Rosaria Pannico per il suo lavoro di documentazione della serata,
- i giurati tutti per il prezioso lavoro di valutazione dei componimenti.
Si ringrazia l'ideatore e organizzatore del Premio letterario, Francesco Gemito.
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Dal finanziamento MIT da 38 milioni di euro nasce una nuova mobilità urbana: più efficiente, più sostenibile e più accessibile. Nel tratto urbano centrale passerà un filobus ogni 4 minuti, configurando un servizio ad alta frequenza assimilabile a una metropolitana leggera di superficie
“Oltre”
Giuseppe Salzano
Edizioni “Il Saggio”
Castellabate 2026, pp. 132, Euro 15,00
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Carmelo Sardo torna in libreria con “L’ultima estate di un uomo perbene”: il giornalista del Tg5 racconta Giuseppe Tragna, il direttore di banca che disse no alla mafia
C’è un filo profondo che attraversa il lavoro giornalistico e narrativo di Carmelo Sardo: la ricerca della verità dove la verità è stata rimossa, negata, deformata o sepolta sotto anni di silenzi. Giornalista di lungo corso, firma autorevole dell’informazione televisiva nazionale, caporedattore del Tg5 nel settore cronaca, Sardo ha costruito nel tempo un percorso professionale e letterario segnato da una costante attenzione alle storie più dure, più scomode e più umane del Paese. Storie di mafia, giustizia, dolore, riscatto. Storie in cui la cronaca non resta superficie del fatto, ma diventa memoria, responsabilità civile e restituzione di dignità.
Con il suo nuovo libro, “L’ultima estate di un uomo perbene. Una storia dimenticata, una verità negata”, pubblicato da Zolfo Editore e in arrivo in libreria dal 5 giugno, Carmelo Sardo torna esattamente dentro questo territorio narrativo e morale. Lo fa con un romanzo-saggio che riporta al centro una vicenda reale, dolorosa e potente: quella di Giuseppe Tragna, direttore dell’agenzia della Banca Popolare Sant’Angelo ad Agrigento, ucciso il 18 luglio 1990, a 49 anni, per non essersi piegato alle ingerenze e agli interessi di Cosa Nostra.
Tragna era un uomo perbene nel senso più pieno e concreto della parola. Un professionista rigoroso, un padre, un marito, un direttore di banca legato al proprio lavoro e alla propria famiglia. Secondo la ricostruzione al centro del libro, la sua colpa fu quella di essersi imbattuto in operazioni finanziarie sospette e di avere opposto un rifiuto netto, fermo, non negoziabile. Un “no” pronunciato in una terra e in un tempo in cui dire no alla mafia significava esporsi, restare soli, diventare bersaglio.
Ma l’assassinio di Giuseppe Tragna non fu soltanto un delitto. Fu anche l’inizio di una seconda violenza, forse ancora più crudele per chi restava: quella dell’infamia. Dopo la morte, il suo nome venne sporcato con accuse pesantissime, utilizzate per depistare, confondere, giustificare, allontanare la verità. L’uomo ucciso perché non si era piegato venne trasformato, nel racconto costruito attorno al suo omicidio, in qualcosa che non era. È qui che il libro di Sardo trova una delle sue ragioni più forti: restituire a Giuseppe Tragna ciò che gli era stato tolto due volte, prima con la vita, poi con l’onore.
“L’ultima estate di un uomo perbene” non è soltanto un libro sulla mafia. È un libro sulla memoria negata, sulle famiglie lasciate sole, sulle verità che faticano a emergere quando si scontrano con interessi criminali, depistaggi, omissioni e zone d’ombra. È anche il racconto della lunga battaglia portata avanti dalla moglie Mariella e dai figli Gero e Ilaria, una battaglia giudiziaria e umana durata anni, fino al riconoscimento di Giuseppe Tragna come vittima innocente di mafia.
Carmelo Sardo affronta questa materia con la forza del giornalista che conosce la cronaca, ma anche con la sensibilità dello scrittore che sa entrare nelle pieghe intime di una vicenda. La sua scrittura tiene insieme il rigore dell’inchiesta e il respiro della narrazione civile. Non cerca l’effetto facile, non trasforma il dolore in retorica, non usa la mafia come fondale narrativo. Al contrario, ricostruisce, illumina, mette in ordine fatti, responsabilità, ferite. E soprattutto riporta al centro le persone: Giuseppe Tragna, la sua famiglia, la loro attesa di giustizia, il peso di una verità negata per troppo tempo.
Il nuovo libro conferma la cifra più riconoscibile di Sardo: raccontare il crimine organizzato e le sue conseguenze non come materia astratta, ma attraverso le vite che la mafia ha spezzato, travolto o tentato di cancellare. È lo stesso percorso che ha segnato altri suoi lavori importanti, da “Malerba”, scritto con Giuseppe Grassonelli e pubblicato da Mondadori, a “Cani senza padrone”, da “Dove non batte il sole” a “Le notti senza memoria”, proposto per la candidatura al Premio Strega 2025. Libri diversi, ma attraversati da una medesima urgenza: dare voce a ciò che è rimasto ai margini, riportare alla luce ciò che rischiava di essere dimenticato.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
La Rothko Chapel come esercizio spirituale
di Alessandro Carrera
Palazzo Strozzi, Sala Altana
Giovedì 11 giugno, ore 18.00
Rothko: spazio, silenzio, visione
Come si può considerare la Rothko Chapel di Houston? Museo, chiesa o installazione artistica? Giovedì 11 giugno alle ore 18.00 nella sala Altana di Palazzo Strozzi, il direttore del Dipartimento di lingue della University of Houston Alessandro Carrera ne parlerà nel quarto e ultimo appuntamento di Rothko: spazio, silenzio, visione, il ciclo di conferenze per approfondire l’arte del grande artista americano.
L’incontro La Rothko Chapel come esercizio spirituale affronterà la celebre cappella di Houston non solo come installazione artistica, ma come dispositivo esperienziale. Attraverso una riflessione sulla luce, sul silenzio e sul tempo della contemplazione, l’appuntamento indagherà come lo spazio concepito da Rothko si sottragga a definizioni prestabilite per proporsi come un vero esercizio spirituale che si rinnova con ogni visitatore.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
Successo travolgente per la giornata finale della 3ª edizione e il debutto della versione "Kids". Nonostante la pioggia, una marea di studenti ha invaso la "Cittadella". Già annunciata la 4ª edizione a ottobre con l'apertura alle scuole medie e alla Provincia.
Una marea di colori, entusiasmo e partecipazione ha invaso Piazza della Libertà a Salerno per la giornata conclusiva della terza edizione di "Non fare lo sbronzo: proteggi la vita, l'ambiente, la città" e per il debutto assoluto di "Non fare lo sbronzo Kids: proteggi la vita: gioca, impara, agisci!". Una vera e propria giornata di festa che ha visto protagonisti tantissimi studenti delle scuole primarie e superiori del territorio, riuniti nella suggestiva piazza progettata da Ricardo Bofill, trasformata per l'occasione in una straordinaria ed efficiente "Cittadella della Sicurezza".
La mattinata si è aperta ufficialmente con le note solenni dell’Inno d'Italia, eseguito dal vivo dall'Assistente Capo della Polizia di Stato Damiano Lanzillotti. A guidare l'evento sul palco, una conduzione dinamica affidata ai giornalisti Luca Capacchione e Monica De Santis, quest'ultima anche ideatrice del progetto "Non fare lo sbronzo".
Dopo i doverosi ringraziamenti alle numerose autorità civili e militari intervenute, la parola è passata per i saluti di rito ai coordinatori del progetto promosso dal Comune di Salerno: il Presidente di ACI Automobile Club Salerno, Vincenzo Demasi, e il Direttore, Giovanni Caturano. Subito dopo, sul palco hanno sfilato tutti i referenti dei 22 partner del progetto, accompagnati dalle note della colonna sonora ufficiale del format, scritta dal duo di poliziotti-cantautori Segni Distintivi ed eseguita dal vivo dall'Ispettore Angelo Forni. I saluti istituzionali sono stati poi affidati al Consigliere Regionale Franco Picarone e all'Assessore all'Ambiente del Comune di Salerno, Massimiliano Natella.
Pioggia di premi per le scuole: dall'inclusione ai RAEE
Il cuore pulsante della mattinata è stato rappresentato dalla cerimonia di premiazione dei concorsi abbinati al progetto:
* Premio Inclusione (ONMIC): Voluto dal Presidente dell'ONMIC Vincenzo Siano, ha visto i bambini delle scuole elementari realizzare tantissimi cartelloni colorati sul tema "Tutti diversi, tutti importanti - accrescere nell'inclusione". Per le scuole superiori, i ragazzi si sono sfidati sul tema "Una città per tutti - idee per una Salerno più inclusiva".
* Premi Social: Consegnati i riconoscimenti per i video pubblicati durante l'anno sulle pagine social del progetto. Le scuole che hanno ottenuto più like e visualizzazioni hanno ricevuto gadget speciali offerti dalla Centrale del Latte di Salerno (partner fondamentale per la versione Kids) e dal gruppo Energyco, presieduto dal Dott. Franco Risi.
* Slogan Sicurezza Stradale e Video Colonna Sonora: L’Automobile Club Salerno ha voluto omaggiare con piccoli gadget tutte le scolaresche che hanno preso parte a queste due sezioni del concorso.
* Eco-Slogan (Confartigianato ed Energyco): Spazio sul palco ai ragazzi che hanno saputo interpretare al meglio i messaggi legati alla sostenibilità ambientale.
* Concorso "A scuola di RAEE" : Gran finale con la premiazione delle scuole che hanno partecipato al concorso curato da Salerno Pulita per lo smaltimento dei rifiuti elettronici.
* Nel corso della cerimonia, un premio speciale è stato consegnato a una scuola direttamente dal Direttore Artistico del Teatro delle Arti, Claudio Tortora.
La cerimonia si è conclusa con il ritorno sul palco del Presidente Demasi e del Direttore Caturano che, insieme all’Ispettore Angelo Forni, hanno salutato la platea rieseguendo dal vivo il trascinante brano manifesto "Non fare lo sbronzo".
La giornata è poi proseguita con la visita guidata degli studenti agli oltre 28 stand espositivi. I ragazzi hanno potuto alternare momenti di svago – tra foto ricordo accanto a fiammanti Ferrari e ad affascinanti auto d’epoca, un giro sui kart per i più piccoli e una gustosa merenda offerta dallo stand della Centrale del Latte – a momenti di alta formazione. Grazie al personale del 118 Emergenza Urgenza, della Croce Rossa Italiana e dell'ASL Salerno, gli studenti hanno ripassato le tecniche di primo soccorso e rianimazione cardio-polmonare.
Inoltre, la piazza ha offerto l'opportunità di incontrare nuovamente tutti i relatori che durante l'anno hanno tenuto le lezioni nelle scuole, a partire dalle Forze dell'Ordine, presenti in massa con i loro mezzi e simulanti.
I tantissimi consensi ricevuti hanno confermato la bontà e la necessità di un progetto di questa portata. A causa di un improvviso acquazzone, la manifestazione ha dovuto interrompere le attività in piazza con qualche ora di anticipo rispetto alle 18:00 previste, ma questo non ha minimamente intaccato il bilancio straordinariamente positivo dell'evento.
Le autorità presenti hanno confermato in blocco il proprio sostegno per il futuro. Tra i vari interventi, la Presidente di Copagri, Angela Pisacane, ospite della giornata finale, ha lanciato una nuova sfida per il prossimo anno: incrementare le attività sul tema della sana alimentazione già affrontate in questa edizione con la Fondazione Mendozzi.
L’orizzonte è già tracciato. L'appuntamento è per ottobre 2026 con la quarta edizione di "Non fare lo sbronzo", che si preannuncia ricca di novità: il progetto non solo tornerà a coinvolgere le scuole primarie e le superiori, ma aprirà ufficialmente le porte anche agli studenti delle scuole secondarie di primo grado (medie) e punterà ad ampliare il proprio raggio d'azione, coinvolgendo gli istituti di tutta la provincia di Salerno.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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Sabato 6 giugno, ore 19.00
Inaugura la sede di Forchia della rete internazionale HUMAN RIGHTS? FACTORY
Il Centro Sociale G. Tino M. Comino di Forchia (BN) ospita la prima sede della HUMAN RIGHTS? FACTORY (HR?F) nella Città Caudina.
Forchia
diventa così il primo avamposto di una rete che, a breve, vedrà
l’adesione di altre location e Comuni in Italia e nel mondo.
L’apertura
di questa prima sede è resa possibile grazie alla ensibilità e alla
lungimiranza del Consiglio Comunale di Forchia, in particolare del
Sindaco Gerardo Perna Petrone, della Vicesindaca Emilia Carfora e
dell’Assessore alla Cultura Gerardo Papa.
Il 6 giugno sarà
l'occasione per celebrare non solo l'avvio del progetto diffuso già
presente nelle altre location, ma anche la capacità della Valle Caudina
di dialogare con il mondo. HUMAN RIGHTS? FACTORY non porta solo opere
sul territorio, ma invita la comunità a riscoprire i propri spazi come
luoghi di riflessione e bellezza collettiva, riaffermando che l'arte,
intesa come cura della bellezza e rispetto dei diritti umani, è il
pilastro su cui costruire il futuro della nostra comunità.
GLI ARTISTI E LE ARTISTE IN ESPOSIZIONE NELLA PRIMA SEDE DI FORCHIA
Claudio Bandini (Italia), Lidia Borella (Italia), Alfredo Avagliano (Italia), Stefano Bucciero, Giovanna Dalla Villa, Naomi Fuks
(Israele), Luigi Latino (Italia), Josef Leitner (Austria), Luca Luciano (Italia), Maija Elizabete Mengele (Lettonia), Alessandro
Piras (Italia), Jessica Tibaldo (Italia), Nora Yaneva (Bulgaria/Italia), Dominik Stahlberg (Germania/Italia), Dilek Ozmen
(Turchia), Heidi Bjork (Islanda), Roberta Garzillo (Italia), Elaine Weiner-Reed (USA)
IL TEAM DEL PROGETTO
Ideazione e Direzione: Roberto Ronca e Debora Salardi
Curatore e Art Director: Roberto Ronca
Responsabile Operativo: Franco Napoletano
Responsabile Mediazione Culturale: Aurelio Ruggiero
Referente: Roberto Stallone
Pubbliche Relazioni: Claudia Mazzitelli
Nata
dalla visione di Roberto Ronca e Debora Salardi, HUMAN RIGHTS? FACTORY
raccoglie il patrimonio artistico maturato in 17 anni e 19 edizioni del
progetto HUMAN RIGHTS?, nel quale sono stati selezionati oltre 1.500
artisti provenienti da circa 90 Paesi. Più di 300 opere, donate loro
volontariamente dagli autori, ostituiscono oggi il nucleo fondante della
collezione permanente della FACTORY. Destinato ad ampliarsi nel tempo
grazie a nuove donazioni, HUMAN RIGHTS? FACTORY vuole essere uno stimolo
per gli artisti e le artiste di tutto il mondo per partecipare
gratuitamente al più ambizioso progetto al mondo di arte dedicata ai
diritti umani.
Il nome stesso del progetto non è casuale, è un invito
a riflettere sulla condizione umana, sulla dignità della persona e
sulla necessità di custodire, oggi più che mai, quei diritti umani che
costituiscono l'impalcatura di una società civile capace di guardare
all'altro con empatia.
In un’epoca segnata da instabilità
geopolitica, conflitti armati e crescenti violenze sociali e
istituzionali, la cultura e l’arte si ergono a unico baluardo di
resistenza pacifica.
HUMAN RIGHTS? FACTORY nasce con la convinzione
che l’arte sia la voce di chi non ha voce, l’ultima difesa per una
coscienza libera da manipolazioni mediatiche e narrative imposte. L’arte
non dà risposte preconfezionate, ma pone le domande giuste: scuote le
coscienze, stimola il pensiero critico e invita a non arrendersi
all’obbedienza passiva.
L’arte salverà il mondo, e tutti noi siamo chiamati a fare la nostra parte.
Tutto
è nato da un colpo di fulmine: Franco Napoletano e Aurelio Ruggiero,
grazie all’intuizione di Claudia Mazzitelli (artista casertana che ha
partecipato a numerose edizioni di HUMAN RIGHTS?), pienamente convinti
della missione sociale e culturale del progetto, ne hanno abbracciato
l'idea diventandone i principali referenti sul territorio.
Gli stessi
curatori, dopo un periodo di permanenza in Valle Caudina, sono rimasti
profondamente colpiti dal fascino paesaggistico e dalla ricchezza
storica di questi luoghi; lo scenario è stato impreziosito dal calore
umano, dalla spontanea predisposizione all’amicizia, dalla gentilezza e
dalla disponibilità delle persone dal cibo eccellente e dall’aria buona;
tutti e tutte hanno contribuito a un innamoramento immediato e
all’inizio di una storia piena di cose buone.
L’entusiasmo ha fatto
presto da volano e grazie al supporto di figure come Angelina Falzarano,
Roberto Stallone e Nicola D’Onofrio è stata creata una rete solida che
coinvolge diverse realtà associative e amministrazioni comunali, unite
dall'obiettivo comune di portare l'arte dove le persone vivono e si
incontrano.
Questa capacità di tessere reti internazionali non è
un episodio isolato, ma si inserisce in un fermento più ampio che sta
trasformando il volto del territorio. La Valle Caudina, superando i
confini amministrativi per farsi città diffusa, sta infatti tracciando
un percorso ambizioso che guarda all'orizzonte del 2028, anno in cui il
territorio punta a proporsi come protagonista nel panorama della Capitale Italiana dell'Arte Contemporanea.
Grazie a tutti gli attori coinvolti, ora la Città Caudina diventa
“Città Caudina – Città per i Diritti Umani”, rafforzando il territorio
come laboratorio di cultura civica e partecipazione.
HUMAN RIGHTS?
FACTORY si pone oggi come un tassello fondamentale di questa visione: la
prova che la Valle possiede l'apertura mentale e l'energia necessarie
per diventare un polo culturale di riferimento nazionale e
internazionale.
La peculiarità di questo progetto è la sua natura
diffusa. L’idea di una esposizione strutturata in tante location ha già
iniziato a trasformare diversi spazi chiave, trovando casa presso la
sede dell’associazione Airolandia
di Airola - che per prima ha aperto le sue porte con entusiasmo -,
l’associazione Mosaico di Bucciano, il Comune di Paolisi e,
naturalmente, il Centro Sociale di Forchia. A breve sarà allestita la
sede di San Martino Valle Caudina e altre a seguire.
I curatori, già
operativi, sono pronti a nuove installazioni in altri comuni che hanno
già formalizzato l’accordo, confermando che il progetto è solo agli
inizi, la visione è quella di un unico, grande percorso espositivo che
abbraccerà l'intera Valle, trasformando ogni tappa in un nodo di un
network culturale sempre più denso.
Dalla Valle Caudina, oggi Città
Caudina – Città per i diritti umani, il progetto si estenderà ovunque
nel mondo nuove persone illuminate (enti pubblici o istituzioni private)
vorranno diventare parte della rete internazionale.
Visionari e
idealisti per natura, i curatori intendono coinvolgere ogni nazione,
ogni paese, ogni borgo così che ovunque HUMAN RIGHTS? FACTORY sia il
luogo nel quale, ovunque nel mondo, si costruisca una nuova narrazione a
difesa e rispetto dei diritti umani.
Inserito nel programma di premiazione dell’Estemporanea d’Arte locale “Venti di Pace a Forchia”
del 6 giugno, l’inaugurazione della HUMAN RIGHTS? FACTORY segna l’avvio
operativo di un progetto ambizioso che intende trasformare l’arte in un
presidio culturale permanente per la dignità umana.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA