mercoledì 4 febbraio 2026

“Autori del Golfo” - Catia Cidale

Catia Cidale presenta il suo libro di narrativa alla Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso”

 


 


La Spezia, 4 febbraio 2026 – Prosegue “Autori del Golfo”, la rassegna dedicata alla promozione della lettura e alla valorizzazione degli scrittori del territorio, promossa dal Sistema Bibliotecario Urbano della Spezia su indicazione dell’Amministrazione Peracchini.


Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 6 febbraio alle ore 17.00 presso la Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso”, con la presentazione del libro di Catia Cidale, “Onde Nere” (Il filo di Arianna, 2024). A dialogare con l’autrice sarà Erika Pisacco.
Onde nere è una raccolta di racconti che esplora il lato più oscuro e vulnerabile dell’essere umano, dove pulsioni, traumi e desideri repressi affiorano con forza destabilizzante. Dieci storie, dieci discese negli abissi della psiche, in un intreccio di noir, thriller psicologico e inquietudine esistenziale.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Info Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso”

Via Firenze 37 – 19126 La Spezia
0187 745630
mediateca@comune.sp.it
www.bibliotechelaspezia.it
FB / IG: @biblioteche.laspezia

 


 

 

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Sinfonia d’Amore da Giuseppe Fava al Centro Teatro Spazio

Da venerdì 6 febbraio 2026, Centro Teatro Spazio (NA)

Sinfonia d’Amore da Giuseppe Fava




 


Una partitura scenica tra farsa, poesia e dramma in due atti unici dove musica,

gesto e parola raccontano la fragilità e la dignità dell’uomo, tra sogno e realtà


 




C’è un momento, a teatro, in cui la farsa si incrina, la maschera scivola e l’uomo appare, nudo, con tutta la sua fragilità e la sua ostinata dignità. È in quello spazio sospeso che nasce Sinfonia d’Amore liberamente tratto da Sinfonie d’Amore di Giuseppe Fava, in scena da venerdì 6 febbraio 2026 alle ore 21.00 (repliche fino al 15 febbraio), al Centro Teatro Spazio di San Giorgio a Cremano (NA), con l’adattamento e la regia di Domenico Orsini.

Presentato da Uno Spazio per il Teatro e La Corte dei SognatTori con il patrocinio della Fondazione “Giuseppe Fava”, l’allestimento fa sorridere e subito dopo stringe lo stomaco, intrattiene e insieme interroga, con un racconto fatto di parole, musica e corpi, che parla dell’uomo quando ama, sogna, cade e continua a resistere.

 




In scena Vincenzo Borrelli, Federica Aiello, Tiziana Tirrito, Domenico Orsini, Umberto Ranieri danno vita ad un lavoro corale che coinvolge un ampio team artistico e tecnico, per un progetto che è insieme omaggio a Giuseppe Fava e atto vivo di teatro contemporaneo.

Un viaggio umano e vibrante che invita lo spettatore ad ascoltare, come in una musica che continua a risuonare, ciò che resta quando le luci si spengono.

Giuseppe Fava, noto giornalista ucciso dalla mafia per il suo impegno civile e professionale, è stato anche un drammaturgo di rara sensibilità. Nei suoi testi il teatro diventa luogo dell’uomo: fragile, marginale, a volte folle, ma sempre profondamente umano. Un teatro che non giudica e non appesantisce, capace di affrontare temi durissimi con leggerezza apparente, ironia e una poesia che lentamente cattura lo spettatore, lasciandolo sospeso fino a condurlo, a sipario chiuso, in uno spazio di coscienza.

 




Sinfonia d’Amore nasce da questa materia viva. L’opera si compone di due atti unici che, nella visione registica di Domenico Orsini, diventano movimenti, come in una partitura musicale. A precederli, un preludio, tempo adagio e onirico, che introduce il pubblico in un universo in cui parola, suono e gesto si fondono in un unico respiro scenico.

Il primo movimento (Amor profano, andantino patetico) è una farsa grottesca, comica e apparentemente leggera, che poco alla volta lascia emergere il lato più amaro dell’esistenza. Nel secondo movimento (Felice Speranza, cantabile senza voce), il racconto si fa più intimo e struggente. Felice è un sognatore, un poeta, innamorato di Speranza, prostituta bella e sensuale, nella quale trova rifugio da una realtà insostenibile.

 




Sinfonia d’Amore è uno spettacolo che fa ridere, commuove, spiazza. Un racconto umano e necessario, che restituisce al pubblico la forza di un autore fondamentale del Novecento italiano e la sua capacità di parlare, ancora oggi, al nostro presente.


Sinfonia d’Amore da Giuseppe Fava

 6 > 15 febbraio 2026

 


 

 

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Carnevale Viareggio 2026 - "The Last Hop(e). Il cambiamento climatico è una bufala" di Massimo e Alessandro Breschi 1 CATEGORIA

by Rosaria Pannico 

  



Cari amici di rosarydelsudArt news oggi vi propongo il Primo Carro di Prima Categoria di questo Carnevale di Viareggio 2026: il secondo carro di Prima categoria: "Gli incantevoli stagni di ninfee dipinti da Monet, simboli della bellezza incontaminata della natura, ci offrono una potente metafora della fragilità della Terra. L’immagine di un vulnerabile microcosmo, come uno stagno deturpato dall’inquinamento, riflette le ben più vaste e devastanti conseguenze globali della crisi ambientale. Il disastro ecologico, che rischia di compromettere le meraviglie della natura, non può più essere nascosto sotto il fango. Ma forse questo cambiamento climatico è solo una bufala?"

 

 

 

Non perdere la prossima puntata con la sfilata del terzo carro di prima categoria.

 

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Coldiretti Campania e NutriHub presentano il distributore amico di snack salutari e a chilometro zero, al Fruit Logistica di Berlino


NutriHub è un progetto innovativo che punta a promuovere snack salutari e a chilometro zero attraverso un distributore automatico, sarà presentato giovedì 5 febbraio 2026 al Fruit Logistica di Berlino. L'evento, che si tiene dal 4 al 6 febbraio 2026, è uno degli appuntamenti più importanti per l'industria ortofrutticola a livello mondiale.

 

 



L’idea di NutriHub è quella di promuovere, con l’aiuto della Coldiretti Campania, snack a chilometro zero, selezionati con l’aiuto di Campagna Amica. Prodotti da proporre attraverso un distributore automatico come alternativa a quelli ultra processati.
"NutriHub presenta, con la Coldiretti Campania, un progetto che ha l'obiettivo ambizioso di cambiare le abitudini della merenda dei più giovani proponendo una alternativa salutare e sostenibile" spiega la biologa nutrizionista Francesca Marino, ideatrice e responsabile scientifica del progetto.


"I prodotti sono selezionati da Campagna Amica di Coldiretti, questo per garantire la massima qualità e sostenibilità" ha dichiarato Salvatore Loffreda, direttore regionale della Coldiretti.

 


 


"Gli obiettivi di NutriHub, il distributore amico sono quelli di promuovere una sana alimentazione e di ridurre l'impatto ambientale dei prodotti alimentari. A breve termine, vogliamo installare i primi distributori automatici in scuole, ospedali e luoghi pubblici", ha aggiunto Francesca Marino.


I lavori dell’evento di presentazione saranno aperti dall’intervento del direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda. Si entra nel vivo con la relazione di Francesca Marino che illustrerà i dettagli di Nutrihub e la sua valenza scientifica.


La parte tecnica è affidata a Mario D'Antuono di EspressoMat che ha messo a disposizione la macchina distributrice dei prodotti, questi ultimi saranno illustrati dal fondatore dell'azienda fornitrice dei prodotti la O.P. Amico Bio Enrico Amico. La parte scientifica sarà arricchita dalla presenza del direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone, fra i partner dell’iniziativa.

 

 



NutriHub è un progetto che parte dalla Campania ma può essere replicato in ogni regione d'Italia attraverso la rete capillare della Coldiretti e magari anche in Europa grazie all’aiuto di Filiera Italia che sarà presente a Berlino con il suo amministratore delegato Luigi Scordamaglia.


Anche l’agricoltura della Regione Campania manifesta già interesse per questa iniziativa come testimonia la presenza dell’assessore al ramo Maria Carmela Serluca. Un progetto rivolto soprattutto agli studenti, aspetto che troverà un importante approccio grazie alla presenza del Magnifico Rettore Matteo Lorito che concluderà la mattinata.

 

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PAOLO BERTOLANI: I siti della memoria L'incanto della semplicità

 


Martedì 10 febbraio, alle ore 17.30, presso il Centro Anziani di piazza Brin, via Corridoni 7 alla Spezia, Sandra Micheli e Margherita Bertella presenteranno l'evento "I siti della memoria. L'incanto della semplicità".


 


 
Si tratta di un omaggio a Paolo Bertolani, poeta e scrittore, testimone del proprio tempo, profondo conoscitore e amante della propria terra, cantore della memoria. Nato alla Serra, piccolo paese non lontano dal mare - la costa sottostante 'dona allo sguardo’ perle come Lerici e un Golfo dei Poeti disseminato di isole e promontori spettacolari - ma il paese lassù, quello cantato da Bertolani, rimane un mondo a sé, aspro e rude come il carattere dei suoi abitanti e del padre del poeta, che si spaccava la schiena, curvo a testa china, nella fatica del vangare, dissodare, zappare una terra difficile, lavorando sotto il sole cocente nei "siti" coltivati a olivi, per rendere fertile una terra che succhiava il sangue e spezzava le ossa.

  




Di questa terra e della sua gente Bertolani è innamorato e non la lascerà mai, scrivendone con una semplicità disarmante, all'inizio superficialmente classificata come "Naïf". La cultura autodidatta, l'estrazione sociale umile, l'infanzia e giovinezza trascorse in un ambiente asfittico non fanno di lui uno scrittore "ingenuo", ma è proprio da queste sue radici contadine che egli attinge - attraverso una costante ricerca delle letture della tradizione e dei classici - per creare una sua poetica personale, trovando la strada di una originale inconfondibile voce.
 
 



Verranno lette liriche tratte non solo dai testi in lingua italiana, ma anche dalla sua vasta produzione dialettale, nel dialetto "serrese" molto particolare, che si discosta dallo spezzino.


Saranno inoltre estrapolati stralci da alcuni testi di narrativa, da cui traspare - accanto a una vena ironica - vivissimo il culto delle memorie, tramandato tramite le voci di coloro che quella terra hanno popolato, e di cui l'autore si dichiara "custode".


Ringraziamo il Comune della Spezia, la presidentessa Lorenza Rocca e tutti i volontari attivi nella sede di via Filippo Corridoni 7 alla Spezia.



Riferirsi, 

per una tempestiva comunicazione,

 all'indirizzo

 https://incontridilettura.blogspot.com

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

 

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LA MERAVIGLIA A PORTATA DI MANO | VISITA TATTILE AL CRISTO VELATO

 La Cappella Sansevero dedica un’apertura straordinaria ai non vedenti e agli ipovedenti il 17 marzo 2026


 

Cristo velato - Museo Cappella Sansevero

ph. Raffaele Aquilante e Alessandro Scarano per 327Collective




La Cappella Sansevero dedica un’apertura straordinaria ed esclusiva al pubblico di non vedenti e ipovedenti, martedì 17 marzo 2026, con la visita tattile “La meraviglia a portata di mano” che offrirà l’eccezionale opportunità di esplorare e toccare con mano le opere principali del Museo, dal Cristo velato, fra i più suggestivi capolavori della scultura di tutti i tempi, ai bassorilievi della Pudicizia e del Disinganno.

L’iniziativa, a ingresso gratuito, propone un percorso di visita ponderato sulle esigenze specifiche dei partecipanti, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibile il patrimonio storico-artistico del Museo attraverso idonee modalità di accoglienza.

 
 

  Disinganno bassorilievo Museo Cappella Sansevero

ph. Raffaele Aquilante e Alessandro Scarano per 327Collective



 

La visita è organizzata dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti - ETS APS, Sezione Territoriale di Napoli, e prevede l’ingresso su prenotazione al Museo dalle 9.00 alle 19.00 (ultimo ingresso alle ore 18.30).

Per partecipare all’evento, infatti, è necessario prenotare telefonando al numero 081.5498834 (lunedì e venerdì 9.00 - 13.00; martedì, mercoledì e giovedì 9.00 - 17.00) o inviando una e-mail a uicna@uici.it. Le prenotazioni potranno essere recepite fino ad esaurimento.

 

Museo Cappella Sansevero -  ph. Raffaele Aquilante e Alessandro Scarano per 327Collective

 


 

I visitatori saranno accolti dallo staff dei servizi educativi del Museo con una descrizione introduttiva della Cappella Sansevero, con particolare riferimento alla figura del principe Raimondo di Sangro, geniale ideatore del progetto iconografico del complesso monumentale.

Successivamente avrà luogo l’esplorazione tattile dei capolavori del Museo, il Cristo velato e i bassorilievi marmorei della Pudicizia e del Disinganno, condotta dalle guide non vedenti dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. La formazione è stata curata da Roberta Meomartini, guida turistica esperta in percorsi tattili, in collaborazione con il Museo Cappella Sansevero.

In occasione della visita, per consentire di avvicinarsi alle opere, sarà rimossa la recinzione attorno al Cristo velato, e il pubblico, dotato di guanti di lattice, potrà toccare le trame marmoree dell’incredibile opera realizzata da Giuseppe Sanmartino, per poi proseguire, guidati sempre dagli accompagnatori, verso i bassorilievi posti ai piedi della Pudicizia e del Disinganno.

 

 

Pudicizia - bassorilievo - Museo Cappella Sansevero

ph. Raffaele Aquilante e Alessandro Scarano per 327Collective


 


Al termine della visita tattile, gli ospiti saranno guidati in Sacrestia, dove riceveranno in omaggio una speciale guida in braille realizzata dal Museo Cappella Sansevero in collaborazione con l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

 

In occasione della visita tattile a ciascun visitatore non vedente e ipovedente sarà consentito l’accesso con un accompagnatore e/o un cane guida. Durante l’esplorazione tattile sarà vietato indossare anelli, bracciali, orologi e altri oggetti che possano danneggiare le opere in marmo.

 

Con questa iniziativa il Museo Cappella Sansevero prosegue il proprio impegno per rendere i suoi spazi sempre più accessibili, realizzando progetti che rispettano i tempi e le modalità di apprendimento di un pubblico ampio e diversificato, capaci di accogliere e favorire l’incontro di tutti con l’arte e il patrimonio culturale.


 

Museo Cappella Sansevero

Napoli, Via Francesco De Sanctis 19/21

Visita tattile “La meraviglia a portata di mano”

Martedì 17 marzo

9:00 - 19:00 (ultimo ingresso 18:30)

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria

Info e prenotazioni: 081.549 88 34; uicna@uici.it

 

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IL SAGGIO MESE DI FEBBRAIO 2026 - Edizioni IL SAGGIO

 


 

 IL SAGGIO è un mensile cartaceo di cultura che tratta di libri, poesia, storia e arte del Centro Culturale Studi Storici

E' possibile abbonarsi e ricevere una copia al mese,

l'abbonamento vale come iscrizione al Centro Culturale Studi Storici in qualità di associato

Euro 25,00 da versare sul CCP 1009316868 intestato al Centro Culturale Studi Storici, in via don Paolo Vocca, 13 - 84025 - Eboli (SA)


Per info su prenotazioni abbonamenti è possibile contattare anche: rosarydelsudartnews@gmail.com

 


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Successo per il M° Jacopo Sipari di Pescasseroli e Giuseppe Albanese all'Opera di Bulgaria in Varna

Successo  nel concerto inaugurale

dell’Opera di stato di Varna per

Il pianista Giuseppe Albanese

E

Il Direttore

Jacopo Sipari di Pescasseroli

Orchestra dell’Opera di Stato di Varna

 

Jacopo Sipari e Giuseppe Albanese: l’insieme è sovrano


 


Atteso successo del direttore aquilano e del pianista calabro, per il concerto inaugurale del cartellone sinfonico dell’Opera di Stato di Varna con il secondo piano concerto di Sergej Rachmaninov e la quinta sinfonia di Dmitrij Shostakovich. La serata è stata inaugurata da un giovane direttore, Nikolay Hilendarov, allievo della masterclass con la sinfonia da La Forza del Destino

 

Inaugurazione pirotecnica per il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, che si concede all’Opera Nazionale di Varna, in doppia veste di direttore musicale e bacchetta ospite del concerto d’apertura della stagione concertistica, di far musica con il pianista Giuseppe Albanese. Daniela Dimova, riconfermata brillantemente sovrintendente del teatro, ha accolto la proposta dei due maestri, che hanno scelto per il prestigioso evento un programma interamente dedicato alla scuola nazionale russa con il concerton°2 in Do Minore op.18, composto da Sergej Rachmaninov e la V sinfonia, in Re Minore op.47 di Dmitrij Shostakovich. Nel lasso di tempo trascorso a Varna i due maestri sono stati i docenti di due masterclass, Jacopo Sipari di direzione e Giuseppe Albanese di pianoforte, da cui è stato scelto Nikolay Hilendarov per dirigere la sinfonia de’ “La forza del destino” di Verdi. Accordi pesati e pensati alla Karajan, il respiro del destino nello stacco, i numeri ci sono per confezionare “un bel vestito” per dirla con Eduardo De Filippo. Riflettori quindi, sul gran coda nero al quale si è assiso Giuseppe Albanese, rappresentante di un pianismo dal fraseggio d’abbagliante bellezza, di quel metallo lucente che è caratteristica del magistero italiano di questo strumento. Il pianista calabro ha scelto per il pubblico bulgaro il Rach 2 composto da Sergej Rachmaninov, tra il 1900 e il 1901, esito liberatorio di una rigenerazione fisica, spirituale e creativa del grande russo. Solista-eroe all’assalto scatenato, funambolismi in velocità, grandi silenzi carichi di pathos, quasi un cliché cinematografico, con l’attacco, risultato un vero e proprio cielo di pietra, evocato dal pianoforte, la melodia (la grande melodia che attraversa tutta la composizione con un avvincente percorso carsico) ha “scorso”, ci ha travolto: il fraseggio di Albanese, assecondato empaticamente dal Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, è apparso potente con i giusti abbandoni e soprattutto da una serie di riflessioni intime, non scritte. C’è sembrato lasciandoci intuire anche qualcosa di pathico e di delicato quanto di più distante dall’esibizione del lirismo. Per quanto riguarda, invece, i momenti “eroici” del primo e del terzo tempo, i funambolismi, le gare di velocità e di forza con l’orchestra…. ne è rimasta intensa traccia, ma il pianismo di Giuseppe Albanese è rimasto sempre elegante, vaporoso, e di grandissima precisione. Ci siamo accorti con lui della quantità enorme delle indicazioni di mezzo-forte che Rachmaninov ha scritto, di come i passaggi “di bravura” possano acquistare un valore timbrico altro. Certo lirismo disteso e solare, di una sincerità totalmente priva di inibizioni, unito ad una tensione sotterranea, che ha attraversato il terzo movimento, ha pienamente convinto il pubblico che ha “ri-chiamato” più volte al proscenio Giuseppe Albanese e il direttore Jacopo Sipari, il quale ha trasformato in una lussuosa spalla l’orchestra dell’Opera di Varna, chiamata a sostenere il mix di grazia e grinta del solista, regolati da una sensibilità, chiaramente non solo tattile, dove l’una è entrata nell’altro, rendendo, così, l’insieme sovrano e ricevendone in cambio da parte di Albanese, il rondò dalla Sonata in Do Maggiore op.24 di Carl Maria Von Weber, un perpetuum mobile, eseguito con ribollente energia.

Seconda parte dedicata interamente all’esecuzione della quinta sinfonia in Re Minore op.47 di Dmitrij Shostakovich. E’ la volontà che si palesa nel principio base di questa sinfonia, cioè quello di una polifonia essenzialmente “duale” (la polifonia occidentale delle origini, degli organa e del contra-punctum, ma anche delle invenzioni a due voci) o al massimo “ternaria” (il motetus di XIII e XIV secolo, come nelle sezioni iniziali del Largo), che permea tutta la costruzione sinfonica, dall’incipit “canonico” alle strutture armoniche del Moderato iniziale (l’armonia “melodica” di viole e violoncelli/c.bassi sul primo cantabile; le risposte imitate, rigorosamente a due voci, di corno e flauto); dal discantus fra violini e viole (al di sopra del tenor dei bassi) nel Largo alle “divisioni” in compagini, ancora duali/ternarie, del finale. Allo stesso tempo, non si può negare che diverse sezioni accordali (o meglio un “senso” armonico esteso) pervadano intere sezioni dell’opera, ma la matrice contrappuntistica del disegno – in cui è davvero difficile “barare” – ne costituisce essenzialmente la base. 

 


 

La disposizione armonica (una sorte di scrittura a “parti late” anche per la fase acuta dell’orchestra) e soluzioni accordali personalissime e moderne (l’accordo perfetto maggiore col basso di seconda, su tutte) sono punti altrettanto chiari in cui il Maestro Jacopo Sipari ha lasciato trasparire  la voce intima di Shostakovich in tutto il suo nitore “aereo”, algido, secco (il suono “scarnificato” dell’ultimo Mahler, il colore “denutrito” di Grosz, Kokosckha, Schiele, ad esempio nei soli dei due flauti), facendo, così emergere il profilo netto di un compositore fondamentale per il '900, un compendio e un paradigma delle sue qualità particolari; un “testamento” altissimo della sua umanità e della sua onestà intellettuale. Nelle citate memorie di Volkov, Shostakovich si riservava ancora il diritto/dovere di dire “tutto quello che sento il bisogno di dire” attraverso la musica, e di farlo con coraggio: “Ci occorre musica coraggiosa, e non uso questo aggettivo nel senso che le note debbano essere sostituite da dichiarazioni di principio, ma coraggiosa nel senso di veritiera. Una musica in cui il compositore esprima sinceramente i propri pensieri”. Già divise le strade di Giuseppe Albanese, impegnato nella Basilica di San Vittore in Varese, con Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Milano, diretta da Giovanni Conti, per il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in si bemolle minore, op. 23 di Pëtr Il’ič Čajkovskij mentre il 3 febbraio sarà in récital al Teatro Verdi di Pisa, ospite della LIX Stagione de I Concerti della Normale con un programma tutto incentrato sui compositori dell'era romantica, Mendelssohn-Bartholdy, Weber, Tausig, Granados e Albéniz, mentre il Maestro Iacopo Sipari, volerà in Ungheria per dirigere oltre che Sinfonie di Rossini e Verdi e uno dei suoi cavalli di battaglia, l’Intermezzo della Manon Lescaut di Giacomo Puccini, la Sinfonia n. 3 in do minore “Sinfonia per Organo”, op. 78 di Camille Saint-Saens, uno dei suoi capolavori, insieme al Samson, destinato a celebrare il sinfonismo francese e poetico dei nuovi tempi. 

 

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