martedì 15 settembre 2026

Si fa presto a dire poesia

 


 

Venerdì 18 settembre alle ore 18:00 alla libreria Liberi Tutti (via Nicolò Tommaseo, 49) l'incontro "Si fa presto a dire poesia" con i poeti Giorgio Ghiotti e Francesco Salvini

 

A partire dalle loro opere più recenti, gli autori si confronteranno col pubblico su temi e questioni della poesia contemporanea, dall'erotismo in letteratura alle nuove forme di scrittura in versi. Un'occasione per ascoltare due voci del recente panorama italiano già riconosciute e apprezzate da critica e mondo editoriale, complementari per visione e diverse per stile e originalità. Un pomeriggio di incontro tra due gloriose tradizioni poetiche: quella romana e quella ligure.



Libreria Liberi Tutti
via Tommaseo 49
19121 La Spezia

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

MICHEL VERJUX - TOUT OU PARTIE

INAUGURAZIONE GIOVEDÌ 24 SETTEMBRE 2026 ORE 18:00 



CATALOGO CON TESTI DI FRANCESCO TEDESCHI E MICHEL VERJUX
24 SETTEMBRE - 19 NOVEMBRE 2026


La galleria A arte Invernizzi inaugura giovedì 24 settembre 2026 alle ore 18:00 una nuova mostra personale di Michel Verjux, artista francese con cui ha un rapporto consolidato, avviato nel 2001 in occasione della prima collaborazione.


Verjux dal 1983 sviluppa la sua ricerca attraverso gli éclairages, interventi luminosi costituiti da proiezioni di figure geometriche – quadrati, coni, cilindri e altre forme – concepiti in stretta relazione con l’architettura e con le specificità del luogo in cui vengono realizzati. Assumendo la luce come elemento primario del proprio linguaggio, l’artista lavora sull’atto del vedere come luogo dell’incontro con la realtà lasciando aperto lo spazio dell’azione, del pensare, del sentire: l’indagine sui limiti della percezione avviene generando un dialogo continuo tra spazio, visione e presenza che trasforma ogni intervento in un’esperienza capace di ridefinire il rapporto tra opera, ambiente e osservatore.

Come ha scritto Harald Szeemann, Michel Verjux appartiene a quella generazione di artisti, emersi a metà degli anni Ottanta che, “familiari” con “la funzione magica dell’oggetto di matrice beuysiana e con la libertà evocativa dell’arte concettuale” si sono interrogati sulla genesi dell’immagine a partire da un’analisi del luogo dell’esposizione.


La sua arte vuole educare l’occhio alla conoscenza, aggiungere indici, segni inediti al linguaggio visuale per arricchire la percezione della realtà: la proiezione luminosa diviene un gesto concreto nell’esperienza di una determinata situazione con la quale si è chiamati a interagire affinché si mostrino le relazioni che intercorrono tra i vari livelli di realtà. Lo stesso Verjux ha descritto in questi termini la propria modalità creativa: “Il mio fare artistico è ampiamente incentrato sul processo (o sul dispositivo) che mette in gioco l’energia, la materia e il dare forma a ciò che, immediatamente, ci sta di fronte e ci circonda. Un processo (o dispositivo) che, a mio avviso, deve permettere al destinatario di vivere un’esperienza”.

Gli éclairages appositamente realizzati per questa occasione portano in evidenza alcuni elementi architettonici specifici della galleria: dall’ampia scala centrale con il disegno essenziale della ringhiera, alla soglia che connette una sala espositiva all’altra, all’incrocio arrotondato tra due pareti perpendicolari.


“Può essere una semplice esposizione, una semplice illuminazione di ciò che si trova già lì in una cornice particolare; ma in realtà si tratta di un ‘già lì’ portato ironicamente all’attenzione del visitatore con insistenza”. (Michel Verjux, 2001).


Affiancano gli éclairages alcune opere realizzate con fogli di acciaio inox piegati e tagliati da fessure semicircolari che, attraverso la contrapposizione tra pieno e vuoto, evidenziano come lo spazio sia condizione necessaria per la loro esistenza.


Attraverso questa mostra Verjux attua una riflessione, oltre che sul processo e la relazione, anche su come l’opera venga recepita: tutto dipende da ciò che ci si aspetta o si desidera, da ciò che si vuole e, in particolare, da ciò che si cerca – e da ciò che la realtà è in grado di restituire. La visione mostra “tutto o solo una sua parte?”, lo scetticismo dell’artista francese resta sospeso nel seguente assunto di Ludwig Wittgenstein: “non esiste un unico metodo, ma molti metodi”.

In occasione della mostra verrà pubblicato un volume bilingue contenente un saggio di Francesco Tedeschi, un testo di Michel Verjux, la riproduzione delle opere in mostra e un aggiornato apparato bio-bibliografico.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

L’ISIS CASANOVA HA BRILLATO A#VENEZIA83 GRAZIE A DALILA MAGLIONE, COMPONENTE DELLA GIURIA DEL LEONCINO D’ORO


 

 Calato il sipario a #Venezia83 che si riconferma essere la più prestigiosa Mostra d’Arte Cinematografica dei nostri tempi. Venezia non è solo red carpet, glamour mondanità e riflettori puntati sui miti dello star system mondiale ma è anche una manifestazione che offre  visibilità e concrete opportunità a giovani talenti, desiderosi di realizzare il loro sogno: potersi esprimere a livello professionale nel comparto audiovisivo. E’ il caso di Dalila Maglione, brillante fresca diplomata all’ Isis Casanova di Napoli nel comparto “Servizi culturali e dello spettacolo”  che ha vissuto in Laguna un’indimenticabile esperienza quale membro della 38ª edizione del Leoncino d’Oro, dopo essere stata  giurata territoriale per l'assegnazione dei Premi David Giovani insieme ai suoi compagni di classe e vincitrice assoluta per la regione Campania con il suo  cortometraggio intitolato "Lo straniero", incentrato sul valore e sul ruolo del cinema nella formazione personale e sociale. Questa importante iniziativa è inserita all'interno del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, è ideata e organizzata da Agis-Agiscuola, ANEC e l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, con il patrocinio e il supporto del Ministero dell'Istruzione e del Merito insieme al Ministero della Cultura e permette agli studenti di sviluppare un profondo senso critico e di avvicinarsi concretamente alla filiera professionale della settima arte.




 Ospite ufficiale del Festival, la Maglione ha vissuto giornate intense e ricche di magia: dalla partecipazione alla cerimonia di inaugurazione di Casa Cinema Giovani  alle proiezioni ufficiali in concorso  che le hanno consentito di analizzare da vicino le opere, all’intervento attivo ai dibattiti istituzionali  attraverso i quali ha potuto confrontarsi direttamente con registi e delegazioni artistiche di fama internazionale, contribuendo infine all'assegnazione del prestigioso premio collaterale dell'AGIScuola. 
 
 

 
 
Particolarmente emozionante, la cerimonia di Premiazione del Leoncino d'Oro, in cui Dalila ha preso la parola davanti alla platea del festival, dando vita a un discorso intenso con il quale ha trasmesso all’intera platea il suo viscerale amore per il cinema, descrivendolo non solo come una forma d'arte o un percorso di studi, ma come una vera e propria “necessità dell'anima”, nel contempo esprimendo gratitudine e stima profonda alla Preside dell’Istituto Superiore “Isis A. Casanova”  Mira Masillo  ed alle professoresse Maria Rosaria Ciardiello e Monica Bruno presenti alla manifestazione che insieme all’intero corpo docente si adoperano quotidianamente per costruire un percorso didattico-formativo che permetta a tutti gli studenti  di realizzare le proprie ambizioni.
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

lunedì 14 settembre 2026

San Giorgio a Cremano, inaugurato il terzo asilo nido comunale: 60 nuovi posti per l’infanzia, per un totale di 290. Carbone: "Supereremo a breve, la soglia del 45% imposta dall'Europa nel 2030"


 

San Giorgio a Cremano, 14 settembre 2026 –Inaugurato questa mattina il terzo asilo nido comunale di San Giorgio a Cremano, in via Brodolini, realizzato grazie ai fondi del PNRR. Una struttura moderna e funzionale di circa 900 metri quadrati, organizzata su un unico livello e dotata anche di un’ampia area verde, che può accogliere fino a 60 bambini da 0 a 3 anni nelle sezioni dedicate a lattanti, semidivezzi e divezzi

Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco Michele Carbone, la Giunta e i consiglieri comunali, le famiglie, gli educatori, l’assessore alle Politiche sociali Ciro Di Giacomo e il consigliere regionale e già Sindaco Giorgio Zinno, che nel 2024, durante il suo mandato, aveva avviato il percorso che ha portato alla realizzazione della struttura.

Con l’apertura del nuovo nido, i posti complessivamente disponibili per i bambini da 0 a 3 anni sul territorio cittadino, considerando anche i servizi accreditati, salgono a 290. Un numero destinato a crescere ulteriormente con la realizzazione del quarto asilo nido comunale, in via Cavalli di Bronzo, che consentirà a San Giorgio a Cremano di superare con largo anticipo il 45% di copertura dei posti previsto dagli obiettivi europei per il 2030.

 




“L’inaugurazione di oggi non rappresenta soltanto l’apertura di una nuova struttura, ma il risultato concreto di una scelta amministrativa precisa: investire sui bambini significa investire sul futuro della città e sostenere concretamente le famiglie nella loro quotidianità – ha detto il sindaco Michele Carbone. Ringrazio tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto e, in particolare, il consigliere regionale Giorgio Zinno, che da sindaco avviò il percorso nel 2024. Oggi, insieme all’assessore Ciro Di Giacomo e a tutta l’Amministrazione, continuiamo su quella strada, lavorando per rafforzare i servizi per l’infanzia. Il nostro obiettivo è chiaro: aumentare i posti disponibili, migliorare la qualità dei servizi e rendere San Giorgio a Cremano sempre più una città a misura di famiglie. E con il quarto nido di via Cavalli di Bronzo siamo già proiettati verso il prossimo traguardo”.

“Quello di oggi è un risultato che mi fa particolarmente piacere perché nasce da un percorso che avevamo avviato nel 2024, con l'obiettivo di utilizzare le risorse del PNRR per creare un nuovo servizio a disposizione delle famiglie – ha aggiunto il consigliere regionale Giorgio Zinno. Vedere oggi questa struttura pienamente realizzata e pronta ad accogliere i bambini dimostra quanto sia importante programmare gli investimenti e dare continuità alle scelte amministrative. San Giorgio a Cremano sta costruendo una rete di servizi per la prima infanzia significativa e il prossimo obiettivo, con il quarto nido, è ancora più ambizioso. Come Regione Campania continueremo a sostenere i Comuni che investono nei servizi per l’infanzia e, in Consiglio regionale, continueremo a lavorare perché arrivino maggiori risorse alle famiglie e ai territori. Gli asili nido non sono una spesa, ma un investimento sul futuro, sulla crescita dei bambini e sulla possibilità per tante famiglie di conciliare vita e lavoro.

L’Amministrazione comunale sottolinea inoltre l’importanza della collaborazione istituzionale con la Regione Campania per rafforzare le politiche dedicate all’infanzia e alle famiglie. Una direzione che proseguirà nei prossimi mesi con la realizzazione del quarto nido comunale di via Cavalli di Bronzo, confermando la volontà di programmare nuovi servizi e di aumentare progressivamente la capacità di accoglienza della città.

“Una città che si prende cura – ha concluso Carbone – è una città che non si limita a rispondere alle necessità del presente, ma programma ciò che servirà alle famiglie negli anni a venire. È questa la direzione che abbiamo scelto per San Giorgio a Cremano.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Sorrento Classica presenta I Giovani incontrano i Maestri martedì 15 settembre

 S.C.S. Società dei Concerti di Sorrento

Patrocinio Città di Sorrento e Regione Campania

SORRENTO CLASSICA

The International Summer Music Festival of Sorrento

Personaggi, interpreti e protagonisti della grande musica classica a Sorrento

XIX Edizione

Presenta

I giovani incontrano

 i Maestri

Andrea Vio Violino Stefano Giavazzi pianoforte

Ensemble La Vittoria


Info: Sorrento, Martedì 15 settembre - Chiostro di San Francesco, ore 20,45 biglietti: euro 20+commissioni  Infoline/Box office: (+39) 339 442 9217. www.societaconcertisorrento.it Online Presale: www.ticketgate.it Info.: www.comune.sorrento.na.it, www.surrentum.com e www.agopress.it


Sorrento Classica: I giovani incontrano i Maestri


 


Quinto appuntamento per il cartellone della XIX edizione organizzata dalla S.C.S, Società Concerti Sorrento, per la direzione artistica del Maestro Paolo Scibilia, che martedì 15 settembre nell’incantevole cornice del Chiostro di San Francesco, ospiterà il violinista Andrea Vio in duo con il pianista Stefano Giavazzi, affiancati dalle giovani strumentiste dell’Ensemble La Vittoria

 

Nel quadro della programmazione culturale autunnale del Mezzogiorno, la XIX edizione del Festival Internazionale di Musica Sorrento Classica, firmata dal Maestro Paolo Scibilia e promossa dalla Società dei Concerti di Sorrento, si configura quale dispositivo laboratorio di formazione e dialogo interculturale. L'iniziativa, operando in regime di sinergia istituzionale con il Comune di Sorrento, la Regione Campania e il Museo Correale di Terranova, riafferma il proprio ruolo di presidio musicale orientato alla rifunzionalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio storico-artistico locale. Dal 6 al 20 settembre 2026, l'architettura monumentale del Chiostro di San Francesco diviene la cornice logica e acustica della rassegna: un ciclo di sei concerti serali che declina un'articolata pluralità di codici musicali, muovendosi dialetticamente tra la tradizione canonica europea, le istanze di avanguardia del Novecento e le matrici dell'etnomusicologia contemporanea. La programmazione del quinto appuntamento della rassegna, martedì 15 settembre, nell’ormai abituale cornice del Chiostro di San Francesco, Paolo Scibilia, alle ore 20,45, assumerà una spiccata valenza didattico-pedagogica con la serata “I giovani incontrano i Maestri”. In questa occasione, il violinista Andrea Vio e il pianista Stefano Giavazzi si affiancano all' Ensemble La Vittoria, composto da Margherita Colombo, al violino, Novella Bianchi, alla viola e Valery Lopez al violoncello, in un programma monografico dedicato a Robert Schumann, concretizzando un momento di trasmissione intergenerazionale del sapere interpretativo e valorizzando il dialogo tra affermati solisti e giovani compagini orchestrali. Si inizierà con le Tre romanze per violino e pianoforte op.94, composte da Robert Schumann nel dicembre 1849 come intimo dono di Natale per la moglie Clara. Queste tre miniature trasfondono nella versione per violino e pianoforte una straordinaria vocazione cantabile e una lirica drammaturgia interiore che rifiuta qualsiasi forma di virtuosismo esibito per privilegiare un dialogo poetico e riservato, aperto dal malinconico Nicht schnell in la minore con la sua linea melodica fluttuante sostenuta da fluidi arpeggi, proseguito nel cuore dell'opera col celebre Einfach, innig in la maggiore dall'incedere di lied popolare increspato solo da un episodio centrale più agitato, e concluso dal cangiante Nicht schnell finale che intreccia delicatezze fiabesche e improvvisi slanci d'inquietudine in una perfetta fusione timbrica tra i due strumenti. Il fascino dell'op. 94, nata per il suono dell’oboe, risiede nella capacità di trasformare la forma breve della "romanza" in una confessione autobiografica: l'interazione tra violino e pianoforte non sfocia mai nella contrapposizione, bensì in una fusione timbrica e affettiva di rara intensità. La giovane violoncellista Valery Lopez, proporrà, quindi, le Fantasiestücke per violoncello e pianoforte Op. 73, composte nel corso di soli due giorni nel febbraio 1849. Le pagine rappresentano uno degli esempi più raffinati del collezionismo di "microgrammi musicali", tipico della sensibilità romantica. Originariamente concepite per clarinetto e pianoforte, l’ancia della rimembranza, con l'alternativa espressamente prevista dall'autore per violoncello o violino, le tre miniature costituiscono un unico grande arco poetico legate da sottili relazioni tonali e affettive. Il titolo Fantasiestücke, richiama l'universo letterario di E.T.A. Hoffmann, evocando una dimensione intima, sognante e mutevole: i tre brani non vanno intesi come movimenti separati di una sonata, ma come tre capitoli di un unico discorso emotivo da eseguire senza soluzione di continuità. Apre Zart und mit Ausdruck (Delicato e con espressione - La minore), ove il violoncello intona una melodia sinuosa e nostalgica sopra un fluido accompagnamento a terzine del pianoforte. La scrittura valorizza il registro medio-grave dello strumento ad arco, creando un'atmosfera sospesa ed elegiaca dove la melodia sfuma con delicatezza nell'attacco del brano successivo. Segue Lebhaft, leicht (Vivace, leggero - La maggiore) e qui il clima cambia radicalmente, traducendosi in un dialogo vivace e scherzoso dove i due strumenti si rincorrono con grazia e leggerezza. La sezione centrale offre un momento di lirica distensione pastorale prima della ripresa del tema principale, fungendo da perfetto intermezzo tra la malinconia iniziale e la foga finale. Finale con Rasch und mit Feuer (Rapido e con fuoco - La maggiore), che esplode con un'energia travolgente, incarnando l'anima più impetuosa di Schumann e l'archetipo del suo alter ego Florestano. Il dialogo tra violoncello e pianoforte si fa serrato e incalzante, culminando in una brillante Coda marcata "Schneller" (Più presto) che porta l'estasi romantica al suo punto di massima tensione. La serata verrà chiusa dal Quintetto per pianoforte e archi op. 44, in Mi Bemolle maggiore. Intere generazioni di musicisti si sono confrontate con quest’opera, uno dei vertici della letteratura musicale dell’Ottocento, e hanno provato a interpretarne variamente lo sviluppo. Il critico Hermann Abert vi ha riconosciuto la messa in scena di un dialogo, e quasi di una sfida, fra i due personaggi che rappresentavano i poli contrapposti dell’immaginario poetico schumanniano: l’impetuoso Florestan e l’analitico Eusebius. Il 1842 è ricordato nella biografia schumanniana come l’"anno della musica da camera". Dopo essersi dedicato quasi esclusivamente al repertorio pianistico negli anni Trenta e alla forma sinfonica nel 1841, Schumann si rivolse alla dimensione cameristica con una straordinaria concentrazione creativa. Il Quintetto op. 44 nasce in poche settimane nell'autunno del 1842 e rappresenta una vera e propria innovazione formale: Schumann fu il primo a combinare il pianoforte con un quartetto d'archi classico (due violini, viola e violoncello), fondando di fatto un nuovo genere che avrebbe influenzato profondamente autori come Brahms, Dvořák e Fauré. Dedicato alla moglie Clara, virtuosa di fama internazionale e prima interprete dell'opera, il quintetto fonde il rigore contrappuntistico con una scrittura di sfolgorante brillantezza concertistica.
 
 

 
Il primo movimento, Allegro, si apre senza introduzione con un tema sillabico, energico e perentorio, enunciato dall'intero organico. A questo slancio iniziale fa da contrappeso il secondo tema, un intimo e lirico dialogo tra il violoncello e la viola, su cui il pianoforte si inserisce con delicatezza. La sezione dello sviluppo mette in luce la padronanza contrappuntistica di Schumann, intrecciando i frammenti tematici in una dialettica serrata fino alla trionfale ripresa del tema principale. Segue una Marcia, dai tratti di una solenne marcia funebre. Il primo violino espone un tema cromatico ed eliaco sopra un passo cadenzato del pianoforte. La struttura si articola come un rondò: un primo episodio centrale (Agitato) spezza la gravità del brano con un'incalzante figurazione in terzine, mentre una seconda sezione (Espressivo) offre un'oasi di sereno lirismo prima del ritorno del tema iniziale, che si dissolve nel silenzio. Quindi, ascolteremo allo Scherzo, un'esplosione di pura energia virtuosistica. Lo Scherzo è costruito su una travolgente scala ascendente di Mi bemolle maggiore che sale e scende senza sosta, con due Trii: il primo, affidato al dialogo pastorale tra violino e viola su arpeggi del pianoforte; il secondo, è un turbine ritmico in 2/4 di impostazione perpetua che conduce direttamente alla brillante coda finale. Il Finale, un Allegro, ma non troppo, si apre inaspettatamente nella tonalità di Do minore con un tema marcato e ritmicamente incisivo. Il movimento procede alternando momenti di slancio rapsodico a sezioni di raffinata fattura polifonica. Il culmine dell'opera si raggiunge nella coda, ove Schumann costruisce una grandiosa doppia fuga in cui il tema del quarto movimento si intreccia magistralmente con il tema d'apertura del primo, chiudendo l'opera in un’apoteosi di solare ed eroica architettura sonora.
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

UN GRANDE RICONOSCIMENTO PER LUCA

 




La Maison de la Danse ssd di La Spezia, centro di riferimento per le arti coreutico artistiche in città, annuncia con grande orgoglio l’ammissione ufficiale di Luca Raffellini presso la storica Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato, Étoile internazionale.

 

Luca Raffellini
Il giovanissimo studente, 15 anni, è cresciuto e si è formato nella danza all’interno del centro spezzino.
Spronato e diretto dai suoi insegnanti, ha deciso di iscriversi alle selezioni presso alcune rinomate Accademie italiane, ma ha scelto Roma come sua prossima tappa.
Tutta la scuola, il team docenti, la segreteria, gli amici, colleghi di studi e in particolare la fondatrice e direttrice Emmanuelle Ricco ci tengono a inviare a Luca un sincero “in bocca al lupo” e i migliori auguri per il suo futuro, con la speranza di vederlo presto calcare le scene italiane ed estere come professionista.


Il centro riaprirà l’anno accademico il 17 settembre con molte novità: oltre alle materie fondamentali di
insegnamento come la danza classica, punte, repertorio, danza contemporanea, modern contemporaneo etc, quest’anno la LMD offrirà corsi per bambini e ragazzi improntati al jazz, hip hop, cheerleading in lingua inglese con madrelingua, corsi linguistici di inglese e francese per bambini e ragazzi (uno dei quali in collaborazione con l’ente internazionale Kids&Us), Teatro (tutte le fasce di età) e attività manuali e poi corsi di salsa e bachata così come Heels, Tai chi, danza contemporanea e jazz (anni ’80-musical) per un pubblico adulto... un anno ricchissimo e intenso.
 

Inoltre, la programmazione prevede stage mensili con il Maestro di chiara fama Massimo Perugini per la danza contemporanea, Annalisa Serpe per il teatrodanza, oltre a audizioni, masterclass in danza accademica, laboratori di Broadway style (musical), vacanze studio, lezioni teoriche di storia della danza e del teatro, concorsi e tanto altro.


Ricordiamo che il 26 settembre avranno luogo gli open days per i corsi tenuti da Kids&Us alle ore 16.00 e Tai chi adulti alle 17.30.


La segreteria sarà aperta 

dal 17 settembre pomeriggio 

Per informazioni:
Via Fontevivo 21

 la Spezia,

 maisondansestudio@gmail.com,

3494656392

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

San Gregorio Armeno


 


DATA: 1990 
AUTORE: Don Giuseppe Cappellano
DIMENSIONI: 45x60cm
TECNICA: Tempera all'uovo su tavola

 

NOTE:
San Gregorio Armeno pezzo unico
Icona di scuola di ovse
Tecnica iconografica tradizionale

“Il Suono dell’Acqua” – La nuova creazione musicale di Daniela Del Prete, Narratrice d’Incanto

 


 

Il Suono dell’Acqua” – La nuova creazione musicale di Daniela Del Prete, Narratrice d’Incanto “Il Suono dell’Acqua”: nasce la nuova opera musicale e narrativa creata interamente da lei “Il Suono dell’Acqua” è il nuovo progetto artistico di Daniela Del Prete, narratrice d’incanto, giornalista, scrittrice e voce creativa tra le più riconoscibili del panorama culturale campano.


L’immagine ufficiale del brano – due figure immerse nell’acqua, illuminate da una luna piena che domina la scena – racconta già da sola l’essenza del progetto: un’opera che nasce dal contatto tra emozione, natura e intimità, trasformata in musica e narrazione da una sola persona, l’autrice stessa.


Una musica creata interamente da Daniela Del Prete
La canzone non nasce da un team, né da una produzione collettiva: è stata composta, ideata e strutturata interamente da Daniela Del Prete, che ha trasformato la sua sensibilità narrativa in linguaggio musicale. La melodia nasce dal concetto che attraversa tutta la sua opera:
l’acqua come memoria, come voce, come luogo dove le emozioni si riflettono e si
trasformano.
Il brano è costruito come un racconto sonoro, dove ogni nota è pensata per evocare
immagini, atmosfere e sensazioni che ritornano nel videoclip e nella copertina ufficiale.
La visione artistica: il racconto che diventa musica
Daniela Del Prete porta nel progetto la sua identità di narratrice:
la musica non descrive, fa vivere.
Il brano è concepito come un viaggio emotivo, dove la voce narrante diventa parte
integrante della composizione, guidando lo spettatore attraverso un percorso che unisce
acqua, luna, intimità e rinascita.
La copertina – con la luna che illumina l’acqua e due figure immerse nel loro mondo –
rappresenta perfettamente la poetica dell’autrice:
la luce che incontra il sentimento, il silenzio che incontra la voce, l’acqua che
incontra la storia.
Chi è Daniela Del Prete: la Narratrice d’Incanto
Giornalista pubblicista, scrittrice, autrice e direttrice della web tv Dagal Social, Daniela Del
Prete è una delle voci più apprezzate della comunicazione culturale campana.

La sua narrazione è stata definita come “una voce che accarezza le storie”, capace di
trasformare un testo, un’immagine o una musica in un’esperienza emotiva.
Negli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti ufficiali:
● Premio Special Award alla 76ª Biennale di Venezia, per la qualità del suo lavoro
giornalistico e culturale
Premio Internazionale a Barcellona, assegnato alla sua web tv Dagal Social
come realtà innovativa nella comunicazione digitale
Premio Eccellenze Istituzionali 2022, per il contributo alla valorizzazione del
territorio
Premio Vesuvio d’Oro 2025, come eccellenza della comunicazione e della cultura
partenopea
● Premio Speciale Award dalla FSP Polizia di Stato per la divulgazione e comunicazione.
La sua voce, intensa e immediatamente riconoscibile, è diventata negli anni un tratto
distintivo delle sue produzioni editoriali, dei suoi documentari e delle sue narrazioni
artistiche.
“Il Suono dell’Acqua”: un’opera che unisce musica, immagine e
racconto
Il progetto rappresenta una nuova tappa del percorso artistico di Daniela Del Prete:
una musica che nasce da lei, una narrazione che vive attraverso la sua voce, un’immagine
che diventa simbolo della sua poetica.
“Il Suono dell’Acqua” non è solo una canzone:
è un racconto emotivo, un’esperienza visiva e sonora, un’opera che parla di sentimenti,
di contatto, di rinascita e di quella magia che solo l’acqua – e la voce di una narratrice
d’incanto – può evocare.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA