lunedì 20 luglio 2026

“A Tavola con la Solidarietà”, il Lions Club Napoli Host inaugura un service permanente a sostegno delle persone in condizioni di fragilità economica e sociale




NAPOLI, 20 luglio 2026 -  Prenderà ufficialmente il via martedì 21 luglio il nuovo service permanente del Lions Club Napoli Host “A Tavola con la Solidarietà”, iniziativa dedicata al sostegno delle persone che vivono situazioni di disagio economico e sociale e che testimonia il concreto impegno del Club a favore della comunità e delle fasce più vulnerabili della popolazione.

L’iniziativa nasce dall’esperienza di volontariato del socio Oscar Spano, che da tempo presta servizio ogni martedì presso il Centro La Tenda E.T.S., collaborando con gli altri volontari nella preparazione e nella distribuzione del pranzo agli ospiti della struttura. Da questo esempio di impegno concreto è maturata la volontà del Club di trasformare una significativa esperienza personale in un progetto istituzionale stabile e continuativo.

Con “A Tavola con la Solidarietà”, il Lions Club Napoli Host garantirà una presenza costante accanto alle persone più fragili attraverso la partecipazione diretta dei propri soci alle attività del Centro La Tenda E.T.S. L’obiettivo è offrire non soltanto un sostegno materiale, ma anche ascolto, accoglienza e vicinanza, valorizzando il ruolo della solidarietà come strumento di inclusione sociale e promozione della dignità della persona.

Il nuovo service si inserisce in un rapporto di collaborazione consolidato nel tempo tra il Lions Club Napoli Host e il Centro La Tenda E.T.S. Negli anni, infatti, il Club ha sostenuto l’associazione attraverso diverse iniziative solidali, tra cui la destinazione di un contributo della Lions Clubs International Foundation (LCIF) per il potenziamento delle attrezzature destinate alla conservazione degli alimenti. Tale intervento ha consentito di migliorare la gestione delle donazioni e contribuire concretamente alla riduzione dello spreco alimentare. A ciò si sono aggiunte raccolte alimentari e attività di raccolta fondi promosse a favore dell’associazione.

L’avvio di questo service permanente rafforza inoltre, durante tutto l’anno, lo spirito dell’iniziativa distrettuale “Aggiungi un posto a tavola”, nella convinzione che il contrasto alla povertà e all’emarginazione richieda un impegno costante e continuativo, capace di tradursi in azioni concrete e durature.

«In questo anno sociale, nel quale i soci si apprestano a celebrare il prestigioso traguardo del 75° anniversario del Lions Club Napoli Host – dichiara la Presidente Grazia Salerno – abbiamo scelto di inaugurare il nostro programma di attività con questo service perché rappresenta pienamente i valori che da sempre ispirano la nostra azione. Mettere la persona al centro, attraverso gesti semplici ma autentici di solidarietà, significa dare concreta attuazione alla missione di servizio che caratterizza il Lions Club e rafforzare il legame con la comunità nella quale operiamo.»

Attraverso “A Tavola con la Solidarietà”, il Lions Club Napoli Host rinnova il proprio impegno a favore del bene comune, nella consapevolezza che un posto a tavola non rappresenta soltanto una risposta a un bisogno materiale, ma anche un’opportunità per restituire speranza, relazioni e senso di appartenenza a chi vive una condizione di difficoltà.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Intitolato a Domenico Cortopassi l’Urban Center del Teatro Civico

La cerimonia si è svolta alla presenza del sindaco Pierluigi Peracchini e dell’assessore alla Toponomastica Maria Grazia Frijia

 



La Spezia, 20 luglio 2026   – È stato intitolato a Domenico Cortopassi l’Urban Center situato all’interno del Teatro Civico, con ingresso da via Carpenino. La cerimonia di inaugurazione si è svolta alla presenza del sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e dell’assessore alla Toponomastica Maria Grazia Frijia.

 



Con questa intitolazione, l’Amministrazione comunale ha voluto rendere omaggio a una figura di primo piano della storia musicale spezzina, compositore e direttore d’orchestra che, attraverso un’intensa attività artistica e didattica, ha contribuito a dare prestigio alla città della Spezia. La proposta aveva ricevuto il parere favorevole della Commissione consultiva per la Toponomastica.

Nato a Sarzana l’8 ottobre 1875, Domenico Cortopassi iniziò gli studi musicali sotto la guida del padre, proseguendoli all’Istituto musicale “Giacomo Pacini” di Lucca e perfezionandosi successivamente a Milano. Dopo un periodo trascorso a Stoccolma, dove diresse concerti orchestrali, svolse un’intensa carriera nei principali teatri italiani e all’estero.
 
 

 


L'intitolazione dell'Urban Center al M° Domenico Cortopassi è un riconoscimento doveroso e necessario per onorare un musicista che ha lasciato un segno profondo nella storia culturale della nostra Città e non solo” commenta il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “Un uomo di straordinario talento, che a 150 anni dalla sua nascita continua a essere ricordato per il suo eclettismo: compositore di opere sacre e profane, di musica per cinegiornali, documentari e film, conosciuto e apprezzato in Italia e all’estero, Cortopassi fu anche grande amico dell’operista di fama mondiale Giacomo Puccini, a cui è dedicato il nostro Conservatorio e che La Spezia ha recentemente omaggiato con la messa in scena de La vie de Bohème. Il M° Cortopassi contribuì in modo determinante al panorama musicale spezzino durante la sua attività di Maestro di Cappella e organista della Chiesa di Santa Maria Assunta, dove ancora oggi risuonano le note delle sue indimenticabili composizioni, protagoniste del nostro Concerto di Natale. Il Maestro, che raggiunse il successo mondiale grazie al al celebre brano Marion, continua a vivere nella memoria spezzina anche attraverso elementi tangibili, come la scalinata tra via Fiume e via San Francesco che porta il suo nome o il suo busto che troviamo proprio qui al Teatro Civico: un percorso di valorizzazione che oggi portiamo avanti intitolando al M° Cortopassi la sala dell’Urban Center, uno spazio polifunzionale che ospita convegni, concerti, mostre ed eventi per la promozione della ricerca musicale, suggellando il profondo legame del Maestro con la storia musicale spezzina” conclude il Sindaco.
 
 

 


L’assessore alla Toponomastica On. Maria Grazia Frijia dichiara: “La toponomastica è uno strumento attraverso il quale una comunità custodisce la propria identità e trasmette la memoria delle personalità che hanno contribuito alla sua crescita. Con questa intitolazione aggiungiamo un nuovo tassello a un percorso di valorizzazione che lega il nome di Domenico Cortopassi ai luoghi simbolo della cultura cittadina, offrendo a cittadini e visitatori un’occasione in più per conoscere una figura che ha dato prestigio alla Spezia con il suo talento e la sua opera”.
 
  



Il suo legame con La Spezia fu particolarmente significativo.  Il M° Domenico Cortopassi, arrivato alla Spezia nel 1901, come organista della chiesa abaziale di Santa Maria, fu insegnante presso la Scuola municipale di musica e direttore della cappella del Duomo. Tra le sue composizioni più conosciute figura il dramma lirico in tre atti “Santa poesia”, rappresentato per la prima volta alla Spezia nel 1909 e successivamente riproposto in altri importanti teatri italiani.

Autore anche di musica sacra, da camera e di composizioni di musica leggera, Domenico Cortopassi morì alla Spezia il 15 ottobre 1961.
 
 

 


L’intitolazione dell’Urban Center si inserisce nel percorso con cui la città, da molti anni, conserva e valorizza la memoria di Domenico Cortopassi. Al musicista è infatti già dedicata la scalinata che collega via Fiume e via San Francesco, intitolata con deliberazione comunale del 1° dicembre 1965. La sua figura è inoltre ricordata all’interno del Teatro Civico attraverso il busto in bronzo, opera dello scultore Rino Mordacci, collocato nell’atrio del teatro. La nuova intitolazione rafforza quindi il legame tra Cortopassi, il Teatro Civico e la storia culturale della Spezia.


   

 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

E INTREGRAZIONI TRATTE DALLA CONFERENZA STAMPA

The indispensable music flute

 I Concerti d’Estate

di Villa Guariglia

Presentano

Flauti: Antonio Senatore e Mario Montani

Pianoforte: Laura Cozzolino



 

Info: Martedì 21 luglio ore 21:00

    Villa Comunale di Vietri sul Mare 

Ingresso euro 8.

 

The indispensable music flute


Martedì 21 luglio, nella Villa Comunale di Vietri sul Mare, alle ore 21, i flautisti Antonio Senatore e Mario Montani, con Laura Cozzolino al pianoforte, presenteranno pagine della letteratura flautistica, patrimonio “obbligato” del magistero salernitano di questo strumento. Preludio a cura dell’Associazione Salerno Legge, alle ore 19,30 con “L’amore cremisi” di Claudio Sestieri, in dialogo con Stefania Maffeo


Elogio del flauto alla IXXX edizione dei Concerti d’Estate di Villa Guariglia, in Villa Comunale, martedì 21 luglio, alle ore 21. La scelta di Antonia Willburger, direttrice artistica di questo Festival, promosso dal CTA Salerno APS, con il sostegno e il patrocinio del Ministero della Cultura, del Comune di Vietri sul Mare, del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci”, Coldiretti Salerno - Campagna Amica con Camera di Commercio di Salerno, della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, della Fondazione Saccone e con il patrocinio morale della Provincia di Salerno, del Comune di Salerno e delle ACLI Provinciali APS, che iniziò la sua rassegna proprio con il primo flauto dei Wiener Philarmoniker,  Wolfgang Schulz, è caduta sul magistero salernitano di questo strumento, che saluterà protagonisti il Maestro Antonio Senatore e la generazione ultima della sua scuola, Mario Montani, i quali dialogheranno in musica col pianoforte di Laura Cozzolino. Della scuola salernitana di flauto è possibile quasi schizzare un albero genealogico, che affonda le sue radici nell’ Istituto Umberto I, per il quale citiamo doverosamente il Maestro cetarese Domenico Faliero, secondo flauto dell’Orchestra della Rai di Roma, allievo di Tassinari, come il suo “primo”, Severino Gazzelloni, il quale ha insegnato all’istituto Umberto I dagli anni del secondo dopoguerra, creando una vera e propria scuola che giunge fino ai giorni nostri e il cui seme è stato gettato anche nelle leve più giovani. Attraverso i suoi allievi Gaetano Schiavone, flauto dell’opera di Roma,  quindi docente del conservatorio romano e a sua volta maestro di Paolo Taballione,  oggi Primo Flauto Solista della “Bayerische Staatsoper”, Antonio Minella I flauto della Sinfonica di Palermo, poi docente a Bari, e ancora Franco Battimelli, con il quale ha poi studiato Antonio Senatore, già docente qui al Martucci e primo flauto nell’orchestra del Teatro Verdi, spesso affiancato dai suoi allievi, e ancora Domenico Giordano, già docente del nostro Conservatorio, allievo diretto di Faliero, Domenico Alfano primo flauto del Comunale di Bologna, e una miriade di eccellenti strumentisti, che portano nel mondo l’essenza del flautismo italiano e della nostra scuola di fiati, intrisa di melodia e virtuosismo spinto, si giunge al programma di questa serata vietrese. Dopo il Preludio, a cura dell’Associazione Salerno Legge, alle ore 19,30 con “L’amore cremisi”, in libreria per la Marlin editore di Claudio Sestieri, in dialogo con Stefania Maffeo, in cui si racconta di Luca Volpati, sceneggiatore di apparente successo, il quale osserva dalla sua terrazza arrampicata su una collina di Roma Nord il plastico della città e riannoda le fila di una stagione della sua vita, il concerto, presenterà quei pezzi che ogni flautista, prodotto dal magistero salernitano, ha studiato.

 


 

Il concerto verrà inaugurato in trio con l'Andante e Rondò Op. 25 di Franz Doppler per 2 flauti e pianoforte, un brillante brano virtuosistico composto nel 1874. L'Andante lirico ha una vivace sezione centrale in minore mentre il Rondò, che non è esattamente un tipico rondo, inizia con una vivace danza degli elfi e presenta una sezione centrale in minore prima di concludere con le abituali variazioni di bravura in maggiore.  Si continuerà con Il Carnevale di Venezia Op.14 , di  Paul-Agricole Génin, una delle pagine più celebri, brillanti e virtuosistiche del repertorio per flauto traverso e pianoforte, che vedrà Antonio Senatore in duo con Laura Cozzolino. Composta nel 1872 l'opera appartiene al genere della fantasia con variazioni. Si basa sulla celebre melodia popolare napoletana "Oh mamma, mamma cara", resa famosa in tutta Europa da Niccolò Paganini. Si apre con un'introduzione pianistica e flautistica, seguita dall'esposizione del tema principale in Fa maggiore (ritmo di canzonetta/barcarola in 6/8) e da una serie di variazioni di difficoltà progressiva, con passaggi rapidissimi in doppio e triplo staccato, arpeggi complessi, ampi salti di registro, note acute e variazioni ritmiche serrate. Mario Montani, incontrerà poi, il segno di Gian Marco Verdone, dal titolo “Lucida Follia”, un vocalise per flauto e pianoforte, di estrema cantabilità, che non disdegna, nella parte centrale, evocazioni impressioniste, una prima assoluta su commissione della rassegna dei Concerti. A seguire Gran Trio in Sol Maggiore, Op. 119 di Friedrich Kuhlau, datato 1831, l'ultima e più importante opera cameristica dedicata al flauto dal "Beethoven del flauto", un capolavoro del primo Romanticismo in cui pianoforte e flauti dialogano alla pari in uno stile brillante ed espressivo. Il lavoro è strutturato in tre movimenti che pongono in risalto sia la cantabilità dei due flauti sia l'importante tessitura del pianoforte. Il movimento di apertura, un Allegro Moderato, è di ampio respiro e si sviluppa in forma-sonata. È caratterizzato da una brillante scrittura concertante, in cui Kuhlau fa sfoggio di virtuosismi ed eleganza melodica, chiaramente influenzato dallo stile strutturale di Beethoven. Indi, un Adagio patetico che contrasta nettamente col primo movimento, in tonalità di Mi bemolle maggiore, ha un carattere intimo e cantabile, quasi operistico, in cui i due flauti si uniscono in melodie appassionate ed espressive sostenute da una ricca tessitura pianistico. Il finale, un Rondò, ritorna alla tonalità principale, vivace e gioioso, dal carattere leggero e danzante, che permette ai due flautisti di mostrare agilità e brillantezza coloristica. Brano cult del scuola flautistica salernitana è “Il pastore svizzero” di Pietro Morlacchi, che verrà eseguito da Mario Montani. Questo storico brano, universalmente apprezzato per la sua combinazione di cantabilità melodica e funambolico virtuosismo, fu composto dal compositore ticinese, durante il suo ultimo anno di studi, dedicandolo al Duca Antonio Litta Visconti Arese, nel 1850. Il brano si basa sulla classica struttura del tema con variazioni. Unisce le atmosfere tipiche della musica pastorale con le influenze liriche e drammatiche del melodramma italiano dell'Ottocento. L'opera si sviluppa in modo continuo e fluido attraverso tre momenti principali, un’introduzione seguita da un Andantino cantabile, il tema centrale, esposto e poi elaborato attraverso variazioni tecniche sempre più complesse ed uno Scherzo finale dal carattere brillante e giocoso, che chiude il brano in modo esplosivo. Il pezzo deve gran parte della sua enorme popolarità nel Novecento al leggendario flautista italiano Severino Gazzelloni, che lo inserì stabilmente nel proprio repertorio concertistico e ne realizzò storiche incisioni, ma è eseguito in numerose vesti alternative, in particolare negli arrangiamenti per flauto solista e banda musicale, come lo era all’epoca della celebrata banda dell’ Istituto Umberto I e vogliamo evocare anche la Banda di Vietri del Maestro Antonio Avallone, quando ad eseguire questa pagina era il Maestro Mario Giovagnoli Baldino, altro membro di quella scuola, con l’ottavino. Finale sulfureo con la Paraphrase de’ La Sonnambula Op.42 per 2 flauti e pianoforte di Franz Doppler, basato sui temi principali dell’opera, omaggio al famoso soprano ottocentesco Adelina Patti. Doppler seleziona i momenti clou del capolavoro di Bellini, intrecciando le melodie originali con fioriture, cadenze e variazioni mozzafiato, sulle arie "Prendi: l'anel ti dono", in cui il duetto d'amore tra Amina e Elvino viene riproposto con i due flauti che si imitano, si rincorrono e si fondono in terze e seste e come da tradizione, il brano si chiude sulla travolgente cabaletta "Ah! non giunge uman pensiero", con tutta l'artiglieria di fuochi pirotecnici tra scale veloci, arpeggi, note ribattute e trilli che imitano e talvolta superano quelle acrobazie vocali da cui la nostra scuola di fiati discende.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Scuola “2 Giugno”, la Giunta Peracchini approva il progetto di fattibilità per l’efficientamento energetico

Previsto un investimento complessivo di oltre 5,2 milioni di euro per migliorare impianti, prestazioni energetiche, comfort e sicurezza del plesso scolastico


La Spezia, 20 luglio 2026 – La Giunta Peracchini ha approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per l’efficientamento energetico dell’edificio della scuola primaria “Don Antonio Mori”, situata in viale Aldo Ferrari e inserita nel complesso scolastico “2 Giugno”, appartenente all’Istituto comprensivo n. 2 “Rita Levi Montalcini”.

L’intervento prevede un investimento complessivo pari a 5.257.491,44 euro, finanziato per 3.608.318,70 euro attraverso le risorse del Programma regionale + Liguria FESR 2021-2027, nell’ambito dell’Azione 5.1.1 dedicata alle strategie territoriali di sviluppo sostenibile nelle aree urbane medie, e per la restante parte, pari a 1.649.172,74 euro, dal Comune della Spezia.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Un importante investimento per la scuola “2 Giugno”, inserito nell’ambito del Programma regionale FESR 2021-2027, che consentirà di migliorare sensibilmente la classe energetica dell’edificio, riducendo i consumi, abbattendo le emissioni e rendendo gli ambienti più confortevoli e funzionali per studenti, insegnanti e personale scolastico. Continuiamo a investire concretamente sul patrimonio scolastico cittadino con un impegno costante che, dal nostro insediamento nel 2017, ha permesso di trasformare profondamente le condizioni degli istituti, attraverso interventi di riqualificazione, efficientamento e nuove realizzazioni. Un percorso che oggi ci consente di consegnare alla città scuole sempre più moderne, sostenibili, sicure e adeguate alle esigenze della comunità scolastica, oltre alle nuove costruzioni, come la nuova scuola media Fontana e il Polo dell’Infanzia di via Sardegna 0-6 anni”.

Il progetto è finalizzato alla riqualificazione energetica, impiantistica e funzionale dell’edificio, con l’obiettivo di ridurre i consumi, migliorare il comfort degli ambienti scolastici e incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Tra le principali opere previste figurano la completa riqualificazione dell’impianto di climatizzazione, con l’installazione di nuovi generatori a pompa di calore, accumulatori dedicati e nuovi termoconvettori a soffitto, oltre all’adeguamento delle reti di distribuzione esistenti.

Saranno inoltre realizzati interventi di coibentazione delle terrazze e delle coperture, la sostituzione degli infissi con nuovi serramenti ad elevate prestazioni termo-isolanti e il rifacimento delle parti necessarie a migliorare l’efficienza dell’involucro edilizio e a limitare le dispersioni termiche.

Il progetto comprende anche l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico sulle coperture dei diversi blocchi scolastici e sulle nuove tettoie metalliche che saranno realizzate in corrispondenza degli ingressi principali. Le nuove strutture avranno una doppia funzione: proteggere gli accessi dagli agenti atmosferici e sostenere parte dei pannelli destinati alla produzione di energia rinnovabile.

Sono infine previsti sistemi di accesso e linee vita permanenti sulle coperture, per consentire lo svolgimento delle future attività di manutenzione in condizioni di maggiore sicurezza.

La progettazione è stata sviluppata tenendo conto della necessità di garantire, per quanto possibile, la continuità delle attività scolastiche durante l’esecuzione dei lavori. Le fasi operative e le lavorazioni maggiormente invasive dovranno quindi essere organizzate in modo compatibile con il calendario didattico, limitando le interferenze con studenti, personale e normale utilizzo dell’edificio.

L’intervento consentirà di migliorare le prestazioni energetiche complessive della scuola, ridurre i costi di gestione degli impianti e le emissioni climalteranti, incrementare il comfort interno durante tutto l’anno e rendere più sicure e agevoli le attività di manutenzione.

 

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Santa Maria di Calice al Cornoviglio

by Rosaria Pannico

 




Amiche e amici di rosarydelsudArt news questa mattina vi porto a Santa Maria di Calice al Cornoviglio è una frazione del comune montano omonimo, situata nell'Alta Val di Vara, in provincia della Spezia (Liguria).

 




Lo scorso sabato, in questo splendido luogo immerso nel verde, io ho avuto il piacere di poter presentare il libro del poeta, musicista e scrittore Gian Luigi Ago dal titolo CRONOPATIE e per l'occasione anche di visitare questo luogo bellissimo celebre per la Chiesa di Santa Maria Assunta (del XVII secolo),  Un piccolo scrigno in stile barocco situato su una posizione dominante.

 


Il territorio è immerso nel verde ed i principali punti di riferimento della località sono Chiesa di Santa Maria Assunta, il Borgo Castello Doria Malaspina, A breve distanza si trova il nucleo storico di Calice, un antico borgo feudale che ha visto il passaggio di importanti famiglie come i Doria e i Malaspina.

 


 

 

Come Raggiunge Santa Maria di Calice al Cornoviglio

Situata nell'Alta Val di Vara, la frazione del comune montano sviluppa lungo la Strada Provinciale 37 (SP37) e dista pochissimi minuti in auto dal centro comunale di Calice al Cornoviglio. Rappresenta una meta ideale per chi cerca escursioni nel verde e testimonianze storiche dell'entroterra spezzino. 

Il percorso si caratterizza per un breve tratto in salita a doppio senso di marcia ricco di curve (alcune a gomito). 

 

  

 

 


 

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Oscata inaugura l’Archivio Documentale fotografico per raccogliere le foto d’epoca della comunità

 



L’ottava arte sbarca ad Oscata grazie ad un progetto di recupero ed innovazione l’arte fotografica sarà protagonista delle iniziative dell’associazione Oscata inVita 2026. Il 26 luglio (ore 18:00) saranno aperte le porte dell’Archivio Fotografico Documentale e dell’installazione artistica fotografica Centro Stoico lungo tutto il piccolo borgo rurale di Bisaccia.

 
 


 

L’Archivio Documentale Fotografico sarà un luogo della memoria completamente dedicato alla rappresentazione per immagini delle ritualità, delle tradizioni e delle attività lavorative che hanno caratterizzato la vita del territorio. La comunità di Oscata inVita, fondatrice dell'Ecomuseo delle Cucine Rurali dell'Alta Irpinia, ha deciso di accogliere, raccogliere, conservare ed archiviare le foto d'epoca recuperate nei cassetti, dai quadri e dalle cristalliere delle famiglie del posto, che hanno abitato e curato il territorio, per esporle in un unico luogo da destinare alla visita di ospiti e curiosi,
arricchendo il percorso proposto con un vero e proprio passaggio nel tempo all'interno di un edificio caratteristico quale il Casino di Oscata.

 
 


 

Il progetto ha il fine di offrire una testimonianza visiva e reale dell'operosità e della vitalità del territorio in cui le attività agricole, svolte nei campi e nelle aie, si intrecciavano e alternavano con le cerimonie religiose, diventando esse stesse vere e proprie ritualità pagane. L'auspicio è condurre ad una riflessione sui tanti temi trattati dalle immagini, come il rapporto con gli animali, fedeli alleati delle fatiche quotidiane o sacrificati per soddisfare il fabbisogno alimentare, sulla vita di comunità in festa ed a lavoro, sull'alternarsi delle stagioni e sulla semplicità dei rapporti umani.

 


 

Centro Stoico si configura come un progetto di arte urbana e fotografia documentaria, concepito dal fotografo ed artista Giuseppe Formiglio con l'intento di valorizzare i luoghi marginali e interstiziali dei piccoli paesi italiani. Nato per affrontare sfide comuni quali lo spopolamento, il dissesto geologico e la progressiva perdita di identità culturale, il progetto punta a risvegliare la memoria collettiva e a stimolare nuove relazioni tra gli abitanti e il territorio circostante. La sua metodologia, fondata sul connubio tra espressione artistica e documentazione, è studiata per essere replicabile in qualsiasi comunità italiana che condivida tali problematiche di abbandono e per tutti i centri storici che hanno assunto al giorno d'oggi caratteri periferici. L'esperienza pilota ha preso il via nel 2018 a Bisaccia e continua nel 2026 nella località di Oscata, in Irpinia, dove "Centro Stoico" ha realizzato un ripopolamento virtuale del centro quasi disabitato. L'intervento è consistito nell'installazione di fotografie a grandezza naturale di residenti, sia passati che presenti, affisse direttamente su pareti, porte e finestre murate. 

 


 

Questo gesto simbolico ha permesso di ricreare visivamente una comunità che resiste al declino. 

Attraverso tali "presenze" fotografiche, il progetto ha restituito ai cittadini uno spazio identitario profondo, riattivando il senso di appartenenza e la memoria storica. 

L'iniziativa dimostra come l'arte, e in questo caso la fotografia, possa non solo documentare la realtà, ma agire come strumento attivo per dare nuova vita a luoghi in difficoltà, trasformando la fragilità in una forma di resilienza e di resistenza culturale.

 
Durante l’aperitivo offerto sarà possibile assaggiare pane e pizzedde di un altro forno di comunità inaugurato nel 2026, lu furn re Cionge.



Ecco il programma della giornata di inaugurazione:

ore 18:00 accoglienza nella piazzetta di Oscata
ore 18:30 visita all’Archivio Fotografico Documentale
ore 19:00 tour itinerante nel Centro Stoico
ore 20:00 aperitivo offerto da Oscata inVita con pane e pizzedde

 

 Per visitare l’Archivio basta contattare l’associazione Oscata inVita 

(tel. 3396714738/mail:
oscatainvita@gmail.com) 

mentre l’installazione è sempre visitabile 

in quanto si sviluppa lungo il
borgo di Oscata, Bisaccia (Av).


 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

(s)Nodi festival di musiche inconsuete XV edizione | 21 luglio - 8 settembre 2026 | Museo internazionale e biblioteca della musica, Bologna

 Comune di Bologna | Settore Musei Civici | Museo internazionale e biblioteca della musica

(s)Nodi - festival di musiche inconsuete
XV edizione
Kaito Winse | Ëda Diaz | Butter Funk Family | Sutari | Trilog | Nābu Pēra | Trevize | Talsori


21 luglio - 8 settembre 2026 | Ogni martedì ore 21.00
Museo internazionale e biblioteca della musica
Strada Maggiore 34, Bologna
www.museibologna.it/musica

 


Si svolge dal 21 luglio all’8 settembre 2026, ogni martedì sera alle ore 21.00, la quindicesima edizione di (s)Nodi festival di musiche inconsuete, la rassegna rivolta a tutti coloro che vogliono vivere la stagione estiva ascoltando musica dal vivo in città, alla scoperta di tradizioni poco note legate all’uso e al suono degli strumenti.

La rassegna, punto di riferimento per gli appassionati di sonorità originali e di ricerca, rinnova il suo invito a intraprendere un viaggio musicale fuori dagli schemi, attraversando culture, tradizioni e latitudini diverse. Un percorso che esplora alcune delle espressioni più interessanti della musica popolare e delle tradizioni contemporanee, superando confini geografici e convenzioni di genere per offrire uno sguardo aperto e in continua evoluzione sul panorama musicale internazionale.

Otto progetti artistici accomunati da una forte attenzione al talento, alla creatività e alla capacità di intrecciare linguaggi musicali differenti, dando vita a proposte innovative e originali. Proprio questa vocazione alla contaminazione, al dialogo tra stili e tradizioni e al superamento delle categorie musicali convenzionali rappresenta da sempre il tratto distintivo di (s)Nodi festival di musiche inconsuete. Un'identità che, nel corso degli anni, ha consolidato il prestigio della manifestazione, richiamando l'interesse di musicisti provenienti da tutto il mondo.

Infatti, il debutto del 21 luglio parte dall’Africa con Kaito Winse. Cresciuto nel villaggio di Lankoué in Burkina Faso, Kaito è l’artista che oggi meglio incarna la figura del jeli (o griot), grazie alla sua voce potente e affascinante unita ad una straordinaria arte del racconto e ad una presenza scenica magnetica. Musicista versatile, suona una vasta gamma di strumenti tradizionali, tra cui la calebasse, l’arco a bocca, il flauto peul, il toutlé e il tama, il tamburo capace di imitare la voce umana. La sua ispirazione affonda le radici nel villaggio in cui è cresciuto: proverbi, parole, musica e danza che diventano materia viva delle sue performance, per accompagnare il pubblico nel proprio percorso di vita.

Il 28 luglio Ëda Diaz, cantante e bassista, esplora e perfeziona il suo “tocco francese-colombiano”, colorato, ricco ed elegante. In questo spazio poetico e ballabile la sua musica fonde suoni tradizionali latini (dal vallenato al danzòn, dal bullerengue al currulao e al bolero) con influenze pop sperimentali e produzioni elettroniche e industrial. Il mix creato con il suo producer Anthony Winzenrieth è allo stesso tempo delicato ed estroverso, nostalgico e stravagante e riflette i contrasti e le contraddizioni insite nell’essere umano che Ëda sceglie di affrontare nei suoi testi, tra contemplazione e zapping, illusione e realtà, follia e ragione.

Il 4 agosto fa tappa al Museo della Musica uno dei tour più attesi dell’estate: quello dei Butter Funk Family, esplosivo collettivo funk nato dalla visione del due volte vincitore Grammy® Printz Board e dall’universo creativo dei Black Eyed Peas. Sul palco, i loro concerti diventano una celebrazione totale del groove: fiati incandescenti, beat serrati e voci dirompenti per un’esperienza collettiva ad alta energia. Special guest è Alana Hil, una delle voci più intense e complesse della nuova scena soul statunitense, il cui linguaggio musicale nasce dall’incontro fra i cori gospel del Kentucky, la vivace scena live di Maui e gli studi di musica classica indiana e dei mantra himalayani.

L’11 agosto si cambia completamente continente e atmosfera con Sutari, ensemble che ha introdotto una nuova qualità nella scena folklorica polacca, con il loro stile assolutamente unico nell’intrecciare i canti e le sonorità tradizionali con composizioni trance polifoniche e nel creare racconti musicali attorno ai temi della natura, della libertà, della femminilità e della sorellanza. Il risultato è un orizzonte sonoro originale, familiare e intimo, che attinge sia dalle profonde radici della musica popolare che dalle sperimentazioni d’avanguardia, facendo scaturire da questo contesto irresistibili narrazioni umoristiche, poetiche, anarchiche e femministe, splendidamente restituite dalle spericolate armonie vocali del trio.

Il 18 agosto il viaggio di Trilog nasce dall'incontro tra la virtuosa canadese del bansuri Lara Wong, Melón Jiménez, uno dei principali chitarristi flamenco della Spagna, e il percussionista indiano Chaitanya Natu, che si era appena trasferito a Madrid inseguendo la propria curiosità musicale. Questo magico trio esplora le radici nomadi del flamenco lungo le rotte immaginarie tra India e Mediterraneo: un viaggio sonoro denso di suggestioni, dove culture lontane si incontrano in un’unica, sorprendente conversazione musicale, premiata come miglior progetto flamenco al Festival del Cante de las Minas.

Il 25 agosto si va verso Cipro con Soundscapes of Nicosia, il nuovo progetto dei Nābu Pēra, in cui la loro città, da sempre crocevia di culture e influenze storiche complesse, si trasforma in un vero e proprio strumento musicale: materia viva da ascoltare, decifrare e reinventare, tra improvvisazione, suggestioni elettroniche e radici mediterranee. Un paesaggio sonoro immersivo e in continua mutazione, in cui il quotidiano si trasfigura in musica: passi, echi urbani e rumori invisibili emergono come narrazione poetica della città per un’esperienza d’ascolto profonda che invita a rallentare e riscoprire il suono nascosto e sublime dei luoghi che abitiamo.

L’1 settembre si torna in Italia, e in particolare in Puglia, con Trevize: all’inizio Francesco Barletta (in arte Trevize) odiava pizzica e taranta. Ma lavorando a stretto contatto con artisti tradizionali ne ha riscoperto l’energia e la potenza rituale, capace - come la techno che lui produce - di ipnotizzare e coinvolgere gli spettatori. Nasce da qui il suo nuovo progetto che fonde le radici popolari pugliesi e la sperimentazione elettronica in un set dove tutto è pensato per far muovere il corpo e riappropriarsi del potere ancestrale del ritmo: un’esperienza performativa immersiva e totale in grado di conquistare tanto gli appassionati di musica folk quanto il pubblico dell’elettronica e della worldbeat.

L’ultimo appuntamento dell’8 settembre è con Talsori, trio elettroacustico che intreccia free jazz e sound processing digitale con l’eredità del pansori, la tradizione epica coreana che mette in musica il racconto. Da essa è ripresa l’idea di trasformare la narrazione in gesto sonoro, facendo emergere linee evocative, frammenti di storia e intrecci vocali o strumentali che si sviluppano in una forma libera attraverso improvvisazione, texture digitali e frammenti melodici ancestrali. Un concerto che è al tempo stesso creazione ed esplorazione di un linguaggio sonoro in continua trasformazione fino a diventare un vero e proprio rituale contemporaneo d’ascolto intenso e sorprendente.

La quindicesima edizione di (s)Nodi festival di musiche inconsuete fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso da Comune di Bologna e Città metropolitana di Bologna - Territorio Turistico Bologna-Modena.


PROGRAMMA


Martedì 21 luglio 2026 ore 21.00 > Kaito Winse
Kaito Winse (voce, flauti tradizionali, tama, arco a bocca)

Martedì 28 luglio 2026 ore 21.00 > Ëda Diaz
Ëda Diaz (voce, contrabasso)
Anthony Winzenrieth (chitarra, tastiere)

Martedì 4 agosto 2026 ore 21.00 > Butter Funk Family
Printz Board (voce, tromba)
Jay Flat (sax, voce)
Nadav Peled (chitarra)
Eli Cherry (batteria)
Al Berry (basso, voce)
Alana Hil (voce)

Martedì 11 agosto 2026 ore 21.00 > Sutari
Basia Songin (voce, wolf bass, viella, tamburi a cornice, looper)
Kasia Kapela (voce, violino, kankles, tamburi a cornice)
Asia Kurzyńska (voce, violino, percussioni)

Martedì 18 agosto 2026 ore 21.00 > Trilog
Melón Jiménez (chitarra flamenca, voce)
Lara Wong (flauti, bansuri)
Chaitanya Natu (tabla, percussioni)

Martedì 25 agosto 2026 ore 21.00 > Nābu Pēra
Savvas Thoma (bendir, voce)
Natasa Hadjiandreou (vibrafono, percussioni)
Demetris Yiasemides (flauto, sylphyo, electronics)

Martedì 1 settembre 2026 ore 21.00 > Trevize
Francesco Barletta (bouzuki, synth, electronics)
Giovanni Chirico (sax, flauto)
Federico Laganà (percussioni)

Martedì 8 settembre 2026 ore 21.00 > Talsori
Giulia Carriero (sax soprano e contralto)
Koun Jeong (gayageum e pianoforte preparato)
Andrea Fabris (elettronica, percussioni)


Preview playlist (s)Nodi 2026 su Spotify
https://open.spotify.com/playlist/46U05Lp3znLkD4T7qbVdHb

Preview playlist (s)Nodi 2026 su YouTube 
https://www.youtube.com/playlist?list=PLOQ5oaRB0lAY


Biglietti
Intero € 10 | ridotto € 8 (studenti universitari con tesserino, minori di 18 anni, possessori Card Cultura)
L'ingresso è consentito fino a esaurimento posti.

È possibile acquistare i biglietti in prevendita:
• presso la biglietteria del Museo della Musica in orario di apertura (da martedì a giovedì 11.00 - 13.30 / 14.30 – 18.30 | venerdì 10.00 – 13.00 / 14.30 – 19.00 | sabato, domenica, festivi 10.00 - 19.00) e nelle serate di concerto a partire dalle ore 20.00
• online (con una maggiorazione di € 1) su www.museibologna.it/musica oppure www.midaticket.it/eventi/snodi-festival-di-musiche-inconsuete

I biglietti non sono rimborsabili in caso di mancato utilizzo.
Qualora uno o più eventi venissero annullati, verrà emesso un voucher pari al costo del biglietto.
Per gli aventi diritto, sarà possibile utilizzare parzialmente o totalmente i voucher degli eventi annullati telefonando alla biglietteria del museo negli orari di apertura.

Informazioni
Museo internazionale e biblioteca della musica

Strada Maggiore 34 | 40125 Bologna
Tel. +39 051 2197911
museomusica@comune.bologna.it
www.museibologna.it/musica
Facebook: Museo internazionale e biblioteca della musica
YouTube: MuseoMusicaBologna
Instagram: @museomusica
TikTok: @museomusicabo

Settore Musei Civici Bologna
www.museibologna.it
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
YouTube: @museicivicibologna

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Le idee, il metodo, l’eredità di Aldo Moro nel libro di Tino Iannuzzi e Alberto Losacco

Martedì 21 luglio a Minori 

in piazzetta Maggiore Garofalo 

alle ore 21:00


 


Aldo Moro, figura centrale della storia repubblicana, attraversò da protagonista le grandi stagioni politiche italiane: costituente rigoroso e determinante, cattolico democratico, leader della DC, meridionalista lucido e statista di respiro internazionale. Guidato da una profonda ispirazione cristiana, vissuta nel rispetto della laicità, e da una raffinata cultura giuridica e filosofica, Moro univa ascolto, mediazione e straordinaria capacità di leggere in profondità la realtà. Artefice del centro-sinistra e poi della solidarietà nazionale, lavorò coerentemente sempre per allargare l’area democratica nel governo del Paese, consapevole della fragilità del sistema italiano. Fedele all’Europa, all’Alleanza atlantica e all’apertura verso Mediterraneo e Paesi emergenti, concepiva la mediazione come strumento di progresso e coesione. La sua lezione, oggi più che mai, offre un metodo: politica come comunità, responsabilità, umanità e ricerca di sintesi alte.”, così Pier Ferdinando Casini nella prefazione al libro di Alberto Losacco e Tino Iannuzzi “Aldo Moro. Le idee il metodo l’eredità”, edito da Baldini+Castoldi, che sarà presentato Martedì 21 luglio a Minori in piazzetta Maggiore Garofalo alle ore 21.00, con i patrocini del Comune e della Pro Loco di Minori.


Tino Iannuzzi, nato a Salerno, è avvocato amministrativista e cassazionista. Ha svolto diverse attività di insegnamento presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno, la Scuola Superiore dell’Avvocatura, gli Ordini professionali. Consigliere comunale di Salerno, Deputato per quattro legislature, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera. Dirigente nazionale per le Infrastrutture della Margherita, primo segretario regionale in Campania del PD e componente della Direzione nazionale. Ha pubblicato Retromarcia. Il governo e la politica delle opere pubbliche, Uscire dal tunnel. Opere pubbliche, La sfida del Partito Democratico.

 


 


Alberto Losacco, pugliese, è avvocato cassazionista. Fondatore e presidente dell’Accademia Cittadella Nicolaiana, che gestisce il Museo di San Nicola. Ha fondato il primo comitato Ulivo a Bari. Deputato per tre legislature, Senatore dal 2022. Dal 2023 è membro dell'Assemblea parlamentare della Nato, è presidente della Commissione Contenziosa del Senato. È stato responsabile nazionale Comunicazione della Margherita e del PD; dal 2019 è componente della Direzione nazionale del PD. Ha pubblicato Autodichia degli organi costituzionali.


Dopo i saluti di Andrea Reale, sindaco di Minori, e di Mario De Iuliis, presidente della Pro Loco di Minori, di “Aldo Moro. Le idee il metodo l’eredità” ne parlano Tino Iannuzzi ed Alfonso Bottone.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA