COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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Arte e cultura italiana
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A seguito dello straordinario successo di pubblico e del grande interesse suscitato dalla pellicola con Antonio Albanese e Giuseppe Battiston, il Cinema Odeon del Comune della Spezia comunica una variazione della programmazione cinematografica dal 19 al 1° marzo richiesta dai cittadini per offrire nuove occasioni della visione del film.
Tra i titoli di punta delle prossime settimane continueremo a vedere Lavoreremo da grandi che segna il ritorno al cinema di Antonio Albanese, che firma un’opera dal tono acuto e malinconico. Attraverso un’odissea notturna fatta di incontri improbabili e sogni infranti, il film racconta con ironia amara il fallimento esistenziale di una generazione di uomini irrisolti.
Le passioni e i segreti delle relazioni contemporanee sono al centro di Le cose non dette di Silvio Muccino, con Stefano Accorsi e Miriam Leone. Un dramma sentimentale teso e coinvolgente, in cui una vacanza in Marocco, nata come occasione di rinascita, si trasforma in una polveriera emotiva sotto il sole di Tangeri.
Un omaggio diretto al territorio spezzino arriva con 0187 UFO, film ispirato ai reali avvistamenti ufologici avvenuti nella zona negli anni Settanta. Con un linguaggio indie-horror e suggestioni di cinema di genere classico, l’opera intreccia leggenda locale e immaginario collettivo, giocando con il prefisso telefonico della città per raccontare l’inspiegabile.
Chiude la programmazione di febbraio Hamnet – Nel nome del figlio, racconto intenso e visivamente evocativo che ripercorre la genesi di uno dei più grandi capolavori di William Shakespeare. Al centro, la storia d’amore tra Will e la misteriosa Agnes, il dolore per la perdita del figlio Hamnet e la trasformazione del lutto in arte eterna. Un’opera profondamente commovente, capace di unire poesia, memoria e creazione.
PROGRAMMAZIONE:
LAVOREREMO DA GRANDI
Venerdì 20 febbraio ore 19.00 ; Sabato 21 febbraio ore 17.15 ; Domenica 22 febbraio ore 15.00
LE COSE NON DETTE
Giovedì 19 Febbraio 16.30; Venerdì 20 Febbraio 16.30 – 21.00 ; Sabato 21 Febbraio 15.00 – 19.00 – 21.15 ; Domenica 22 Febbraio 17.15 – 19.30
0187 UFO
Giovedì 19 Febbraio 21.00 ; Martedì 24 Febbraio 17.00 – 21.00; Mercoledì 25 Febbraio 17.00 – 21.00
HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
Giovedì 26 Febbraio 17.00 – 21.00 ; Venerdì 27 Febbraio 16.30 – 21.00 ; Sabato 28 Febbraio 15.30 – 18.00 – 21.00 ; Domenica 1 Marzo 15.00 – 17.15 – 19.30
SINOSSI FILM
LAVOREREMO DA GRANDI
In una notte sospesa e surreale, tre amici disillusi – Beppe, Umberto e Gigi – si ritrovano ad aspettare Toni, il figlio di Umberto appena uscito dal carcere. Una serata alcolica, un incidente stradale e la necessità di rifugiarsi nella casa di Umberto innescano una deriva notturna fatta di situazioni grottesche, incontri improbabili e scelte sempre più sbagliate. Tra risate amare e momenti di verità, emergono fragilità, fallimenti e sogni mai realizzati.
Ambientato sulle rive del Lago d’Orta, Lavoreremo da grandi è una commedia agrodolce che racconta l’irrisolutezza di uomini bloccati tra ciò che avrebbero voluto essere e ciò che sono diventati. Con il suo nuovo film, Antonio Albanese torna al cinema trascinando lo spettatore in un microcosmo notturno imprevedibile, dove la quiete del paesaggio fa da contrasto a un’odissea umana tanto comica quanto dolorosa.
JUVE PRIMO AMORE
Un documentario-evento che ripercorre il decennio d’oro della Juventus, dal 1975 al 1985, quando la squadra bianconera si impose come una delle grandi potenze del calcio italiano e internazionale. Attraverso immagini d’archivio, testimonianze inedite e i racconti dei protagonisti, il film ricostruisce un’epoca di trionfi – scudetti, Coppe UEFA, Coppa dei Campioni – inserendoli nel contesto storico e sociale di un’Italia attraversata da tensioni politiche, terrorismo e profonde trasformazioni. Juve Primo Amore è anche il racconto di un legame viscerale tra squadra, tifosi e identità collettiva, che culmina nella tragica notte dell’Heysel, ferita indelebile nella storia del calcio europeo.
LE COSE NON DETTE
Carlo ed Elisa si sono amati profondamente. Lui professore universitario e scrittore affermato, lei giornalista di successo. Oggi, però, il loro rapporto attraversa una crisi creativa, professionale e sentimentale. Nel tentativo di ritrovare un equilibrio, partono per una vacanza a Tangeri insieme all’amico di sempre Paolo, a sua moglie Anna e alla figlia adolescente Vittoria.
Quella che dovrebbe essere una parentesi idilliaca si trasforma presto in un terreno di tensioni, silenzi e conflitti latenti. L’arrivo di Blu, giovane studentessa di filosofia di Carlo e cameriera del ristorante che il gruppo frequenta, diventa il detonatore di verità rimaste a lungo inespresse. Le cose non dette è un racconto corale sulle fragilità dei legami, sui desideri repressi e sul momento in cui i non detti diventano impossibili da ignorare.
0187 UFO
Il titolo richiama il prefisso telefonico della zona della Spezia e affonda le radici nei misteriosi avvistamenti ufologici che avrebbero interessato il territorio spezzino negli anni ’70. 00187 UFO intreccia più storie legate a fenomeni inspiegabili, sospese tra cronaca, leggenda e suggestione. Con un’estetica indie e atmosfere horror, il film rielabora il cinema di genere degli anni ’60 e ’70 per costruire un racconto inquieto e visionario, dove il confine tra realtà e immaginazione si fa sempre più sottile.
HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
In un bosco vive Agnes, una giovane donna misteriosa: conosce erbe e pozioni, è accompagnata da un falco e si dice non sia nata da sua madre, ma da una donna venuta da lontano. Quando Will la incontra, se ne innamora all’istante. Will è il giovane William Shakespeare, che riesce a sposarla nonostante l’ostilità delle famiglie. Insieme avranno tre figli: Susannah e i gemelli Judith e Hamnet. Quando un lutto improvviso spezza l’equilibrio familiare e Hamnet muore, il dolore segna per sempre la coppia. Mentre William lavora ormai a Londra, la perdita si trasforma in creazione, e Hamnet diventa Hamlet. Nel nome del figlio è un racconto intimo e poetico sull’amore, sul lutto e sull’origine di una delle opere più celebri della letteratura.
INFO E PRENOTAZIONI
CINEMA ODEON
Via Firenze 37 – La Spezia
Tel. 0187 745630
cinema.odeon@comune.sp.it
www.cinemaodeonlaspezia.it
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
Grande successo per il primo evento inaugurale di Città Creativa UNESCO per il Design, un titolo che dal 2025 inserisce La Spezia nella rete internazionale delle città che fanno della creatività un motore di sviluppo culturale e innovazione: il primo di una serie di appuntamenti che accompagneranno la città verso un percorso di approfondimento, partecipazione e valorizzazione del proprio ruolo nel panorama del design internazionale.
Il primo a prendere la parola è stato il Sindaco Pierluigi Peracchini, che ha dichiarato quanto segue: “Design è una parola anglosassone con un’origine latina chiara: de-signare, lasciare un segno. E’ un processo di progettazione nella moderna produzione in serie, che però diventa il lascito di un segno estetico nel suo duplice valore fra bellezza e virtù sapienziale: La Spezia ha lasciato un segno, ispirato dalla natura nel suo pieno rispetto e con un unico criterio per tutte le forme d’arte e artigianato, in una metamorfosi continua: dalle botteghe alla carpenteria pesante fino alla nautica sofisticata, dalla meccanica di precisione alla creatività digitale, dimostrando una resilienza che è tipica di chi sa guardare sempre oltre l'orizzonte. Il Design, per noi, è lasciare un segno culturale, la più alta forma di espressione intellettuale, una capacità estetica di interpretare il mondo: una sensibilità che unisce la sapienza classica alla visione del primo Futurismo che rende ogni nostra imbarcazione un’opera d’arte semovente che porta il nome della Spezia nel mondo – continua il Sindaco – Come Città Creativa Unesco per il Design, La Spezia non si ferma qui. Il genius loci continua consolidando la centralità della cultura, creatività e design come motori per uno sviluppo economico-sociale; continuando il processo di trasformazione della Città attraverso la rigenerazione di spazi da destinare alla creatività e al potenziamento di strutture per la formazione e la ricerca; contribuendo alla sostenibilità dell’economia del mare diventando laboratorio internazionale per la nautica sostenibile e condividendo competenze e conoscenze con le altre realtà della Rete delle Città Unesco; implementando scambi, relazioni e cooperazione con le Città delle Rete, in particolare con quelle costiere; promuovendo e sostenendo il design come strumento di inclusione sociale; ampliando le opportunità per creativi e professionisti di promuovere la creatività e il design al grande pubblico”.
“Nel design la visione è un elemento fondamentale ed è stato anche il fil rouge del percorso fatto in questi anni dall’amministrazione della Spezia e da Regione Liguria. Un impegno che è stato sottolineato e apprezzato da Federico Giorgilli, project manager della candidatura a Città Unesco, a cui vanno i miei complimenti”, ha dichiarato l’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone, intervenuto in rappresentanza del presidente Marco Bucci. “Questa città ha saputo mutare pelle, ha dato tanto al Paese ed è stata in grado di compiere una decisa virata verso il futuro, verso i tanti giovani che possono oggi crescere, vivere e lavorare qui esprimendo i loro talenti, da liguri e da spezzini. Questa lungimiranza, unita all’impegno e alla capacità di innovarsi, ha permesso alla Spezia di entrare in una rete di cui fanno parte città del calibro di Seoul, Berlino e Torino: un riconoscimento che ci eleva e ci riempie di orgoglio”, ha concluso Giampedrone.
A seguire, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha dichiarato “Il riconoscimento di Città Creativa per il Design caratterizza le origini di questa Città: La Spezia, infatti, è la personificazione della capacità di fare rete, uno spazio eletto di relazione. Siamo qui per una serie di fatti come il distretto nautico internazionale, il sistema di ricerca e il tessuto imprenditoriale. Alla Città vanno le mie congratulazioni”.
Con un video messaggio è intervenuto Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: “Questo riconoscimento riempie il cuore d’orgoglio: è una tradizione, quella spezzina, che si fa innovazione, volano di crescita e sviluppo. L’ingresso della Spezia nella rete Unesco è un punto di partenza per portare nel mondo questa eccellenza”.
A seguire, con la moderazione di Matteo Cantile, si sono susseguiti gli interventi di Alessandro Laghezza, Presidente Confindustria La Spezia, Luciano Galimberti, Presidente ADI - Associazione per il Disegno Industriale, Massimo Perotti, Executive Chairman di Sanlorenzo, Francesco Paszkowski, fondatore Francesco Paszkowski Design, e Fulvio De Simoni, fondatore Fulvio De Simoni Yacht Design, che hanno offerto contributi e testimonianze sul ruolo della creatività, dell’innovazione e della progettualità nella crescita del comparto.
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Presso la Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” dal 22 aprile al 6 maggio 2026
In occasione delle manifestazioni legate alla ricorrenza del 25 aprile, l’Amministrazione Peracchini e il Comitato Provinciale Unitario della Resistenza, in collaborazione anche con la Provincia della Spezia, promuove una rassegna artistica dedicata allo spirito democratico della Resistenza, che rievochi e reinterpreti i valori di giustizia, pace e libertà che hanno caratterizzato questa stagione del nostro Paese, con particolare riguardo al nostro territorio.
La mostra, intitolata “Resistenza è Repubblica Arte è Libertà”, curata da Eleonora Acerbi e Valerio P. Cremolini con la collaborazione di Pier Luigi Acerbi, avrà luogo nella Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” dal 22 aprile al 6 maggio 2026.
Il Comune della Spezia e il Comitato Provinciale Unitario della Resistenza indice un bando a tutti gli artisti che presentino opere coerenti con le finalità della rassegna per essere esposte.
I requisiti della partecipazione sono i seguenti: le opere bidimensionali non dovranno superare nell’ingombro massimo le seguenti dimensioni: cm 80h x 70; le sculture, fornite di adeguate basi, dovranno possibilmente aderire a formati medio-piccoli.
La partecipazione è gratuita. Per partecipare al concorso è necessario inviare una mail a comitatodellaresistenza@comune.sp.it inserendo in copia pierluigi.ace@libero.it entro e non oltre il 10 marzo 2026. La mail dovrà contenere i seguenti allegati:
scheda tecnica dell’opera (titolo, data, materia e tecnica, dimensioni in cm h x base x profondità);
documentazione fotografica in alta risoluzione (minimo 300 DPI).
Le proposte pervenute saranno sottoposte alla valutazione di un’apposita commissione, che selezionerà le opere a proprio insindacabile giudizio tenendo conto della coerenza tematica, della qualità artistica e delle esigenze espositive. Le decisioni della commissione sono da intendersi come definitive e non sindacabili.
I promotori, verificate l’adesione alla rassegna e la qualità dei lavori proposti vagliati da apposita commissione, non escludono di poter realizzare entro l’anno una seconda mostra in altra sede cittadina a completamento dell’evento rievocativo.
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Un percorso formativo e rieducativo che unisce agricoltura, cucina contadina e agriturismo prende avvio grazie alla sinergia tra Coldiretti Campania, Terranostra Campania, l’azienda agricola Amico Bio e l’Istituto Penitenziario G. Salvia di Poggioreale a Napoli.
Durante queste prime due giornate formative, i partecipanti prendono parte a momenti teorici e pratici dedicati alla cucina contadina, alla valorizzazione dei prodotti stagionali e locali. Un ruolo centrale è svolto dai cuochi contadini di Terranostra che condividono competenze tecniche ed esperienze lavorative concrete, trasmettendo valori legati alla ruralità e al mondo contadino.
Le due giornate rappresentano solo l’inizio di un percorso più ampio che intende svilupparsi nel tempo, con l’obiettivo di costruire nuove opportunità di crescita personale e professionale. L’iniziativa mira a consolidare un modello formativo strutturato e continuativo, capace di accompagnare i partecipanti verso un possibile reinserimento sociale e lavorativo attraverso l’agricoltura e l’agriturismo.
Il progetto si configura inoltre come un’esperienza replicabile e ampliabile, in grado di rafforzare il legame tra istituzione penitenziaria, mondo agricolo e territorio, contribuendo alla diffusione di buone pratiche di inclusione sociale e lavorativa.
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È la carta dell’Italia postale firmata dal “Tavolo dei «postali»”. Presentata un anno e mezzo fa all’incontro fisico di Pescara, oggi propone centoventicinque mete. Il lavoro, per il quale sono previsti ulteriori aggiornamenti, ha superato le diecimila visualizzazioni.
Le segnalazioni risultano suddivise in quattro categorie, individuabili nella lista posizionata a fianco della carta e dai colori delle icone:
- 1) icona rossa, strutture che si occupano solo, o in maniera preponderante, di posta;
- 2) verde, sedi che curano altri comparti ma offrono una significativa area riferita al settore (ad esempio, posseggono carteggi di rilievo);
- 3) azzurra, realtà che operano soprattutto sul territorio o tramite internet;
- 4) arancione, esempi di luoghi, quasi sempre in esterno, dove -a titolo esemplificativo- sono presenti targhe, monumenti, torri di avvistamento o altro a soggetto posta e comunicazioni.
Cliccando sul nome nell’elenco o sul simbolo nella mappa, si apre una scheda sintetica che offre una foto e i dati per conoscere e magari raggiungere la specifica meta. Secondo i casi, ecco l’indirizzo e i recapiti digitali, gli orari di apertura e l’eventuale costo, cosa propone…
Dove si trova la carta
La pianta è presente nella pagina dedicata al “Tavolo dei «postali»”,
ospitata nel sito dell’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” odv
https://www.issp.po.it/tavolo-dei-postali/.
(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)
“Tavolo dei «postali»”
La posta come arte, conservazione, cultura, intrattenimento
www.issp.po.it/tavolo-dei-postali
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LA FESTA DEL CAOS
Il Carnevale, ci insegna che il disordine è necessario per far
rinascere l’ordine!
E’ l’intervallo di tempo in cui tutto è concesso, per ricordarci che
la vita non è fatta solo di doveri, ma anche di capriole e risate!
Sotto la maschera il riso rimbomba, ed è una risata di felicità che
contagia il mondo, una felicità che per un attimo si ferma nelle
strade piene di coriandoli e stelle filanti.
Un profondo bisogno di non essere noi stessi entrando in un
vortice tra fantasia e bizzarria!
Auguro a tutti un Carnevale fuori dagli schemi, che possiate
smarrirvi nella festa per ritrovarvi più leggeri!
Buon e gioioso Carnevale
Maria Red (Cantattrice)
L’esposizione delle tavole della cosiddetta “Pace di Dante” presso l’Archivio di Stato della Spezia – la cui nuova sede restaurata è stata appena inaugurata– offre un’occasione preziosa per costruire un dialogo culturale diffuso in città. In questo contesto, gli archivi storici della Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini” si affiancano idealmente all’iniziativa, mettendo in relazione il patrimonio documentario e librario civico con le testimonianze artistiche coeve.
Nascono così gli “Itinerari danteschi alla Biblioteca Mazzini”, un percorso promosso dai Servizi Culturali su indicazione dell’Amministrazione Peracchini, con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza una riflessione più ampia e articolata sul contesto storico, culturale e figurativo dell’età dantesca.
Nella settimana dal 16 al 21 febbraio, infatti, alla Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”, saranno organizzate tutti i giorni alle ore 17.00 una visita guidata gratuita, previa prenotazione, all’esposizione in corso e all’Archivio Storico.
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Gli “Itinerari danteschi alla Biblioteca Civica Ubaldo Mazzini”, voluti dall’Amministrazione e promossi dai Servizi Culturali, nascono per offrire alla cittadinanza un percorso che unisce patrimonio librario, documenti storici e testimonianze artistiche, valorizzando il dialogo tra istituzioni culturali della città. Grazie a questa iniziativa offriamo l’occasione ai visitatori di immergersi in un racconto che ripercorre la storia della tradizione dantesca, dalle prime edizioni a stampa fino agli studi contemporanei, rafforzando il legame tra Dante e la nostra identità culturale. Per l’occasione sarà anche possibile visionare le tavole della “Pace di Dante”, in sinergia con l’Archivio di Stato”.
La Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”: Dante tra testo, storia e tradizione editoriale
La Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini” partecipa al progetto valorizzando il proprio straordinario patrimonio antico e moderno, proponendo un percorso che non si limita a celebrare la figura di Dante, ma ne restituisce la fortuna editoriale, la ricezione critica e il radicamento nel territorio.
Nell’atrio d’ingresso saranno esposti, in tre teche chiuse, documenti e volumi di grande rilievo che testimoniano cinque secoli di storia editoriale e di studi danteschi. Tra questi:
Sforza G., Dante in Lunigiana, manoscritto in due volumi, seconda metà del XIX secolo, che documenta l’interesse storiografico locale per la presenza dantesca nel territorio lunigianese e spezzino, contribuendo a radicare la figura del poeta nella memoria culturale dell’area.
Alighieri D., Le terze rime di Dante, Lione, Baldassarre de Gabiano, dopo il 1502, tra le prime edizioni a stampa che attestano la diffusione europea dell’opera.
Alighieri D., La Comedia con la nova espo di Alessandro Vellutello, Venezia, Francesco Marcolini, 1544, esempio significativo della tradizione esegetica cinquecentesca.
Alighieri D., Dante con l’esposizione di M. Bernardino Daniello da Lucca, Venezia, 1568.
Alighieri D., La divina Commedia, Parma, nel Regal Palazzo, co’ tipi Bodoniani, 1796, capolavoro dell’arte tipografica italiana.
Edizioni e studi contemporanei come Il Dante svelato dei Girolamini (Istituto della Enciclopedia Italiana, 2021), La Commedia di Dante nello specchio delle immagini (2021) e la Nuova edizione commentata delle opere di Dante (Salerno Editrice, 2016), a testimonianza della vitalità degli studi danteschi.
Il percorso proseguirà al primo piano con i due monumentali volumi della Divina Commedia illustrata da Amos Nattini (1921-1942), straordinaria impresa editoriale del Novecento che traduce in immagini il poema, confermando il dialogo continuo tra parola e figurazione.
Accanto al nucleo strettamente dantesco, la Biblioteca espone anche materiali che testimoniano la rilettura novecentesca di Dante e il rapporto tra avanguardia e tradizione. Saranno infatti visibili:
F.T. Marinetti, L’aeropoema del Golfo della Spezia, Mondadori, 1935 (due copie, di cui una con dedica autografa a Orlando Danese), opera che intreccia celebrazione del territorio e tensione futurista;
“La terra dei vivi”, rivista fondata e diretta da Fillìa, pubblicata alla Spezia nel 1933, significativa testimonianza del dibattito artistico e culturale locale in dialogo con le avanguardie.
Attraverso questo percorso, la Biblioteca Mazzini si propone non solo come luogo di conservazione, ma come spazio attivo di interpretazione e di connessione tra epoche: dal manoscritto ottocentesco alle cinquecentine, dalle edizioni bodoniane alle grandi imprese editoriali del Novecento, fino agli studi contemporanei. Un itinerario che restituisce la continuità della tradizione dantesca e il suo costante rinnovarsi nella storia culturale italiana ed europea.
Informazioni
Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”
Corso Cavour 251 – 19122 La Spezia
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