martedì 28 aprile 2026

I SACRI LUOGHI DELL'ARCANGELO MICHELE - Edizioni IL SAGGIO

 Presentazione del libro di Michele Cicatelli
“I Sacri luoghi dell’Arcangelo Michele” 

(Edizioni "Il Saggio”)

29 aprile 2026 ore 20.00
c/o chiesa parrocchiale di Santa Maria a Corte (Olevano sul Tusciano)

 




Il 29 aprile, in occasione della presentazione del libro “I Sacri luoghi dell’Arcangelo Michele”, avrò il piacere di accogliere la presenza di ospiti di rilievo.


Desidero ringraziarli sinceramente per la loro partecipazione e per le testimonianze che renderanno questo momento ancora più significativo e condiviso.


Ringrazio S. E. Mons. Alfonso Raimo, Vescovo titolare di Termini Imerese e Vescovo ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno, per aver curato la Prefazione.

Saluti Istituzionali:
-Don Emanuele Andaloro, Parroco
-Davide Zecca, Consigliere Provinciale
-Dott.ssa Giusy Pastorino, Assessore alla Cultura 
-Dott.ssa Filomena Chiappardo, Padula Sacra 

Interventi:
-Cav. Giuseppe Barra, Editore 
-Don Luigi Terranova, Cancelliere della Diocesi di Teggiano-Policastro 

Modera:
-Dott.ssa Ester Pepe, Redattrice de "Il Saggio".



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Maggio al Parco Archeologico di Ercolano: visite tematiche, aperture festive e domenica al museo



 
Un maggio ricco di appuntamenti al Parco Archeologico di Ercolano: l’ultimo atto de “I luoghi del cibo”, le aperture in occasione della Festa del Lavoro e della Domenica al Museo, e i nuovi percorsi tematici dedicati al mito di Ercole per famiglie e bambini. Un programma pensato per pubblici diversi, che conferma il ruolo del Parco come polo culturale vivo e accessibile nel cuore dell’area vesuviana.


1 maggio – Ultimo appuntamento con “I luoghi del cibo a Ercolano”


Visita tematica | Ultimo appuntamento della stagione
Il 1° maggio si chiude con l’ultimo appuntamento il ciclo di visite tematiche “I luoghi del cibo a Ercolano”, un percorso dedicato alla civiltà del cibo e ai piaceri della tavola nel mondo romano. Dal thermopolium alle domus, dal forno all’Antica Spiaggia fino al Padiglione della Barca, la visita racconta abitudini alimentari, commercio, produzione del pane, pesca e i dati emersi dalle più recenti ricerche antropologiche sul sito.
 

Informazioni pratiche
Data: 1° maggio 2026
Turni: 10:00–11:00 (visita in italiano) – 11:30–12:30 (visita in inglese)
Gruppi: max 25 persone per turno
Costo: attività gratuita con biglietto ordinario di ingresso al sito
Prenotazioni: www.coopculture.it/it/prodotti/i-luoghi-del-cibo-a-ercolano/

 
Visita la mostra collegata a Villa Campolieto
Si consiglia l’acquisto del biglietto integrato Parco + mostra per integrare la visita con la mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, allestita a Villa Campolieto (Corso Resina 283), a pochi metri dal Parco.
 
1 maggio – Festa del Lavoro: il Parco è regolarmente aperto
In occasione della Festa del Lavoro il Parco Archeologico di Ercolano osserverà il consueto orario di apertura. L’ingresso è a pagamento secondo le tariffe ordinarie.


Orario: 8:30 – 19:30 (ultimo ingresso ore 18:00)
Ingresso: a pagamento con tariffe ordinarie (riduzioni e gratuità secondo normativa)
Informazioni:

3 maggio – #domenicalmuseo: ingresso gratuito al Parco e a Villa Sora

 


Domenica 3 maggio torna l’appuntamento con l’iniziativa ministeriale #domenicalmuseo: tutti i siti statali sono accessibili gratuitamente per l’intera giornata. Il Parco Archeologico di Ercolano aderirà all’iniziativa con ingresso libero per tutti i visitatori.


Data: domenica 3 maggio 2026
Orario: 8:30 – 19:30 (ultimo ingresso ore 18:00)
Ingresso: gratuito per tutti
Informazioni: ercolano.cultura.gov.it


Per #domenicalmuseo aperta gratuitamente anche Villa Sora, a Torre del Greco, un’occasione per scoprire e valorizzare un luogo di rilevante interesse storico e culturale del territorio, inserito nel circuito delle iniziative di promozione del patrimonio. Il Gruppo Archeologico Vesuviano, dalle ore 10.30 alle ore 12.45, accoglierà appassionati e curiosi con una visita guidata gratuita, accompagnandoli alla scoperta degli ambienti ancora conservati della villa.


Prenotazioni: 379 2196736 

archeotorre@gmail.com

 

8 e 15 maggio – “Ercole in città” – Visita tematica per famiglie
Itinerario mitologico per bambini e famiglie

 

Con l’arrivo di maggio debutta “Ercole in città”, un itinerario tematico dedicato al mito dell’eroe attraverso affreschi, edifici pubblici e racconti delle sue celebri fatiche. Il percorso è pensato in particolare per bambini e famiglie, con un approccio narrativo e coinvolgente che rende l’archeologia accessibile e appassionante anche per i più piccoli.
 

Informazioni pratiche
Date: 8 maggio e 15 maggio 2026
Turni: 10:00–11:00 (visita in italiano) – 11:30–12:30 (visita in inglese)
Gruppi: max 25 persone per turno
Costo: attività gratuita con biglietto ordinario di ingresso al sito
Prenotazioni: http://www.coopculture.it/it/prodotti/ercole-in-citta/

Parco Archeologico di Ercolano
Corso Resina 80056 Ercolano -Na-


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"La Cura", la nuova sala di lettura e studio

 Napoli: giovedì 30 aprile inaugura "La Cura", 

la nuova sala di lettura e studio 

de La Santissima Community Hub 

realizzata insieme 

a L’Arsenale di Napoli

 


 


Si terrà giovedì 30 aprile alle ore 11:30, presso La Santissima Community Hub in Vico Trinità delle Monache, la conferenza stampa di presentazione de “La Cura”, una nuova sala di lettura e studio concepita come "Terzo Luogo" dedicato alla rigenerazione urbana, alla cultura e alla coesione sociale. 

Alla conferenza interverranno per presentare il progetto: Alessandra Attena, RESPONSABILE del LA Santissima Community Hub; Maria Cristina Comite, presidente de L'Arsenale di Napoli e co- ideatrice del progetto insieme a Marco Izzolino; arch. Donata Vizzino della Direzione Generale per il Governo e Pianificazione, Regione Campania e Simona Da Pozzo, artista e creatrice dell'opera allestita all'interno dello spazio.
 

“La Cura” nasce dalla visione de L’Arsenale di Napoli e LA SANTISSIMA COMMUNITY HUB - progetto di rigenerazione urbana temporanea promosso e gestito da Urban Value by Ninetynine e Cop4Art - ed è stata sviluppata con il sostegno della Regione Campania. 

"La Cura" non è solo un’area studio, ma un’ancora sociale per il quartiere, dove la dimensione individuale dello studio si trasforma in presenza condivisa.

 


 


I punti chiave della presentazione riguarderanno: la rigenerazione urbana intesa come recupero di un edificio storico restituito alla cittadinanza grazie ad un modello di gestione volto a favorire la creazione di reti umane e professionali e che coinvolge all’interno dello stesso progetto e in maniera sinergica realtà di diversa natura come srl, cooperative sociali, associazioni e liberi professionisti che operano nel settore della produzione artistica, creativa e culturale cosi come Re- Made Community Lab che sviluppa per il progetto oggetti di design sostenibile attraverso la realizzazione degli arredi funzionali prodotti con materiali di riciclo. 


 

L’intervento artistico e l’anima culturale del luogo sarà definita dall’opera permanente 頑張RIMARE |gamba | 'ri'mare dell’artista Simona Da Pozzo, curata da Ex-Voto [radical public culture].


Nella stessa giornata, alle ore 18:00, seguiranno l'inaugurazione ufficiale e lo svelamento dell’opera ambientale alla città.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA



FEDERICA GIULIANINI - Hear me


 

 
FEDERICA GIULIANINI 

HEAR ME


TOMAV EXPERIENCE

Torre di Moresco Centro Arti Visive

Piazza Castello, 63826 Moresco FM

09 maggio - 21 giugno 2026

a cura di Barbara Caterbetti


inaugurazione Sabato 09 maggio 2026, alle ore 18.30


Con Federica Giulianini, al Tomav di Moresco, ci immergiamo nelle improvvise folgorazioni che la sua pittura propone, lasciandoci abbracciare dal suo tempo lento, calmo ed espressivo, in un continuo crescendo di materia e colore, fra presenze che sfuggono a una definizione univoca: figure umane, animali, ibridi.

 


 

 TOMAV EXPERIENCE - Torre di Moresco Centro Arti Visive

opening | sabato 9 maggio 2026, ore 18:00


Il TOMAV EXPERIENCE | Torre di Moresco, Centro Arti Visive (FM), è lieto di annunciare Hear me, la personale di Federica Giulianini a cura di Barbara Caterbetti, che si inaugurerà sabato 9 maggio 2026 ore 18:00 negli spazi del TOMAV di Moresco (FM).
 

La ricerca di Federica Giulianini si sviluppa come un campo di tensione tra immaginario simbolico e realtà
contemporanea. La sua pittura, stratificata e materica, costruisce scenari sospesi in cui il colore non descrive, ma agisce: si addensa, si ritrae, si dissolve in campiture instabili che trattengono il tempo del gesto. La mostra, allestita nella Torre Eptagonale del TOMAV, si configura come un percorso ascensionale in cui le immagini si rarefanno, i paesaggi si fanno enigmatici, abitati da presenze che sfuggono a una definizione univoca: figure umane, animali, ibridi. Le “isole” ricorrenti diventano microcosmi visivi, luoghi di isolamento e resistenza, in cui il rapporto tra libertà e limite si rende visibile. Il titolo HEAR ME non è una richiesta, ma una dichiarazione. Invita a sospendere l’automatismo delle idee e ad ascoltare ciò che nell’immagine resta opaco, irriducibile. In questo processo si attiva una tensione critica: le immagini non offrono risposte, ma aprono domande.
La mostra si presenta, così, come un dispositivo percettivo e mentale, capace di coinvolgere lo spettatore in un’esperienza che non si esaurisce nella visione, ma si prolunga nel pensiero.

 


 


ARTISTA: Federica Giulianini
TITOLO: Hear me
CURATORE: Barbara Caterbetti
INAUGURAZIONE: sabato 9 maggio 2026 ore 18:00
PERIODO: 9 maggio – 21 giugno 2026
LUOGO: Torre di Moresco, Centro Arti Visive, Piazza Castello, 63826 Moresco FM
ORARI: sab. – dom. | ore 18 – 20
PARTNER: Tomav Experience Ass. Cult | Ipsumars | Amalassunta Edizioni | Yoruba diffusione arte contemporanea | MOCAfeast | Giusti
Contemporary Art
PATROCINIO: Comune di Moresco | Pro Loco Moresco
DIREZIONE ARTISTICA: Andrea Giusti
INFO:
3515199570_tomav.expe@gmail.com
Instagram | torre_moresco
https://www.facebook.com/TorreMorescoCentroArtiVisive

 

 


BIOGRAFICA - FEDERICA GIULIANINI - Ravenna, 1990 Vive e lavora a Ravenna. Si forma presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove consegue con lode sia la Laurea Triennale sia il Biennio Specialistico in Pittura. La sua ricerca indaga la pittura come “spazio del possibile”, in cui si intrecciano le risonanze simboliche del passato e le tensioni del presente. Il suo linguaggio unisce una forte sensibilità materica a riferimenti mitologici e a una dimensione concettuale che interroga la contemporaneità attraverso una pittura definita da stratificazioni cromatiche e forme archetipe.

 



Ha presentato mostre personali in spazi istituzionali e gallerie private, tra cui Odyssea (Studio d’Arte Cannaviello, Milano, 2020), Eros Opuntia (Galleria 8,75, Reggio Emilia, 2017) ed Entropia (Set Up Contemporary Art Fair, Bologna, 2017). Le sue opere sono state selezionate per numerose mostre collettive in Italia e all’estero, con partecipazioni, tra le altre, in Cina (Dialogo oltre lo spazio e il tempo, Chengdu, 2026) e in Russia (VII Forum Internazionale della Cultura, San Pietroburgo, 2018).
Tra i riconoscimenti ricevuti si segnalano il Premio Speciale Rivista al 52° Premio Sulmona (2025), la segnalazione al Combat Prize (2018) e il Primo Premio al Premio Internazionale Marina di Ravenna (2015). Parallelamente all‘attività espositiva, svolge incarichi di docenza presso Accademie di Belle Arti italiane: attualmente titolare della cattedra di Pittura presso l‘Accademia di Firenze, ha insegnato precedentemente all‘Accademia di Macerata, ricoprendo anche ruoli di direzione artistica per progetti istituzionali. La sua produzione è documentata in cataloghi editi da Sillabe, Capit e Vanilla Edizioni, e in numerose riviste specializzate, tra cui Segno, Artribune, ArtsLife ed Exibart, tra le altre.
È rappresentata dalla Galleria Ceravento di Pescara e dallo Studio d'Arte Cannaviello di Milano.
www.federicagiulianini.com
 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

RIVITALISMO manualità e giovani

by Rosaria Pannico 

 

   Cari amici di RosarydelsudArt news

oggi siamo nuovamente  in compagnia del nostro amico Roberto ROViRO'

 che ci propone la sua decima puntata  

del suo progetto artistico 
il RIVITALISMO

Siamo in Piazza Plebiscito a Napoli a parlare con ROViRO' dei giovani e ai giovani,

 ma soprattutto parliamo con Roberto di quanto sia importante il lavoro manuale oggi e anche domani, parliamo anche di RIVITALISMO che passa soprattutto anche attraverso i giovani che sono il futuro del mondo: 

 

Per info:

rivitalismo@libero.it

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare e incollare sul web). 

Potrebbe interessarti anche:

https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/03/dove-nasce-il-rivitalismo.html 

Prorogata fino al 10 maggio 2026 - Pamela Diamante - Le invisibili. Esistenze radicali - Pinacoteca Metropolitana Corrado Gianquinto, Bari

 PROROGA DELLA MOSTRA

Pamela Diamante
Le invisibili. Esistenze radicali 

a cura di Roberto Lacarbonara

fino al 10 maggio 2026

 


La mostra di Pamela Diamante “Le invisibili. Esistenze radicali”, a cura di Roberto Lacarbonara presso la Pinacoteca Metropolitana “Corrado Giaquinto” di Bari, è prorogata fino al 10 maggio 2026.

Il progetto è sostenuto dal PAC2025 - Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

L’esposizione è promossa e coordinata dalla Città Metropolitana di Bari e continua a registrare un importante riscontro di pubblico e critica, confermando la centralità dei temi affrontati.

 

Le invisibili. Esistenze radicali è un progetto di ricerca e produzione artistica attraverso il quale Pamela Diamante torna a interrogare le forme di sudditanza sociale ed economica e le possibilità di riscatto che possono emergere attraverso l’agency collettiva.

Al centro della ricerca vi è una specifica categoria professionale del Sud Italia: le braccianti agricole, soggetti femminili sistematicamente marginalizzati da stigmi culturali legati alla sessualità, al luogo di origine e alla presunta modestia del lavoro agricolo. L’attenzione dell’artista si concentra sulle condizioni delle donne impiegate stagionalmente nella raccolta e nella lavorazione della frutta, soggette a gravi violazioni dei diritti fondamentali e a disuguaglianze strutturali di genere, a partire dalla disparità salariale.

Il progetto origina dalla condizione antropologica e linguistica che mette in relazione ruralità, sfruttamento e costruzione simbolica dell’inferiorità sociale. Le accezioni dispregiative, storicamente associate al lavoro agricolo nel contesto meridionale, come terrone o mangiatore di terra, vengono qui assunte come dispositivi di potere: etichette che “naturalizzano” l’arretratezza e fissano archetipi di subordinazione di classe e di genere.

Con una pratica artistica volta a restituire dignità politica e poetica al rapporto tra corpo, terra e lavoro, Diamante rilegge tali narrazioni come espressioni di conflitto da cui muovere per una possibile riappropriazione di senso e valore.

L’opera assume la forma di una grande installazione ambientale, presentata nella Sala del Colonnato del Palazzo della Città Metropolitana di Bari, ed è il risultato di un processo di ascolto e confronto con alcune lavoratrici migranti incontrate grazie alla collaborazione con il progetto Sweetnet di Actionaid International Italia E.T.S. e Fondazione CDP. L’intervento si configura come uno spazio di parola, riflessione e denuncia: le testimonianze raccolte diventano parte integrante dell’opera, trasformandola in un atto politico oltre che simbolico.

L’installazione assume l’aspetto di un dispositivo meccanico: sedici aste verticali in ferro sorreggono dischi metallici e zappette forgiate in ceramica, evocando macchine agricole e utensili quotidianamente utilizzati dalle lavoratrici. Questa scelta formale sottolinea la paradossale ibridazione dei corpi sfruttati, insieme macchinici e materni, produttivi e vulnerabili, ridotti a ingranaggi di un sistema economico che ne consuma le energie vitali.

Le stele che compongono la scultura sono in numero pari alle lavoratrici coinvolte e raggiungono un’altezza doppia rispetto alla loro statura reale: un’esplicita inversione della prospettiva abituale, che restituisce visibilità e centralità a soggetti storicamente osservati dall’alto o relegati ai margini.

Le componenti dell’opera sono organizzate su strutture metalliche a forma esagonale, simili a favi: celle modulari, poligonali e potenzialmente replicabili, che alludono a una comunità in costruzione. In questa geometria collettiva si inscrive l’idea di una “massa critica” di individualità capaci di unirsi nella difesa dei diritti umani e sociali, trasformando l’esperienza condivisa dello sfruttamento in una forza generativa e radicale.

La scelta di esporre l’opera nel salone di rappresentanza dell’ente metropolitano, tra i più emblematici del capoluogo, si connota per la stridente relazione con l’edificio ma anche per la profonda connessione con la collezione della Pinacoteca Metropolitana attraverso una doppia logica dialettica: da un lato si impone, con il suo sviluppo totemico e monumentale, al centro dell’architettura di epoca e stile fascista e tra le grandi statue marmoree e muscolari di Giulio Cozzoli: il Marinaio e l’Agricoltore (1936-1937); dall’altro, guarda al sottile dialogo con l’iconografia arcaica e mediterranea della terra al centro di opere del XIX e XX secolo in collezione: da Il riposo (1875) di Raffaele Belliazzi alla Contadina senese che fa l’erba (1880-1890) di Giovanni Fattori o La raccolta delle olive (1862-1865) di Telemaco Signorini; dai 9 mq di pozzanghere (1967) di Pino Pascali alle proposte tessili degli Abiti mentali (anni ‘70) di Franca Maranò.

Nell’ulteriore scarto tra la retorica dell’orgoglio e della tradizione agraria di un popolo e la quotidiana emersione dei fenomeni di sfruttamento, abuso e maltrattamento delle “anonime” lavoratrici della terra, l’artista approda a una soluzione scultorea in grado di ibridare la materia del suolo – privilegiando la ceramica, da secoli centrale nell’economia artigiana del territorio – con l’immaginario della forza, della resistenza e della lotta delle minoranze.

È in corso di stampa da Magonza un catalogo a cura di Roberto Lacarbonara, con testi del curatore, di Claudia Attimonelli, Grazia Moschetti, Vincenzo Susca, e fotografie di Michele Alberto Sereni. Saranno organizzate delle Giornate di studio presso l’Università “Paul-Valéry” di Montpellier e presso l’Archivio di Genere “Carla Lonzi” dell’Università di Bari, e una presentazione del catalogo presso l’associazione culturale Le Nuove Stanze ad Arezzo. 


 

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DOMANI 29 APRILE COMUNE CAMPOSANO IN UDIENZA DAL PAPA

 CAMPOSANO, DOMANI UDIENZA CON PAPA LEONE XIV

 

SINDACO BARBATO: “UNA COMUNITÀ UNITA NEL SEGNO DELLA FEDE E DELLE TRADIZIONI AGOSTINIANE. SARANNO PRESENTI IL RAPPER CLEMENTINO, 5 PARANZE DI BATTENTI IN ABITI TRADIZIONALI, LA BANDA MUSICALE E IL CORO DELLA SCUOLA VIRGILIO NONCHÉ I PARROCI DEL TERRITORIO”

Mentre cresce in Campania l’attesa per l’incontro con il Santo Padre, il Comune di Camposano compie un passo ulteriore e si prepara a portare la propria comunità direttamente in Vaticano, in un momento di alto valore spirituale e istituzionale: domani i fedeli della cittadina della cinta di Napoli saranno nell’udienza del Mercoledì con Sua Santità Papa Leone XIV.

Il Sindaco Francesco Barbato si è fatto portavoce presso la Prefettura Vaticana dello spirito di fede della comunità di Camposano, promuovendo l’iniziativa fortemente sentita dal territorio e che vede un coinvolgimento corale: dalla scuola alla parrocchia, fino alle espressioni più rappresentative della società civile.

“Ambasciatore dell’iniziativa - ha detto il Sindaco Francesco Barbato - sarà il rapper Clementino, nostro concittadino e tra i più noti artisti del panorama musicale nazionale, profondamente legato alle proprie radici che con spirito di fede sarà presente in Vaticano. La sua presenza conferisce all’evento un valore simbolico ulteriore, come ponte tra tradizione e contemporaneità”, dichiara il sindaco.

“Camposano – aggiunge – si presenta a questo appuntamento con il Santo Padre con il cuore, la fede e il volto più autentico della propria comunità. È una realtà che custodisce radici profonde, intrise di spiritualità e di tradizioni che affondano nella cultura agostiniana, e che oggi si riconosce unita in un cammino condiviso”.

“La dimensione religiosa sarà rappresentata dai parroci Don Mimmo Iervolino e Don Peppino Gambardella, già docente e preside del seminario di Nola. In particolare don Peppino Gambardella parteciperà unitamente alle persone più fragili di Camposano e ai portatori di disabilità motoria (condizione che vive anche personalmente) che saranno accompagnati in un percorso specifico per ricevere la benedizione del Santo Padre.
Il mondo della scuola - prosegue il Sindaco - vedrà la partecipazione della banda e del coro fatto dagli studenti della scuola secondaria di primo grado Virgilio”

“Forte anche il richiamo alle tradizioni devozionali e popolari: saranno presenti le cinque “paranze” di battenti, per un totale di circa cento partecipanti, che indosseranno gli abiti tradizionali utilizzati nel pellegrinaggio al Santuario della Madonna dell’Arco nel Lunedì in Albis. Un patrimonio di fede vissuta che si intreccia con la spiritualità agostiniana che caratterizza la comunità di Camposano.

Nello spirito della fratellanza, della comunione e della vicinanza, saranno offerti al Santo Padre prodotti dolciari fortemente significativi con la preparazione del brownie, dolce per eccellenza di Chicago (città natia del Santo Padre) e i “Sospiri di Sant’Agostino” tipici dei monasteri di quest’ordine religioso e la cui tradizione dolciaria di è sviluppata anche a Camposano. Non a caso il brownie e i Sospiri saranno realizzati da maestri pasticceri locali: Antonio e Fabio Vacchiano e Antonio e Francesco Trocchia.
“La visita – conclude il sindaco Francesco Barbato – rappresenta un momento alto di testimonianza collettiva: Camposano porta con sé la propria storia, la propria fede e i suoi figli, nel rispetto delle istituzioni e con autentico spirito religioso”.


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Premio Exodus 2026: il 10 maggio alla Mediateca il conferimento a David Parenzo. Menzione cittadina a don Luca Palei

In autunno un appuntamento speciale con le scuole e la testimonianza di Tatiana Bucci





La Spezia, 28 aprile 2026 – Domenica 10 maggio, alle ore 17.30, alla Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” della Spezia, in via Firenze 37, il Sindaco Pierluigi Peracchini conferirà il Premio Exodus 2026 a David Parenzo, giornalista, autore e scrittore, per il suo impegno nel dibattito pubblico, nella difesa dell’informazione libera e nel contrasto all’antisemitismo.

Nel corso della cerimonia sarà inoltre conferita la Menzione Cittadina del Premio Exodus 2026 a don Luca Palei, direttore della Caritas Diocesana della Spezia-Sarzana-Brugnato, per il suo instancabile impegno nel dialogo interreligioso e interculturale, nella promozione della pace, della fratellanza e dell’accoglienza.

Il Premio Exodus si conferma anche quest’anno come un importante momento di approfondimento culturale e civile, volto a valorizzare la memoria storica della Spezia, città che tra il 1946 e il 1948 fu protagonista di una straordinaria pagina di solidarietà, offrendo aiuto ai profughi ebrei, quasi 4.000, sopravvissuti alla Shoah. Da qui partirono navi come la Fede, il Fenice e la Exodus, facendo della Spezia la città ricordata in Israele come “Porta di Sion”.

In autunno, il percorso del “Premio Exodus – Speciale” proseguirà con un appuntamento dedicato alle scuole e aperto alla cittadinanza, con la testimonianza in collegamento streaming di Tatiana Bucci, una delle ultime testimoni italiane sopravvissute ai campi di concentramento nazisti. Il suo intervento offrirà un contributo fondamentale alla trasmissione della memoria della Shoah e alla conoscenza della deportazione dei bambini ebrei.

 

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Il Premio Exodus rappresenta uno dei momenti più significativi per la città della Spezia e ci richiama al dovere di custodire la memoria affinché tragedie come la Shoah non si ripetano mai più. Con questo evento ricordiamo una pagina di storia civile e di solidarietà, in cui la popolazione spezzina, pur duramente provata dalla Seconda guerra mondiale, seppe accogliere e sostenere i profughi ebrei, aiutandoli a salpare dal nostro territorio per raggiungere la Terra Promessa. In questa nuova edizione il Premio viene conferito a David Parenzo, giornalista e autore che, con il suo lavoro, contribuisce a difendere il valore dell’informazione libera, a stimolare il pensiero critico e a contrastare ogni forma di antisemitismo. La Menzione Cittadina viene invece attribuita a don Luca Palei, direttore della Caritas Diocesana. Il suo operato rappresenta un esempio concreto di quella collaborazione costante tra il Comune e la Caritas diocesana, che nel nostro territorio si traduce in azioni condivise a sostegno delle persone più fragili e nella costruzione di una comunità più solidale e inclusiva. Ancora una volta grazie, al Premio Exodus, diamo voce a un messaggio fatto di libertà, dignità umana, rispetto reciproco, dove il ricordo non è solo un dovere morale ma uno strumento fondamentale di consapevolezza e prevenzione”.

 

“Sono profondamente onorato di ricevere questo prestigioso premio dalla vostra comunità. Trovo molto coraggioso da parte dell’Amministrazione comunale conferire questo riconoscimento in un momento così complicato per tutti noi cittadini ebrei italiani – dichiara David Parenzo –. Colgo l’occasione per ribadire il mio impegno, da giornalista, a raccontare ciò che accade con il massimo rigore: è quello che ho cercato di fare anche con il libro Lo scandalo Israele, edito da Rizzoli. Sono entusiasta di poter incontrare la vostra comunità. Ci vediamo alla Spezia, città libera e aperta al confronto”.

 

“Dedico questo premio a tutti gli operatori e i volontari della Caritas Diocesana, senza i quali nulla sarebbe possibile – dichiara don Luca Palei –. Sono loro il volto dell’accoglienza e della libertà dei popoli, valori incarnati da questo prestigioso riconoscimento. Ringrazio sentitamente il Sindaco e tutta l’Amministrazione comunale. Continuiamo a fare rete, perché questo tremendo ritorno della legge del taglione, dell’occhio per occhio e dente per dente, sia sostituito da una vera pace, disarmata e disarmante”.

Il Sindaco della Spezia ha voluto conferire il Premio Exodus 2026 a David Parenzo con la seguente motivazione: “Per il suo profuso impegno come giornalista nel favorire un pensiero critico nel dibattito pubblico e nelle nuove generazioni, attraverso mezzi di comunicazione innovativi, e per la sua passione nel difendere il diritto all’informazione libera, contestualmente alla prevenzione e al contrasto dell’antisemitismo”.

 

La Menzione Cittadina del Premio Exodus 2026 a don Luca Palei è conferita con la seguente motivazione: “In virtù della libertà dei popoli che si incarna nel Premio Exodus, come nella storia del nostro territorio, baluardo dei valori di democrazia e pace, la Città della Spezia conferisce la Menzione Cittadina del Premio Exodus 2026 a don Luca Palei per il suo instancabile impegno nel dialogo interreligioso e interculturale dedicato alla promozione della pace e della fratellanza”.

La Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” è sede dell’archivio documentale “Premio Exodus”, i cui materiali sono inseriti nel catalogo online OPAC del Sistema Bibliotecario e Museale Città della Spezia, consultabile all’indirizzo http://bibliospezia.erasmo.it, e catalogati come “Premio Exodus” per favorirne la fruizione.

La manifestazione si svolge con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.




 

Programma

Domenica 10 maggio, ore 17.30
Mediateca Regionale Ligure “S. Fregoso” – Via Firenze 37, La Spezia

    Saluto del Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini
    Conferimento della Menzione Cittadina del Premio Exodus 2026 a don Luca Palei
    Conferimento del Premio Exodus 2026 a David Parenzo
    Conversazione con David Parenzo a cura di Silvia Ferrari 

L’evento è gratuito e libero fino a esaurimento posti.

 

I protagonisti del Premio Exodus 2026

David Parenzo

David Parenzo, giornalista, autore, saggista, conduttore radiofonico e televisivo, è nato a Padova nel 1976. Ha scritto per diverse testate, tra cui Il Mattino di Padova, Il Foglio e Liberazione, esordendo molto giovane in televisione su Odeon TV e proseguendo poi la propria attività su varie emittenti nazionali.

Nel corso della carriera ha collaborato con programmi di approfondimento politico e giornalistico, tra cui Matrix su Canale 5, ed è legato in particolare a La7, dove ha condotto trasmissioni come In onda e L’Aria che tira. È inoltre tra le voci più note di Radio 24, dove conduce con Giuseppe Cruciani il programma La Zanzara.

Proveniente da una famiglia ebraica, ha più volte richiamato nel dibattito pubblico il valore della memoria, dell’identità ebraica e del contrasto all’antisemitismo, intervenendo anche sulle difficoltà vissute oggi dagli ebrei in Italia e sul rapporto tra informazione, democrazia e libertà di espressione.

Don Luca Palei

Don Luca Palei, nato a Sarzana nel 1980, è sacerdote della Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato. Dopo un’esperienza professionale in banca, ha scelto il percorso del seminario ed è stato ordinato sacerdote nel 2011.

Nei primi anni del suo ministero è stato viceparroco della Cattedrale di Cristo Re alla Spezia. Successivamente, nel 2021, è stato nominato parroco della parrocchia dei Santi Giovanni e Agostino, nel centro storico cittadino, e dal 2024 anche della parrocchia di Santa Maria Assunta.

Figura molto conosciuta nel territorio spezzino, don Palei è direttore della Caritas Diocesana della Spezia-Sarzana-Brugnato, realtà impegnata nel coordinamento dell’azione caritativa della Chiesa locale e nel sostegno alle persone in condizione di fragilità. Il suo servizio pastorale e sociale si è sviluppato in particolare nell’ambito dell’accoglienza, dell’integrazione, dell’emergenza abitativa, della prossimità alle famiglie e alle persone più vulnerabili, in collaborazione con istituzioni, enti locali, volontari e operatori del territorio.

Da anni ricopre anche l’incarico di responsabile della Pastorale giovanile diocesana, confermando una particolare attenzione al dialogo con le nuove generazioni e alla costruzione di percorsi educativi, comunitari e solidali. Per il suo impegno a favore della comunità, nel 2018 ha ricevuto la benemerenza civica dal Comune della Spezia e nel 2024 gli è stata conferita la cittadinanza onoraria del Comune di Lerici.

Tatiana Bucci

Tatiana Bucci, nata a Fiume nel 1937 con il nome di Liliana, è una delle più importanti testimoni italiane della Shoah. Figlia di Giovanni Bucci, cattolico, e di Mira Perlow, ebrea, fu arrestata nella notte del 28 marzo 1944 insieme alla madre, alla sorella Andra, alla zia e al cuginetto Sergio De Simone.

Dopo il passaggio alla Risiera di San Sabba, venne deportata ad Auschwitz-Birkenau, dove arrivò nell’aprile del 1944. Tatiana e la sorella Andra, allora bambine, sopravvissero perché scambiate per gemelle e destinate al Kinderblock, la baracca dei bambini. Furono liberate dall’Armata Rossa il 27 gennaio 1945 e, dopo un periodo trascorso tra Praga e l’Inghilterra, riuscirono a ricongiungersi con la madre nel dicembre 1946.

Nel corso degli anni Tatiana Bucci ha dedicato la propria testimonianza alla trasmissione della memoria della Shoah, incontrando studenti, cittadini e istituzioni e raccontando l’esperienza vissuta da bambina nel campo di sterminio. Insieme alla sorella Andra è autrice del libro Noi, bambine ad Auschwitz. La nostra storia di sopravvissute alla Shoah, ed è oggi riconosciuta come una voce fondamentale della memoria ebraica italiana e della storia della deportazione dei bambini nei lager nazisti.

 

La storia di Exodus

Dall’estate del 1945 alla primavera del 1948 oltre ventitremila ebrei riuscirono, dalle acque della Spezia, a lasciare clandestinamente l’Italia diretti in Palestina.

La Gran Bretagna, potenza mandataria della Palestina, aveva emanato il Libro Bianco del 17 maggio 1939 per regolamentare l’afflusso controllato in Palestina di 75 mila ebrei in cinque anni. Una misura che entrò in crisi di fronte alla drammatica situazione europea del dopoguerra e che fu contrastata dal Mossad Le Aliyà Bet, l’istituto per l’immigrazione illegale sorto nel 1938.

A partire dal maggio 1945, una consistente corrente di profughi ebrei iniziò ad affluire nella Penisola. Il Mossad Le Aliyà Bet inviò in Italia un responsabile con base a Milano, Yehuda Arazi, mentre altri membri dell’organizzazione arrivarono nel Paese tra i soldati della Brigata Ebraica al seguito degli Alleati.

La questione dell’immigrazione ebraica divenne un caso internazionale nel maggio 1946. L’epicentro della crisi fu il porto della Spezia, dove erano in allestimento due imbarcazioni, la Fede di Savona e il motoveliero Fenice, pronte a trasbordare 1.014 profughi. L’operazione godette dell’aiuto della città della Spezia, già stremata dalla guerra e distrutta dai bombardamenti.

Il sostegno della popolazione, la resistenza dei profughi, l’intervento dei giornalisti internazionali e la visita a bordo di Harold Laski, presidente dell’esecutivo del Partito Laburista britannico, costrinsero le autorità londinesi, le cui navi bloccavano l’uscita dal porto, a togliere il blocco alle due imbarcazioni. La Fede e il Fenice salparono dal molo Pirelli a Pagliari alle ore 10 dell’8 maggio 1946.

L’accoglienza della comunità e la solidarietà delle autorità spezzine convinsero gli organizzatori del Mossad a puntare nuovamente sulla Spezia per operazioni di maggiore portata. Nella notte tra il 7 e l’8 maggio 1947 la nave Trade Winds/Tikva, allestita in Portogallo, imbarcò 1.414 profughi a Portovenere.

Nelle stesse ore era giunta nelle acque del Golfo della Spezia, proveniente da Marsiglia, la nave President Warfield, ristrutturata nel cantiere dell’Olivo a Portovenere per quella che sarebbe diventata una delle imprese più simboliche dell’emigrazione ebraica: trasportare oltre quattromila profughi verso la Palestina. L’imbarcazione prese il nome di Exodus, raggiunse le coste della Palestina, fu attaccata dalle forze britanniche e divenne un simbolo internazionale del desiderio di giustizia e libertà del popolo ebraico.

La Spezia, in Israele, è ricordata con il nome di Schàar Zion, “Porta di Sion”. Nel nome di Exodus, la città porta nel Mediterraneo l’idea della pace, della convivenza e della libertà dei popoli.

Il 25 aprile 2006 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito al Comune della Spezia la Medaglia d’oro al Merito Civile per l’aiuto prestato dalla popolazione spezzina ai profughi ebrei scampati alla Seconda guerra mondiale.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA