mercoledì 28 ottobre 2026

Autismo e Città del sole - appuntamento del mese di ottobre: "Caregiver alla comunicazione"




 

 Amiche e amici di rosarydelsudArt news eccoci in questo nuovo appuntameto con Gaetano Marotta (Presidente dell'Associazione Oltre il Muro genitori soggetti autistici e fondatore e ideatore della CDU - Comitato Disabilità Unite e responsabile anildd Nazionale difesa dei diritti, disabili, disagio sociale e addetto alle pubbliche relazioni associazione oltre il muro componente direttivo) oggi Gaetano ci parla del "Caregiver alla comunicazione" come figura fondamentale con Icf /Cfi, in tutte le istituzioni per la comunicazione e funzionale alla società:

 






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Pinacoteca Agnelli inaugura i nuovi progetti dell'autunno 2026 dal 30 ottobre 2026

  




ALBERTO SAVINIO
Souvenir
a cura di Sarah Cosulich e Pietro Rigolo | Pinacoteca Agnelli, terzo piano
fino al 4 aprile 2027

Beyond the Collection
CHRIS OFILI
Laure. Chris Ofili & Édouard Manet
a cura di Pietro Rigolo | Pinacoteca Agnelli, quinto piano
fino al 4 aprile 2027

IRIS TOULIATOU
Vehicles
a cura di Nicola Trezzi | Pinacoteca Agnelli, Pista 500


In occasione della Torino Art Week, venerdì 30 ottobre 2026 la Pinacoteca Agnelli apre le porte al pubblico con tre nuovi progetti espositivi che attraversano la storia dell’arte e la ricerca contemporanea, mettendo in relazione memoria, identità e nuove forme di produzione artistica.
 
Con Alberto Savinio. Souvenir, la Pinacoteca dedica una grande mostra retrospettiva a uno dei protagonisti più originali dell’arte e della cultura europea del Novecento. Per la sesta edizione di Beyond the Collection, Chris Ofili presenta un nuovo corpus di opere dedicate a Laure, la donna ritratta da Édouard Manet nel dipinto parte della Collezione Permanente. Sulla Pista 500, Iris Touliatou realizza Vehicles, un progetto che estende l’intervento artistico ai canali di comunicazione dell’istituzione, nell’ambito del Premio Pista 500 in collaborazione con Artissima.
 
Tre progetti differenti per linguaggi e approcci, che esprimono la volontà della Pinacoteca Agnelli di affiancare alla ricerca storico-artistica la rilettura del proprio patrimonio e la produzione di nuove opere, attraverso il confronto con artisti contemporanei.
 
Le mostre saranno visitabili fino a domenica 4 aprile 2027.

 

  Alberto Savinio. Souvenir

A cura di Sarah Cosulich e Pietro Rigolo, assistiti da Raphaële Sevrain, Alberto Savinio. Souvenir presenta, attraverso più di settanta opere, l’originale e poliedrica figura di Alberto Savinio (1891, Atene – 1952, Roma), artista  tra i protagonisti della cultura europea del Novecento. Musicista, scrittore, drammaturgo, giornalista oltre che pittore, Savinio ha attraversato discipline e tradizioni differenti, elaborando un linguaggio pittorico unico  in cui mito classico, memoria, ironia e invenzione si intrecciano in un universo visionario e in continua trasformazione.
 
Il percorso espositivo segue l’evoluzione della sua ricerca attraverso alcuni dei nuclei tematici più significativi della sua produzione: il tema della memoria attraverso riferimenti al mondo classico e alla Grecia della sua infanzia, i ritratti di famiglia, le figure ibride tra uomo e animale, i celebri “giocattoli”, i paesaggi antropomorfizzati e la produzione grafica, che negli ultimi anni della sua attività assunse una crescente autonomia. Mostri, divinità e personaggi grotteschi abitano una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione, in cui le convenzioni sociali e culturali vengono messe in discussione attraverso un’ironia sottile e straniante.


 
Il titolo Souvenir richiama il ruolo della memoria – centrale nella poetica dell’artista, intesa non come semplice recupero del passato, ma come processo creativo capace di ricomporre esperienze personali, miti collettivi e frammenti della cultura occidentale in nuove configurazioni. Nelle opere di Savinio, il passato diventa uno strumento per interpretare il presente e immaginare il futuro, anticipando questioni ancora centrali nella contemporaneità: dal rapporto tra identità e rappresentazione, alla possibilità di superare i confini tra umano e non umano, alla dissoluzione del materiale nel virtuale, fino alla riesaminazione dei concetti di originalità e autorialità.
 
Ad accompagnare la mostra un catalogo bilingue italiano-inglese edito da Mousse Publishing, la prima pubblicazione istituzionale anche in lingua inglese dedicata all’artista. Il volume raccoglie saggi originali di studiosi internazionali, un ricco apparato iconografico e una cronologia che ricostruisce il percorso umano e artistico di Savinio intrecciando arti visive, letteratura e musica.

 

 

Alberto Savinio. Souvenir, installation views, ph. Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy Pinacoteca Agnelli, Torino

 

  Beyond the Collection. 
Laure. Chris Ofili & Édouard Manet


Con Laure. Chris Ofili & Édouard Manet, la Pinacoteca Agnelli prosegue il programma Beyond the Collection, pensato per attivare nuove prospettive sulla sua Collezione Permanente attraverso collaborazioni con artisti contemporanei e istituzioni italiane e straniere. Per questa sesta edizione, Chris Ofili (1968, Manchester; vive e lavora a Port of Spain, Trinidad e Tobago) presenta un corpus inedito opere dedicato a Laure, la donna ritratta da Édouard Manet in Portrait of Laure (La Négresse), dipinto realizzato intorno al 1862 e conservato presso la Pinacoteca Agnelli. 
 
A cura di Pietro Rigolo, il progetto prende avvio dalla storia di Laure – figura che appare anche nell’Olympia, celebre opera di Manet conservata al Musée d’Orsay –  a lungo rimasta ai margini delle interpretazioni storico-artistiche. Sebbene il nome Laure fosse stato annotato dallo stesso Manet, la sua identità è stata considerata elemento secondario del dipinto, intitolato  per lungo tempo con l’epiteto razziale “la négresse”, oggi considerato offensivo. Il recupero del suo nome diventa così punto di partenza per una riflessione più ampia sui meccanismi attraverso cui le immagini costruiscono, definiscono o cancellano la storia.
 
Attraverso un dipinto monumentale e una serie di lavori su carta, Ofili immagina la vita di Laure oltre la cornice, intrecciando riferimenti alla storia della diaspora africana, alla migrazione contemporanea, al cinema e alla tradizione della pittura religiosa italiana. L’artista trasforma la figura della donna in una presenza autonoma, capace di esprimere interiorità, spiritualità e protezione.
Fiori, paesaggi desertici e richiami iconografici alla tradizione religiosa contribuiscono a costruire un nuovo immaginario, nel quale la figura di Laure diventa simbolo di cura, speranza e trasformazione. Il progetto non intende offrire una ricostruzione definitiva della sua storia, ma aprire uno spazio di riflessione sulle narrazioni che la storia dell’arte ha tramandato e sulle possibilità di restituire visibilità e individualità ai soggetti rimasti a lungo in secondo piano.
 
Il progetto è accompagnato da un booklet che approfondisce il percorso espositivo attraverso un saggio inedito della storica dell’arte Denise Murrell, curatrice al Metropolitan Museum di New York, tra le maggiori studiose internazionali di questi temi.

 

 

Laure. Chris Ofili & Édouard Manet, installation view, ph. Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy Pinacoteca Agnelli, Torino; © Chris Ofili, the artist and Victoria Miro


 

La Pista 500. Vehicles, Iris Touliatou

Per la nuova stagione della Pista 500, la Pinacoteca Agnelli presenta Vehicles, il progetto inedito di Iris Touliatou (1981, Atene, dove vive e lavora), vincitrice del Premio Pista 500 per l’edizione 2025 in collaborazione con Artissima. A cura di Nicola Trezzi, l’intervento nasce da una riflessione sulle strutture spaziali, economiche e amministrative che regolano il funzionamento delle istituzioni culturali e sui meccanismi attraverso cui ne vengono prodotti e distribuiti i contenuti.
 
Invitata a realizzare una nuova immagine per il billboard della Pista 500, Touliatou estende il proprio intervento oltre il supporto bidimensionale, immaginandolo come parte di una vera e propria campagna di comunicazione che si estende anche ai video trasmessi sopra le biglietterie del museo e sulla pagina Instagram della Pinacoteca.
 
Il soggetto della campagna è un immaginario corso di lingua degli uccelli. La scelta dell’artista è risultato della contraddizione in una regola di accesso alla Pista 500, che vieta l’ingresso agli animali nonostante l’ex circuito di collaudo automobilistico sia vissuto e abitato da diverse specie di volatili.
Con un gesto al tempo stesso poetico e critico, l’artista guarda ai rapporti tra cose viventi e non viventi, mettendo in discussione i processi interni al museo e quelli legati alla produzione. Il titolo dell’opera Vehicles richiama sia le implicazioni del veicolo come mezzo di trasporto legato alla storia industriale del Lingotto che quelle dell’arte di veicolare contenuti e significati.
 
La Pista 500 è l’ambizioso progetto artistico all’aperto che estende il programma della Pinacoteca Agnelli oltre gli spazi del museo, trasformando l’ex pista di collaudo per le automobili sul tetto dell’edificio del Lingotto – originariamente costruito come stabilimento FIAT – in un giardino panoramico sospeso con un percorso nell’arte. Le opere presenti sulla Pista 500 sono state realizzate da artisti internazionali e includono sculture, installazioni luminose o sonore e progetti di cinema espanso. Gli interventi dialogano con l’architettura e il passato industriale del Lingotto, nonché con il suo attuale contesto urbano e il paesaggio circostante, trasformando la Pista 500 da circuito chiuso a strada aperta, da spazio produttivo a luogo collettivo per nuove storie e visioni.

 

Iris Touliatou. Vehicles, 2026, ph. Sebastiano Pellion di Persano, Courtesy Pinacoteca Agnelli, Torino and Sylvia Kouvali (Londra, Pireo / London, Piraeus)


 
Una stagione che attraversa passato e presente
Con la programmazione autunnale 2026 la Pinacoteca Agnelli rafforza un percorso che negli ultimi anni ha ridefinito il ruolo del museo come luogo di ricerca, produzione e confronto tra epoche diverse. La rilettura di una figura chiave del Novecento come Alberto Savinio, il dialogo tra Chris Ofili ed Édouard Manet e la nuova commissione affidata a Iris Touliatou testimoniano una progettualità che affianca approfondimenti storici a sperimentazione contemporanea, proponendo al pubblico esperienze capaci di attivare nuove letture della Collezione Permanente quale patrimonio culturale condiviso.
 
Attraverso mostre, nuove produzioni e commissioni site specific, la Pinacoteca Agnelli continua così a sviluppare una programmazione che interpreta il museo non soltanto come luogo di conservazione, ma come spazio aperto alla ricerca, al confronto critico e alla costruzione di nuovi immaginari. 

 

 

ORARI E BIGLIETTI
Da martedì a domenica
dalle 10 alle 18
venerdì dalle 10 alle 20
 
Combo Pinacoteca + Pista 500 € 12. Ridotto € 8
Intero Pinacoteca € 10. Ridotto € 8 gruppi, over 65, convenzionati
Intero Pista 500 € 4. Ridotto € 2
Combo Pinacoteca + Pista 500 € 12. Ridotto € 8

Consultare il sito web di Pinacoteca Agnelli per aggiornamenti sulle aperture e chiusure straordinarie dell’istituzione: www.pinacoteca-agnelli.it/visita
 

 

INFORMAZIONI GENERALI
Pinacoteca Agnelli
Lingotto, Via Nizza, 262/103 10126 Torino
www.pinacoteca-agnelli.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Chocoland Napoli, domani taglio del nastro in Piazza Municipio con l’assessore Armato

Stand, intrattenimento e show cooking dal 29 ottobre al primo novembre


 


Tutto pronto per l'inaugurazione. Domani pomeriggio, giovedì 28 ottobre alle ore 17.30, Piazza Municipio a Napoli alzerà ufficialmente il sipario sulla quinta edizione di Chocoland - La Terra dei Golosi, la grande Fiera del Cioccolato e dei Dolci. A tagliare il nastro sarà l'Assessore al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Teresa Armato, alla presenza degli organizzatori, delle autorità e dei partner dell'evento.

Sarà proprio il pomeriggio di domani a segnare l'apertura degli stand al pubblico. Da mercoledì 29 ottobre fino a sabato 1 novembre 2026, invece, la fiera sarà visitabile con orario no stop dalle 10 del mattino alle 22 di sera, trasformando una delle piazze più iconiche della città in una vera fabbrica di dolcezza a cielo aperto.

Dietro la manifestazione c'è il lavoro della D2 Eventi di Luigi De Simone e Luca De Rosa, che firma l'organizzazione con il sostegno del Comune di Napoli e in particolare dell'Assessorato guidato da Teresa Armato, insieme al supporto di Casartigiani Napoli nella persona del Segretario Fabrizio Luongo.

Il format che ha conquistato migliaia di visitatori torna più scenografico che mai. L'ingresso sarà come sempre la monumentale tavoletta di cioccolato firmata Navarra Porte, ormai icona di Chocoland. Una volta entrati, i visitatori si troveranno immersi in un percorso suggestivo, allestito per celebrare il periodo di Halloween con installazioni gotiche, luci soffuse e avvolgenti e un profumo di cioccolato caldo che invaderà l'intera piazza.

L'offerta è un itinerario goloso attraverso il meglio della produzione italiana: si potranno scoprire praline di alta scuola, cremini fondenti, cioccolato bean-to-bar lavorato direttamente dalla fava, sculture commestibili e oggettistica interamente in cioccolato. E ancora, liquori al cacao, selezioni di vini da abbinamento, torte scenografiche, lo street food dolce del kurtos ungherese appena sfornato, le specialità della pasticceria siciliana, frutta ricoperta e la pregiata liquirizia calabrese, insieme a centinaia di altre invenzioni dei maestri cioccolatieri provenienti da tutta Italia.

Fulcro della programmazione sarà, come sempre, l'omaggio alla grande scuola dolciaria partenopea. Lo spiega l'organizzatore Luigi De Simone: "Abbiamo voluto mettere al centro le eccellenze campane, con un palinsesto di show cooking, assaggi guidati e creazioni realizzate al momento sotto gli occhi del pubblico. Con il premio 'Le firme del dolce' intendiamo dare un riconoscimento concreto ai professionisti che con il loro lavoro quotidiano portano il nome di Napoli ai vertici nazionali".

Sul palco di Chocoland verranno celebrati Ciro Scognamiglio della storica Poppella, Raffaele Capparelli de Il Capriccio, Oreste e Sergio Gallucci di Gallucci Faibano, Antonio Cafiero della Pasticceria Primavera, Andrea e Nicola della Pasticceria Pansa, Marco Biolzi della Pasticceria Biolzi di Parma e Teresa Matarese per la categoria Cake Design.

L'appuntamento è dunque fissato per domani alle 17.30 per l'inaugurazione ufficiale. Dal 29 ottobre ingresso libero tutti i giorni dalle 10 alle 22.

CHOCOLAND NAPOLI - LA TERRA DEI GOLOSI - V EDIZIONE
Piazza Municipio, Napoli
28 ottobre inaugurazione pomeridiana / 29 ottobre - 1 novembre ore 10-22
www.chocolanditalia.it

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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Venerdì 30 ottobre: al via la stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Elicantropo di Napoli, al suo 31esimo anno di programmazione


 

Venerdì 30 ottobre 2026, 

Teatro Elicantropo di Napoli

al via la Stagione Teatrale 2026/2027

La 31ª stagione è dedicata agli attori Davide Cristiano, Mario Santella, agli

amici Andrea Falasconi, Enrico Grieco, Alberto Martini e al popolo Palestinese


 




Ci sono tempi in cui fare teatro significa, prima di ogni altra cosa, rifiutare l'indifferenza. Tempi in cui guardare la realtà senza distogliere gli occhi diventa un gesto di resistenza, e la scena un luogo in cui provare a restituire al dolore la sua verità, alla vita la sua fragilità, all'essere umano la propria dignità. È da questa necessità che nasce la Stagione Teatrale 2026/2027 del Teatro Elicantropo di Napoli, che, a trentun anni dalla sua nascita, prosegue il proprio percorso di ricerca nel seicentesco complesso dei Gerolomini.

La programmazione si sviluppa lungo una traiettoria che intreccia memoria e contemporaneità, ricerca e tradizione, impegno civile e sperimentazione dei linguaggi scenici.

 Al centro del progetto artistico, per il sesto anno consecutivo, La ricerca del tragico ritrovato, un’indagine che attraversa la programmazione e ne costituisce il filo conduttore, interrogando il senso profondo delle tragedie che continuano a segnare la nostra esistenza e il riflesso che esse producono nelle nostre vite.

«In un mondo segnato da guerre, repressioni e disuguaglianze – afferma Carlo Cerciello - il Teatro Elicantropo di Napoli continua a fare della cultura una forma di resistenza. Da trentun anni offre spazio ai giovani, alle compagnie meno tutelate e alla sperimentazione artistica. La stagione 2026/2027 si apre provocatoriamente con un saggio degli allievi del corso di Studi Eduardiani. Giovani attori portano in scena un’opera di Eduardo De Filippo, intensa e tutt’altro che rassicurante. Grazie al sostegno della Fondazione Eduardo De Filippo, lo spettacolo sarà offerto gratuitamente al pubblico».

 

 

 






Parallelamente alla stagione teatrale, proseguirà l’attività del Laboratorio Teatrale Permanente Elicantropo, diretto da Carlo Cerciello: un percorso triennale che ha formato centinaia di allievi, oggi attori e registi riconosciuti in Italia e all’estero.

Anche quest’anno, in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo, continua il progetto degli Studi Eduardiani, che porta gli allievi a confrontarsi con il genio partenopeo in una sede prestigiosa, ponte tra tradizione e ricerca.

Il percorso programmatico si completa con il Perfezionamento Professionale per Attori 2026/2027, destinato a chi ha già terminato il triennio o a professionisti selezionati, con incontri, seminari e stages condotti da maestri di livello nazionale e internazionale.

 




Il Teatro Elicantropo alzerà il sipario sulla stagione teatrale, venerdì 30 ottobre, con lo spettacolo Il Monumento di Eduardo De Filippo, frutto del lavoro degli allievi degli Studi Eduardiani, prodotto da Anonima Romanzi Teatro Elicantropo in collaborazione con la Fondazione Eduardo De Filippo.

Il mese di novembre si aprirà, venerdì 13, con Barabba di Antonio Tarantino, interpretato da Silvio Barbiero, cui seguirà, dal 20, Alienate, spettacolo scritto e interpretato da Francesca Ritrovato, con la collaborazione artistica di Alfonso Postiglione.

Due proposte che si confrontano con la scrittura contemporanea e con le possibilità espressive dell'attore, attraverso differenti percorsi di ricerca.

Sempre a novembre, dal 27, sarà in scena Nuda, omaggio a Marilyn Monroe di e con Rosalba Di Girolamo, per la regia di Fulvio Cauteruccio. La figura di una delle icone più celebri del Novecento diventa occasione per indagare il confine tra il personaggio e la persona.

Dal 4 dicembre, sarà la volta di Mutu di Aldo Rapè, con la regia di Lauro Versari. Il prete e il mafioso. Una storia di due fratelli. Due vocazioni a confronto. Due uomini sotto lo sguardo dello stesso Dio.

A seguire, da venerdì 11, Antigone non muore di Elvira Buonocore, elaborazione drammaturgica, interpretazione e regia di Clara Galante. Il confronto con la figura di Antigone riporta al centro una delle questioni fondanti della tragedia.

Ancora a dicembre, dal 18, Linee di fuga di e con Nicola Tartarone, liberamente ispirato al racconto La tana di Franz Kafka. Il lavoro si confronta con l'universo inquieto dello scrittore praghese.

A inaugurare il nuovo anno, dal 22 gennaio, sarà Satnam di Mario Gelardi, con Anna De Stefano e Domenico Quattroventi, regia di Gennaro Maresca. Lo spettacolo si inserisce in un percorso che guarda alle ferite della contemporaneità e alle contraddizioni sociali.

Il mese di febbraio è dedicato a due opere di Enzo Moscato, autore imprescindibile della scena napoletana contemporanea, la cui scrittura ha saputo esplorare le zone più contraddittorie e dolenti dell'identità individuale e collettiva. Dal 5 febbraio sarà in scena Trianon, progetto di Mariachiara Falcone, Cecilia Lupoli e Imma Villa, e a seguire, dal 19 febbraio, Scannasurice con Imma Villa e la regia di Carlo Cerciello.

 




Il 12 marzo, dalla Francia arriva Tutte queste fragili ossa qui riunite, spettacolo di marionettismo scritto da Valentina Sanseverino, Silvia Torri e Rita Giacobazzi, interpretato e diretto da Valentina Sanseverino. Il linguaggio delle marionette apre a una diversa possibilità di racconto scenico, per esplorare la fragilità e la vulnerabilità dell'esistenza.

Sempre a marzo, dal 19, in scena Salmoni di e con Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca, una risalita controcorrente, dove sopravvivenza e lealtà si scontrano e ogni scelta mette in gioco qualcosa di più della semplice vittoria.

Ad aprile, dal 2, la Fondazione Gaber propone Gaber sotto le stelle, di e con Valentina Luporini, consulenza artistica di Sandro Luporini. Un appuntamento che si inserisce nel solco della tradizione del teatro-canzone, richiamando l'eredità artistica e intellettuale di Giorgio Gaber.

A chiudere la stagione, dal 10 aprile, sarà Cantare il disincanto di e con Canio Lo Guercio, ultimo appuntamento di un cartellone che attraversa linguaggi e poetiche differenti, mantenendo costante l'attenzione per la ricerca, la scrittura scenica e le questioni fondamentali del nostro tempo.

 

Teatro Elicantropo di Napoli, 

stagione teatrale 2026/2027

Spettacoli ore 20.30 

(dal giovedì al sabato), 

ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni al 3491925942, 081296640

web www.teatroelicantropo.com

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

LA SPEZIA - Annullato lo spettacolo BREAKING BRECHT previsto il 20 novembre 2026

 Teatro Civico La Spezia
Stagione teatrale 2026/27
 

La Spezia, 28 ottobre 2026 -  La produzione dello spettacolo “Breaking Brecht” comunica che, per motivi di carattere logistico-organizzativi indipendenti dalla volontà del Teatro Civico, lo spettacolo in programma  venerdì 20 novembre alle 21 é stato annullato e verrà recuperato nella prossima stagione in data da definirsi.

Per le richieste di rimborso la procedura è la seguente:

    per chi ha acquistato i biglietti a Botteghino è necessario presentarsi alla biglietteria con i titoli acquistati e il proprio IBAN entro e non oltre lunedì 30 novembre 2026; 

 

    per chi ha acquistato i biglietti on line su Ticketone, la piattaforma comunicheranno via mail le modalità attraverso le quali ottenere il rimborso.


 

Info: Botteghino del Teatro Civico (ingresso da Corso Cavour, n. 20), aperto tutti i giorni dalle 9 alle 12.30 (il mercoledì anche dalle 16 alle 19).

 

 

Tel. 0187 727521

Email: info@teatrocivico.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


Al Tibidabo Eventi debutta "Tibidabo For Winter": domenica 1 novembre l'inaugurazione di "Tutti Santi Insieme" e tanta musica live

 




Bacoli (Napoli), 28 ottobre 2026 – Il Tibidabo Eventi sito a Monte di Procida, località Miliscola si prepara a vivere una stagione invernale ricca di appuntamenti.  
Domenica 1 novembre, a partire dalle ore 12:00, la struttura flegrea darà ufficialmente il via a "Tibidabo For Winter", il nuovo format ideato da Umberto Tramontano creatore del gruppo di aggregazione "W la Vita". La giornata inaugurale, intitolata per l'occasione "Tutti Santi Insieme", offrirà un perfetto connubio tra convivialità, buon cibo, relax e intrattenimento musicale. A fare da cornice sullo sfondo uno dei panorami più suggestivi del litorale: la vista sulle isole di Capri, Ischia e Procida che abbraccia l'intero Golfo di Napoli. Grazie alla disponibilità di un'ampia e accogliente sala interna, il Tibidabo si propone anche nelle giornate di pioggia.


La proposta gastronomica: tradizione campana a prezzi promozionali

In occasione del lancio del format, la struttura propone un menù dal forte richiamo autunnale a un prezzo speciale di 20 euro. 
Il percorso culinario celebra la tradizione campana partendo da un antipasto di salumi e formaggi misti, zeppoline, bruschette, polenta e salsicce al sugo. A seguire, due assaggi di primi piatti tipici: lo scarpariello e la pasta con zucca e salsiccia. A chiudere l'esperienza gastronomica sarà il dolce della casa. Nel prezzo è incluso un calice di vino di primissima scelta, proveniente da vitigni del territorio flegreo e campano. Sarà inoltre possibile ordinare bollicine e drink alla carta ma sempre a un prezzo speciale.


 




Una line-up musicale di alto livello

A fare da colonna sonora all'intera giornata sarà una programmazione musicale di grande rilievo. La consolle sarà affidata ad Alessandra Argentino, pioniera del clubbing e tra le prime DJ donna italiana. Ad alternarsi durante il pranzo e il pomeriggio ci saranno le performance live di Giulia Panzeri, Ornella Mancini e Genny Nugnes, in un'esperienza artistica dinamica e coinvolgente.


Inaugurazione Tibidabo For Winter" - evento "Tutti Santi Insieme"
 

Luogo: 

Tibidabo, Via Miliscola 57, 

80070, Monte di Procida (NA),

 località Miliscola
 

Quando: 

Domenica 1 Novembre dalle ore 12:00
Prezzo: Menù completo promozionale 20€ 

(incluso calice di vino)
Prenotazioni entra nel gruppo tramite QR CODE / Umberto Tramontano al numero +393894813447

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

PESCA: COLDIRETTI, CETARA CAPITALE EUROPEA DEL TONNO ROSSO, DUE GIORNI PER DISEGNARE IL FUTURO DELLA FILIERA

 Il 30 e 31 ottobre il confronto tra operatori, istituzioni ed esperti italiani ed europei su sostenibilità, nuovi mercati, opportunità di sviluppo, crisi energetica e aumento dei costi

 


 


Cetara torna al centro del dibattito europeo sul futuro della pesca del tonno rosso. Venerdì 30 e sabato 31 ottobre, il borgo della Costiera Amalfitana ospiterà la seconda edizione dell'incontro internazionale promosso da Coldiretti Pesca, dal titolo “Tonno Rosso: Filiera Euromediterranea, valore e futuro”. Due giornate di confronto tra rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee, operatori del settore, ricercatori ed esperti per affrontare le sfide di una filiera strategica per l'economia, l'occupazione e le comunità costiere del Mediterraneo, ma anche la difficile situazione dell’aumento dei costi energetici.

Dopo il successo dell'edizione 2025, l'appuntamento tornerà ad accendere i riflettori sulla necessità di garantire sostenibilità ambientale, economica e sociale, rafforzare la competitività delle imprese e aprire nuove opportunità commerciali.
Il primo appuntamento è per venerdì 30 ottobre, dalle ore 10.30, allo spazio eventi al Convento di Piazza San Francesco, e sarà dedicato ai tavoli tecnici, con approfondimenti sull'innovazione, sui nuovi mercati e sulle regole europee e internazionali che disciplinano la pesca del tonno rosso. 


Sabato 31 ottobre (ore 10.30) spazio al confronto politico e istituzionale, nella Sala Conferenze del Comune di Cetara, in Corso Umberto I, con la presentazione delle proposte emerse dai lavori e un dibattito sulle prospettive della filiera. L’incontro, che sarà moderato da Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca, vedrà la partecipazione del presidente di Coldiretti Ettore Prandini, del ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida (in collegamento).

 


 


Tra gli altri interverranno, Costas Kadis, commissario europeo alla Pesca e agli Oceani (in collegamento); Riccardo Rigillo, capo di Gabinetto del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Patrizio Giacomo La Pietra Sottosegretario di Stato al Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF), Graziella Romito, direttore generale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura del Masaf, Giuseppe Lupo, europarlamentare membro della Commissione Pesca del Parlamento europeo (in collegamento), Roberto Mazzei, direttore di Coldiretti Campania, Ettore Bellelli, presidente di Coldiretti Campania e Sergio Liardo, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. 


Al centro dell'iniziativa, la necessità di coniugare tutela delle risorse marine, valorizzazione del prodotto italiano e giusto reddito per le imprese, attraverso politiche capaci di sostenere gli investimenti e garantire un futuro alla pesca e alle comunità costiere.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Il quartetto Prometeo in concerto a Salerno giovedì 29 ottobre


 

Collegium Philarmonicum

Presenta

Un Mare di suoni

Direzione artistica Gennaro Cappabianca

Quartetto Prometeo

Mirei Yamada   Aldo Campagnali

Danusha Waskiewicz  Francesco Dillon

Salerno, giovedì 29 ottobre, chiesa di Santa Apollonia, ore 19,30 Biglietti: Intero € 10,00 Ridotto € 8,00 Prevendite e info: www.azzurroservice.net Tel. +39 328 8692445 -www.collegiumphilarmonicum.it     collegiumphilarmonicum22@gmail.com


  




Il Quartetto Prometeo tra Beethoven e Schumann

La prestigiosa formazione, composta da Mirei Yamada, Aldo Campagnali, Danusha Waskiewicz e Francesco Dillon, si esibirà a Salerno, nella chiesa di Santa Apollonia, giovedì 29 ottobre alle ore 19,30, ospiti del cartellone “Un mare di suoni” firmato da Gennaro Cappabianca

Ritorna a Salerno il Quartetto Prometeo, composto da Mirei Yamada e Aldo Campagnali al violino, Danusha Waskiewicz alla viola e Francesco Dillon al violoncello, dopo il concerto del 2022, nell’ambito della stagione da camera del teatro Verdi di Salerno. Torna grazie alla stagione “Un Mare di Suoni”, che viene in tour in città,  promossa dall’Associazione Collegium Philarmonicum con la direzione artistica del Maestro Gennaro Cappabianca, ospite del Santa Apollonia Hub, di Chiara Natella, venerdì 29 ottobre alle ore 19,30, nella incantevole cornice architettonica e, soprattutto, acustica della chiesa di Santa Apollonia. E’ questo un appuntamento di spicco della programmazione culturale campana, ma anche l’inizio di un importante percorso commemorativo: l’avvicinamento al bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, che ricorrerà nel marzo 2027. “È per me e per l’associazione Collegium Philarmonicum, - ha dichiarato il Maestro Gennaro Cappabianca - motivo di profondo orgoglio ed autentico onore poter accogliere nella nostra programmazione il Quartetto Prometeo, una formazione di straordinaria caratura internazionale, composta dai Maestri Mirei Yamada, Aldo Campagnali, Danusha Waskiewicz e Francesco Dillon, la cui sensibilità interpretativa e il rigoroso magistero esecutivo rappresentano un'eccellenza assoluta nel panorama cameristico contemporaneo. La loro presenza si inserisce come uno dei vertici artistici più luminosi all’interno della stagione “Un Mare di Suoni”, un progetto che abbiamo fortemente voluto per arricchire e valorizzare l'offerta culturale della Campania attraverso il linguaggio universale della grande musica. Questo concerto travalica tuttavia il semplice valore di un appuntamento di spicco: esso segna ufficialmente l’avvio di un solenne e virtuoso percorso commemorativo, una traiettoria d'ascolto e di riflessione con cui intendiamo accompagnare il nostro pubblico verso una ricorrenza di fondamentale valore per la storia dell'umanità: il bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, che celebreremo nel marzo del 2027. Affidare l'apertura di questa importante memoria storica all'intensità e al rigore del Quartetto Prometeo significa offrire al territorio un'esperienza d'arte di rara profondità, capace di coniugare memoria, bellezza e sguardo verso il futuro” “ E’ un dialogo tra tradizioni stilistiche diverse, - ha continuato il cellista Francesco Dillon - scuole d'eccellenza internazionale e il rigore inesauribile del grande repertorio da camera, dove la fusione di background eterogenei ha dato vita a un sodalizio di rara coesione interpretativa. La formazione nacque in seno all'Orchestra Giovanile Italiana, ne è un esempio emblematico la presenza alla viola di Danusha Waskiewicz, prima viola di prestigiose compagini mitteleuropee, e al primo violino di una raffinata camerista di scuola giapponese, le quali affiancano i fondatori originari in un percorso di costante ricerca timbrica e stilistica. Questa pluralità di matrici culturali non rappresenta soltanto un incontro di esperienze, ma si è  tradotta negli anni in un dialogo vivo e dinamico, capace di spaziare dall'esplorazione radicale degli ultimi quartetti beethoveniani, tra cui il n. 16 in FA maggiore op. 135, monumenti sonori che continuano a sfidare ogni limite interpretativo con la loro modernità disarmante, unitamente  al  Quartetto in LA minore op. 41 n. 1 di Robert Schumann al quale siamo molto affezionati essendo una delle prime opere eseguite, che riflette l'intenso studio dei modelli classici di Beethoven unito a una spiccata cifra romantica. L'opera si distingue per una scrittura contrappuntistica raffinata e densa, dove il dialogo tra i quattro strumenti evoca una dimensione lirica e introspettiva tipica del mondo schumanniano. Particolarmente affascinante è il terzo tempo, un Adagio di profonda espressività emotiva che rappresenta il cuore pulsante e spirituale dell'intero lavoro”. La serata, che verrà introdotta dalla giornalista Olga Chieffi, verrà inaugurata dagli incanti schumanniani del quartetto in La minore op. 41 n. 1, datato 1842 I primi anni quaranta dell’800 sono per Robert Schumann uno dei momenti più sereni della sua vita, prima del manifestarsi della profonda depressione che lo indurrà al tentativo di suicido; in questo periodo trova nuova energia per dedicarsi con piena maturità alle composizioni sinfoniche e cameristiche. I quartetti per archi op.41 dimostrano la sicurezza raggiunta dal compositore, certo, ormai, di aver convinto i contemporanei delle sue capacità creative  andando ben oltre al pianoforte e al Lied. Schumann, dedito da tempo allo studio dei lavori di Haydn, Mozart, Beethoven e Mendelssohn, compone i tre quartetti tra giugno e luglio 1842, in un momento di  vero e proprio furore creativo. Dedicati a Felix Mendelssohn-Bartholdy, i  quartetti costituiscono un ciclo unitario imperniato sul rapporto tra le tonalità maggiori e minori di La e Fa. Schumann guarda apertamente al modello beethoveniano dei tardi quartetti, ma lo reinterpreta attraverso una fitta rete di rimandi ciclici e una scrittura contrappuntistica intensamente espressiva, venata di quel dualismo psicologico tra i moti contrastanti di Florestano ed Eusebio. Il primo movimento, introdotto da un Preludio lento di sapore bachiano, si sviluppa in un Allegro in cui il tema principale viene continuamente frammentato e rielaborato, subordinando la tradizionale dialettica sonatistica all'unità organica del materiale motivico. Lo Scherzo, dal piglio energico e ritmicamente sincopato, si contrappone a un Trio di lirismo sognante, mentre il movimento lento centrale esplora una cantabilità profonda e malinconica, ricca di sfumature armoniche intime. Il Finale, strutturato come un vivace rondò-sonata, corona l'intero ciclo con un'esuberanza ritmica che riecheggia lo spirito dello Sturm und Drang, suggellando un capolavoro in cui la tradizione classica viene rigenerata dal più autentico fervore romantico. La seconda parte della serata verrà interamente dedicata all’esecuzione del Quartetto n. 16 in FA maggiore op. 135 di Ludwig van Beethoven, scritto nell'autunno del 1826 e pubblicato postumo come l'ultimo lascito cameristico del titano di Bonn, estremo testamento spirituale e stilistico, un'opera che in occasione del imminente bicentenario della scomparsa del compositore, avvenuta nel marzo del 1827, risuona con la forza di un enigma metafisico risolto nella luce di una suprema pacificazione interiore. In questa pagina, concepita in un periodo di profonda fragilità fisica ma di ineguagliata lucidità visionaria, Beethoven sembra spogliare il linguaggio musicale di ogni orpello retorico per approdare a una trasparenza quasi mozartiana, venata tuttavia di una malinconia crepuscolare e di un'ironia sottile che trascendono il sinfonismo eroico della maturità per rifugiarsi nell'introspezione più radicale. Il primo movimento, Allegretto, si apre con un motivo apparentemente frammentario e giocoso, un dialogo tra gli strumenti che procede per interrogativi e allusioni, dove il contrappunto rigoroso si dissolve in una leggerezza cameristica che sorprende per freschezza inventiva, quasi a voler dimostrare come il genio, sull'orlo del silenzio definitivo, sappia ancora guardare al mondo con la fanciullesca meraviglia di un'innocenza ritrovata. A questo esordio segue il Vivace, un secondo movimento di prorompente energia ritmica e di travolgente audacia timbrica, in cui Beethoven sperimenta soluzioni armoniche estreme e sincopi taglienti che anticipano le inquietudini del Novecento, unendo la violenza espressiva dei grandi scherzi beethoveniani a una grazia spettrale e fugace. Il cuore pulsante dell'intero lavoro è rappresentato dal Lento assai, cantabile e tradendo una profondità di accento che tocca le corde del sacro e del tragico, un vero e proprio canto funebre e meditativo in cui la linea melodica si libra sospesa nel tempo, evocando un raccoglimento ascetico che sembra annullare la distanza tra la terra e l'infinito. Infine, il quarto e ultimo movimento, intitolato Der schwer gefasste Entschluss, si apre con una celebre iscrizione autografa sulla partitura che recita Muss es sein? ed Es muss sein!, un interrogativo enigmatico e quasi teatrale a cui il compositore fa seguire la risposta trionfante, sebbene intrisa di un sorriso ironico e distaccato, unendo la gravità di una domanda esistenziale alla leggerezza di un rondò finale che chiude il ciclo delle grandi opere cameristiche con un senso di compiutezza universale e di immota armonia cosmica.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA