martedì 21 luglio 2026

Bedonia, le montagne di mezzo che aspettavano solo di essere guardate

Cento pannelli, sette secoli di sguardi e la prima grande retrospettiva mai dedicata al paesaggio dell'Appennino: dal 1° al 30 agosto 

 

 

La Sezione di Parma del Club Alpino Italiano porta a Bedonia (Parma), nel Seminario Vescovile, la mostra «Paesaggio Appennino - Passato 

e presente», realizzata per i 150 anni di storia del sodalizio. 

Ingresso libero.

C'è una regola non scritta, valida da un paio di millenni, secondo cui le montagne vere sono quelle con la maiuscola: le Alpi, il terrore sacro, l'epica dell'alpinismo, il sublime da cartolina. L'Appennino, poverino, è sempre rimasto un comprimario. Nei quadri di Correggio e Parmigianino i suoi crinali facevano da quinta alle spalle di Madonne e santi, senza mai essere protagonisti. Bastava alzare lo sguardo un po' più su, oltre le aureole, per accorgersi che quelle montagne erano vere, riconoscibili, abitate da secoli. Quasi nessuno l'ha fatto. Fino ad ora.


A colmare questa distrazione plurisecolare ci prova la Sezione di Parma del Club Alpino Italiano, che per festeggiare i suoi 150 anni ha scelto un regalo tutt'altro che scontato: una mostra che attraversa sette secoli di sguardi sull'Appennino, da Boccaccio a oggi. La cura è di Andrea Greci, che oltre a curare l'esposizione dirige la rivista nazionale del sodalizio, La Rivista.


Cento pannelli - in parte di testo, in parte di riproduzioni fotografiche - ricostruiscono il percorso. Si parte dalle fonti medievali, che descrivevano l'Appennino come luogo inospitale e boscoso, per arrivare alle grandi tele di Correggio, dove i crinali appenninici sullo sfondo delle scene sacre vengono confrontati, pannello dopo pannello, con le montagne reali. Ci sono le mappe storiche tra Seicento e Ottocento, i resoconti dei viaggiatori e degli scienziati che dal Settecento in poi hanno raccontato boschi, animali, clima e popolazioni di queste valli, e persino un’immagine che mostra i vigneti un tempo diffusi nell'Alta Val Taro, oggi quasi scomparsi. Le immagini fotografiche riproducono opere d’arte ospitate in alcuni tra i musei più importanti d'Italia, da Capodimonte agli Uffizi, dalla Pinacoteca di Brera e altri prestigiosi poli museali.


Non è la prima tappa di questo viaggio. La mostra, sostenuta dal Comune di Parma, dal Parco nazionale tosco-emiliano e dai Parchi del Ducato, è stata inaugurata un anno fa a Palazzo Pigorini, a Parma, e da allora ha toccato altre città. Dopo Bedonia, a settembre, sarà la volta di Borgotaro.


A Bedonia la mostra trova casa nel Seminario Vescovile di via Don Stefano Raffi, grazie alla collaborazione con il Comune e con il Seminario stesso. Inaugurazione sabato 1° agosto alle 18:30, poi apertura fino al 30 agosto: da lunedì a sabato dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 19:00, la domenica e nei giorni festivi dalle 9.30 alle 12.30. L'ingresso è libero.


«Ringraziamo Don Lino e il Seminario Vescovile per l'ospitalità che ci hanno offerto, e il sindaco di Bedonia per aver creduto in questo progetto fin dal primo momento», racconta Gian Luca Giovanardi, presidente della Sezione di Parma del Club Alpino Italiano. «Portare la mostra in Alta Val Taro, nell'anno dei nostri centocinquant'anni, significa restituire alla montagna una parte del lavoro che facciamo da generazioni per raccontarla».


Anche il sindaco di Bedonia, Gianpaolo Serpagli, non nasconde la soddisfazione: «Ospitare questa mostra nel Seminario Vescovile è un modo per ricordare a tutti - a chi arriva da fuori e a chi qui ci è nato - che il nostro Appennino non è mai stato un margine, ma un luogo che ha sempre avuto qualcosa da dire. Bastava qualcuno disposto ad ascoltarlo».


Della mostra resterà anche un catalogo, edito dalla Sezione di Parma del CAI, che raccoglie immagini e saggi per chi vorrà portarsi a casa qualcosa di più di una fotografia scattata di fretta davanti a un pannello.


Del resto, le montagne, come le persone, spesso non hanno bisogno di essere scalate per essere capite. A volte basta guardarle con la pazienza giusta. Bedonia, per un mese, offre proprio questo: la pazienza giusta.



Scheda: 

«Paesaggio Appennino - Passato e presente»

Bedonia (PR), Seminario Vescovile, Via Don Stefano Raffi 30

1-30 agosto 2026 - Inaugurazione sabato 1° agosto, ore 18:30

Da lunedì a sabato ore 9:30-12:30 e 15:00-19:00; domenica e festivi ore 9:30-12:30

Ingresso libero

Organizzazione: Sezione di Parma del Club Alpino Italiano, nell'anno del 150° anniversario di fondazione (1875-2025)

In collaborazione con il Comune di Bedonia e il Seminario Vescovile di Bedonia

Curatore: Andrea Greci

 

COME DA COMUNICAZION EIRCEVUTA 

Andromaca di Euripide - in scena al Castello San Giorgio per “Notti al Castello 2026”




La Spezia, 21 luglio 2026 – Martedì 21 luglio alle ore 21.15 il Castello San Giorgio ospiterà “Andromaca di Euripide”, spettacolo teatrale di Massimiliano Civica e de I Sacchi di Sabbia, inserito nel calendario di “Notti al Castello 2026”.

In scena Gabriele Carli, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri ed Enzo Iliano, interpreti di un testo tra i più particolari della produzione euripidea.

La vicenda prende avvio dall’assenza di Neottolemo, in viaggio al tempio di Apollo. Nella sua casa esplode una lite familiare: la giovane moglie Ermione, gelosa della schiava Andromaca, con cui Neottolemo ha avuto un figlio, vuole uccidere entrambi.

“Andromaca” è un’opera anomala e potente: non vi domina un unico protagonista, non compaiono divinità, non emergono eroi tragici. Il mondo rappresentato da Euripide è abitato da uomini e donne incapaci di governare il proprio destino, in un alternarsi di speranze e disillusioni che restituisce una visione insieme cupa, spietata e a tratti grottesca dell’esistenza.

Lo spettacolo porta al Castello San Giorgio il linguaggio del teatro contemporaneo in dialogo con il repertorio classico, confermando la varietà delle proposte della rassegna.

L’appuntamento è a ingresso libero.

 




Informazioni
Museo del Castello San Giorgio

 via XXVII Marzo 36, La Spezia

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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“5 Musei in un Castello”: capolavori, street art e meraviglie nei laboratori del Museo Lia

Dal 27 al 31 luglio una settimana per bambini tra murales, fiori di carta, vita quotidiana, forzieri e tecnica dello sbalzo

 



La Spezia, 21 luglio 2026 – Dal 27 al 31 luglio i laboratori estivi “5 Musei in un Castello” proporranno una nuova settimana a cura del Museo Civico “Amedeo Lia”, dedicata ai capolavori, ai materiali e alle suggestioni delle collezioni museali.

Il programma, rivolto ai bambini dai 6 agli 11 anni, intreccerà arte antica e linguaggi contemporanei, offrendo attività creative diverse per ogni giornata.

I bambini realizzeranno un murale a pannelli ispirato alla street art e allo spirito delle vacanze, creeranno fiori di carta prendendo spunto dai dipinti del museo, immagineranno nuove scene di vita quotidiana contemporanea, costruiranno un forziere delle meraviglie e sperimenteranno la tecnica dello sbalzo su lastra metallica.

Una settimana pensata per valorizzare il museo come luogo di invenzione, osservazione e gioco creativo, dove i bambini potranno reinterpretare opere e oggetti con linguaggi personali.

I laboratori si svolgeranno dal lunedì al venerdì, dalle ore 8.00 alle ore 13.00, con appuntamento al Castello San Giorgio.

La partecipazione prevede un costo di 50 euro a settimana oppure 12 euro per la singola giornata. La prenotazione è obbligatoria.



 
Informazioni e prenotazioni

Castello San Giorgio
Via XXVII Marzo, 36 – La Spezia 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

SACRUM 5

 



Sabato 1° Agosto 2026, ore 17:30, sarà inaugurata nella Chiesa del Santissimo Salvatore a Cantalupo nel Sannio (IS), con vari patrocini, la mostra, a cura di Maurizio Vitiello, “SACRUM 5 Visioni Plastiche Contemporanee”, con opere recenti di Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Claudio Giulianelli, Franca Lanni, Vincenzo Mascia, Mauro Molinari, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez, Luminița Țăranu.


Apertura Lavori: Lorenzo Orrino.
Saluti Istituzionali: Don Josè Lopez, Parroco della Chiesa del Santissimo Salvatore; Achille Caranci, Sindaco di Cantalupo nel Sannio.
Il catalogo dell’esposizione con contributi poetici inediti di Floria Bufano e Antonio Spagnuolo sarà in distribuzione.
Modera Maurizio Vitiello, Consigliere Nazionale ANS, Vice-Presidente ANS – Campania, critico d’arte.
 

Seguiranno:  

reading dell’attore Tommaso Tuccillo;

la presentazione del libro “Sguardi sul Contemporaneo 1” di Maurizio Vitiello, edito da “la Valle del tempo” 2026; 

la presentazione del libro di Floria Bufano “In amore e in guerra”, con prefazione di Antonio Spagnuolo e postfazione di Maurizio Vitiello, edito da “la Valle del Tempo” 2026, direttore editoriale Mario Rovinello; 

la proiezione del video “Cantalupo nel Sannio on the road”, 2025, a cura di Maurizio Vitiello, voce di Marcella Vitiello, regia di Davide Guida.
 

Scheda della mostra, a cura di Maurizio Vitiello

 

Questa rassegna vede insieme artisti di qualità, ampiamente conosciuti e riconosciuti, che presentano opere significative nelle quali si riflettono diverse sensibilità spirituali. Le ricerche di Beatriz Cárdenas, Maria Pia Daidone, Claudio Giulianelli, Franca Lanni, Vincenzo Mascia, Mauro Molinari, Maria Carmen Salis, Roberto Sanchez, Luminița Țăranu, effettuate nei solchi di diversi codici linguistici, sui temi del sacro, grazie allo studio di vari orizzonti, opportunamente esaminati, approfonditi e analizzati, si possono leggere in un momento espositivo di livello. Gli operatori del segmento visivo stanno ricominciando a rivedersi e a produrre per dei motivati momenti espositivi. Nella coerenza del loro dettato produttivo mostrano lavori dal profilo alto e si potranno, quindi, collazionare i linguaggi considerati. Gli artisti contattati sono da tempo sulla scena viva dell’arte ed emerge la qualità nei diversi stili adottati. Vuol essere, fondamentalmente, una conversazione tra linguaggi dialettici, illuminati da una rara partecipazione emotiva e da sintassi ben strutturate, da consapevolezze esecutive e da ben calcolati equilibri; emergono, da quest’insieme, qualificate verifiche. Ogni autore è un consapevole erede delle trasformazioni epocali, nonché artefice di elaborazioni, che segnano il nostro tempo, ben vagliando teorie visive e versioni personali. Nonostante le ultime scie dell’onda pandemica, dovuta al Covid-19 con tutte le sue plurime varianti, e le “follie” conflittuali, tragicamente attive, che inscrivono un sanguinante “cahier de doléances”, effettivo “punctum dolens” del nostro contemporaneo, si ritorna alle esposizioni e a mettersi in discussione. Gli artisti quali “cercatori d’anima” coi propri “cahiers de voyages” si organizzano e si coordinano per offrire un contributo, un nuovo “focus” per delineare un nuovo “status” dell’arte. I diversi codici linguistici presenti ci fanno riflettere e ci permettono di comprendere tutte le dinamiche, che sostanziano la misura tensiva contemporanea delle arti visive. Ogni “tranche de vie” di un artista si ribalta in una “tranche visuelle”, e in questo catalogo si racchiudono “chances visuelles” utili a formare un “cahier d’esprit”. In Molise è possibile visionare, quindi, indagini, studi, analisi di fattivi operatori.

 










 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

A Vietri sul Mare una due giorni dedicata all'autismo: tra ricerca scientifica, inclusione e grandi sorrisi con "Dipinto di blu"

 




Il Comune di Vietri sul Mare si appresta a vivere due giornate intense e ricche di significato per accendere un faro sull'autismo, unendo l'approfondimento scientifico alla leggerezza dell'arte, della musica e della comicità. Nell'ambito del prestigioso cartellone di eventi "Vietri Cultura - Tradizione & Cultura 2026", l'amministrazione comunale presenta una doppia iniziativa di grande spessore sociale e istituzionale che si articolerà tra venerdì 24 e sabato 25 luglio.

 
Il fine settimana prenderà il via venerdì 24 luglio, a partire dalle ore 19.00, all'interno dell'Aula Consiliare Comunale. Questo primo appuntamento, intitolato "Ali e Radici: Famiglia - Alimentazione - Ricerca e Orientamento. Un F.A.R.O. sull’Autismo", sarà interamente dedicato al confronto e alla divulgazione scientifica con un approccio multidisciplinare. L'incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Vietri sul Mare Giovanni De Simone, dell'Assessore alla Pubblica Istruzione Stefania Fiorillo, dell'Assessore alla Cultura Daniele Benincasa e del Consigliere Delegato alla Sanità Giuseppe Giannella. Subito dopo, il tavolo dei relatori ospiterà gli interventi di altissimo profilo del Dottor Giulio Corrivetti, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Vicepresidente della Fondazione EBRIS, che illustrerà il progetto GEMMA per l'approfondimento delle conoscenze nel campo dell'autismo, e della Dottoressa Veronica Benincasa, psicologa e psicoterapeuta, che relazionerà sul delicato tema dell'accettazione della diagnosi e del burnout del caregiver. Proseguendo nel dibattito, la Dottoressa Chiara Gorga, Dirigente Medico di Neuropsichiatria Infantile presso l'UOMPIA di Cava de' Tirreni dell'ASL Salerno, interverrà sull'importanza fondamentale della diagnosi precoce, mentre la Dottoressa Rosaria Avallone, biologa nutrizionista, approfondirà il legame tra la selettività alimentare e il benessere del microbiota intestinale. A conclusione della serata, il pubblico potrà vivere un'esperienza dal vivo di bagno sonoro e meditazione guidata dalla Dottoressa Laura Piai, biologa molecolare, coach e insegnante di yoga.

 


 

 
Il testimone passerà poi a sabato 25 luglio, a partire dalle ore 21.00, nella splendida cornice della Villa Comunale di Vietri sul Mare, dove andrà in scena l'evento "Dipinto di blu: Sorrisi, musica e arte". La serata, pensata per celebrare l'inclusione attraverso lo spettacolo e la convivialità, si aprirà nuovamente con i saluti istituzionali del Sindaco Giovanni De Simone, del Sindaco di Cetara Fortunato Della Monica, dell'Assessore Daniele Benincasa e del Consigliere Giuseppe Giannella. Subito dopo, il palco si accenderà grazie alla conduzione della collaudata coppia formata da Gianni Cinelli e Anna Cuffaro, che accompagnerà il pubblico in un viaggio tra risate e note musicali. La travolgente comicità della serata sarà garantita da due grandi artisti del panorama nazionale direttamente da programmi cult come Made in Sud e Zelig, Pasquale Palma e Vincenzo Comunale, ai quali si affiancheranno altri ospiti a sorpresa. I momenti di musica live saranno invece affidati al talento di Cristina Mazzaccaro.

 

 


 

A dare un ulteriore e fondamentale valore sociale a questo secondo appuntamento sarà la presenza sul campo delle terapiste del Gruppo Forte, partner dell'evento. Le specialiste saranno a completa disposizione delle famiglie e dei cittadini per fare informazione e condividere competenze sul trattamento e l'analisi del comportamento. Il pubblico presente in Villa Comunale potrà infatti confrontarsi direttamente con la Dottoressa Consiglia Nappo, psicologa, psicoterapeuta, coordinatrice e supervisore ABA, e con la Dottoressa Teresa Ciardi, psicologa, analista del comportamento e supervisore ABA.

 
La cittadinanza e gli organi di informazione sono calorosamente invitati a partecipare a questa importante iniziativa che si avvale del supporto dei media partner Pangea Press, Forum e Viceversa.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


Domani 22 luglio il tenore napoletano Vincenzo Costanzo debutta in TURANDOT a VARNA

Varna State Opera


Presenta

Giacomo Puccini

TURANDOT

Per i cento anni dalla prima

Vincenzo Costanzo

È

CALAF (ruolo di debutto)

 

Orchestra dell’Opera

di Stato di Varna

Direttore

M° Jacopo Sipari di Pescasseroli

Regia: Kuzman Popov
Summer Arena di Varna – Bulgaria

Mercoledì 22-Giovedì 23 luglio ore 21:00


 




Info.: opera@tmpcvarna.com  Telefono: +359 52 665 020 - Biglietti online: EVENTIM, GRABO




Il sogno di Vincenzo Costanzo-Calaf


 

Il tenore napoletano debutta in Turandot il 22 luglio, alle ore 21, nell’incantevole cornice del teatro all’aperto di Varna, elevando il celebre “Nessun dorma!” sotto le stelle di Bulgaria e la bacchetta dell’ambasciatore pucciniano Jacopo Sipari di Pescasseroli, al suo fianco una principessa di ghiaccio d’eccezione, Saioa Hernàndez. In orchestra anche una piccola rappresentanza del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno con i suoi eccellenti fiati

 




E’ il sogno di ogni tenore quel “Vincerò”, elevato con accento eroico, nella notte, contro la luna, simbolo della principessa Turandot. Dopo il successo in Cavalleria Rusticana in Sofia, acclamato Turiddu, il tenore napoletano Vincenzo Costanzo, debutterà il ruolo di Calaf nella Turandot del centenario, evento del Summer Festival dell’Opera di Varna, firmato da Daniela Dimova, mercoledì 22 luglio. “Per me è veramente un'emozione unica – ha affermato il tenore Vincenzo Costanzo - debuttare in uno dei ruoli più iconici per il tenore. Sono felicissimo di farlo con un grande Direttore quale è Jacopo Sipari di Pescasseroli, il quale nel repertorio pucciniano reputo sia straordinario e stiamo lavorando molto bene per dar vita al Principe Ignoto, impavido e passionale, ostinato e disposto all’estremo sacrificio, per vincere una sfida d'amore e potere.Sono davvero felice di essere qui per debuttare nel mio primo Calaf: un sogno che si avvera”. “Sono molto felice di partecipare al festival estivo dell’Opera di Varna – ha continuato il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli - che ormai frequento ininterrottamente da quasi dieci anni e in particolare sul podio di questa Turandot del “centenario”. E’ questa un’opera a me cara poiché è stata la prima che ho diretto al Teatro Puccini, quando ho iniziato a lavorare come direttore principale, e resta una partitura che mi ha sempre accompagnato durante tutta la mia vita. Farla qui ha un significato e un'emozione del tutto particolari. È un vero onore assistere e partecipare al debutto di Vincenzo, che sarà sicuramente un cantante straordinario: ha una vocalità fantastica per questo ruolo. È anche un enorme piacere ritrovare la grande Saioa Hernandez, dopo l'esperienza all'Opera di Roma, per gli Oscar della lirica. Una grandiosa produzione questa, che sarà il giusto preludio per il grande e attesissimo gala di Ermonela Jaho, che concluderà in modo speciale questo mese di luglio”. Due le date alla Summer Arena di Varna, mercoledì 22 e giovedì 23 luglio, alle ore 21, dove Turandot vivrà della regia di Kuzman Popov, con i costumi e la scenografia di Nela Stoyanova e in orchestra una piccola rappresentanza del Conservatorio Giuseppe Martucci di Salerno, che vede Manuel Pio Magurno al clarinetto, Giovanni Russo e Rosa Orlotti al corno, con Francescopio Sandulli alla tromba, degni eredi del magistero di fiati salernitano. Sarà una Turandot fedele all’idea drammaturgica di Giacomo Puccini, debutterà sul palcoscenico di Varna, con le voci di Saioa Hernandez, nel ruolo del titolo (il 23 canterà Gabriela Georgieva) Vincenzo Costanzo, che impersonerà Calaf (in seconda replica sarà Valeriy Georgiev il Principe Ignoto) e della coppia Marija Jelić e Ilina Mihaylova che divideranno il ruolo di Liù, nel corso delle due recite. Su di un palcoscenico, delimitato dai simboli dell’antico Oriente e da massicce e invalicabili porte di ferro, regna sovrana Turandot, una delle muse nere della lirica.

 


 

L’indirizzo pucciniano era quello di ricondurre la fiaba cinese ad una dimensione vicina alle fonti orientali, da rituale tragico e crudele, pertanto “disumano”, dove la figura ieratica, lontana, anzi irraggiungibile della principessa, l’intoccabilità mitica, secondo cui Turandot viene pensata, impostata e svolta dall’impassibile e scatenante apparizione silenziosa, ma annunciata dal celebrato tritono, il diabolus in musica, che fu quello del barone Scarpia, che l’orchestra scandisce Tu-ran-dot, del Primo Atto, al protagonistico giganteggiare nel secondo, non ammette di venire sgelata e umanizzata per la struttura e l’essenza del personaggio. Figura “gelida”, come la definisce una vocalità ad hoc, che è nuova in Puccini, vocalità “pesante” in rimando al Richard Strauss di Elektra e Salomè, nelle puntate subitanee ed impervie, per tessitura e spessore del peso declamatorio. Questo il calcolatissimo “gelo” di Turandot, più che l’enigma, l’emblema della Principessa di Ghiaccio. La Turandot pucciniana rifiuta l’uomo e lo punisce per vendicare la memoria di un’ava stuprata e uccisa (mai tema più attuale), compenetrata e posseduta dal ricordo dell’antenata e dal fantasma della “notte atroce”, in cui morì. La principessa di gelo nel lanciare il terzo e decisivo enigma a Calaf, simbolo in luogo di creatura, stratificazione di odio che non lascia posto all’amore, scatena un’opera sotto il segno del nero e del rosso, di notte, sangue e morte, anziché di luce e di vita, di cui è motore l’orchestra. Il Maestro Jacopo Sipari, si troverà alla testa di un forte e variatissimo spiegamento corale, un’orchestra molto nutrita in buca e una seconda, interna, con soli ottoni, saxofono, percussioni e organo, quindi del Coro e del Balletto dell'Opera Statale di Varna e della Gioventù di Varna, di volta in volta sgomento e inneggiante, crudele o atterrito, di primitiva violenza o teneramente partecipe, anche l’orchestra è quasi un personaggio fra le dramatis personae, in quanto determina l’atmosfera passo passo, inventando effetti coloristici violenti e preziosi al tempo stesso. Sarebbe spettacolo anche vedere e conoscere le percussioni inconsuete e orientaleggianti, tam tam, gong cinesi con nove altezze sonore, un gong grave posto in scena che è strumento musicale e strumento drammatico per i colpi che Calaf sferra su esso, lanciando la sfida a Turandot, uno xilofono, uno xilofono basso, ossia un basso birmano, anzi siamese, campane tubolari, celesta, glockenspiel e un tamburo di legno di registro grave, questi i colori della Cina di Puccini. E’ proprio questo il nuovo e ultimo viaggio di Puccini, l’ultimo approdo, un’evasione dal mondo occidentale, per la quale il compositore aveva già fatto follie in passato, con Madama Butterfly e, che ora, aveva finito di stregarlo. La partitura esce allo scoperto, grondante di suoni, splendente di impasti ferrigni e luci adamantine, stellari, un astro fra soffici nubi corali, ora balenanti ora soavemente adagiate nello spazio, come la coda di una cometa. Ma non si tratta di un pellegrinaggio, è una partita molto più dura: Ping (Plamen Dimitrov), Pang (Artem Arutyunov), Pong (Plamen Raykov), ne dettano le regole, con le quali potresti anche perdere la testa nel giro di qualche battuta, specialmente dopo il “Vincerò” di Calaf. Con loro Timur, cui darà voce Deyan Vatchkov, Altoum, Mihail Valchev, un mandarino, Velin Mihaylov. Il canto tenero di Liù, che accarezza il bamboleggiare dei toni interi, con donazioni più intense, eleva una corrispondente pietà dal coro, l’unica pietas consapevole che l’opera conosca.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

RADIO STUDIO EMME IN CONTINUA CRESCITA TRA MUSICA, INFORMAZIONE, ATTUALITÀ E GRANDI EVENTI. TANTI PROGETTI VINCENTI PER IL GRUPPO EDITORIALE NAPOLETANO



Si è conclusa una stagione radiofonica intensa e impegnativa, ma ricca di soddisfazioni per Radio Studio Emme, la storica emittente sita in Corso Novara, 80, che dallo scorso settembre a luglio ha raggiunto importanti e notevoli traguardi, consolidando il proprio ruolo nel panorama dell’informazione, dell’intrattenimento e della musica napoletana. Nel corso di quest’anno gli studi
dell’emittente partenopea hanno ospitato alcuni tra i più noti e quotati interpreti della musica napoletana, senza mai rinunciare alla propria missione: dare spazio ai giovani e talentuosi artisti emergenti, offrendo loro un’opportunità concreta per farsi conoscere e apprezzare da un vasto pubblico.

 



 

Una scelta che da sempre caratterizza Radio Studio Emme, punto di riferimento per cantanti, autori, attori, conduttori, opinionisti, influencer e addetti ai lavori, e che guarda al futuro della canzone napoletana. Accanto alla musica, ampio spazio è stato dedicato anche alla comicità, al giornalismo, all’editoria, al mondo del food e alle eccellenze imprenditoriali del territorio, con numerosi appuntamenti e approfondimenti che hanno raccontato le migliori espressioni della Campania, valorizzando le realtà che ogni giorno contribuiscono alla crescita culturale, gastronomica ed economica della regione. Tra le novità più significative della stagione c’è stata la nascita di radiostudioemme.it, il portale d’informazione che, quotidianamente, racconta l’attualità, lo spettacolo, la musica, la moda e le tendenze. Contestualmente è nata anche la testata giornalistica di Radio Studio Emme, diretta da Antonio D’Addio, rafforzando ulteriormente la presenza dell’emittente nel mondo dell’informazione. Con grande entusiasmo e simpatia è stato accolto “Kactus”, il podcast irriverente condotto da Leo Chiummiello. Attraverso le sue ormai celebri “domande con le spine”, il format ha ospitato alcuni dei più noti protagonisti della musica napoletana, dando vita a interviste dirette, spontanee e mai scontate, molto apprezzate anche dal pubblico dei social. Immense soddisfazioni anche per la prima edizione del Gran Galà delle Voci Napoletane, ideato e organizzato da Radio Studio Emme, una serata che ha riunito il mondo della musica, dell’editoria, del giornalismo e del teatro, premiando gli artisti e i professionisti che si sono distinti nel corso dell’anno e confermando la volontà
dell’emittente di valorizzare le eccellenze del territorio. Un altro significativo traguardo è stato l’approdo sul DAB, la radio digitale, che ha consentito a Radio Studio Emme di ampliare la copertura del proprio segnale in tutta la Campania e in gran parte del Sud Italia, offrendo agli ascoltatori una qualità audio ancora più elevata. A tracciare il bilancio della stagione radiofonica è l’editrice Annamaria Viscardi: “È stato un anno particolarmente significativo e anche molto impegnativo.

 



 

Abbiamo lavorato con determinazione e con un grande spirito di squadra, condividendo gli stessi obiettivi e guardando tutti nella stessa direzione. 

I risultati raggiunti sono il frutto dell’impegno, della passione e della professionalità di tutte le persone che ogni giorno lavorano per Radio Studio Emme.


Oggi Radio Studio Emme è diventata un vero gruppo editoriale. Un progetto che comprende Radio Studio Emme, Radio Studio Emme Classic, il portale di informazione, i podcast, i social e gli eventi.
 

Una realtà in continua crescita che ogni giorno ci permette di raggiungere migliaia di ascoltatori e lettori”. “Siamo già al lavoro per un grande evento benefico che si terrà nel periodo natalizio, parallelamente stiamo portando avanti un progetto al quale siamo profondamente legati: la nascita dell’associazione “La Casa di Susy”, intitolata alla sorella di Annamaria Viscardi, con la quale ha fondato Radio Studio Emme. L’associazione nascerà con l’obiettivo di sostenere le persone più fragili e di trasformare il ricordo di una figura così importante in un impegno concreto di solidarietà” – ha aggiunto Cristian Gambardella, station manager del gruppo editoriale. “Quest’anno il Festival di Sanremo 2027 parla napoletano, grazie alla conduzione di Stefano De Martino e dopo la vittoria dello scorso anno di Sal Da Vinci. Non escludo che possa nascere un gemellaggio con la città ligure, perché se il Festival parla napoletano non può mancare la presenza della nostra emittente. 

Da oltre trent’anni Radio Studio Emme racconta, promuove e valorizza la musica, la cultura e le tradizioni della nostra terra” – ha concluso l’editrice Viscardi.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

lunedì 20 luglio 2026

TRIDUO A SAN CHARBEL MAKHLOUF

Periodo:
dal 21 al 23 luglio



PRIMO GIORNO DEL TRIDUO A SAN CHARBEL MAKHLOUF PER IMPETRARE GRAZIE

✠ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

O grande taumaturgo San Charbel, il cui purissimo corpo incorrotto emana un profumo di cielo, vieni in mio aiuto e intercedi per me presso Dio, affinché mi conceda la grazia che ardentemente desidero…,se è veramente per la Gloria di Dio e la salvezza dell’anima mia. Amen.

San Charbel, prega per me

Signore, tu che hai donato a San Charbel il dono della fede, ti prego di concedermi per sua intercessione la grazia che ti chiedo, purché sia conforme ai tuoi Comandamenti e al tuo santo Vangelo.A Te la Gloria nei secoli. Amen

Pater, Ave e Gloria.

Meditazione: la vita di San Charbel era talmente virtuosa e il fervore del suo spirito era tale, che tutti vedevano in lui uno strumento della grazia di Dio.

SECONDO GIORNO DEL TRIDUO A SAN CHARBEL MAKHLOUF PER IMPETRARE GRAZIE

✠ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

San Charbel, martire della vita monastica, che hai conosciuto la sofferenza, il Signore ti ha reso un faro luminoso. Io ricorro a te e chiedo a Dio per tua intercessione la grazia che ardentemente desidero… Confido in te. Amen.

San Charbel, vaso di celestiale profumo , intercedi per me!

Dio di immensa bontà, che hai onorato San Charbel concedendogli la grazia di compiere miracoli, abbi pietà di me e concedimi la grazia che ti chiedo per sua intercessione. A Te la Gloria nei secoli. Amen

Pater, Ave e Gloria.

Meditazione: tutta la santità di San Charbel consiste nell’amore a Gesù  Cristo nostro Redentore.

TERZO GIORNO DEL TRIDUO A SAN CHARBEL MAKHLOUF PER IMPETRARE GRAZIE


✠ In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

O amabile San Charbel, che brilli come astro splendente nel cielo della Chiesa, rischiara il mio cammino e fortifica la mia speranza. Ti chiedo la grazia… (esprimerla). Chiedila per me a Gesù crocifisso, che hai continuamente adorato. Amen.

San Charbel, esempio di pazienza e di silenzio, intercedi per me!

Signore Gesù, che hai santificato San Charbel e l’hai aiutato a portare la sua croce, dammi il coraggio di sopportare le difficoltà della vita con pazienza e abbandono al tuo Divino Volere, per intercessione di San Charbel. A Te la Gloria nei secoli. Amen

Pater, Ave e Gloria.

Meditazione: San Charbel, il cui spirito fu mirabilmente illuminato dallo splendore dell’Eucaristia, illuminò a sua volta con la sua fede tutta la Chiesa.

 

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