Una Boccata d’Arte 2026
20 artisti, 20 borghi, 20 regioni
Settima edizione
Dal 20 giugno al 4 ottobre 2026
Inaugurazione di tutte le sedi in simultanea: sabato 20 e domenica 21 giugno 2026
L’ARTE CONTEMPORANEA NEI BORGHI D’ITALIA:
LA SETTIMA EDIZIONE DEL PROGETTO DIFFUSO DI FONDAZIONE ELPIS
Fondazione Elpis presenta la settima edizione di Una Boccata d’Arte, il progetto diffuso di arte contemporanea nato nel 2020 da un’idea di Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis, e sviluppato ogni anno attraverso il coinvolgimento di 20 artisti e artiste italiani e internazionali invitati a realizzare interventi site-specific in 20 borghi italiani, uno per ciascuna regione. Scopri l’elenco qui
Con l’edizione 2026, in programma dal 20 giugno al 4 ottobre 2026, Una Boccata d’Arte raggiunge il traguardo di 140 interventi realizzati in 140 borghi italiani, consolidandosi come uno dei progetti di arte contemporanea più estesi e articolati sul territorio nazionale.
Nato con l’obiettivo di attivare nuove relazioni tra arte contemporanea, paesaggio e comunità locali, il progetto ha progressivamente costruito negli anni una rete culturale diffusa che attraversa il Paese da Nord a Sud, coinvolgendo piccoli centri generalmente sotto i 5.000 abitanti, spesso lontani dai circuiti tradizionali dell’arte e del turismo.
Ogni intervento nasce da un periodo di permanenza nei territori e da un processo di ascolto che coinvolge abitanti, amministrazioni, associazioni, artigiani, archivi locali e patrimoni immateriali. Il cuore del progetto risiede infatti nel match tra artista e borgo: una relazione costruita a partire da affinità, tensioni o risonanze tra la ricerca artistica e le caratteristiche materiali, simboliche o storiche dei luoghi ospitanti.
Con la settima edizione, Una Boccata d’Arte consolida un cambiamento di paradigma già emerso negli ultimi anni: il passaggio da una temporalità legata all’evento a una pratica di permanenza, ritorno e relazione continuativa con i territori. Le residenze degli artisti si estendono, i processi si dilatano, le opere vengono riattivate nel tempo e il progetto assume sempre più la forma di una infrastruttura culturale diffusa, costruita attraverso legami durevoli tra artisti, comunità e luoghi.
Questo sviluppo si inserisce nella più ampia evoluzione di Fondazione Elpis che, nel 2026, ridefinisce il proprio sistema di lavoro attorno ai temi della ricerca, della permanenza e della relazione tra pratica artistica e contesto, attraverso i diversi filoni di attività che si svolgono tra: la Villa, la Lavanderia, Atelier Elpis e il progetto nazionale di Una Boccata d’Arte.
Una geografia di rituali, memorie e trasformazioni
La settima edizione di Una Boccata d’Arte si sviluppa come una costellazione di interventi che attraversano temi condivisi: il rapporto tra ecologia e paesaggio, la memoria collettiva, il suono come pratica di ascolto del territorio, le ritualità vive, il cibo come dispositivo culturale e relazionale, le forme di coesistenza multi-specie, la nostalgia come spazio critico e politico.
Il tema del fiume emerge in diversi territori come figura di trasformazione, fragilità e rinascita: dalla piena che nel 2023 ha distrutto il ponte di Palazzuolo sul Senio, al rapporto con il torrente Tramazzo a Tredozio, con il fiume Lys a Fontaneimore, fino ai paesaggi residuali attraversati dall’Adda nella pianura lombarda.
Altrove, il progetto si confronta con patrimoni rituali ancora vivi: le Commare a fiore in Abruzzo, i pani cerimoniali in Sardegna, il mito della Dea Cupra nelle Marche, la festa della Maiella in Molise. In altri casi, l’arte si intreccia a pratiche di ascolto e trasformazione sonora, come accade nei progetti di Enrico Malatesta, Renato Grieco e Lara Dâmaso, realizzati in collaborazione con Threes Productions che ogni edizione cura tre interventi legati al suono, quest’anno in Puglia, Veneto e Toscana.
Una Boccata d’Arte 2026 è attraversata anche da una riflessione insistita sulla memoria e sulla permanenza: memoria delle migrazioni, dei paesaggi scomparsi, delle architetture distrutte, delle economie locali, delle forme di convivenza e dei saperi vernacolari. Molti interventi nascono infatti da un confronto diretto con ciò che resta, con ciò che si trasforma o rischia di scomparire.
Le opere permanenti e le riattivazioni
Negli anni, Una Boccata d’Arte ha generato oltre quaranta opere permanenti accolte dai territori attraverso acquisizioni, donazioni o processi di adozione da parte delle amministrazioni locali. Si è così progressivamente costruita una geografia parallela di interventi visitabili durante tutto l’anno.
Fondazione Elpis ha inoltre avviato programmi di riattivazione delle opere permanenti, tornando nei borghi con artisti e curatori per rileggere e valorizzare gli interventi nel tempo, spesso in dialogo con musei, biblioteche e istituzioni culturali territoriali. In quest’ottica si colloca la donazione dell’opera MMMMMMM KM di Vaste Programme al TAM di Matera del 27 marzo 2026.
Parallelamente, la crescente risonanza del progetto ha portato a un aumento significativo delle auto-candidature da parte dei Comuni, oggi uno dei principali canali attraverso cui si costruisce la nuova geografia dei borghi coinvolti.
Sempre più spesso le opere nascono in relazione diretta con istituzioni del territorio, immaginate fin dall’inizio come luoghi di accoglienza e attivazione: è il caso dei progetti sviluppati in dialogo con il Museo della panificazione tradizionale in Sardegna, il Parco Naturale Regionale delle Dolomiti Friulane in Friuli Venezia Giulia e la Biblioteca Comunale Girolamo Vitelli in Campania.
Tutte le opere permanenti di Una Boccata d’Arte sono raccolte nella sezione dedicata del sito www.unaboccatadarte.it, strutturata come una mappa interattiva completa di approfondimenti.
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| Liguria, Ritratto Dominique White. Ph. Above Ground Studio (Matt Greenwood) |
GLI ARTISTI, I BORGHI E I CURATORI DELLA SETTIMA EDIZIONE
La settima edizione si terrà dal 20 giugno al 4 ottobre 2026 e riunisce gli interventi site-specific di:
Enea Toldo a Fontainemore (AO) in Valle d’Aosta, a cura di Elena Graglia;
Andrea Ferrero ad Avigliana (TO) in Piemonte, a cura di Veronica Botta;
Dominique White a Sori (GE) in Liguria, a cura di Valentina Buzzi;
Anouk Tschanz a Cornovecchio (LO) in Lombardia, a cura di Edoardo De Cobelli;
Francesco Alberico a Chiusa (BZ) in Trentino-Alto Adige, a cura di Valerio Panella e Valentina Merz;
Renato Grieco a Lugo di Vicenza (VI) in Veneto, a cura di Giovanni Giacomo Paolin e Sara Maggioni con Threes Productions;
Caterina Gobbi ad Andreis (PN) in Friuli Venezia Giulia, a cura di Marta Oliva;
Vasilis Papageorgiou a Tredozio (FC) in Emilia-Romagna, a cura di Sofia Baldi Pighi;
Lara Dâmaso a Palazzuolo sul Senio (FI) in Toscana, a cura di Gabriele Tosi con Threes Productions;
Abdel Karim Ougri a Ficulle (TR) in Umbria, a cura di Giovanni Rendina;
Maja Escher a Cupra Marittima (AP) nelle Marche, a cura di Matilde Galletti;
Natalya Marconini Falconer a Pofi (FR) in Lazio, a cura di Irene Angenica;
Alice Minervini a Cellino Attanasio (TE) in Abruzzo, a cura di Andrea Croce e MariaTeresa Daniele;
Angelo Leonardo a Trivento (CB) in Molise, a cura di Alessia Delli Rocioli;
Rebecca Moccia a Cusano Mutri (BN) in Campania, a cura di Giulia Pollicita;
Enrico Malatesta a Ischitella (FG) in Puglia, a cura di VOGA Art Projec – Nicola Guastamacchia e Flavia Tritto con Threes Productions;
Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) a Forenza (PZ) in Basilicata, a cura di Roberta Mansueto;
Francesco Toninelli a Gerace (RC) in Calabria, a cura di Ehab Halabi Abo Kher;
Irene Macalli a Ficarra (ME) in Sicilia, a cura di Giulia Monroy;
Ilare a Monteleone Rocca Doria (SS) in Sardegna, a cura di Anna Pirisi.
I protagonisti di questa esperienza artistica e comunitaria unica, con gli artisti, sono gli abitanti, le amministrazioni, i partner tecnici, gli sponsor locali, le istituzioni culturali e le associazioni locali, insieme ai curatori selezionati da Fondazione Elpis: una rete fondamentale di persone che rendono possibile la realizzazione di progetti artistici in tutta Italia, dando vita a un dialogo che continua a crescere e che ora si amplia ulteriormente con la settima edizione di Una Boccata d’Arte.
LA SETTIMA EDIZIONE: TEMI E PROGETTI
Il 2026 segna un ulteriore sviluppo nella capacità di Una Boccata d’Arte di attivare il territorio come spazio relazionale e trasformativo: l’attenzione si concentra su una costellazione di interventi che, pur radicati in contesti locali specifici, costruiscono una narrazione diffusa fatta di fragilità condivise, memorie riattivate e nuove possibilità di coesistenza. Gli artisti invitati lavorano su paesaggi intesi come sistemi complessi – ambientali, sociali e simbolici – spesso attraversati da condizioni di instabilità, in cui il gesto artistico diventa strumento per rendere visibili elementi marginali, connessioni invisibili e tensioni contemporanee.
In alcuni casi, questi interventi prendono forma a partire da elementi identitari messi in crisi, come accade nel progetto di Enea Toldo, a cura di Elena Graglia, a Fontainemore (AO), in Valle d’Aosta, dove acqua, pietra e vegetazione spontanea – tre elementi che per secoli hanno definito la vita del borgo – vengono riletti attraverso l’introduzione del vetro borosilicato come materiale estraneo e dispositivo percettivo capace di restituire la fragilità che questi elementi stanno attraversando a causa dei cambiamenti climatici e delle trasformazioni sociali.
Analogamente, ad Andreis (PN), in Friuli Venezia Giulia, il paesaggio segnato dalla faglia periadriatica, si rivela nella sua dimensione porosa e metamorfica. L’intervento riflette sulla continua relazione tra umano e animale, amplificato dall’artista Caterina Gobbi e dalla curatrice Marta Oliva, attraverso sculture diffuse in grado di filtrare e stratificare la visione del luogo, oltre alla componente sonora sviluppata insieme a Sara Persico (partecipante a Una Boccata d’Arte 2025 per la regione Sardegna).
Mentre a Cornovecchio (LO), in Lombardia, uno sguardo ravvicinato sul microcosmo degli insetti restituisce la complessità nascosta di un ecosistema residuale della pianura Padana. Il territorio che circonda il borgo è segnato infatti dal costone, una stretta e lunga riserva che accoglie alberi di pioppo, ontano nero e ciliegio selvatico, dove trova casa la fauna del luogo. In questo lembo di terra, Anouk Tschanz, con sguardo da entomologa, esplora attraverso la fotografia la biodiversità invisibile che abita il paesaggio. La curatela è di Edoardo De Cobelli.
In altri contesti, le opere si innestano su luoghi segnati da eventi traumatici o da stratificazioni storiche, proponendo forme di ricucitura simbolica. È il caso di Palazzuolo sul Senio (FI), in Toscana, dove il 2 novembre 2023 una piena del fiume distrusse uno dei ponti del borgo. Da questo evento prende spunto il progetto di Lara Dâmaso, a cura di Gabriele Tosi con Threes Productions, dedicato alla volontà di legarsi: due sculture sonore dialogano a distanza sulle rive opposte del fiume, intrecciando la voce dell’artista e i suoni del territorio.
Allo stesso modo, a Pofi (FR), nel Lazio, dall’osservazione di una casa distrutta dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, di cui oggi restano le fondamenta trasformate in una piccola piazza, l’artista Natalya Marconini Falconer propone una risignificazione dello spazio attraverso la ripavimentazione di una porzione dell’antica casa, evocando simbolicamente un processo di ricostruzione e rinascita. Il progetto è a cura di Irene Angenica.
A Sori (GE), in Liguria, la ricerca di Dominique White, curata da Valentina Buzzi, si ispira alla tradizione secolare degli ex-voto marinari. Qui, l’artista esplora il mare come un ecosistema senza tempo dove corpi e relitti non svaniscono, rivelando come le vite dei naviganti e delle loro imbarcazioni si intreccino indissolubilmente. Attraverso un linguaggio contemporaneo, la scultura apre così una riflessione sulla dimensione profondamente trasformativa del rapporto tra il mare e la memoria di chi lo abita.
Mentre a Cupra Marittima (AP), nelle Marche, il mito della Dea Cupra, venerata nel borgo fin dalle origini pre-romane, diventa occasione per intrecciare archeologia, immaginazione e partecipazione intergenerazionale. L’installazione di Maja Escher, a cura di Matilde Galletti, rivela il mito attraverso un altare domestico dedicato alla Dea. Una serie di formelle in terracotta, realizzate insieme a bambini e anziani di Cupra Marittima, sono inserite nei muri del borgo: un percorso che traccia la via verso il nuovo tempio.
Perché non dovrei vagare per i pascoli a cercare il vento? nasce invece come una ricerca sull’immaginario di Trivento (CB), in Molise, in cui l’artista Angelo Leonardo – curatela di Alessia Delli Rocioli – intreccia memoria storica, paesaggio e ritualità ancora vive nella comunità. Il progetto prende avvio dalle tracce del culto di Diana, testimoniato da alcuni reperti, per attraversare pratiche collettive come la festa della Maiella. Da questa costellazione di simboli prende forma una tenda nomade collocata in Piazzetta Codarda, ispirata ai rifugi della transumanza e concepita come spazio liminale di incontro tra corpi, racconti e memorie.
La dimensione relazionale e comunitaria attraversa numerosi progetti, che si configurano come dispositivi partecipativi e performativi. A Ficarra (ME), in Sicilia, la memoria collettiva prende forma in un’installazione che l’artista Irene Macalli costruisce insieme agli abitanti: delle “mattonelle di memoria” sulle quali vengono dipinte parole, segni e immagini, esposte in Piazza delle Logge, dove anche luce e vento diventano elementi narrativi. Parallelamente, l’artista realizza con maestranze locali scalpelline un’opera scultorea incisa con una frase significativa tratta dal libro Ficarra libro mio. La curatela è di Giulia Monroy.
Rituali reinventati e pratiche condivise trasformano la festa in spazio di narrazione e appartenenza. Così, a Cellino Attanasio (TE), in Abruzzo, in cui si suggellava un’amicizia profonda scambiandosi un rametto di fiori di campo. L’opera di Alice Minervini, co-curata da Andrea Croce e MariaTeresa Daniele, mette in scena pratiche femminili marginalizzate – simbolicamente impersonate da una bambola ispirata alla “pupa abruzzese” – trasformando folklore, ironia e una dichiarata pacchianeria in un rito poetico.
A Monteleone Rocca Doria (SS), in Sardegna, il progetto Mi aspetto che il sole mi illumini ancora nasce come un invito a ritrovarsi: nel giorno più lungo dell’anno, il solstizio d’estate diventa occasione per ricucire il legame tra le persone e la terra. Al riparo sotto la roccia Sa Corona de sa buvera, un corteo di persone condurrà verso un’architettura effimera comunitaria costruita e attivata attraverso incontri e rituali condivisi. Un progetto di Ilare, con curatela di Anna Pirisi.
In Emilia-Romagna, a Tredozio (FC), TO RIVER di Vasilis Papageorgiou, con la curatela di Sofia Baldi Pighi, prende forma a partire da una tovaglia romagnola che attraversa l’Europa: dalle mani di una signora faentina fino allo studio dell’artista ad Atene, per poi ritornare accanto al torrente Tramazzo, luogo affettivo della comunità. Bagnata nel rame, la tovaglia si trasforma in una superficie metallica da cui riaffiorano fiori ed erbe, come se il tessuto non coprisse il prato ma ne rivelasse la forza nascosta.
A Cusano Mutri (BN), in Campania, il lavoro sulla memoria e sulla nostalgia si traduce in occasioni di incontro e riflessione critica sul presente, capaci di immaginare futuri alternativi. Rebecca Moccia, originaria della Campania, per il suo progetto Anche noi (Nostalgia Radicale) si ispira al detto cusanese “Se tutto va bene, diventeremo vecchi anche noi”, a cura di Giulia Pollicita. La nostalgia radicale offre occasioni di divergenza rispetto al modello di progresso moderno, motore di processi di spopolamento dei piccoli borghi e del terrore quotidiano della perdita di lavoro, della casa o dell’ecosistema stesso.
Tra immaginari mitici e narrazioni speculative, alcuni interventi esplorano temi legati alla mobilità, all’identità e al potere: a Ficulle (TR), in Umbria, un relitto extraterrestre irrompe nel paesaggio del borgo aprendo una frattura nel quotidiano. Il progetto di Abdel Karim Ougri, a cura di Giovanni Rendina, associa scultura e performance, e usa l’espediente fantascientifico per ragionare sulla costruzione di miti contemporanei legati alle migrazioni nel Mediterraneo.
Nei giardini sotto le rovine del Castello di Avigliana (TO), in Piemonte, creature ibride, sospese tra gioco e inquietudine, di Andrea Ferrero – con curatela di Veronica Botta – ridefiniscono le dinamiche di relazione con il potere. Il grottesco, da segno di esclusione, diventa spazio di incontro e comunità, e il gioco uno strumento per rinegoziare l’autorità.
A Gerace (RC), in Calabria, infine, il gesto performativo di Francesco Toninelli, a cura di Ehab Halabi Abo Kher, recupera la leggenda del toponimo, secondo cui i Locresi, minacciati dai pirati, fuggirono dalla città guidati da uno sparviero, hierax, da cui Gerace. L’artista crea delle ali da unire al proprio braccio come protesi che, agitandosi, generano suono e forme. I materiali utilizzati sono raccolti sul campo – teli agricoli, tessuti domestici e altri elementi recuperati – che instaurano una relazione diretta con la memoria del luogo.
Il suono, il tempo e la percezione diventano strumenti centrali in diversi progetti: a Ischitella (FG), in Puglia, l’opera di Enrico Malatesta, a cura di VOGA Art Project e Threes Productions, si configura come una mappa sonora che invita a perdersi, a esplorare lo spazio attraverso il contatto e l’ascolto. Uno strumento aperto che incoraggia a rallentare e a prestare attenzione ai suoni che attraversano il paese e le loro risonanze.
Mentre a Lugo di Vicenza (VI), in Veneto, Renato Grieco dà vita a Continua, un progetto a cura di Giovanni Giacomo Paolin e Sara Maggioni con Threes Productions: una scultura performativa che rielabora tre elementi simbolici locali – il costume, in origine una tuta utilizzata dagli operai della cartiera locale, la campana e il campanile – in chiave rituale di apertura e chiusura del ciclo, attraverso due performance.
Infine, una riflessione sulle ecologie contemporanee e sulle relazioni multispecie attraversa interventi come quello di Forenza (PZ), in Basilicata, pensato dal duo Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani) e a cura di Roberta Mansueto, in cui il borgo è immaginato come un ecosistema condiviso tra comunità umana e più-che-umana. Le forme bio-ricettive disseminate nel borgo non si limitano a ospitare processi biologici, ma agiscono come dispositivi simbolici che rendono visibile, attraverso la tecnologia, ciò che comunemente rimane inosservato o ritenuto indesiderato.
Così il progetto Vogelrat. Il consiglio degli uccelli di Francesco Alberico, a cura di Valerio Panella e Valentina Merz, nato da un dialogo con la comunità locale di Chiusa (BZ) in Trentino-Alto Adige, e che coinvolge anche la struttura socio-sanitaria Seeburg di Bressanone in un processo creativo condiviso. L’installazione dà forma a una simbolica “colonia” di volatili che abiterà via Città Alta, nel centro storico, intrecciando identità, memorie e desideri e offrendo visibilità a soggettività spesso marginalizzate.
In questo mosaico articolato, ogni progetto contribuisce a costruire una geografia viva e plurale, in cui arte, territorio e comunità si intrecciano dando forma a un racconto corale capace di tenere insieme passato e futuro, crisi e possibilità, radicamento e trasformazione.
FONDAZIONE ELPIS
Fondata nel 2020 da Marina Nissim, imprenditrice e collezionista, Fondazione Elpis sostiene la produzione artistica contemporanea con un’attenzione particolare alle nuove generazioni, attraverso un programma articolato di mostre, residenze, laboratori, incontri, performance e progetti diffusi sul territorio nazionale. Nel corso degli anni, la Fondazione ha progressivamente sviluppato un modello di lavoro fondato sulla relazione tra pratica artistica, ricerca e contesto, costruendo una piattaforma capace di mettere in dialogo linguaggi, comunità e territori differenti, anche al di fuori dei circuiti tradizionali dell’arte contemporanea. Con sede a Milano, nel quartiere di Porta Romana, Fondazione Elpis inaugura nel 2026 una nuova fase del proprio percorso, ampliando la propria struttura attraverso un sistema di spazi complementari dedicati all’esposizione, alla residenza e alla sperimentazione. Accanto alla Lavanderia, storica sede espositiva della Fondazione, diventano pienamente operativi la Villa e Atelier Elpis: nuovi luoghi dedicati alle residenze d’artista, ai laboratori, ai public program, alle attività formative e ai progetti di restituzione pubblica. Le residenze rappresentano uno degli assi centrali della ricerca della Fondazione e sono concepite come spazi di permanenza e tempo lungo, in cui il lavoro artistico si sviluppa attraverso l’ascolto del contesto urbano, sociale e simbolico. In questo quadro, Milano stessa diventa territorio di indagine e sperimentazione, in continuità con le metodologie sviluppate da Una Boccata d’Arte. L’identità della Fondazione è infatti profondamente legata a Una Boccata d’Arte, progetto nazionale diffuso ideato nel 2020 da Marina Nissim che ogni anno coinvolge 20 artisti e artiste italiani e internazionali nella realizzazione di interventi site-specific in 20 borghi italiani, uno per ciascuna regione, promuovendo una pratica artistica fondata sulla relazione, sull’ascolto e sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sociale dei territori.
Tutti gli interventi di una Boccata d'Arte 2026
Valle d’Aosta
Dove: Fontainemore (AO)
Artista: Enea Toldo
Curatela: Elena Graglia
Titolo: Se ascolti tutto risponde
Opening: 21 giugno, ore 11.30
Piemonte
Dove: Avigliana (TO)
Artista: Andrea Ferrero
Curatela: Veronica Botta
Titolo: I see you falling in my den
Opening: 20 giugno, ore 16.00
Liguria
Dove: Sori (GE)
Artista: Dominique White
Curatela: Valentina Buzzi
Titolo: Residence time
Opening: 21 giugno, ore 17.00
Lombardia
Dove: Cornovecchio (LO)
Artista: Anouk Tschanz
Curatela: Edoardo De Cobelli
Titolo: Refugia
Opening: 21 giugno, ore 18.00
Trentino-Alto Adige
Dove: Chiusa (BZ)
Artista: Francesco Alberico
Curatela: Valerio Panella e Valentina Merz
Titolo: Vogelrat. Il consiglio degli uccelli
Opening: 20 giugno, ore 10.00
Veneto
Dove: Lugo di Vicenza (VI)
Artista: Renato Grieco
Curatela: Giovanni Giacomo Paolin, Sara Maggioni e Threes Productions
Titolo: Continua
Opening: 21 giugno, ore 18.00
Friuli Venezia Giulia
Dove: Andreis (PN)
Artisti: Caterina Gobbi
Curatela: Marta Oliva
Titolo: Raccontami di quando
tornando dalla fontana
Opening: 20 giugno, ore 17.00
Emilia-Romagna
Dove: Tredozio (FC)
Artista: Vasilis Papageorgiou
Curatela: Sofia Baldi Pighi
Titolo: TO RIVER
Opening: 20 giugno, ore 13.00
Toscana
Dove: Palazzuolo sul Senio (FI)
Artista: Lara Dâmaso
Curatela: Gabriele Tosi e Threes Productions
Titolo: O fluxo che unisce não se attraversa
Opening: 20 giugno, ore 17.30
Umbria
Dove: Ficulle (TR)
Artista: Abdel Karim Ougri
Curatela: Giovanni Rendina Titolo: mar-HB4
Opening: 21 giugno, ore 18.00
Marche
Dove: Cupra Marittima (AP)
Artista: Maja Escher
Curatela: Matilde Galletti
Titolo: Piedi caprini, capelli di polpo
Opening: 21 giugno, ore 18.30
Lazio
Dove: Pofi (FR)
Artista: Natalya Marconini Falconer
Curatela: Irene Angenica
Titolo: Canzàre
Opening: 20 giugno, ore 18.30
Abruzzo
Dove: Cellino Attanasio (TE)
Artista: Alice Minervini
Curatela: Andrea Croce e MariaTeresa Daniele
Titolo: Cummar a fiure
Opening: 20 giugno, ore 18.30
Molise
Dove: Trivento (CB)
Artista: Angelo Leonardo
Curatela: Alessia Delli Rocioli
Titolo: Perché non dovrei vagare per i pascoli a cercare il vento?
Opening: 20 giugno, ore 18.00
Campania
Dove: Cusano Mutri (BN)
Artista: Rebecca Moccia
Curatela: Giulia Pollicita
Titolo: Anche noi (Nostalgia Radicale)
Opening: 21 giugno, ore 18.00
Puglia
Dove: Ischitella (FG)
Artista: Enrico Malatesta
Curatela: VOGA Art Project – Nicola Guastamacchia e Flavia Tritto con Threes Productions
Titolo: In questo frangente
Opening: 20 giugno, ore 19.00
Basilicata
Dove: Forenza (PZ)
Artista: Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani)
Curatela: Roberta Mansueto
Titolo: Forenza multispecie
Opening: 19 giugno, ore 18.00
Calabria
Dove: Gerace (RC)
Artista: Francesco Toninelli
Curatela: Ehab Halabi Abo Kher
Titolo: Ali Hierax
Opening: 20 giugno, ore 18.00
Sicilia
Dove: Ficarra (ME)
Artista: Irene Macalli
Curatela: Giulia Monroy
Titolo: Qui il vento ricorda per noi
Opening: 20 giugno, ore 18.30
Sardegna
Dove: Monteleone Rocca Doria (SS)
Artista: Ilare
Curatela: Anna Pirisi
Titolo: Mi aspetto che il sole mi illumini ancora
Opening: 21 giugno, ore 18.00
Biografie degli artisti e delle artiste di Una Boccata d’Arte 2026
Enea Toldo / Valle d’Aosta
Enea Toldo (Locarno, Svizzera, 1988) è un artista che vive e lavora tra la Svizzera e il suo studio a Milano. Lavora con intonaci a base di terra cruda e pigmenti. Partendo da tecniche di costruzione ecologiche ripensa la materialità della tela. Lasciando tracce e rappresentando allo stesso tempo la natura, le sue opere evocano strane sensazioni di vicinanza e odori terrosi. Mostre personali recenti includono DS galerie, Parigi (2025), Villa Clea, Milano (2024) e Condominio, Milano (2024). Ha partecipato a mostre collettive tra cui Material Art Fair, Città del Messico (2025), Kulturfolger, Zurigo (2025) e z2o gallery, Roma (2025) e a residenze internazionali come Savvala in Lettonia (2025).
Andrea Ferrero / Piemonte
Andrea Ferrero (Lima, Perù, 1991) vive e lavora a Città del Messico. Ha conseguito una laurea in Scultura presso la Pontificia Universidad Católica del Perú e ha partecipato al SOMA Academic Program a Città del Messico. Il suo lavoro si fonda sulla sovversione delle dinamiche di potere e trasforma strutture che un tempo richiedevano reverenza in dispositivi di fragilità e gioco.Combinando materiali che spaziano dalla fusione in alluminio alla lavorazione del ferro fino alla produzione di cioccolato, crea installazioni immersive che spesso invitano il pubblico a partecipare ad atti intimi di irriverenza, giochi performativi e veri e propri banchetti commestibili. Ha presentato mostre personali a Guadalajara, New York, Seoul, Lima e Milano, e ha preso parte a numerose mostre collettive, tra cui la Biennale di Malta (2024) e Otrxs Mundxs al Museo Tamayo, Città del Messico (2024).
Dominique White / Liguria
Dominique White (Regno Unito, 1993) intreccia teorie legate alla Black Subjectivity, all’afro-pessimismo e all’idrarchia dal basso (concetto legato allo smantellamento o alla sovversione della capacità degli individui di conquistare nuove terre via mare), insieme a miti nautici particolarmente rilevanti per la Diaspora Nera. White ridefinisce il termine “Shipwreck(ed)” [naufragio/naufrago] come un verbo riflessivo e uno stato dell’essere per incarnarne, tramite il suo lavoro, l’abolizione. Le sue sculture, o “fari”, evocano mondi marini che profetizzano l’affermazione degli individui apolidi nella società contemporanea: “un futuro [Nero] che, pur non essendosi ancora materializzato, deve arrivare” (Campt 2017 in Yussof 2018). Si è formata alla Goldsmiths University di Londra, e tra le mostre più rilevanti si segnalano All Great Powers Collapse from the Centre, Kunsthalle Basel (CH, 2026); Deadweight, Whitechapel Gallery (UK, 2024) e Dominique White and Alberta Whittle: Sargasso Sea, ICA Philadelphia (US, 2024).
Anouk Tschanz / Lombardia
Anouk Tschanz (Berna, Svizzera, 1994) vive e lavora a Zurigo. Ha studiato presso l’École cantonale d’art de Lausanne (ECAL) in Svizzera e all’Università delle belle arti di Berlino (UdK) dal 2017 al 2021. Il suo lavoro fotografico si muove con naturalezza tra precisione tecnica e astrazione concettuale. I suoi scatti ravvicinati si collocano sul confine tra forma e dissoluzione della forma, aprendo a letture di ciò che è rappresentato che vanno oltre la mera figurazione. Tschanz utilizza la fotografia analogica in bianco e nero e stampa le proprie immagini nel suo laboratorio. Le sue più recenti mostre personali si sono tenute presso Camera Austria a Graz (AT, 2024) e Coalmine Winterthur (CH, 2021).
Francesco Alberico / Trentino-Alto Adige
Francesco Alberico (Pescara, 1996) si è formato all’Accademia di Belle Arti L’Aquila e al St. Mbaaga Major Seminary di Kampala, in Uganda. Attualmente è dottorando in Visual Arts and Creative Practices presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua pratica si sviluppa tra scultura, performance e disegno e indaga la relazione tra immaginazione e spazio pubblico. Il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e spazi espositivi pubblici e privati, tra cui il Palazzo delle Esposizioni, Roma (2020), Monitor Gallery, Pereto (2021), Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (2021) e Eukaryote, Tokyo (2025). Nel 2019 è tra i vincitori del Premio AccadeMibac, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea e Rigenerazione Urbana in collaborazione con la Fondazione La Quadriennale di Roma.
Renato Grieco / Veneto
Renato Grieco è compositore e artista di Napoli. Dal 2012 si esibisce a livello internazionale con il moniker kNN. La sua musica nasce dalla semantica della musique concrète (musica concreta) e culmina in orchestrazioni in cui convivono strumenti antichi, liuteria immaginaria e stanze scultoree. Negli ultimi anni ha coltivato numerose collaborazioni sia in veste di performer e musicista che di drammaturgo del suono realizzando composizioni di musica strumentale ed elettroacustica, performance, installazioni, dischi, hörspiel, lecture, spettacoli di teatro musicale, scores e libretti.
Caterina Gobbi / Friuli Venezia Giulia
Caterina Gobbi (Svizzera, 1988) è un’artista e musicista sperimentale italiana che opera tra performance, suono e scultura. Nel 2018 ha conseguito un Master of Fine Arts presso il Royal College of Art di Londra e attualmente vive e lavora a Torino. Il suo lavoro, con un’attenzione rivolta all’esperienza personale, indaga le nozioni di “natura”, le prospettive femministe e il potenziale dei paesaggi sonori immersivi, esplorando la relazione tra i corpi e l’ambiente che li circonda.
Tra le sue recenti mostre e performance si segnalano SOL INVICTUS: Sounds and performances for the winter solstice in Milano, Istituto Svizzero Milano (2023); Ende Neu, KINDL, Berlino (2022); Gestus, Teatrino di Palazzo Grassi, Venezia (2022); AliveLab Ateliersi, Art City Bologna (2022); What time are you performing tonight, Chalton Gallery, Londra (2019).
Vasilis Papageorgiou / Emilia-Romagna
Vasilis Papageorgiou (1991) è un artista che vive e lavora ad Atene. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Grecia e all’estero. Nel 2024 ha presentato la mostra personale di grande scala presso il Salzburger Kunstverein, Saliburgo (AT, 2024). Nel 2023 ha partecipato alla residenza artistica a LUMA Arles (FR, 2023) e ha ricevuto il Premio Matteo Viglietta a Torino (2022). I suoi lavori fanno parte di diverse collezioni, tra cui quella della Fondazione Onassis e la Collezione La Gaia. È cofondatore di Enterprise Projects, uno spazio progettuale che opera in modo indipendente e periodico ad Atene dal settembre 2015.
Lara Dâmaso / Toscana
Lara Dâmaso (Biel/Bienne, Svizzera, 1996) lavora tra forme effimere e permanenti, utilizzando performance, suono, video, cucito, scultura, fotografia e testo. La sua pratica si concentra su un dialogo sensibile e vibratorio tra gli esseri umani e gli spazi che abitano. Esplora l’interconnessione tra il tangibile e l’intangibile, indagando la relazione tra il movimento della voce e quello dei corpi al fine di stabilire una modalità di comunicazione diretta ed emotiva. L’ascolto – inteso come stato di presenza totale – è essenziale per attivare questo dialogo. Trasformazione, pluralità del sé, dissonanza, fluidità e interdipendenza sono elementi centrali del suo processo creativo. Ha conseguito un Bachelor di Belle Arti presso la Zurich University of the Arts, in Svizzera.
Abdel Karim Ougri / Umbria
Abdel Karim Ougri (Pesaro, 1998) vive e lavora tra l’Italia e il Marocco. Si è formato all’Accademia di Belle Arti di Urbino e di Torino. La sua ricerca indaga i temi dell’identità, dell’origine e dei processi di appartenenza, esplorando la memoria come strumento critico e il corpo come archivio culturale. Attraverso uno sguardo antropologico e postcoloniale, esplora le tensioni esistenti tra radici culturali e trasformazione del sé, dimensione individuale e collettiva, interrogando e mettendo in discussione i confini tra autobiografia e narrazione storica.
Maja Escher / Marche
Maja Escher (Santiago do Cacém, Portogallo, 1990) ha conseguito un BA e un MA in Arti Multimediali presso la Faculdade de Belas-Artes di Lisbona, ricevendo inoltre una borsa di studio a Londra.
La sua pratica nasce da una relazione diretta con il territorio e le sue materialità — storie, canti, argilla, canne, pietre, corde, pigmenti e piante. Attraverso processi di raccolta, sperimentazione e collaborazione, trasforma questi elementi in installazioni e oggetti che esplorano l’interdipendenza tra corpo, terra e linguaggio. Il suo lavoro integra osservazione ecologica, tecnologie locali e pratiche di ascolto e condivisione, incorporando spesso saperi orali, canti e detti popolari.
Ha partecipato a Manifesta 15 Barcelona Metropolitana, Barcellona (ES, 2024) e a residenze d’artista come Projecto Lugar presso il CAM – Fundação Calouste Gulbenkian, Lisbona (PT, 2025).
Natalya Marconini Falconer / Lazio
Natalya Marconini Falconer (Londra, 1997) è un’artista e scrittrice che lavora tra Londra e l’Italia. Dopo la laurea in Letteratura inglese presso l’University College London nel 2019, ha conseguito un Master in Belle Arti alla Slade School of Fine Art di Londra nel 2024, dove ha ricevuto la borsa di studio della Sarabande Foundation. La sua pratica nasce da lacune nella memoria familiare e nella storia dei luoghi. Lavorando con scultura, installazione e scrittura, indaga questi vuoti, spesso attraverso la raccolta dei resti materiali lasciati dalla rapida industrializzazione, dalle migrazioni interne e dagli eventi naturali.
Nel 2025 ha partecipato alla residenza Atelier Elpis e alla mostra collettiva A te non resta che abitare questo desiderio, entrambe promosse da Fondazione Elpis a Milano. Nel 2026 prende parte alla mostra collettiva Reassemblage presso la General Assembly Gallery a Londra, ed è artista in residenza per lo Studio Programme di Castro Projects a Roma.
Alice Minervini / Abruzzo
Alice Minervini (Firenze, 1997), in arte pakkiana, è un’artista e ricercatrice che esplora le intersezioni tra autofiction, estetiche camp, fashion folklore e sentimentalismo come strumenti per immaginare futuri altri. Si è laureata in Visual Cultures presso la Goldsmiths University di Londra ed è attualmente dottoranda all’Accademia di Belle Arti di Torino con il progetto Per una genealogia affettiva del camp nostrano. Ha cofondato il festival Two Hours Ago I Fell in Love, volto a decostruire i retaggi fascisti nell’immaginario contemporaneo di amore, sesso e identità di genere. Ha pubblicato fanzine e libri d’artista, tra cui Comizi d’Emigrazione, e ha presentato la propria ricerca in contesti internazionali come Shmorèvaz, Parigi (FR, 2023); NYU Casa Italiana, New York (USA, 2024); Dos Mares, Marsiglia (FR, 2026).
Angelo Leonardo / Molise
Angelo Leonardo (Enna, 1991) si è formato all’Accademia Belle Arti di Napoli e di Palermo. Nell’ultimo anno la sua ricerca si è concentrata sulla figura dell’artista giapponese O’Tama Kiyohara (1861–1939), un interesse che porta avanti anche attraverso un progetto collettivo con Stefania Galegati e Daria Filardo. La sua pratica nasce da un confronto costante con l’errore, e dall’attitudine a portare sempre al limite le sue capacità tecniche e intellettuali. I mezzi che utilizza spesso variano in base al contesto e alle relazioni che crea durante i progetti. Più che un atto autoriale esclusivo, il suo lavoro è inteso come risultato delle molteplici influenze esterne che nutrono la sua visione.
Rebecca Moccia / Campania
Rebecca Moccia (Napoli, 1992) è un’artista transdisciplinare il cui lavoro combina immagini in movimento, fotografia, suono ed elementi scultorei ed effimeri. Le sue installazioni nascono da una ricerca situata che spesso include pratiche collettive e workshop. Nel 2024 ha rappresentato il Padiglione Italia alla 15ª Biennale di Gwangju in Corea del Sud. Attualmente è dottoranda in Visual Arts presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e ha ricevuto il grant per la ricerca internazionale Italian Council X. E’ co-fondatrice di AWI – Art Workers Italia.
Enrico Malatesta / Puglia
Enrico Malatesta è un artista attivo in ambiti sperimentali tra musica, performance e indagine territoriale. La sua pratica esplora le relazioni tra suono, spazio e movimento, con particolare attenzione alle superfici, alle modalità di ascolto e a un approccio ecologico agli atti percussivi. Ha presentato il proprio lavoro in Italia e all’estero in festival e istituzioni internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, Pirelli HangarBicocca, Milano, Museion, Bolzano, Blank Forms, Gulbenkian Foundation, Lisbona e Bourse de Commerce, Parigi. È attualmente attivo come docente ospite presso diverse istituzioni accademiche. È vincitore dell’Italian Council 2025 ed è tra gli artisti selezionati da SHAPE+ Platform per il biennio 2024-2025, iniziativa europea a supporto della musica innovativa e delle arti sonore.
Aterraterra / Basilicata
Aterraterra è un duo composto da Fabio Aranzulla (Karlsruhe, Germania, 1991) e Luca Cinquemani (Agrigento, 1979). Il duo ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Lipsia e conseguito un dottorato in Studi Culturali Europei tra Palermo e Düsseldorf. La loro pratica interseca arte, ecologia e scienza e indaga, attraverso installazioni e altri linguaggi, le forme di disciplina e di antropocentrismo nel rapporto con le piante e le altre forme di vita non umane. Analizza, inoltre, le trasformazioni ecologiche determinate dai cambiamenti climatici. Tra i progetti recenti, la mostra Postvarietal Communities al Museo Civico di Castelbuono e la residenza ospitata dal MODEM di Debrecen, Ungheria.
Francesco Toninelli / Calabria
Francesco Toninelli (Firenze, 1999) si forma come musicista e tecnico del suono presso il Rhythmic Music Conservatory (RMC) di Copenaghen e il Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze.
Le sue creazioni sonore e plastiche nascono dall'interesse per il territorio rurale e il passato preindustriale, mettendosi in relazione con gli elementi che lo caratterizzano, la narrazione folklorica e mitica, il domestico e l'autobiografico. Nel 2023 ha partecipato alla mostra collettiva Mezz’aria. La strana apertura della ricerca sonora, a cura di NUB Project Space & Gabriele Tosi, introducendo la sua pratica precedentemente limitata alla performance dal vivo, in un contesto più esplicitamente espositivo.
Irene Macalli / Sicilia
Irene Macalli (Sant’Agata de’ Goti, 1999) è un’artista formatasi in scultura con esperienze formative maturate all'Università di Belle Arti di Mimar Sinan (MSGSU) di Istanbul e presso gli studi degli artisti Marisa Albanese e Gian Maria Tosatti. Attualmente è dottoranda in Visual Arts presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. La sua ricerca si concentra sui piccoli centri rurali attraverso progetti partecipati con le comunità locali. È ideatrice e fondatrice del progetto L’arte come riscatto sociale nei piccoli comuni, da cui è scaturito un libro pubblicato da Giacovelli Editore, da cui è nata anche la sua mostra personale Archivio rurale. Un muro di terra presso Capnapoliest (Napoli, 2025). Ha vinto il Premio Generazione di Art Days Napoli–Campania (2023) e ha svolto una residenza di tre mesi presso Artist in Residence Munich (2025).
Ilare / Sardegna
Ilare (Roma, 1994) vive e lavora a Roma. Si è diplomatə in Nuovi Linguaggi dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Roma e nel 2021 ha partecipato al corso di specializzazione in Arti Visive alla Escola Massana di Barcellona. La sua pratica artistica comprende installazioni, sculture, disegni, video e performance, e si sviluppa a partire da processi di interdipendenza, interazione, osservazione e attesa. Attraverso un lavoro basato sull’impermanenza, la relazione con lo spazio e la trasformazione della materia, realizza opere vive che non intendono sottrarsi al cambiamento, alla decomposizione e alla libera interazione con il pubblico.
Informazioni
Una Boccata d’Arte
20 artisti, 20 borghi, 20 regioni
Un progetto di Fondazione Elpis
Settima edizione
Dal 20 giugno al 4 ottobre 2026
www.unaboccatadarte.it
Per informazioni: info@unaboccatadarte.it
I borghi della settima edizione
Andreis (PN); Avigliana (TO); Cellino Attanasio (TE); Chiusa (BZ); Cornovecchio (LO); Cusano Mutri (BN); Cupra Marittima (AP); Ficarra (ME); Ficulle (TR); Fontainemore (AO); Forenza (PZ); Gerace (RC); Ischitella (FG); Lugo di Vicenza (VI); Monteleone Rocca Doria (SS); Palazzuolo sul Senio (FI); Pofi (FR); Sori (GE); Tredozio (FC);Trivento (CB).
Gli artisti e le artiste della settima edizione
Francesco Alberico; Aterraterra (Fabio Aranzulla e Luca Cinquemani); Lara Dâmaso; Maja Escher; Andrea Ferrero; Caterina Gobbi; Renato Grieco; Abdel Karim Ougri; Ilare; Angelo Leonardo; Irene Macalli; Enrico Malatesta; Natalya Marconini Falconer; Alice Minervini; Rebecca Moccia; Vasilis Papageorgiou; Enea Toldo; Francesco Toninelli; Anouk Tschanz; Dominique White.
I curatori e le curatrici regionali della settima edizione
Irene Angenica; Sofia Baldi Pighi; Veronica Botta; Valentina Buzzi; Andrea Croce; MariaTeresa Daniele; Edoardo De Cobelli; Alessia Delli Rocioli; Matilde Galletti; Elena Graglia; Ehab Halabi Abo Kher; Sara Maggioni; Roberta Mansueto; Valentina Merz; Giulia Monroy; Marta Oliva; Valerio Panella; Giovanni Giacomo Paolin; Anna Pirisi; Giulia Pollicita; Giovanni Rendina; Gabriele Tosi; VOGA Art Project – Nicola Guastamacchia e Flavia Tritto.
Social
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