mercoledì 15 luglio 2026

Il Teatro Comunale 'Costantino Parravano' di Caserta riparte con la stagione teatrale 2026/2027

Il Teatro Comunale Costantino Parravano riparte

il Teatro Pubblico Campano protagonista del rilancio culturale della città

Prosa, musica, jazz e nuove visioni per un cartellone che celebra l'inizio

di una nuova stagione e racconta il presente attraverso le grandi storie

 



La stagione teatrale 2026/2027 inaugura una nuova fase nella storia del Teatro Comunale ‘Costantino Parravano’ di Caserta, che torna a essere un luogo centrale della vita culturale cittadina grazie alla collaborazione tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano, cui sono affidate la gestione e la programmazione artistica.

Il percorso condiviso nasce dalla volontà di restituire alla città un teatro vivo, aperto e partecipato: un presidio culturale permanente capace non solo di ospitare spettacoli, ma di generare relazioni, formazione, confronto e nuove opportunità per il territorio.

«La riapertura del Teatro Parravano – spiegano i componenti della Commissione Straordinaria del Comune di Caserta, Antonella Scolamiero, Daniela Caruso ed Emilio Saverio Buda - costituisce un momento molto significativo per la città, che si riappropria di uno spazio di fondamentale importanza per la vita culturale e sociale dell’intera comunità. Sin dal nostro insediamento, abbiamo lavorato con grande impegno per superare tutte le criticità esistenti e finalmente siamo riusciti a riaprire il teatro, che da ottobre proporrà una stagione di ottimo livello. Ringraziamo gli uffici comunali, che con impegno e abnegazione hanno permesso di centrare questo risultato, importante sia dal punto di vista culturale che simbolico».

La nuova programmazione accompagnerà la stagione di prosa con rassegne musicali (una particolare attenzione al jazz), progetti dedicati alla scena contemporanea, appuntamenti rivolti alle nuove generazioni, attività formative e iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi, nella convinzione che un teatro debba essere prima di tutto uno spazio di comunità.

«L’affidamento del Teatro Parravano – dichiara il Direttore del Teatro Pubblico Campano Alfredo Balsamo – rappresenta per il Teatro Pubblico Campano una responsabilità importante e una straordinaria opportunità. Il nostro impegno sarà quello di costruire un progetto culturale capace di valorizzare l’identità di questo spazio e di rafforzare il rapporto tra il teatro e la città di Caserta. Vogliamo che il Parravano torni a essere un punto di riferimento per gli spettatori, per gli artisti e per le nuove generazioni, un luogo aperto alla partecipazione e alla crescita culturale del territorio».

Il cartellone 2026/2027 è pensato per esprimere tutte le potenzialità del Teatro Comunale Costantino Parravano, consolidandone il ruolo di spazio dedicato alla cultura, all’innovazione e all’inclusione.

La sinergia tra il Comune di Caserta e il Teatro Pubblico Campano rappresenta il fondamento di un modello di collaborazione istituzionale volto a garantire continuità progettuale, qualità artistica e un’offerta culturale capace di accompagnare la crescita sociale e culturale della comunità.

Ad inaugurare la stagione, dal 2 al 4 ottobre, sarà Non ti pago uno dei testi più amati di Eduardo De Filippo, affidato all'interpretazione di Salvo Ficarra, Carolina Rosi, Nicola Di Pinto e Mario Porfito, lo spettacolo l’ultima regia di Luca De Filippo a dieci anni dalla sua scomparsa. Un classico intramontabile che continua a interrogare il rapporto tra superstizione, destino e rapporti familiari, aprendo simbolicamente una stagione che sceglie di partire dalle radici della nostra tradizione teatrale.

Pochi giorni dopo, dal 16 al 18 ottobre, il pubblico ritroverà l'universo poetico di Ferzan Ozpetek, che porta per la prima volta in scena Ruoli secondari.

Il mese di novembre proseguirà, dal 13 al 15, con Jucature, testo del catalano Pau Miró tradotto e diretto da Enrico Ianniello, una storia delicata e ironica che racconta la fragilità dei legami umani attraverso quattro personaggi sospesi tra speranza e disincanto.

A dicembre il cartellone cambierà ancora registro, alternando spettacolo musicale, comicità e sperimentazione. Dall'11 al 13 dicembre salirà sul palco Massimo Lopez con il suo celebre Show accompagnato dalla Jazz Company diretta dal Maestro Gabriele Comeglio. Il nuovo anno si aprirà, dal 15 al 17 gennaio, con Il medico dei maiali, testo vincitore del Premio Nuove Sensibilità 2.0 2022, scritto e diretto da Davide Sacco. che vede in scena Luca Bizzarri e Francesco Montanari.

A febbraio la stagione ritroverà il grande teatro di parola con Molière. L'arte della beffa, in scena dal 5 al 7 febbraio, interpretato da Alessio Boni, che conduce il pubblico dentro la vita e il teatro del grande autore francese. Dal 12 al 14 marzo, Gabriele Lavia e Federica Di Martino porteranno sul palco Lungo viaggio verso la notte di Eugene O'Neill, uno dei testi più intensi della drammaturgia del Novecento. Ad aprile il cartellone entrerà nella sua fase conclusiva, dal 2 al 4 aprile, con Benvenuti in Casa Esposito, tratto dal successo letterario di Pino Imperatore, scritto insieme ad Alessandro Siani e Paolo Caiazzo, con Giovanni Esposito protagonista di una commedia che unisce ironia e sentimento. Ancora ad aprile, dal 16 al 18, Biagio Izzo sarà protagonista de L'arte della truffa, commedia brillante costruita sui meccanismi dell'equivoco e della comicità popolare.

A chiudere la stagione di prosa, dal 30 aprile al 2 maggio, sarà Massimiliano Gallo con Malinconico moderatamente felice, tratto dai romanzi di Diego De Silva, personaggio ormai entrato nell'immaginario collettivo per la sua ironica umanità e la sua capacità di raccontare le contraddizioni del nostro tempo. Ma la stagione del Teatro Comunale Costantino Parravano non si esaurisce con gli appuntamenti con i classici della prosa, la seconda parte di stagione infatti proporrà alcuni degli appuntamenti più attesi nell'ambito della rassegna Incursioni sabato 27 febbraio sarà in scena Poveri Cristi di e con Ascanio Celestini, nuova tappa del suo percorso di narrazione civile dedicato agli invisibili della nostra società. Giovedì 4 marzo, arriverà Anna Cappelli, il capolavoro di Annibale Ruccello affidato alla regia internazionale di Claudio Tolcachir e all'interpretazione di Valentina Picello. Ultimo appuntamento della rassegna martedì 23 marzo con Valerio Aprea ne Lapocalisse, scritto a quattro mani dallo stesso Aprea con Makkox.

La stagione si arricchirà inoltre di due sezioni musicali, una che vede protagonisti artisti del nostro territorio quali Lina Sastri che domenica 20 dicembre accompagnerà gli spettatori nelle atmosfere di Natale Napoletano, intrecciando musica, poesia e memoria partenopea; Raiz, accompagnato dai Solis String Quartet, nello spettacolo Chi tene 'o mare sabato 13 febbraio farà rivivere la musica di Pino Daniele in un raffinato incontro tra tradizione mediterranea e sonorità contemporanee.

A chiudere questa sezione musicale sabato 10 aprile arriverà il Viscardi On Tour, il concerto dell’artista classe 2000 che si rifà ai grandi classici dell’R&B americano, fondendosi con la lingua napoletana, l’hip hop e il neo soul.

Accanto alla sezione Musica trova spazio una programmazione jazz che vede protagonisti artisti come Paolo Fresu, Stefano Di Battista, la Piccola Orchestra Avion Travel e la Jazz Factory 2.0, confermando la volontà di fare del teatro un luogo aperto ai tanti linguaggi della musica contemporanea.

Allo stesso modo continua l'attenzione verso le nuove generazioni attraverso le rassegne dedicate ai bambini e alle famiglie: A Teatro con mamma e papà, Il Teatro Ingarbugliato, Il Silenzio delle Sirene e Teatro in Lingua.

Tornano anche gli appuntamenti de Il Salotto a Teatro, gli incontri gratuiti del sabato pomeriggio che permetteranno al pubblico di dialogare con artisti, registi e protagonisti della stagione, trasformando ogni spettacolo in un'occasione di approfondimento e confronto.

La campagna abbonamenti prenderà il via il 16 luglio con la prelazione riservata agli abbonati della passata stagione, che proseguirà fino al 31 luglio, riprenderà dall’1 al 5 settembre e lascerà spazio, dall'8 settembre, ai nuovi abbonati.

Un invito a tornare ad abitare il teatro come spazio di relazione, di pensiero e di emozione condivisa. Ogni nuova stagione non è soltanto una successione di spettacoli, ma un tempo da vivere insieme, una comunità che si ritrova e una promessa che, sera dopo sera, si rinnova.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Museo di Pontecagnano "Aprire le serre. Ecologie del tempo"

 Aprire le serre. Ecologie del tempo
Dopo “Disseminazioni. Indagini artistiche e archeologie del vivente
nel paesaggio degli Etruschi di Frontiera”

 
Museo archeologico nazionale di Pontecagnano e Parco archeologico di Pontecagnano
venerdì 17 luglio 2026
ore 18.00 

presentazione al Museo 

ore 19.00 incontro al Parco archeologico
Ingresso libero

 


Venerdì 17 luglio 2026 alle ore 18.00 presso il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano e alle ore 19.00 negli spazi del Parco archeologico di Pontecagnano si terrà la presentazione delle opere-installazioni site-specific dell’artista visiva Rosita Taurone realizzate nell’ambito di “Disseminazioni. Indagini artistiche e archeologie del vivente nel paesaggio degli Etruschi di frontiera”, progetto della Direzione regionale Musei nazionali Campania conclusosi il 30 giugno 2026 e realizzato grazie all’iniziativa Il Museo Rigenera, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
L’incontro, introdotto dai saluti istituzionali della direttrice regionale Musei nazionali Campania, Luigina Tomay, della direttrice del Museo di Pontecagnano e curatrice, Serena De Caro, e dell’assessora alle Politiche Culturali, Roberta D'Amico, vedrà gli interventi della direttrice della Fondazione Filiberto Menna di Salerno e curatrice, Stefania Zuliani, dell’artista visiva, Rosita Taurone, dell’agronomo e ricercatore all’ENEA – Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, Luigi d’Aquino, del climatologo Mahé Perrette, ricercatore associato presso l’Alfred Wegener Institute (AWI – Potsdam, Germania).
L’evento avrà inizio al Museo con la presentazione delle installazioni Rigenera (2026) e Coltiva (2026) che, entrate ufficialmente nella collezione permanente del Museo, sono collocate rispettivamente negli spazi esterni e al piano terra.
Rigenera, installazione in acciaio, vetro e lastre in policarbonato stampate, assume la forma dell'urna cineraria villanoviana come matrice archetipica, sottraendola alla sua originaria funzione funeraria per restituirla come spazio di relazione, crescita e trasformazione. L'oggetto archeologico è qui riattivato come architettura vivente, capace di accogliere pratiche educative e processi condivisi di conoscenza. Installata permanentemente negli spazi esterni del museo, l'opera si configura come un'interfaccia tra patrimonio, paesaggio e comunità, dove la conservazione del passato si traduce in un esercizio continuo di rigenerazione del presente. 
Coltiva è una installazione permanente che crea un dialogo tra patrimonio culturale, innovazione e mondo vegetale. La crescita della pianta diventa un processo condiviso tra natura, tecnologia e intervento umano, in cui tempi biologici e pratiche di conoscenza si incontrano. Nata dal confronto con Luigi d’Aquino, ricercatore ENEA, e in connessione con il sistema sperimentale “Microcosmo”, Coltiva è un’opera che riflette sulle possibilità della crescita vegetale in un ambiente controllato. Integra sistemi di illuminazione artificiale e condizioni ambientali specifiche per ospitare la coltivazione del cappero. La ricerca sui materiali, sui substrati e sulle modalità di coltura entra nell’opera come strumento di esplorazione e conoscenza, trasformando un dispositivo tecnologico in uno spazio di osservazione e cura.
La presentazione proseguirà alle ore 19.00 al Parco archeologico di Pontecagnano, interessato in questi mesi dagli interventi e dalle sperimentazioni del progetto “Disseminazioni”. Negli spazi verdi in relazione con l’area dello scavo archeologico sarà installata la Serra itinerante di Rosita Taurone, dispositivo mobile per attività partecipative che estende il progetto oltre il museo, attivando una presenza capace di attraversare il territorio e costruire relazioni con le comunità. Concepita come infrastruttura temporanea di ricerca e condivisione, ospita laboratori dedicati alla coltivazione, alle tecniche di stampa vegetale e ai temi della biodiversità, trasformando ogni attivazione in un'occasione di produzione collettiva di conoscenza.
La serata si chiuderà con l’apertura alla comunità di Pontecagnano Faiano dell’Orto tintorio realizzato grazie all’intervento dell’artista visiva Rosita Taurone, con l’ausilio dei ricercatori dei centri di ricerca CREA ed ENEA, dei volontari del Circolo Legambiente “Occhi Verdi”, degli studenti tirocinanti di Critica d’arte del DiSPAC UNISA. Ispirato al sole, principio generativo di luce e colore, l’orto si disegna come una forma circolare attraversata da otto raggi cromatici: un paesaggio di sfumature che nasce dalla terra e si trasforma in immagine.
Questo spazio di circa 200 m² costituisce un’estensione ideale dei laboratori di antotipia, pratica artistica che utilizza pigmenti naturali estratti da fiori e piante per la creazione di immagini fotosensibili, realizzati al Museo archeologico nazionale e al Parco archeologico di Pontecagnano.
 
Disseminazioni, a cura di Serena De Caro, direttrice del MAP, e Stefania Zuliani, docente di Teoria della Critica d’arte presso l’Università degli Studi di Salerno, con l’intervento dell’artista visiva Rosita Taurone, è un percorso artistico partecipativo che ha posto l’accento su come l’archeologia e l’arte contribuiscano a diffondere un più rispettoso rapporto tra l’uomo e la natura. Il progetto, che ha visto coinvolti insieme alla Direzione regionale Musei nazionali Campania, il Comune di Pontecagnano Faiano, il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale dell’Università degli Studi di Salerno, la Fondazione Filiberto e Bianca Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea, Legambiente Campania - Circolo “OcchiVerdi” Pontecagnano, le Associazioni Avalon, Spontanea e Ecomuseo dei Picentini, ha permesso di realizzare da ottobre 2025 a giugno 2026 un’operazione “disseminata” in più punti della città di Pontecagnano Faiano e della sua periferia, con performance, seminari, laboratori e workshop sui temi della rigenerazione urbana a base culturale indirizzati alla comunità residente, ai giovani, agli specialisti, agli stranieri.
Rosita Taurone, artista visiva, che indaga il territorio come archivio vivente, in cui passato remoto, presente e futuro si intrecciano, ha concentrato in questi mesi la sua ricerca sul paesaggio culturale della Città di Pontecagnano Faiano e dell’Agro Picentino: una terra che ha restituito importanti testimonianze dell’insediamento etrusco-campano, avamposto meridionale degli Etruschi, oggi fortemente segnata dall’intensificazione agricola e industriale. In questo contesto i suoi interventi, dai laboratori di antotipia e arte e innovazione tecnologica in agricoltura all’orto tintorio presso il Parco Archeologico, sono stati elementi di un processo collettivo culminato nell’azione partecipativa Oltre la serra. Archeologia del futuro, un archivio corale costituito dagli oggetti e dalle testimonianze donati da cittadini, famiglie, studenti, lavoratori agricoli e viaggiatori come indizi di una cultura materiale in continua trasformazione.



 

Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano 

"Gli Etruschi di frontiera"

via Lucania, snc

 Pontecagnano Faiano (SA)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

RAIZ & SOLIS STRING QUARTET in "Chi tene 'o mare"

AREALIVE 

presenta

RAIZ & SOLIS STRING QUARTET

in

 "CHI TENE 'O MARE"


il nostro Pino Daniele



 

 Un incontro potente e inaspettato tra la voce magnetica di Raiz e l’eleganza cameristica e nel contempo ritmica del Solis String Quartet dà vita ad un omaggio vibrante e raffinato al genio poetico e musicale del cantautore partenopeo.


Non si tratta di pura celebrazione, ma di una riscrittura profonda dei capolavori del "Mascalzone Latino", filtrata attraverso le corde della musica colta e le radici della cultura mediterranea.


Il progetto esplora l'anima più verace e cosmopolita di Pino Daniele, rileggendo brani iconici come Napule è, A me me piace 'o blues, je so pazzo…insinuandosi e nutrendosi della loro veste pop-blues originale per rivestirli di nuove sfumature mediterranee, ritmi sefarditi ed eleganti arrangiamenti cameristici.


In questo tributo riveste particolare importanza il brano “Chi tene ‘o mare” che diventa anche un omaggio a James Senese: una rilettura in cui la voce e gli archi evocano il respiro del sax originale, restituendo l’anima blues e mediterranea del brano. Un momento di memoria e gratitudine verso due artisti che, insieme, hanno raccontato Napoli al mondo. Il dialogo tra la voce graffiante di Raiz e il calore degli archi dei Solis crea un'esperienza d'ascolto immersivi e spirituale.


Non una semplice rilettura, ma una vera e propria reinterpretazione artistica, capace di mettere in luce la straordinaria ricchezza armonica e melodica del repertorio del grande Pino!  



Qui di seguito le prime date confermate
(calendario in aggiornamento):

 

29/08/2026 Vico Equense (NA) - Vico Estate    

30/08/2026 Pomigliano (NA) - Pomigliano Jazz 2026    Cratere del Vesuvio

12/09/2026 Taverna (CZ) - Villaggio Mancuso - Rassegna A farla amare comincia tu

13/09/2026 Acciaroli (SA) -Slow Festival    

24/10/2026 Cascina (PI) - Città del Teatro    

16/01/2027 Capua (CE) - Teatro Ricciardi    

13/02/2027 Caserta    Teatro TBA

05/03/2027 Torre Annunziata (NA) Teatro TBA    

14/04/2027 Sant'Arpino (CE) - Teatro Lendi    

16/04/2027 Sant'Arpino (CE) - Teatro Lendi    

15/05/2027 Sant'Arpino (CE) - Teatro Lendi    




Gli Artisti sul palco:

Raiz:
Una delle voci più iconiche della scena contemporanea napoletana. La sua voce, profonda e viscerale, attraversa i brani con una sensibilità che unisce radici mediterranee, soul e world music, capace di restituire ai testi di Pino Daniele una forza ancestrale e spirituale.


Solis String Quartet:

Quartetto d’archi composto da Vincenzo Di Donna, Luigi De Maio (violini), Gerardo Morrone (viola) e Antonio Di Francia (violoncello), formazione da anni protagonista della scena internazionale per versatilità e innovazione, costruisce arrangiamenti originali che esaltano la tensione drammatica di “Anna verrà” l’intensità emotiva di “Lazzari felici” la dimensione mistica di “O ssaje comme fa ‘o core” l’energia tribale di “Saglie saglie”.

 

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Notti al castello - "Grande caccia all'archeo-tesoro"

NOTTI AL CASTELLO 2026

Al Castello San Giorgio arriva la “Grande caccia all’archeo-tesoro” per famiglie e bambini

 

  

La Spezia, 15 luglio 2026 – Venerdì 17 luglio alle ore 21.15 il Castello San Giorgio ospiterà la “Grande caccia all’archeo-tesoro”, appuntamento speciale di “Notti al Castello 2026” pensato per famiglie, bambine e bambini.

 
L’iniziativa trasformerà le sale del Castello, il parco e le terrazze panoramiche in un percorso di gioco e scoperta. I partecipanti saranno invitati a cercare indizi attraverso indovinelli in rima a tema archeologico, da risolvere insieme al proprio gruppo di giocatori.

 
L’obiettivo sarà raggiungere per primi il tesoro nascosto al termine delle prove, vivendo il museo in modo partecipativo, divertente e coinvolgente. L’iniziativa unisce gioco, patrimonio archeologico e scoperta degli spazi del Castello, offrendo un’occasione originale per avvicinare grandi e piccoli alla storia del luogo.

 
La “Grande caccia all’archeo-tesoro” rientra nel programma di valorizzazione del Castello San Giorgio come spazio culturale aperto, accessibile e capace di proporre esperienze rivolte a pubblici diversi.

 

L’ingresso è libero con prenotazione obbligatoria.
Informazioni

 


 

 

Museo del Castello San Giorgio 

via XXVII Marzo 36, La Spezia

 

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Penultimo appuntamento per la ventesima edizione di ..incostieraamalfitana.it

 “La vicina di Zeffirelli” di Gaia Zucchi

il “Rosso veneziano” di Nicky Marcelli

la proclamazione dei finalisti del Premio Costadamalfilibri 

il 16 luglio a Cetara


 

Penultimo appuntamento per la ventesima edizione di ..incostieraamalfitana.it quello di giovedì 16 luglio a Cetara. 

Alle ore 20.15 in piazza San Francesco salotto letterario che vedrà protagonisti la scrittrice e attrice Gaia Zucchi con “La vicina di Zeffirelli”, edito da De Nigris, ed il giornalista e scrittore Niky Marcelli con “Rosso veneziano”, pubblicato da StreetLib.
 

La storia di Gaia Zucchi, attrice non conforme, sì racconta in un'esplosione di ironia e sincerità in “La vicina di Zeffirelli”. Storie di sogni infranti ed esauditi, fughe dalla normalità, per inseguire le gioie più immense e nascoste. Segreti e aneddoti di una vita al di sopra delle righe, vissuta con delicatezza. Un racconto che racchiude un po' tutto: dalla grande amicizia con Zeffirelli, mentore e fonte d'ispirazione, alle infinite dosi di saggezza, mescolate a forza ed entusiasmo, così come al coraggio di una donna indomabile. Attrice, madre e guerriera senza sosta. Storie immerse e leggere che, come le onde del mare, superano i mali del mondo, per tornare a vivere. Come l'araba fenice che rinasce tra le ceneri, per risorgere sotto un cielo di cristallo.


Chi ha dipinto la “Donna di Fuoco” ritrovata nella barchessa di una villa palladiana sul Brenta?
Tra calli e campielli, sfarzosi palazzi nobiliari e lugubri isole abbandonate di una Venezia magica, dove aleggia ancora la splendida e controversa figura di Veronica Franco, Sara e Care dovranno svelare il mistero che ruota intorno a “Rosso Veneziano”, pittore “maledetto” allievo di Tintoretto e amante di sua figlia Marietta, affogato in laguna come eretico e condannato alla damnatio memoriae. E ritrovare l’unico altro suo quadro sfuggito al rogo della Santa Inquisizione.
Un’avventura ricca di colpi di scena, nella quale saranno affiancate da vecchi e nuovi amici e ritroveranno antichi e pericolosissimi nemici.
 

Con gli autori si intratterrà il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana .it Alfonso Bottone, che consegnerà loro i Premi MarediCosta speciale ventennale del festival. Altro Premio MarediCosta, ma per la comunicazione, sarà consegnato a Davide Speranza. Nel corso della serata, con letture dell’attrice Maria Staiano, saranno annunciati gli autori finalisti per il Premio Costadamalfilibri narrativa edita del 17 luglio.


“Sotto il cielo di Cetara…” gli interventi di Katerina Furstova e Massimo Blasone a fondere ed infondere emozioni d’arte.


Per saperne di più consultare la pagina facebook @incostieraamalfitana.it 

o su Instagram incostieraamalfitana.it

 

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A Caserta il controtenore campano PASQUALE AURICCHIO

 Pasquale Auricchio: Controtenore
 
Russo-Campano
 
alla corte di Arisa
 
Mercoledì 15 luglio 

BELVEDERE DI SAN LEUCIO CASERTA 

ore 21:00
 

Info:

  https://www.ticketone.it/event/arisa-summer-tour-2026-belvedere-di-san-leucio-21425027/

 
Pasquale Auricchio: 

un controtenore alla corte di Arisa

 



Il cantante frutto del magistero salernitano di canto lirico del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno, in tour con la stella del pop italiano, in tour mercoledì 15 luglio alle ore 21, sul Belvedere di San Leucio a Caserta, tappa del lancio del l’album “Foto Mosse”
 
Il tour di Arisa si impone nel panorama estivo come un’opera di raffinata drammaturgia musicale, distanziandosi nettamente dai canoni performativi del pop tradizionale per sposare la formula del racconto scenico strutturato. La performance si configura come un'esperienza fortemente intima ed evocativa, dove il rigore tecnico della cura vocale si fonde armoniosamente con la dimensione estemporanea dell'improvvisazione. Il tour 2026 “Foto Mosse” farà tappa mercoledì 15 luglio, sull’incantevole Belvedere di San Leucio, di Caserta, dove i riflettori si accenderanno oltre che sulla star, su una formazione costruita per dare vita alle diverse anime dello spettacolo: Fabio Dalè al basso e alla direzione musicale, Carlo Frigerio alle tastiere e alla direzione musicale, Donato Emma alla batteria, Christian Lavoro alla chitarra, Giuseppe Barbera al pianoforte, insieme a Martina Zaghi (corista e chitarra acustica) e Pasquale Auricchio ai cori. 
 
A completare il live una sezione d’archi composta da Tommaso Losito al violoncello, Alessia Giuliani alla viola e Ribecca Crosetti al violino. La direzione creativa dello show è affidata a Silvia Violante Rouge, mentre il set e light design portano la firma di Davide Pedrotti e Jordan Babev per Blearred, elementi che contribuiscono a creare un live immersivo e coerente con l’universo estetico di “Foto mosse“. Arisa ha affidato i cori al controtenore russo-campano Pasquale Auricchio, di formazione salernitana, il quale ha dichiarato “È sicuramente un'emozione unica. Seguo Arisa fin dai suoi esordi e ricordo ancora quando conquistò il pubblico con la sua autenticità e la sua straordinaria vocalità. Ho sempre apprezzato non soltanto la cantante, ma anche la persona che traspare attraverso la sua musica: un'artista genuina, dotata di una sensibilità rara e di una grande umanità. Durante questo tour ho avuto il privilegio di utilizzare la mia vocalità di controtenore in diversi momenti dello spettacolo, contribuendo ad alcuni interventi corali e a particolari atmosfere sonore presenti nei brani del nuovo album Foto Mosse. Uno dei momenti che amo di più è l'interludio che segue la sezione unplugged dello spettacolo. In quel passaggio il Maestro Giuseppe Barbera ha costruito un raffinato intreccio musicale tra Magica Favola, il tema di Interstellar e il Primo Concerto per pianoforte di Tchaikovsky. Su questo tessuto sonoro la mia voce di controtenore si inserisce con vocalizzi e linee melodiche che dialogano con la voce di Arisa. Credo che sia uno dei momenti più affascinanti dello show perché riesce a creare un ponte tra mondi apparentemente lontani: la musica pop contemporanea e la tradizione della musica colta. È la dimostrazione di come linguaggi diversi possano convivere e arricchirsi a vicenda, offrendo al pubblico un'esperienza emotiva e culturale particolarmente intensa”. Il concerto vivrà della capacità dell'artista di convertire lo spazio del concerto in un dispositivo di condivisione intersoggettiva ed empatica. Lo show supera la logica dell'intrattenimento frontale per articolarsi come un viaggio fenomenologico da “C'era una volta” con la genesi e la dimensione favolistica a  “Foto mosse” con  la frammentazione del ricordo e l'instabilità dell'immagine pubblica, sino “A te meraviglioso amore mio” per la risoluzione lirica e la riconciliazione con l'altro. In questo perimetro scenico, l'artista si spoglia delle sovrastrutture divistiche, alternando l'autoironia a una studiata vulnerabilità, stabilendo così un canale di comunicazione orizzontale e profondo con lo spettatore, quasi un saggio autobiografico in musica che indaga nodi esistenziali complessi: l'identità di genere, l'elaborazione del dolore e la ricerca ontologica di sé. Non si tratta di una mera esecuzione antologica, bensì di un progetto di concept-concert pianificato nei minimi dettagli, dove la transizione tra i brani è scandita da un disegno luci espressionista e da intermezzi strumentali di altissimo profilo. Contrariamente a quanto potrebbe suggerire il titolo dell'album, “Foto mosse”, la performance dal vivo di Arisa si distingue per una straordinaria coerenza strutturale e chiarezza d'intenti.

 


 

 

L'accurata e sofisticata tessitura degli arrangiamenti musicali trova un perfetto contrappunto nell'esuberante e genuina spontaneità dell'artista. Quest'ultima, eludendo qualsiasi filtro formale, trasforma gli intermezzi tra i brani in un vero e proprio spazio di condivisione intima con il pubblico. Attraverso una spiccata autoironia, Arisa decostruisce e narra le proprie vicissitudini sentimentali. Nonostante il tono prevalentemente ludico di tali confessioni, l'artista restituisce al sentimento amoroso una dimensione solenne e universale. Dal palcoscenico si leva un'esortazione etica: l'amore viene ridefinito come un principio sacro e inclusivo, un diritto inalienabile spettante a ogni essere umano, pur nella consapevolezza di come le alterne vicende della vita possano talvolta recidere legami profondi. La conclusione dell'evento si caratterizzerà per una forte tensione partecipativa: l'abbattimento della barriera fisica tra palco e platea culmina in un caloroso contatto interpersonale con il pubblico, attraverso la forza evocativa di pietre miliari quali, La notte, Controvento e Rugiada. 

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

martedì 14 luglio 2026

SAN BONAVENTURA - PREGHIERA TRADIZIONALE

Ricorrenza: 15 LUGLIO
 

VESCOVO E DOTTORE DELLA CHIESA

  




PREGHIERA TRADIZIONALE

O Cuore amatissimo di Gesù, perché ti sei fatto squarciare dalla lancia, se non per mostrarmi l'eccesso dell'amor tuo e per essere l'abitazione dell'anima mia? E quando entrerò io in Te e solennemente protesterò: Questo è il mio eterno riposo; qui abiterò perché mi sono scelto io stesso questa dimora?. Gesù mio, introduci quanto prima quest'anima mia attraverso la ferita dell'aperto costato nel segreto del tuo amabilissimo e amantissimo Cuore, affinché essa si purifichi, si abbellisca e tutta si infiammi nella tua carità; in modo che, dimentica delle terrene sollecitudini, pensi solo ad amar Te, mio Dio crocifisso. (S. Bonaventura).

 

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Buongiorno con la funicolare di Napoli

Buongiorno da rosarydelsudArt news

 


Napoli tra i numerosi mezzi pubblici di trasporto gode di un mezzo molto particolare, spesso ricordato in antiche canzoni in vernacolo partenopeo, che affascina tutti, la funicolare.

La funicolare venne progettata nel 1923 da Giovan Battista Comencini e Nicola Daspuro, approvata poi dal comune di Napoli nel 1924 ed aperta nel 1928 ed ha sempre funzionato con alimentazione elettrica: precisamente l'impianto di trazione originario era costituito da due gruppi della Ward Leonard con batteria ricaricabile a dinamo, a repulsione, collegati a dei motori da 300 cavalli vapore della Marelli.

L'impianto era dotato poi anhe di una batteria tampone che, in caso di mancanza di energia elettrica, assicurava il regolare esercizio dell'impianto per circa un'ora.



Utilizziamo più spesso i mezzi pubblici,
la Terra ci ringrazierà
… e anche il nostro borsellino.



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