martedì 7 luglio 2026

NAPOLI: "Borgo Orefici" di napoli secondo Roberto ROViRO'

 
 

Oggi siamo nuovamente  in compagnia del nostro amico Roberto ROViRO'  e vi proponiamo una puntata registrata a Napoli lo scorso 2 luglio.

 


 

Il nostro amico ROViRO', dopo la "la Rua Catalana",  ci propone un altro luogo di Napoli altrettanto magico, perché ancora ci parla di manualità e di artigianato, questa volta però un artigianato che luccica, perché se esiste quel detto "non è oro tutto quel che luccica" noi invece oggi vogliamo parlare di "tutto quel che luccica proprio perché è oro", più precisamente vi raccontiamo di un luogo: il "BORGO OREFICI" di Napoli.

 

    

Ricordiamo che il "Borgo Orefici" è uno storico rione di Napoli: situato nel quartiere Pendino dove i maestri orafi continuano a lavorare i metalli e le pietre preziose all'interno di storiche botteghe.

 

Celebre in tutto il mondo per la tradizione secolare per l'arte orafa e per la gioielleria, il "Borgo Orefici" è caratterizzato da oltre 700 anni di storia.

 



 

 

 

 

 


 

Per info:

rivitalismo@libero.it

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare e incollare sul web).

 


 

Potrebbe interessarti anche:

https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/05/napoli-la-rua-catalana-secondo-roberto.html

LA SPEZIA - fine lavori "Fontana delle Voci" in Piazza Brin

 Fontana delle Voci di Piazza Brin
 

Concluso il restauro conservativo e la manutenzione
 

Terminati gli interventi sulla storica 

opera di Mirko Basaldella

ripristinati mosaici, impianto tecnico e funzionalità dell’acqua

 


 


La Spezia, 7 luglio 2026 - Questa mattina il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha effettuato un sopralluogo in Piazza Brin, al termine dei lavori di restauro conservativo e manutenzione della Fontana delle Voci, situata nei giardini della piazza, nel cuore del quartiere Umbertino, insieme all’Assessore Pietro Antonio Cimino e la restauratrice Francesca Lazzarotti.

 


 


L’intervento, finanziato dall’Amministrazione Comunale ha consentito di restituire piena valorizzazione a una delle opere più significative del patrimonio artistico cittadino, preservandone l’identità storica, estetica e simbolica. La fontana è stata oggetto di un articolato intervento sia sul corpo monumentale sia sull’impianto tecnico che ne garantisce il funzionamento.

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “La Fontana delle Voci è uno dei simboli della nostra città, del Quartiere Umbertino e di Piazza Brin. Per questo abbiamo scelto di investire nella sua riqualificazione, con l'obiettivo di valorizzarla e restituirla alla cittadinanza nel suo pieno splendore. Vederla oggi nuovamente così bella e perfettamente funzionante è motivo di orgoglio per tutta la comunità ed è il risultato di un importante lavoro di recupero. Dopo gli interventi di manutenzione straordinaria e di parziale ripristino eseguiti nel 2024, quest'ultima fase ha interessato il restauro completo del mosaico, il rifacimento integrale dell'impianto idraulico, l'impermeabilizzazione della vasca per eliminare le perdite e l'installazione di un nuovo sistema di filtraggio. Un intervento complessivo che restituisce alla Fontana delle Voci la piena funzionalità e la bellezza che merita. Ringrazio tutti i professionisti e le maestranze che hanno contribuito alla realizzazione di questi lavori”. 

 


 


I lavori hanno riguardato in particolare la pulitura e il consolidamento dei mosaici, con la rimozione di incrostazioni e depositi calcarei che ne compromettevano la leggibilità e la conservazione. Le sezioni danneggiate sono state trattate con tecniche conservative, mentre le parti mancanti sono state ricostruite nel rispetto del disegno originale, utilizzando materiali compatibili con l’opera.
È stata inoltre applicata una protezione superficiale con resine specifiche, finalizzata a rallentare i processi di degrado e a garantire una maggiore durabilità dell’intervento nel tempo.
Parallelamente, è stato realizzato un importante intervento sull’impianto tecnico: il locale interrato è stato ricostruito e adeguato a ospitare un nuovo sistema di filtraggio dell’acqua, dotato di elettropompa, filtro a sabbia e dispositivi di regolazione automatica di pH e cloro. Il nuovo impianto consentirà di limitare la formazione di calcare, prevenire il danneggiamento degli ugelli e garantire un migliore funzionamento della fontana.
Sono stati inoltre sostituiti gli ugelli non funzionanti, permettendo il ripristino dell’effetto d’acqua e della suggestiva nebulizzazione sulla stele centrale, elemento caratterizzante dell’opera.

 


 


La Fontana delle Voci è stata realizzata nel 1956 dallo scultore Mirko Basaldella. Alta sette metri e mezzo, si distingue per la sua struttura totemica e per l’utilizzo di materiali diversi, tra cui pietra, bronzo, rame, ottone e cemento, rivestiti da un mosaico che conferisce luminosità e profondità alla composizione. L’opera rappresenta uno dei riferimenti artistici e identitari di Piazza Brin e del quartiere Umbertino.
Con la conclusione del restauro, la Fontana delle Voci torna così alla piena fruizione della città, confermandosi come un luogo simbolico della memoria collettiva spezzina e come elemento qualificante dello spazio pubblico.

 


 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

Il Sindaco Peracchini incontra i rappresentanti di Coldiretti

A Palazzo Civico 

un confronto sullo sviluppo del territorio, produzioni locali 

e tutela del Made in Italy

 


La Spezia, 7 luglio 2026 - Ieri mattina a Palazzo Civico il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha incontrato i rappresentanti di Coldiretti per un momento di confronto dedicato alle prospettive di collaborazione a tutela del territorio, delle produzioni locali e del Made in Italy.


All’incontro erano presenti Andrea Branda, direttore Coldiretti La Spezia e Genova, Marco Lucchi, presidente Coldiretti La Spezia, e Andrea Gattini, segretario di zona La Spezia.


Il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini commenta così il confronto: “Le normative sul codice doganale introdotte dall’UE consentono a prodotti provenienti dall’estero di riportare la dicitura “Made in Italy” purché l’ultima trasformazione sostanziale avvenga nel nostro Paese: questo ha un impatto estremamente negativo sulle eccellenze del nostro territorio, una su tutti la filiera agroalimentare. Adesso, una carne di origine straniera con lavorazione ultimata in Italia può venire automaticamente etichettata come “Made in Italy”, fregiandosi ingiustamente di una certificazione di altissima qualità. Per questo motivo, è importante intervenire in maniera tempestiva, per tutelare i nostri consumatori che hanno il dovere e il diritto di sapere cosa troveranno a tavola, al supermercato, al ristorante. È necessario un intervento istituzionale deciso, e la nostra Amministrazione sostiene e appoggia pienamente la revisione del Codice Doganale UE promossa da Coldiretti, per dare fiducia ai nostri consumatori, per assicurare la qualità del nostro vero “Made in Italy”, per promuovere la produzione locale che ci distingue in tutto il mondo”.


Andrea Branda, direttore Coldiretti La Spezia e Genova, e Marco Lucchi, presidente Coldiretti La Spezia, dichiarano: "Ringraziamo il Sindaco Peracchini per l'attenzione dimostrata verso un tema strategico per il futuro dell'agricoltura italiana e del nostro territorio. La tutela del vero Made in Italy passa dalla trasparenza e da regole chiare che consentano ai consumatori di conoscere l'effettiva origine dei prodotti che acquistano. Solo valorizzando davvero le produzioni italiane e le filiere locali possiamo garantire un futuro alle nostre aziende, difendere il reddito degli agricoltori e preservare quel patrimonio agroalimentare che rende unico il nostro Paese”.


Il confronto si è svolto in un clima cordiale e costruttivo e ha rappresentato l’occasione per condividere obiettivi comuni e possibili sviluppi futuri, con particolare attenzione alla valorizzazione delle eccellenze locali, alla promozione delle filiere produttive del territorio e alla tutela del patrimonio agroalimentare italiano.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

CAMeC - Lorenzo D'Anteo - Project Room

 Project Room del CAMeC - Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia
Lorenzo D’Anteo
QUASI PICTURAE
10 luglio – 30 agosto 2026
Inaugurazione 10 luglio ore 19.00

 

 



La Spezia, 7 luglio 2026 – Il CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia presenta QUASI PICTURAE, progetto di Lorenzo D’Anteo ospitato nella Project Room, spazio del museo dedicato ai focus sugli artisti contemporanei.
La mostra, che sarà inaugurata il 10 luglio alle ore 19.00, cui seguirà un deejay set in una serata aperta a tutti fino alle ore 23.00, propone un affondo nella ricerca dell’artista, mettendo in evidenza un nucleo di opere in cui pittura, scultura e disegno si incontrano in un territorio volutamente ibrido. Al centro del percorso di D’Anteo si colloca Alfabeto ad Olio, una serie di dipinti su piccole tele, realizzati durante il periodo della clausura forzata legata alla pandemia. In quel tempo sospeso, segnato dall’isolamento e dalla rarefazione dei rapporti con l’esterno, D’Anteo concentra la propria attenzione su un soggetto essenziale e originario: l’alfabeto.
Le lettere diventano così il punto di partenza per una libera interpretazione pittorica, nella quale ogni segno alfabetico prende forma attraverso oggetti, figure, frammenti e suggestioni provenienti da un immaginario personale, domestico, grottesco e talvolta perturbante.
“In un mondo dove tutto scorre veloce e in maniera frenetica, QUASI PICTURAE ci invita a fermarci e a osservare, riflettendo sul nostro quotidiano” dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “È un monito per tornare alle origini e riscoprire le nostre radici, come in “Alfabeto ad Olio”: un semplice tombino su cui poggia una sigaretta spenta diventa l’ispirazione per un’opera d’arte, ricreando la lettera D. Un’immagine comune, che vediamo ogni giorno passeggiando per le vie, a cui forse non abbiamo mai dato importanza. Ed è proprio qui il senso di questa esposizione: dare valore alle cose più banali, che in QUASI PICTURAE si caricano di nuovi significati, diventando dinamiche, a tratti grottesche, ma anche rassicuranti e strettamente personali. Lorenzo D’Anteo riesce così a catturare l’istantanea di un ambiente domestico mettendo in dialogo linguaggi artistici diversi tra pittura, scultura e disegno. Sono orgoglioso che la mostra di un artista spezzino che ha dato un contributo concreto alla vita culturale della nostra Città venga ospitata in uno spazio come la Project Room del CAMeC, un luogo accessibile a tutti e pensato per accogliere percorsi espositivi innovativi e autonomi, dando voce a talenti unici” conclude il Sindaco.
"La Project Room rappresenta uno degli spazi più innovativi del CAMeC: un luogo dedicato alla ricerca, alla sperimentazione e all’approfondimento, pensato per accogliere progetti capaci di offrire al pubblico nuove chiavi di lettura dell’arte contemporanea – dichiara Andrea Corradino, Presidente di Fondazione Carispezia – In questo contesto, siamo particolarmente felici di ospitare il lavoro di Lorenzo D’Anteo, artista spezzino che nel corso degli anni ha sviluppato una ricerca personale e riconoscibile, intrecciando linguaggi diversi e costruendo un immaginario originale. Valorizzare gli artisti del territorio significa contribuire alla crescita culturale della comunità e rafforzare il legame tra il museo e il contesto in cui opera, offrendo visibilità a percorsi che nascono qui ma dialogano con temi e sensibilità di respiro più ampio."
"Gerhard Wolf ha rielaborato la collezione permanente del CAMeC all'insegna del verbo "aprire", ed è questa la funzione più importante di un museo – dichiara Giacomo Bei, Presidente del Comitato di Gestione del CAMeC –  Siamo davvero grati a Lorenzo D'Anteo, un artista che supera i confini del territorio e che sarebbe considerato un importante artista in qualsiasi territorio lui vivesse; ci piace tuttavia pensare che qui alla Spezia trovi una ispirazione "speziale", tale da offrire contenuto e lessico al suo Alfabeto. C'è forse un modo migliore per un artista di raccontarsi se non attraverso un suo personale Alfabeto?"
Si tratta, senza dubbio, di pittura. Ma è una pittura che richiama costantemente la scultura, non tanto come presenza fisica autonoma, quanto come possibilità evocata: assemblaggio, volume, costruzione, oggetto. La superficie dipinta diventa il luogo in cui affiorano forme ambigue, presenze inattese, figure che sembrano provenire da una dimensione laterale, sospesa tra l’immaginazione e la memoria dei materiali.
Il titolo QUASI PICTURAE restituisce proprio questa condizione di soglia. Le opere di D’Anteo sono “quasi pitture” non perché rinuncino alla pittura, ma perché ne ampliano il campo d’azione, portandola a dialogare con altri linguaggi e con altre possibilità formali. La pittura si libera dal solo vincolo della superficie e diventa modalità di trasformazione: ricopre, interpreta, contamina, dà nuova vita a ciò che l’artista osserva, ricorda o immagina.
Il percorso espositivo presenta una selezione di opere che attraversano verticalmente lo spazio del CAMeC, dal corridoio d’ingresso alla Project Room, suggerendo una lettura ravvicinata e concentrata del lavoro dell’artista. Non si tratta di una mostra estesa in senso quantitativo, ma di un focus pensato per restituire con precisione alcune tensioni fondamentali della sua ricerca: il rapporto tra pittura e oggetto, tra superficie e volume, tra impulso creativo e memoria iconografica.
La pandemia, nel caso dell’Alfabeto ad Olio, non è soltanto uno sfondo cronologico, ma una condizione che incide sulla genesi stessa delle opere. La dilatazione del tempo, l’isolamento e la mancanza di soggetti esterni portano l’artista a rivolgersi a una forma primaria di organizzazione del mondo: l’alfabeto. Tuttavia, invece di proporre un codice ordinato e rassicurante, D’Anteo ne offre una riscrittura visionaria, in cui ogni lettera sembra caricarsi di presagi, memorie e tensioni.
Lo scuro fondo pittorico che circonda le figure contribuisce ad accrescere il potere evocativo dei soggetti. Le immagini emergono come apparizioni, sospese tra ironia e inquietudine, tra gioco combinatorio e densità simbolica. L’alfabeto non viene semplicemente rappresentato, ma reinventato come sequenza di forme instabili, nate da un immaginario che unisce l’esperienza individuale al vissuto collettivo.
Con QUASI PICTURAE, il CAMeC propone dunque uno sguardo ravvicinato sulla ricerca di Lorenzo D’Anteo, artista che lavora sulla soglia tra media differenti senza scioglierne le contraddizioni. Pittura, scultura e disegno convivono come pratiche autonome ma interdipendenti, dando vita a un linguaggio personale, stratificato e riconoscibile.
La mostra invita il pubblico a entrare in un universo in cui le immagini non si lasciano ricondurre a una sola categoria. Sono pitture, ma anche quasi oggetti; sono lettere, ma anche figure; sono frammenti di un alfabeto, ma anche presenze simboliche e narrative. In questo spazio di ambiguità, l’opera di D’Anteo trova la propria forza: nella capacità di trasformare materiali, segni e suggestioni in un immaginario insieme ironico, visionario e profondamente contemporaneo.
La Project Room del CAMeC
La Project Room del CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia è uno spazio dedicato a progetti espositivi innovativi e autonomi rispetto alle mostre temporanee e alla collezione permanente.
Pensata per approfondire ricerche artistiche specifiche, attivare dialoghi con le opere del museo e promuovere collaborazioni con istituzioni culturali, artisti e curatori locali e internazionali, la Project Room segue una programmazione a cadenza bimestrale, contribuendo al costante rinnovamento dell’offerta culturale del museo.
Accessibile direttamente dal piano terra, è il primo ambiente espositivo che il visitatore incontra entrando al CAMeC: uno spazio di accoglienza, sperimentazione e ricerca, a ingresso gratuito.
Lorenzo D’Anteo
Lorenzo D’Anteo (La Spezia, 1973) si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Carrara in scultura. E’ stato fra i fondatori del locale Btomic alla Spezia (2011 - 2016), spazio alternativo che ha ospitato concerti, mostre, performance e produzioni teatrali. Nelle ultime due decadi, il suo lavoro si è sviluppato attraverso l’uso di tre media principali: disegno, scultura e pittura a olio. L’artista si è avvicinato a questi linguaggi con consapevolezza, attratto dal legame profondo che essi intrattengono con la tradizione e dalla possibilità di rielaborarne forme, codici e riferimenti in una chiave personale.
Le tematiche ricorrenti della sua ricerca nascono da inquietudini e visioni individuali, ma si aprono anche a tensioni provenienti dal vissuto collettivo, culturale, sociale e simbolico. Il suo immaginario si costruisce attraverso stratificazioni, contaminazioni e accostamenti inattesi, nei quali convivono elementi grotteschi, riferimenti alla storia dell’arte, suggestioni popolari, tracce della cultura visiva contemporanea e forme di ironia perturbante.
Il disegno ha avuto un ruolo centrale nella costruzione del suo archivio visivo, in particolare negli anni legati all’esperienza del Btomic. Da questo patrimonio di immagini l’artista continua ancora oggi ad attingere per dare forma a nuovi lavori. In alcune serie, come NATURAMORTA, il disegno a carbone diventa anima e corpo dell’opera, sviluppando visioni desolate di interni e soggetti sospesi in atmosfere dense e ambigue.
Nel corso della sua ricerca, D’Anteo ha sperimentato anche forme di ibridazione tra disegno e scultura, realizzando lavori di grandi dimensioni incorniciati con legni da carpenteria, installati su telai lignei e arricchiti da elementi in gesso. In queste opere, disegni e stucchi nascono come lavori autonomi ma vengono poi accostati in strutture complesse, dove visioni di interni, forme decorative e richiami arcadici si contaminano con elementi di violenza, tensione e ambiguità.
Negli ultimi anni, l’artista si è dedicato con crescente continuità alla pittura a olio. Durante il periodo della pandemia ha realizzato i primi nuclei di lavori pittorici, tra cui la serie QUADRETTI, composta da tele di piccole dimensioni nelle quali rappresentazioni grottesche, frutto di una miscela tra alto e basso, immaginario pop e tradizione, affiorano da fondi scuri e densi.


INFORMAZIONI E CONTATTI
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
https://camec.sp.it/
https://camec.museilaspezia.it/
FB/IG @camec.laspezia
Biglietti:
Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia
Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia
Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre
Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.
Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.
Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00
Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Mostra multimediale “Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia”

  Terme del Foro di Pompei – sezione maschile
Mostra multimediale “Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia
Dal 6 luglio al 30 settembre 2026
Ingresso libero

 



Dal 6 luglio al 30 settembre 2026, la sezione maschile delle Terme del Foro del sito archeologico di Pompei, ospita la mostra multimediale “Balnea Daciae. Le terme romane della Dacia”. L'iniziativa è promossa dall’Ambasciata di Romania in Italia in collaborazione con il Museo Nazionale di Storia della Romania e con il Parco Archeologico di Pompei.

 



 
La mostra rientra nel più ampio programma dell'Anno Culturale Romania-Italia 2026, che si avvale dell'Alto Patronato del Presidente della Romania Nicușor Dan, del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, ed è stato indetto con il sostegno del Ministero della Cultura e del Ministero degli Affari Esteri Romeni.

 



 
Il percorso espositivo, curato dall’archeologo Ovidiu Țentea, si propone di indagare i profondi legami culturali che univano il mondo romano alla Provincia della Dacia, territorio corrispondente alla Romania odierna.
 
Il fulcro della narrazione è individuato nelle terme pubbliche, intese non solo come luoghi deputati alla cura del corpo, ma come veri e propri centri della vita sociale dell'epoca. In questi spazi, l'architettura, le soluzioni tecnologiche e le consuetudini quotidiane convergevano nella definizione di un'identità culturale condivisa, i cui esempi meglio conservati sono tuttora visibili proprio a Pompei.

 



 
Attraverso l'ausilio esclusivo di supporti multimediali, le ricerche archeologiche e le ricostruzioni digitali della mostra evidenziano, in luogo iconico quali le Terme del Foro di Pompei, come la cultura termale abbia agito da connettore sociale per le comunità Romane, ripercorrendo la circolazione di idee e stili di vita in una provincia distante oltre mille chilometri da Roma.
 
Il progetto scientifico, inoltre, raccoglie i risultati delle indagini condotte nell'ambito del programma Cultech, coordinato dall'Università Tecnica di Cluj-Napoca, e si avvale della collaborazione del Museo Distrettuale di Vâlcea e del Museo Distrettuale di Storia e Archeologia di Prahova, sottolineando così l'importanza dei partenariati interdisciplinari nella valorizzazione del patrimonio storico.

 



 
«La mostra “Balnea Daciae. Le Terme Romane della Dacia” – dichiara l’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancău – rappresenta una significativa testimonianza del dialogo culturale tra la Romania e l'Italia e della comune eredità della civiltà romana. Il fatto che questa esposizione sia ospitata a Pompei, uno dei luoghi più emblematici del mondo romano, nell'ambito dell'Anno Culturale Romania-Italia, le conferisce un valore simbolico particolare. Attraverso il racconto della cultura delle terme, la mostra mette in luce i profondi legami storici tra la Dacia romana e la penisola italiana, riaffermando il ruolo della cultura come ponte tra i nostri Paesi e come strumento di dialogo, cooperazione e valorizzazione del patrimonio europeo condiviso».

 



 
«Ospitare la mostra “Balnea Daciae” nella sezione maschile delle Terme del Foro – aggiunge il Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel – rappresenta una straordinaria opportunità per riflettere sull’universalità e sulla forza capillare della cultura romana. Le terme non erano semplici edifici, ma il vero cuore pulsante della vita sociale, e trovarne una narrazione così dettagliata legata a una provincia complessa e affascinante come la Dacia, a oltre mille chilometri di distanza da Roma, è straordinario. Questo progetto multimediale dimostra come l'architettura e le consuetudini quotidiane di Pompei fossero in realtà un modello condiviso in tutto l'Impero. Siamo orgogliosi di accogliere questa iniziativa nell'ambito dell'Anno Culturale Romania-Italia 2026, un sodalizio che celebra le nostre radici comuni e che, grazie alla tecnologia e a importanti collaborazioni internazionali e interdisciplinari, restituisce al pubblico la modernità e il valore del nostro patrimonio europeo condiviso».



Il percorso espositivo multimediale è stato inaugurato il 6 luglio 2026 presso la sezione maschile delle Terme del Foro e sarà visitabile ogni giorno fino al 30 settembre 2026 dalle ore 9:00 alle 19:00 (ultimo ingresso ore 17:30). Accesso alla mostra incluso nel biglietto d’ingresso al Parco Archeologico.
 
 

Parco Archeologico di Pompei
via Plinio 

 Pompei (Napoli)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Grande successo per il “Teenage Party”: migliaia di giovani in festa con Il Pagante

 



 

La Spezia, 7 luglio 2026 – Il "Teenage Party", che ha visto l’esibizione dal vivo de Il Pagante, promosso e organizzato dall'Amministrazione comunale nell'ambito dell'Estate Spezzina, ha fatto registrare un grandissimo successo, trasformando il cuore della città in un grande spazio di aggregazione dedicato alle nuove generazioni.
 
Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “Una notte magica in Piazza Europa, gremita di giovani che hanno vissuto insieme una serata di musica, divertimento e condivisione. Vedere migliaia di ragazzi e ragazze cantare e ballare con l'energia de Il Pagante è una grande emozione e la conferma che investire in eventi dedicati alle nuove generazioni è la scelta giusta. Il Teenage Party è nato per festeggiare tutti coloro che nel corso del 2026 raggiungeranno la maggiore età e per offrire un'occasione di incontro a giovani di tutte le età in un contesto sano, sicuro e partecipato. Il successo di questa edizione dimostra il forte legame che le nuove generazioni hanno con la loro città. Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato, gli artisti, gli organizzatori, gli uffici comunali, la Polizia Locale, le Forze dell'Ordine e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione, rendendo questa serata davvero speciale”.
 
L’Assessore alle Politiche Giovanili Daniela Carli dichiara: “Sono davvero soddisfatta del grande successo del concerto de Il Pagante, organizzato grazie alla collaborazione tra il Comune della Spezia, Mirco Alfonsetti di E20 Pubbliche Relazioni, Barlume, Tropicana, con Ale Bugliani, Mattia Alfonsetti in console e Nicholas Cola alla voce. Un lavoro di squadra che ha permesso di regalare ai nostri giovani una serata straordinaria. È stato emozionante vedere Piazza Europa di lunedì sera gremita di ragazze e ragazzi che hanno vissuto una serata all’insegna della musica, della condivisione e del divertimento in un clima sereno e positivo. Il Teenage Party 2026 ha confermato come La Spezia sia una città sempre più attrattiva per le nuove generazioni, capace di proporre occasioni di aggregazione sana e una movida di qualità. Comunità, responsabilità, partecipazione e divertimento consapevole sono stati i valori che hanno contraddistinto questo evento. Come Amministrazione crediamo fortemente nei giovani e continueremo a investire in iniziative che li mettano al centro della vita cittadina, offrendo loro spazi di incontro, socialità e intrattenimento in sicurezza. Questo appuntamento ha rappresentato anche un regalo per celebrare la conclusione dell’anno scolastico e l’inizio dell’estate, un momento di festa pensato proprio per loro. La straordinaria partecipazione registrata conferma che La Spezia è una città viva, dinamica e capace di parlare il linguaggio dei giovani, investendo con convinzione nella costruzione di una comunità sempre più inclusiva e partecipata”.
 
Ad aprire la serata sono stati DJ Mattia Alfonsetti e Vox Nicholas Cola, che hanno scaldato il pubblico con un coinvolgente dj set, preparando il terreno all'attesissima esibizione de Il Pagante, protagonista della serata. Il gruppo ha fatto cantare e ballare una Piazza Europa gremita dall'inizio alla fine del concerto, regalando ai presenti uno spettacolo ricco di energia e coinvolgimento.
 
L'iniziativa, nata per celebrare simbolicamente i ragazzi e le ragazze che raggiungono la maggiore età ma aperta ai giovani di tutte le età, si conferma uno degli appuntamenti più attesi dell'estate spezzina. Un'occasione per vivere la città in modo sano, condividendo musica, amicizia e divertimento in un contesto organizzato, sicuro e inclusivo.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Antonio Uccelli nuovo rettore dell’Università di Genova

Il Sindaco Peracchini “Continuiamo a valorizzare il nostro Campus grazie alla collaborazione sinergica con l’Università di Genova

 

 


 Antonio Uccelli è il nuovo rettore dell’Università di Genova. Il Professor Uccelli succede così a Federico Delfino, che dal 2020 al 2026 ha guidato l’ateneo ligure.

Il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini commenta così la nuova nomina: “Esprimo le mie più sincere congratulazioni al nuovo rettore dell’Università di Genova, il Professor Antonio Uccelli, docente di neurologia e Direttore Scientifico dell’Istituto Ricovero e Cura dell’Ospedale San Martino. Il Campus Universitario della Spezia, sede distaccata dell’Università di Genova, rappresenta un vero orgoglio per la nostra Città, e sono sicuro che con il nuovo rettore proseguiremo il percorso sinergico ormai consolidato da tempo, che ha portato a risultati significativi per il nostro Campus: oltre 1100 studenti iscritti, con l’anno accademico 2025/2026 che ha fatto registrare 273 nuove immatricolazioni e 197 laureati, dati estremamente positivi che testimoniano l’importanza della collaborazione tra Campus della Spezia, Università di Genova e Promostudi La Spezia. Questi traguardi sono stati raggiunti anche grazie alla presenza del Professor Federico Delfino, che desidero ringraziare per l’encomiabile lavoro svolto nella guida dell’ateneo genovese. Per 6 anni, il Professor Delfino ha favorito lo sviluppo e la crescita costante dell’Università, rendendola ancora più attrattiva e promuovendone le eccellenze, scalando il ranking delle classifiche degli atenei a livello nazionale e internazionale, migliorando tutti i poli di riferimento, incluso ovviamente quello della Spezia. Adesso, il nostro obiettivo è continuare a valorizzare il nostro Campus, potenziando la qualità dei servizi offerti attraverso due grandi progetti in cantiere: il nuovo bar e punto ristoro che sorgerà nel nostro Campus e i 57 posti letto introdotti nelle sistemazioni abitative della “Palazzo del Ghiaccio Student House”, garantendo così la presenza di strutture indispensabili e necessarie per gli studenti. Sono certo che l’operato del nuovo rettore contribuirà a migliorare ulteriormente il nostro Campus, intensificando la stretta e proficua collaborazione con l’Università di Genova”.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

lunedì 6 luglio 2026

I 10.000 interventi al cuore del cardiochirurgo Massimo Villani, la soprano Maria Pia Garofalo “Turandot” cinematografica, i racconti degli amici animali di Raffaella Martinelli, l’8 luglio ad Atrani per la 20a edizione di ..incostieraamalfitana .it




Mercoledì 8 luglio si apre ad Atrani, alle ore 20.00, la nona settimana della ventesima edizione di ..incostieraamalfitana .it. Allo Scoglio a Pizzo protagonista della prima parte della serata il cardiochirurgo Massimo Villani con “I miei primi 80 anni. A cuore aperto” pubblicato da Graus. Il libro racconta il percorso di formazione come cardiochirurgo dell’autore, partendo dall’infanzia allegra, l’adolescenza vivace e spensierata, fino ad arrivare alla laurea e alla formazione professionale. Attraverso aneddoti, racconti di viaggi all’estero, lunghe ore passate in sala operatoria e confronti continui con professionisti del settore, il dottor Villani, stimolato dalle domande del giornalista e scrittore Vito Pinto, racconta quel percorso brillante ma anche fatto di rinunce e sacrifici. Nel corso della sua vita personale e professionale il cardiochirurgo è riuscito a guadagnarsi il rispetto e l’affetto di mentori e pazienti, che hanno contribuito alla nascita di questo libro, dimostrando che sono le competenze a fare un bravo medico ma è l’umanità a renderlo il numero uno. A Massimo Villani il direttore organizzativo di ..incostieraamalfitana .it Alfonso Bottone consegnerà il Premio MarediCosta “speciale” del ventennale. 

 


 


Altra ospite “eccellente” della serata la soprano Maria Pia Garofalo, direttrice del Cilento in Opera Festival, e recente protagonista di “Turandot. L’ultima nota” docufilm di Lamberto Lambertini. A Maria Pia Garofalo sarà consegnato il Premio Software Studio per l’Alto Impegno Culturale. 

 

 


 


Nella parte finale di scena “Raccontaci”, opera prima di Raffaella Martinelli, autrice di casa. Le storie di questo libro si leggono tutte d'un fiato, e in esse è sempre vivo il messaggio di donarsi per il benessere e la libertà dei nostri amici animali, laddove vi fossero anche situazioni estreme e non facili da gestire. E allora Raffaella Martinelli racconta della sinuosità delicata dell'anguilla Angelica, della conquista nell'aver salvato la vita a Tigra la gatta selvatica del boschetto, dell'amore incontrastato tra Mami e Papi gli scoiattoli inseparabili, di Nerè la gattina che ha conquistato il cuore di tua figlia Chiara, del rimpianto per aver affidato la cagnolina Lindaad un'altra famiglia per causa di forza maggiore, della generosità di crescere il pulcino Carletto fino ad assistere al miracolo della trasformazione in gallo, della struggente storia d'amore tra due Tortore, e infine dell'amore incommensurabile per Luna la cui perdita ha segnato un vuoto devastante e incolmabile. Con l’autrice si intratterrà Alfonso Bottone. 


Per saperne di più consultare la pagina facebook @incostieraamalfitana.it 
o su Instagram incostieraamalfitana.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA