lunedì 27 luglio 2026

Autismo e Città del sole - ultimo appuntamento del mese di luglio


 

Amiche e amici di rosarydelsudArt news eccoci in questo nuovo appuntameto con Gaetano Marotta (Presidente dell'Associazione Oltre il Muro genitori soggetti autistici e fondatore e ideatore della CDU - Comitato Disabilità Unite e responsabile anildd Nazionale difesa dei diritti, disabili, disagio sociale e addetto alle pubbliche relazioni associazione oltre il muro componente direttivo) oggi Gaetano ci parla del caldo dei mesi estivi e di come viene affrontato e invece come dovrebbe essere affrontato:

 

    

 Si ricorda che gli appuntamenti 

con Gaetano Marotta, 

dalla prossima settimana, 

si sposteranno al giovedì.






 

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La Spezia - Chiusura anticipata del mercato di Viale Garibaldi sfilata Palio Del Golfo 101

  Palio Del Golfo 101

Venerdì 31 Luglio chiusura anticipata del mercato di Viale Garibaldi per consentire lo svolgimento della Sfilata delle Borgate

 


 



La Spezia, 27 luglio 2026 – In occasione della tradizionale sfilata delle Borgate Marinare per il Palio del Golfo, questa mattina il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha firmato un’ordinanza che dispone per venerdì 31 luglio, giorno della sfilata,  la chiusura anticipata del mercato settimanale di viale Garibaldi e delle aree limitrofe.

Il provvedimento si rende necessario per consentire lo svolgimento in sicurezza delle attività connesse alla sfilata, il cui percorso interesserà anche corso Cavour, in corrispondenza dell’incrocio con viale Garibaldi.

Le operazioni di vendita termineranno alle ore 15, mentre lo sgombero completo dell’area interessata dovrà essere concluso entro le ore 16.

L’ordinanza, valida limitatamente alla giornata di venerdì 31 luglio 2026, dispone pertanto la modifica dell’orario ordinario del mercato, con chiusura anticipata delle attività di vendita e successiva liberazione dell’area.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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Botteghe storiche e botteghe artigiane storiche: riaperti i termini per presentare le domande

Le attività interessate potranno richiedere l’iscrizione ai rispettivi

 Albi comunali 

entro 

il 1° ottobre 2026


 

 


La Spezia, 27 luglio 2026- La Giunta Peracchini ha approvato la riapertura dei termini dei due distinti bandi dedicati alla valorizzazione delle attività storiche presenti sul territorio comunale: il bando per le Botteghe Storiche, rivolto alle attività commerciali, e quello per le Botteghe Artigiane Storiche, destinato specificamente alle imprese artigiane.

Per entrambi i bandi, il nuovo termine per la presentazione delle domande è fissato al 1° ottobre 2026. La precedente scadenza era prevista per il 15 luglio. La riapertura è stata disposta per favorire una più ampia partecipazione delle attività interessate, anche a seguito della richiesta presentata da Rete Imprese Italia, composta da CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.

I due avvisi riguardano categorie differenti

Il bando Botteghe Storiche è rivolto agli esercizi commerciali che, per continuità dell’attività, caratteristiche dei locali, arredi, attrezzature, documentazione e legame con la storia cittadina, rappresentano una testimonianza della cultura e della tradizione commerciale della Spezia. Il riconoscimento consente l’iscrizione all’Albo comunale delle Botteghe Storiche, istituito nel 2009 nell’ambito della disciplina regionale dedicata alla tutela e alla valorizzazione del commercio storico.

Il bando Botteghe Artigiane Storiche è invece riservato alle imprese artigiane. Tra i criteri generali previsti figurano lo svolgimento della stessa attività nello stesso locale da almeno 50 anni e la continuità dell’impresa, anche in presenza di cambi di gestione o di proprietà, purché adeguatamente documentata. L’Albo comunale delle Botteghe Artigiane Storiche è stato istituito nel 2023 per tutelare e promuovere le attività artigianali che conservano un particolare valore storico, produttivo, artistico e tradizionale.

 

Per entrambi i bandi, le domande dovranno pervenire entro le ore 24 del 1° ottobre 2026, esclusivamente mediante invio da una casella di posta elettronica certificata all’indirizzo PEC

suap.comune.laspezia@legalmail.it

 

Le istanze trasmesse da indirizzi di posta elettronica non certificata non saranno protocollate e saranno escluse.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Esce "La cosplayer morta", il nuovo thriller di Claudio Sacrelli

 




Un omicidio nel mondo del cosplay. Un'indagine tra i vicoli e le ombre di Napoli. Un mistero che affonda le radici nel passato.

È disponibile "La cosplayer morta. Un caso per l'ispettrice Fausta Torrisi", il nuovo romanzo di Claudio Sacrelli, un thriller investigativo che intreccia cronaca nera, tecnologia, fumetti e misteri irrisolti in una Napoli affascinante e inquieta.

La vicenda prende avvio durante uno dei più grandi eventi dedicati alla cultura pop. Una giovane cosplayer viene trovata senza vita. Quello che inizialmente sembra un delitto come tanti si trasforma ben presto in un'indagine complessa, capace di riportare alla luce segreti dimenticati e interessi che qualcuno è disposto a difendere a ogni costo.

A guidare le indagini è l'ispettrice Fausta Torrisi, protagonista di una serie investigativa destinata a conquistare gli appassionati del noir italiano. Intelligente, determinata e profondamente umana, Torrisi affronta un caso in cui ogni risposta apre nuove domande e ogni indizio conduce verso una verità sempre più pericolosa.

Con un ritmo serrato, dialoghi incisivi e un'ambientazione fortemente legata a Napoli, "La cosplayer morta" mescola il fascino del poliziesco classico con temi contemporanei, offrendo ai lettori una storia ricca di suspense fino all'ultima pagina.

Il romanzo si rivolge agli amanti dei thriller investigativi, del noir italiano e delle storie in cui il mistero si intreccia con la realtà contemporanea.


Il libro

Titolo: La cosplayer morta. Un caso per l'ispettrice Fausta Torrisi
Autore: Claudio Sacrelli
Genere: Thriller investigativo – Noir italiano
Formato: Cartaceo ed eBook

Disponibile su Amazon

Edizione Kindle: 

https://www.amazon.it/cosplayer-morta-lispettrice-Fausta-Torrisi-ebook/dp/B0H52WFB3L/

Edizione Cartacea:

 https://www.amazon.it/cosplayer-morta-lispettrice-Fausta-Torrisi/dp/B0H52HWWX3

(I link non hanno accesso diretto ma sono da copiare ed incollare sul web)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

GRANDE ACCOGLIENZA PER "ACCORT" A COMME TE MUOVE”

 LA PRIMA CAMPAGNA ANIMATA PROMOSSA DA GENTE DISTRATTA, CON UN UNICO OBIETTIVO: MUOVIAMOCI MEGLIO. INSIEME


 


Come parte di un progetto artistico sociale più ampio, da qualche settimana si è dato il via a un’iniziativa davvero geniale e particolare, che sta piacendo a grandi e piccini, una novità assoluta per il popolo dei viaggiatori campani. "a comme te muove" è la prima campagna Gente Distratta Shorts: cinque cortometraggi animati che utilizzano l'umorismo, la satira e l'assurdo per raccontare alcune delle situazioni più comuni che si vivono abitualmente quando si viaggia sui mezzi pubblici.

  


Ciascun corto vede la partecipazione speciale di noti testimonial dello spettacolo, della musica e della cultura partenopea – tra cui Roberto Sansone, Stefano Sarcinelli, Giuseppe Di Palo, Antonio Fiorillo, Silvana Perno, Ida Grieco, Monica Sarnelli e Francesca "fuliggine" Andreano – che alla fine di ogni animazione rafforzano il messaggio in prima persona con ironia e senza moralismi. Ideata, scritta e diretta da Roberto Sansone, tornato da Londra proprio per dar vita a questo progetto così interessante, la campagna si ispira alle famose sitcom statunitensi, come I Griffin e I Simpson, ed è trasmessa dal circuito Videometrò, tramite i suoi monitor, direttamente all'interno delle stazioni, raggiungendo ogni giorno decine di migliaia di passeggeri esattamente durante la loro esperienza di viaggio. L'incontro tra Videometro e la creatività dissacrante di Gente Distratta nasce da un profondo amore per Napoli e dal desiderio condiviso di vederla prosperare. Attraverso un linguaggio fresco, satirico e accessibile, e con una sana ironia, si vuole cercare di migliorare la convivenza civile sui mezzi pubblici della città. Ogni giorno migliaia di persone condividono stazioni, treni, metropolitane, funicolari e autobus. Nella maggior parte dei casi il viaggio scorre senza problemi. Altre volte, invece, basta una piccola disattenzione per trasformare pochi minuti di tragitto in un'esperienza “terribile”. Perché spesso il rispetto degli altri non nasce dalle regole, ma dalla consapevolezza che stiamo viaggiando insieme.
Cinque storie in onda, con cinque messaggi, ma con un unico invito: Muoviamoci meglio. Insieme. La prima storia: “Attacco al varco”, topic: Lasciare scendere i passeggeri prima di salire a bordo, testimonial: Roberto Sansone & Stefano Sarcinelli Ogni giorno, dalle porte della metropolitana, l'omino del celebre adesivo "Lasciare scendere prima di salire" invita i passeggeri a rispettare una semplice regola di convivenza.

 


 

Quando il suo appello continua a essere ignorato, un normale arrivo in stazione si trasforma in una surreale escalation di caos e improbabili conflitti, mettendo a dura prova la pazienza del piccolo protagonista. La seconda storia: “La creanza non è un reato”, topic: Cedere il posto ai passeggeri vulnerabili, testimonial: Giuseppe Di Palo. Attraverso una parodia dei celebri spot antipirateria dei primi anni Duemila, una serie di piccoli e grandi gesti di maleducazione quotidiana si susseguono in una surreale escalation di scorrettezze. Ma quando questa culmina in un episodio di inciviltà sui mezzi pubblici, consumato sotto gli occhi dell'avvocato Giuseppe Di Palo, è lui a decidere che è arrivato il momento di intervenire. La terza storia: “Mantieniti”, topic: Utilizzare gli appoggi di sostegno, testimonial: Antonio Fiorillo. Attraverso una parodia del cinema muto, una semplice corsa in funicolare diventa un'esilarante gara di machismo. Mentre Valerio cerca disperatamente di impressionare Gina sfidando Aaron a colpi di pose e muscoli, una brusca frenata svela ciò che lui non aveva mai capito: Aaron non stava mettendosi in mostra, stava soltanto rispettando le regole. La quarta storia “’O 48”, topic: Mantenere la destra sulle scale mobili, testimonial: Silvana Perno. Attraverso una parodia della celebre serie televisiva 24, Diego attraversa la metropolitana in una frenetica corsa contro il tempo, mentre un banale episodio di maleducazione sulle scale mobili trascina Salvatore, Damiano e Silvana Perno in una disputa sempre più accesa. Quando le due vicende finiscono inevitabilmente per incrociarsi, una normale giornata di viaggio si trasforma in un autentico quarantotto. Quinta storia: “Tarantella Trip”, topic: Uso del trasporto pubblico anziché privato, testimonial: Ida Grieco, Monica Sarnelli, Francesca "fuliggine" Andreano. Attraverso il confronto tra due modi molto diversi di affrontare lo stesso tragitto verso un bar dove le attende un semplice caffè, Andrea e Maria intraprendono due viaggi agli antipodi. Mentre Andrea sceglie il trasporto pubblico, godendosi incontri inaspettati, musica durante il percorso e le suggestioni delle celebri stazioni dell'arte napoletane al solo costo di un biglietto, Maria affronta una vera e propria odissea tra costosi rifornimenti di carburante, traffico congestionato, venditori ai semafori e parcheggi introvabili, che la costringe a sostituire il caffè con una rilassante camomilla. “Voglio ringraziare mia moglie, Kerry Sansone, che ha disegnato tutti i personaggi, l’imprenditore Luciano Colella di Videometrò, che ha sposato questa mia campagna di sensibilizzazione sull’utilizzo dei mezzi pubblici, Ida Grieco, Stefano Sarcinellie Monica Sarnelli, i miei stabili fari di guida senza i quali navigare le acque di questo settore sarebbe alquanto impossibile, ma anche tutti i personaggi del mondo dello spettacolo e dei social, che hanno prestato la voce ai personaggi dei cartoon. In queste settimane stiamo effettuando delle incursioni imprevedibili all'interno della normale programmazione di Videometrò, a nostra discrezione, con l'intento di diffondere il nostro messaggio: "I mezzi pubblici funzionano meglio quando chi li utilizza si ricorda di non essere solo". E, allora, lo dico in maniera ironica: Compariremo senza preavviso. Interromperemo la routine. Ci faremo vedere quando meno ve lo aspettate. Il nostro obiettivo non sono le infrastrutture.

 


 

 Non sono gli impianti. Non sono i monitor. Il nostro unico bersaglio è la distrazione. Colpiremo con ironia, con satira, con cinque azioni coordinate. Non tentate di ignorarci. Prima o poi ci incontreremo lungo il vostro tragitto. E quando accadrà, speriamo che vi venga da sorridere” – afferma il patron del progetto Roberto Sansone.

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Il Maestro Jacopo Sipari dirige Ermonela Jaho a Varna Rappresentanza del Martucci in Orchestra

 Varna State Opera

Presenta 

ERMONELA JAHO

ABIGEILA VOSHTINA

Orchestra dell’Opera di Stato di Varna

Direttore

M° Jacopo Sipari di Pescasseroli
Summer Arena di Varna – Bulgaria

Mercoledì 29 luglio, ore 21

 




Info.: opera@tmpcvarna.com  Telefono: +359 52 665 020 - Biglietti online: EVENTIM, GRABO


 


La “Maxima” Ermonela Jaho in Varna


Un atteso debutto, quello del soprano albanese, che avverrà alla Summer Arena, mercoledì 29 luglio alle ore 21, con il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, alla testa Orchestra dell’Opera di Stato e la violinista Abigeila Voshtina. In orchestra cinque musicisti del Conservatorio “G.Martucci” di Salerno


 

Dopo lo straordinario successo della Turandot del Centenario, una delle punte di diamante del Varna Summer Opera Festival, firmato dal Sovrintendente del teatro nazionale di Bulgaria Daniela Dimova, due date “tempestate” dal maltempo, ma che la impeccabile organizzazione ha nella notte trasferito dall’arena sul mare al chiuso, per accontentare il pubblico che ha inteso abbracciare il tenore Vincenzo Costanzo, nuovo Calaf sulla scena internazionale, con al suo fianco la Turandot perfetta nell’interpretazione Saioa Heranandez, algida del I atto e la trasformazione umana, dopo il sacrificio di Liù, con l’orchestra e il coro diretti dall’ambasciatore pucciniano nel mondo il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, mercoledì 29 luglio, alle ore 21, altre due stars saranno ospiti del Festival giunto alla sua XVII edizione. Merita il titolo di “Maxima” Ermonela Jaho, sopra e fuori del palcoscenico, la quale debutterà in questo prestigioso festival, che cerca di catturare tutte le stelle del gotha internazionale, unitamente alla violinista Abigeila Voshtina, ritrovando sul podio il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, alla testa dell’orchestra. “Sono straordinariamente felice  - ha dichiarato il Maestro abruzzese che è anche il direttore musicale dell’Opera di Varna – di, finalmente, poter fare questo concerto nel mio amato Teatro. È tanto tempo che ci proviamo, lei è sempre impegnatissima, ma quest’estate siamo riusciti a coinvolgerla proprio nel suo anno per eccellenza, che ha segnato l’addio alle scene della sua personalissima Violetta Valery, che l'ha vista protagonista su tutti i palcoscenici più prestigiosi del mondo, fino all’atto finale che è avvenuto all’Opera di Roma. In questo gala compiremo un grande viaggio, proponendo i ruoli più importanti di tutta la sua carriera, e che, in parte, rispecchiano pienamente anche il mio il mio amore per l'opera, perché le arie in programma, sono tratte da titoli che ho amato e interiorizzato da sempre. La Jaho sarà, quindi, Madama Butterfly, Suor Angelica, Liù, Manon, tanto Puccini, quindi, al quale si aggiungerà Cilea di Adriana Lecouvreur e il Verdi di Otello e Traviata. Il fare musica con Ermonela rappresenta la realizzazione dei miei sogni, poichè lei riesce a dar voce a ciò che ho nelle mani, e credo sia l'unica donna che veramente quando canta riesca a raggiungere il divino. Penso che veramente sia assolutamente l'interprete più straordinaria che noi abbiamo adesso e di cui sono onorato di essere un caro amico, che è la cosa più preziosa per me. Sono, per questo, davvero lieto di tornare a dirigere un gala per lei, proprio perché lo ritengo un privilegio personale, e sono convinto che in quelle due ore di grande musica, sarò estremamente felice. Abbiamo, poi, inserito in programma, questi intermezzi con Abigeila Voshtina, straordinaria violinista, che rappresentano una sorta di dialogo, tra la voce e il violino. Una riunione tra tre anime che si vogliono bene, che sono estremamente simili nella loro emotività, soprattutto nel sentire la Musica”. “Ci sono debutti – ha continuato Ermonela Jaho - che segnano semplicemente una nuova tappa di un percorso, e altri che sembrano appartenere al destino. Il mio primo incontro con il pubblico di Varna appartiene a questa seconda categoria. Lo vivo con profonda emozione, con gratitudine e con quel senso di responsabilità che accompagna ogni volta il privilegio di poter raccontare l’anima attraverso la musica. Ritrovare sul podio il Maestro Sipari è una gioia autentica. Ogni nostro incontro artistico è un dialogo fatto di sensibilità, ascolto e fiducia reciproca. È raro trovare una sintonia che permetta alla musica di nascere con tanta naturalezza, quasi come se fosse già scritta nel cuore prima ancora che sulla partitura. Questo programma è davvero un abito cucito sulle nostre anime, un viaggio che attraversa passioni, fragilità e slanci, accompagnando il pubblico dentro l’essenza stessa del teatro musicale. A rendere questa serata ancora più preziosa sarà la presenza della meravigliosa violinista Abigeila Voshtina, artista di grande sensibilità e raffinata eleganza. Condividere il palcoscenico con lei significa intrecciare linguaggi diversi in un unico respiro musicale, dove la voce e il violino si incontrano e si ascoltano, raccontando la stessa storia con colori differenti. È proprio da questi incontri che nasce la magia dell’arte: quando personalità diverse si fondono in un’unica emozione. Nel cuore del concerto vive Adriana Lecouvreur, un personaggio che amo profondamente. Adriana non è soltanto un ruolo: è l’incarnazione dell’arte vissuta fino all’ultimo respiro, una donna che trasforma ogni parola, ogni nota e ogni silenzio in verità. In lei convivono la forza e la vulnerabilità, il coraggio e la poesia dell’amore assoluto. Portare oggi la sua voce a Varna ha per me il sapore di una meravigliosa promessa, quasi un presagio del destino. Credo che ogni teatro custodisca un’anima e che ogni pubblico sappia riconoscere quando un’artista si dona senza riserve. È questo il mio desiderio più grande: entrare in punta di piedi nel cuore del pubblico di Varna, affidando alla musica ciò che spesso le parole non riescono a esprimere. Perché è proprio lì, nell’istante in cui il silenzio si trasforma in emozione condivisa, che avviene il vero miracolo del teatro”. Sarà il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, alla testa di un’orchestra, ove ha ritrovato anche cinque suoi allievi, del Conservatorio “G.Martucci”, Manuel Magurno al clarinetto, FrancescoPio Sandulli al quale ha affidato il ruolo di prima tromba, i corni di Giovanni Russo e Rosa Orlotti e l’arpista Antonietta Lamberti, la quale già da due anni lavora in questa formazione, ad inaugurare la serata con La tregenda da Le Villi di Giacomo Puccini. Quest'opera giovanile risente fortemente del clima culturale della Scapigliatura milanese; la pagina strumentale appare come una derivazione minore, quasi un calco semplificato, dei celebri modelli europei del fantastico e del demoniaco: dalla Cavalcata delle Valchirie wagneriana al grottesco di Berlioz, dalle atmosfere infernali di Weber fino agli scherzi fiabeschi di Mendelssohn, il tutto venato da un sottile richiamo stilistico alla Carmen di Bizet. Aria di sortita di Ermonela Jaho sarà "Signore, ascolta!" la Liù del primo atto di Turandot. La pagina rappresenta uno dei momenti di più elevata liricità dell'opera, attraverso una scrittura vocale intrisa di eleganza e composta sensibilità, ove Liù esprime la propria devozione assoluta e la disposizione al sacrificio per Calaf, prefigurando il drammatico suicidio che si compirà nel terzo atto. Abigeila Voshtina, altra super star della serata, la quale interpreterà il  tema struggente di Schindler’ list di John Williams, che riflette non solo il dramma, ma i più teneri e nostalgici aspetti della vita degli Ebrei, durante gli anni della seconda guerra mondiale. Ermonela Jaho veste successivamente i panni di Desdemona nel quarto atto dell'Otello di Giuseppe Verdi. L'"Ave Maria" costituisce un vertice di tensione drammatica e compostezza formale: Desdemona, smarrita di fronte all'incomprensibile ostilità di Otello — oramai irrimediabilmente accecato dalla gelosia orchestrata dal macchinatorio di Jago —, intona la sua ultima preghiera. L'Amen finale ricomporrà ogni tensione cromatica all'interno di una rigorosa definizione tonale, sigillando simbolicamente sia la preghiera sia l'esistenza terrena della protagonista. Si giungerà, quindi, a uno dei momenti di maggiore immedesimazione interpretativa sia per la direzione del M° Jacopo Sipari sia per la vocalità del soprano. L' Intermezzo strumentale di Suor Angelica offre una tavolozza timbrica di nitida chiarezza armonica, fondata su un sapiente chiaroscuro sonoro capace di suscitare un profondo coinvolgimento emotivo. Poi, con l'aria "Senza mamma", la tragedia di Suor Angelica raggiunge la sua acme: la notizia della morte del figlio priva la protagonista di ogni ragione di vita, rendendo la determinazione al suicidio la diretta conseguenza drammaturgica della contrazione del tempo scenico, attraverso le iniziali trasparenze timbriche che trascolorano in un lamento funebre (planctus), assume i tratti di una trenodia costruita su armonie modali. 

Abigeila Voshtina eseguirà, la Romanza n°2 op.50 di Ludwig Van Beethoven, un Rondò semplice seguito da una coda finale. Il violino qui assume quasi il ruolo di un cantante d'opera lirica, sostenuto dal "coro" orchestrale. Omaggio a Francesco Cilea con tre numeri da Adriana Lecouvreur. Ad aprire sarà "Io son l'umile ancella", che evidenzia, per la sua liricità raccolta e le sfumature elegiache, la vicinanza dell'autore al gusto e alla sensibilità della scuola francese. Nell' Intermezzo, la direzione del M° Sipari saprà ben valorizzare un'orchestrazione trasparente e misurata, interamente asservita alla glorificazione dell'inciso melodico. La scrittura mostra un'assimilazione del modello wagneriano filtrata attraverso la mediazione edonistica di Massenet. Quindi ascolteremo "Poveri fiori", ove la componente decorativa e la struttura metrica mettono in luce il complesso rapporto tra la parola e la figura musicale, evidenziando una cesura espressiva analoga a quella riscontrabile in contesti veristi quali Fedora di Giordano o L'amico Fritz di Mascagni. Si passerà di nuovo a Giacomo Puccini con l’ Intermezzo di Manon Lescaut che rivela una marcata influenza cromatica e armonica di stampo tristaniano, a testimonianza dello studio approfondito condotto dal compositore, sulle partiture di Tristan und Isolde e Die Meistersinger von Nürnberg, durante la formazione con Bazzini. L'aria "Sola, perduta, abbandonata" segnerà, poi, lo spostamento dell'asse drammatico da una dimensione esteriore a una profonda introspezione psicologica e spirituale. Abigeila Voshtina, si congederà, quindi, dal pubblico di Varna con  Praeludium e Allegro, nello stile di Gaetano Pugnani, un grande “falso” storico composto dal virtuoso austriaco Fritz Kreisler, concepito ad onta dei critici musicali del tempo, e pubblicato per la prima volta nel 1905. Solenne, maestoso e dal carattere drammatico, il preludio, mentre rapido e virtuosistico è l’Allegro che richiede un controllo formidabile détaché e del balzato culminante in una trascinante e potente finale. Si passerà, indi, a Madama Butterfly, col suo intermezzo sinfonico, che descrive la lunga veglia notturna e le vana attesa di Cio-Cio-San. A seguire, l'aria "Un bel dì vedremo" si distingue per un'orchestrazione rarefatta e una melodia sospesa e la dialettica testuale tra le parole "celia" e "morire" anticipa, secondo la consueta prassi pucciniana, il tragico gesto finale del jigai. La conclusione del programma ufficiale è affidata al terzo atto de La Traviata. Il Preludio è caratterizzato da una scrittura d'estrema rarefazione (nel senso etimologico del termine latino gracilis ed exilis): il solo del primo violino, attraverso volute melodiche lente e continue, dà voce al senso di smarrimento, alla vanità della speranza e al malinconico congedo dalla vita. Tale clima introduce l'Andante mosso "Addio, del passato...", una pagina strutturata con grande libertà formale in forma di arioso. Fra frasi spezzate e richiami di motivi antecedenti, l'oboe — strumento deputato alla memoria e all'elegia — introietta e prefigura il definitivo e doloroso annuncio della morte. Inarrivabile e teatrale finale, questo, che aprirà l’abituale serie dei bis, per tutti i protagonisti.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

CINEMA & SCUOLA: AL TEATRO DELLE ARTI DI SALERNO LE EMOZIONI DEL GRANDE SCHERMO DEDICATE AGLI STUDENTI

 


Il Cinema Teatro delle Arti di Salerno apre anche per il prossimo anno scolastico le sue porte al mondo della scuola con la rassegna "Cinema & Scuola", un'iniziativa pensata per trasformare la sala cinematografica in uno spazio d'incontro, riflessione e crescita per le giovani generazioni. Con lo slogan "Emozioni in Sala al Delle Arti", la mini rassegna sha lo scopo di affiancare il percorso didattico delle scuole del territorio attraverso la potenza linguistica ed educativa del grande schermo, offrendo agli studenti l'opportunità di vivere la visione collettiva di opere cinematografiche di forte impatto civile, storico e sociale.


La rassegna è di tre appuntamenti mattutini, tutti con inizio alle ore 10. Il via il 18 novembre 2026 con la proiezione de "La Salita", un'intensa pellicola diretta da Massimiliano Gallo che affronta con profonda delicatezza il tema del riscatto e della crescita. Girato nell'isola partenopea di Nisida, il film affonda le sue radici ed è fortemente ispirato allo storico laboratorio teatrale che Eduardo De Filippo (interpretato da Mariano Rigillo) volle fortemente realizzare con i giovani reclusi del carcere minorile, trasformando la recitazione in un potente strumento di libertà e rieducazione. Si proseguirà poi il 26 gennaio 2027 con "Norimberga" diretto da James Vanderbilt, un'opera storica di grande rigore che vede tra i suoi grandi protagonisti l'attore premio Oscar Russell Crowe. Il film ambientato nel 1945 segue la storia del tenente colonnello Douglas Kelley (interpretato da Rami Malek), un psichiatra dell'esercito americano, che ha il compito di valutare la sanità mentale di Hermann Göring (Russell Crowe) e di altri alti ufficiali nazisti e rievoca il celebre processo simbolo della giustizia internazionale, offrendo agli studenti un'occasione fondamentale di approfondimento sulla memoria e sui diritti umani. Il ciclo di proiezioni si concluderà il 22 aprile 2027 con "Un anno di scuola", opera firmata da Laura Samani, liberamente tratto dall'omonimo racconto del 1929 di Giani Stuparich, che racconta con grande sensibilità le dinamiche relazionali, le scoperte e le fragilità dell'adolescenza nel contesto scolastico.


Con un'attenzione costante all'inclusione e all'accessibilità del patrimonio culturale, l'organizzazione ha previsto un costo del biglietto contenuto a cinque euro per ciascuno studente, garantendo l'ingresso gratuito a tutti gli alunni con disabilità e ai docenti accompagnatori. Le scuole interessate a partecipare alla rassegna e a riservare i posti per le proprie classi possono richiedere maggiori informazioni e formalizzare le prenotazioni contattando direttamente la segreteria del Cinema Teatro delle Arti di Salerno.

 

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Storia e storie

Programma radiofonico di Antonella Giordano

 


 


Don Michele La Rocca è il sacerdote materano che da vent’anni, sulle orme di Madre Teresa di Calcutta e di Don Pino Puglisi, esercita la sua pastorale mettendosi al servizio degli altri nello spirito della cristiana autentica abnegazione.

Per esercitare più efficacemente il suo ministero ha intrapreso un percorso di studi lungo e impegnativo culminato in una sequela di titoli accademici ma non solo.

Sì, perché per far bene il proprio lavoro bisogna far fruttificare i propri “talenti”. Lo sanno quanti nella vita comprendono che non bisogna mai fermarsi, che non c’è stanchezza che tenga, che i problemi fanno parte del naturale vivere, che mettersi in gioco è la sfida quotidiana di chi sceglie di voler dare senza derive egocentriche o attese remunerative.

A fronte di una collettiva voglia di affermazione di valori, di cultura, di ordine, di competenze, di buona educazione, di etica del lavoro, di morale della politica e simili qual è la risposta di chi della collettività vuol essere parte?

Liberarsi dal proprio ego e dalle autoassoluzioni è un primo passo verso un’alterità rigeneratrice. Il secondo è operare nel rispetto dei valori umani con competenza. Lo sanno i Sapiens che solo così si scongiurerà l’incentivo alla proliferazione degli ominicchi e all’ ecatombe che, a giudicare dalle attuali evidenze emergenti in tutti i contesti, riserverà loro la Natura.

E lui, don Michele La Rocca, è uno di quelli che tutto ciò lo sa da sempre. Dopo aver conseguito il titolo di Baccellierato presso il Seminario Maggiore di Potenza nel 2003, è stato ordinato sacerdote nel 2004. Si è specializzato in Antropologia Teologica presso il Seminario Maggiore “Regina Puglia” in Molfetta nel 2007 e, successivamente, ha ottenuto il Dottorato in Antropologia Teologica con tesi dal titolo Antropologia teologica e mondo giovanile: Tracce di Dio nella musica pop italiana. Ha svolto la sua attività pastorale da vicario parrocchiale presso la Parrocchia San Giacomo, dove si è interessato di giovani per molti anni. Nel 2020 con una tesi dal titolo “La dimensione del sacro nel film “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini”, ha conseguito la laurea triennale in Lettere con indirizzo in Letteratura, Arte, Musica e Spettacolo, cui ha fatto seguito il Master di I livello in “Discipline Artistiche.

 


 


Ha prodotto i musical “Il sì alla vita”, il “Presepe vivente” e la “Passione vivente”, scrive libri e qui mi fermo. Mi fermo perchè sarà lui stesso a raccontare molto altro e le tantissime cose che lo vedono protagonista sulle orme di Madre Teresa di Calcutta.

Da storico e ricercatore ha fondato il suo sacerdozio sull’ascolto, lo studio e il confronto diretto proprio con le realtà sociali degli ultimi.

Non a caso tutte le sue opere sono partecipate da tantissime persone (in particolare giovani) con la gioia di essere utili a chi ha bisogno.


E’ per me un piacere grande sostenere le iniziative di Don Michele La Rocca e intervistarlo nella puntata di martedì p.v. alle ore 12:15.

La puntata andrà in replica giovedì p.v. alle ore 17:32 

al link:https://www.radio-italiane.it/regional-radio


(i link non hanno accesso diretto ma sono da copiare e incollare sul web)

Vi aspetto Antonella Giordano

 

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