domenica 4 ottobre 2026

LIUBA: BORDERS OF HUMANITY

  




Giovedì 15 ottobre 2026 dalle ore 17.30 alle 20.30 a Movimento Aperto, via Duomo 290/c Napoli si inaugura la personale di LIUBA: BORDERS OF HUMANITY, curata da Stefano Taccone ed introdotta da un suo testo critico. La mostra resterà aperta fino al 15 novembre, i lunedì ed i martedì dalle 17.00 alle 19.00 ed i giovedì dalle 10,30 alle 12.30. Per informazioni: Ilia Tufano 3332229274. Artista e performer LIUBA vive e lavora a Milano, ma si sposta in Italia ed in Europa per le sue performance. Sarà a Napoli, in Piazza del Plebiscito il 7 marzo 2027, dove terrà una performance partecipativa, sviluppando quella intitolata YOU’RE OUT tenuta a Berlino negli anni 2014-16. Intorno alle sue performance ruota un progetto articolato, fatto di fotografie, video, poesie, quadri.
La mostra a Movimento Aperto presenta un ricco assaggio della lunga attività di LIUBA, lavori che risalgono ai progetti degli anni 1999-2001, con il titolo di LE MUMMIE VINCENTI, quando la giovane LIUBA ritornata a Milano dopo i suoi studi al Dams di Bologna osservava con occhio critico ed insofferenza lo stile di vita meneghino di quegli anni. E poi lavori più recenti, quelli legati al progetto YOU ‘RE OUT, realizzato a Berlino negli anni 2014-2016 ed infine il più recente, BORDERS OF HUMANITY .”Tutto ciò avviene attraverso un linguaggio accuratissimo e proteiforme che, rinvenendo il suo punto di partenza nel corpo, trova una sorta di sintesi wagneriana delle arti nella performance partecipativa e nella sua riproducibilità tecnico-virtuale, oltre che immediata e fisica, esemplificata appunto da YOU'RE OUT, nel cui video lo spettatore si imbatte, a mo’ di premessa, una volta solcato lo spazio della mostra. Una operazione, meglio ancora una situazione, in cui LIUBA lavora all’intersezione tra materialità dei corpi, con il loro inevitabile ingombro, ed emozioni ai limiti del controllabile, impulsi che devono gareggiare in corsa con la coscienza stessa, suggerendo una sottile ma anche abbastanza esplicita metafora sociale. 
Nel mezzo del cammino, una pluralità di media, anche quelli più legati alla tradizione e alla manualità, come si nota, più che altrove, nel terzo ciclo in mostra, quello delle Farfalle: qui, insieme al collage fotografico ed oggettuale — ma oggetti rigorosamente piani: una foglia, la carta igienica —, compare la pittura, mentre la scrittura non si risolve più nelle grandi lettere in stampatello, talvolta leggibili a fatica, degli altri due cicli, lasciando spazio ad un più caldo corsivo, così come la laconicità comunicativa cede in favore di respiro e riflessività nettamente maggiori” scrive Stefano Taccone, nel suo testo: L’ENIGMA DEL CONFINE, dove proprio approfondendo l’ idea di confine e parole come cittadinanza, inclusione, remigrazione ,che vi si collegano, va a delineare il conflitti che sono il cuore stesso dell’operare multiforme di LIUBA.
La mostra si avvale del supporto del BAD Museum (Bunker Art Division) di Casandrino.

 





L’enigma del confine

    Inclusione, inclusivo, inclusività: da una decina d’anni a questa parte, tali parole sono ovunque, hanno ampiamente raggiunto la soglia per essere definite parole di plastica, ossia termini dal significato così elastico e abusato da rischiare lo svuotamento. Nelle scorse settimane, d’altra parte, da un contesto non particolarmente accreditato come divergente — la festa del Partito Democratico — è venuto fuori un altro concetto, quello della diserzione, che, pur non potendo considerarsi l’opposto di inclusivo, senz’altro si connota in dissonanza, tanto da divenire motivo di scandalo e di fragorose polemiche, al netto dei fraintendimenti. Se alle orecchie del sentire comune il primo possiede un suono dolce e il secondo un suono scabro, le cose cambiano quando le idee si vanno ad incarnare. Allora il disagio del freddo invernale di chi non ha un tetto sotto al quale ripararsi può rapidamente mutarsi in quello di una casa le cui mura cingono sinistre come le sbarre di una prigione. 
    Nell’ottobre 2017, motivando la sua indisponibilità a firmare l’appello sullo ius soli — questione al tempo assai in voga nel dibattito pubblico italiano — il filosofo Giorgio Agamben scrive:

Mi rendo perfettamente conto che la condizione di apatride o di migrante è un problema che non può essere evitato, ma non sono sicuro che la cittadinanza sia la soluzione migliore. In ogni caso, essa non può essere ai miei occhi qualcosa di cui essere orgogliosi e un bene da condividere. Se fosse possibile (ma non lo è), firmerei volentieri un appello che invitasse ad abiurare la propria cittadinanza. Secondo le parole del poeta: “la patria sarà quando tutti saremo stranieri”.

Questi pensieri ci portano direttamente al cuore delle tematiche di LIUBA, sviluppate compiendo un salto all’indietro di oltre un quarto di secolo, nella Milano delle Mummie vincenti (1999-2001). Non che ancora oggi in quella città, e non solo, non ve ne siano, ma il progetto, basato sul concorso di diversi media — performance, video, fotografie, poesie, quadri —, va anche inteso come tentativo di esorcizzare la fatica di riabituarsi a certi aspetti della sua città natale, lasciata appena maggiorenne per trasferirsi a Bologna, dove può frequentare il DAMS, ma anche tenersi a debita distanza da una umanità che non l’è mai stata troppo congeniale. Alla giovane artista, reduce dalla vita frizzante e boemienne del capoluogo emiliano, il “pragmatismo” della città meneghina, con la sua rampante borghesia, sempre pronta ad enfatizzare la propria carriera piena di sacrifici, ma anche di riconoscimenti — il più ambito è Ambrogino d'oro! —, non appare che un vegetare travestito da patinato vitalismo. I manager, i professionisti della già Milano da bere non sono più vivi, insomma, del celebre cavaliere calviniano, eppure non se ne accorgono né loro stessi né molti di quelli che sono “sotto” di loro, in quanto portatori della convinzione che essi siano non solo i più inclusi tra gli inclusi, ma i garanti della stessa possibilità di inclusione. E qui torniamo al famigerato lemma che però all’epoca, a differenza dell’inflazione odierna — procedente da una volontà filantropica che sovente malcela la realtà dei fatti — sembra innanzi tutto contrapporsi, non senza orgoglio e (pre)giudizio, alla dicotomica condizione dell’escluso. Tale perché non ce l’ha fatta, perché non abbastanza meritevole e performante.
A tale progetto, LIUBA giustappone quello più recente sui rifugiati, stretti tra una sinistra della retorica inclusiva ed una destra del “prima gli italiani”, quando non impegnata a strombazzare presunte antiche tradizioni e discendenze di sangue che giustificherebbero la “remigrazione”. Certo, lo sguardo benevolo su di essi tende innanzi tutto a pensare che puntino con tutte le sue forze a raggiungere il traguardo dell’inclusione, che il loro maggior nemico gli risponda innanzi tutto che non c’è posto, e una performance partecipativa come YOU'RE OUT (Berlino, 2014-2016) — un’idea che LIUBA svilupperà ulteriormente in occasione di quella che terrà 7 marzo prossimo a Napoli, in Piazza del Plebiscito — si iscrive proprio in quest’ottica. Non che in ciò non vi sia una parte di verità, ma dal confronto col progetto più antico viene un implicito monito, un’allerta non tanto su ciò che si rischia, malgrado se stessi, di diventare una volta varcata la soglia tra il dentro e il fuori — per quanto sia tutt’altro che infondata quella dinamica per cui l’oggetto di discriminazioni di ieri si trasformi in soggetto che discrimina oggi —, ma sul sistema di valori che in quel dentro vige, di cui le mummie rappresentano la quintessenza. Spingendosi ancora oltre nell’interpretazione, qual è davvero il prezzo dell’inclusione? Se avesse a che fare con una disintegrazione radicale della propria identità intesa come quel portato di esperienze che si accumulano dalla nascita in poi — forse anche prima —, condicio sine qua non che non condurrebbe tuttavia che a dissolverla entro il paradigma anonimo, indistinto, senza qualità di un globalismo omologante?
Il paradosso di Agamben, certo non scevro da implicazioni utopiche, ritorna allora qui come esempio più alto, desiderabile di vita, riconnettendosi all’ideale della farfalla, figura che dà il nome al terzo ciclo di opere che LIUBA mostra, quello che indica appunto una via di conciliazione. Qui le grandi lettere in stampatello, talvolta leggibili a fatica, lasciano spazio ad un più caldo corsivo, così come la laconicità lascia spazio ad una scrittura di maggior respiro e riflessività, costantemente complicata da inserti di pittura, fotografia o oggetti, benché rigorosamente piani — una foglia, la carta igienica…  —: tutto sembra suggerire una felice via di fuga per l’anima, oltre che per il corpo, una riproposizione con altri mezzi linguistici del sogno zapatista di un mondo in cui tanti mondi siano possibili, come antidoto agli asfittici àut àut che il “realismo capitalista”, per dirla con Mark Fisher, ci getta addosso come puntandoci una pistola alla tempia. 

Stefano Taccone

 


 COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA





UNA GRANDISSIMA PARTECIPAZIONE ALL’INAUGURAZIONE DELL’ANNO SOCIALE 2026-2027 DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE “RDP EVENTI”


 

Mercoledì 30 Settembre 2026, alle ore 17:00, presso il “Centro Associativo Marotta”, sito sul Viale Principe Umberto 17 - Messina, si è tenuta l’inaugurazione dell’Anno Sociale 2026-2027 dell’Associazione Culturale “RDP Eventi”, una realtà ormai ben consolidata nel territorio nazionale e non solo.
Durante il suddetto evento, il Presidente Renato Di Pane ha conferito un Attestato di Nomina a “Socio Onorario d’Eccellenza” alle seguenti personalità del contesto artistico-socio-culturale di Messina e provincia: Dott.ssa Annamaria Argento (Presidente dell’Associazione Culturale “AIRAM”), Dott.ssa Titti Crisafulli (Presidente dello Studio d’Arte “L’Etoile”), Dott. Giovanni Lando (Presidente Kiwanis Club “Messina Peloro” e Kiwanis Club “Mata e Grifone”), Dott. Nunzio Antonino Marotta (Presidente del Centro Studi “Maria Costa”), Dott.ssa Giovanna Panarello (psicopedagogista), Prof.ssa Cettina Parafioriti (Past President “AMMI Messina”), Prof.ssa Maria Teresa Prestigiacomo (Presidente “Accademia Euromediterranea delle Arti”), Dott. Francesco Rigano (Vice Presidente del Lions Club “Messina Cristo Re” e Vice Presidente Provinciale dell’Accademia di Sicilia), Dott.ssa Ivana Saccà (Presidente del “Global Service Team” del Lions Club “Messina Cristo Re”), Dott.ssa Annamaria Tarantino (Presidente “ACISJF Messina”), Prof. Domenico Venuti (Presidente del “CO.B.-G.E.”).

 



Inoltre, è stato presentato un nuovo “Socio Ordinario”, il poeta e scrittore messinese Fabrizio Romeo.
Molto apprezzato dal numeroso pubblico presente in sala è stato il reading poetico, che ha avuto come protagonisti i seguenti poeti, che hanno declamato una propria lirica: Rosaria Borzì, Maria Carcione, Renato Di Pane, Rosanna Gargano, Salvatore Gazzara, Ruslana Kastusik, Nunzio Antonino Marotta, Morena Meoni, Maria Teresa Prestigiacomo, Francesco Rigano, Fabrizio Romeo, Giuseppa Turiano e Domenico Venuti.
Molto gradita è stata l’esposizione di due opere degli artisti Morena Meoni e Domenico Venuti.
Davvero emozionante è stata l’esibizione della Maestra di danza e coreografa Rosanna Gargano.
Gli intermezzi musicali sono stati curati dal cantante neomelodico messinese Mimmo Ambriano, accompagnato come sempre dalla sua inseparabile chitarra, che ha coinvolto l’intera platea.   
L’evento si è concluso con un momento conviviale e col classico taglio della torta, per festeggiare tutti insieme i grandissimi risultati raggiunti lo scorso anno e la conseguente apertura della nuova stagione culturale.



 

Questo il discorso integrale del Presidente, Renato Di Pane: “Carissimi amici, siamo qui oggi riuniti per l’inaugurazione dell’Anno Sociale 2026-2027 dell’Associazione Culturale “RDP Eventi”, che mi onoro di presiedere e vi ringrazio per aver accettato il nostro invito. Lo scorso anno è stato per noi pieno di soddisfazioni, poiché tutti gli eventi che abbiamo portato avanti hanno raggiunto gli obiettivi prefissati e anche in questa nuova stagione culturale vogliamo lasciare il segno nel panorama artistico-letterario nazionale ed internazionale. Come ben sapete, sono tre i concorsi che organizziamo durante l’anno: il Concorso Artistico-Letterario Internazionale “Ars Mea” (la cui scadenza è proprio oggi), il Concorso Internazionale di Poesia “Versi di Pace” e il Concorso Internazionale di Poesia “La Forza dell’Amore” (che ripartirà a breve con la V Edizione), tutti ormai considerati di altissimo livello culturale, visti i numerosissimi partecipanti che arrivano non soltanto dall’Italia, ma anche dall’estero.


In programma abbiamo anche il 4° Reading Poetico Regionale, organizzato dall’ENAC di Agrigento, al quale abbiamo concesso il nostro patrocinio culturale, che si terrà al suggestivo teatro “Luigi Pirandello” il 16 Ottobre, sempre ad Agrigento. Stiamo anche lavorando su una prossima gita a Tusa (ME) e vi terrò aggiornati sulle novità. Abbiamo anche il blog “RDP Cultura” che ripartirà prestissimo con una nuova redazione e la casa editrice “RDP Edizioni” che continuerà a realizzare le antologie dei nostri concorsi e dei nostri Contest Poetici, non trascurando le eventuali richieste di pubblicazioni personali che ci perverranno. 
Molti altri saranno gli eventi che andremo a calendarizzare e potrete trovare tutte le info direttamente nel nostro gruppo di WhatsApp o su Facebook. W la sana condivisione culturale e W “RDP Eventi””.

Messina, lì 03/10/26

Associazione Culturale “RDP Eventi”

STORIA &STORIE

PROGRAMMA RADIOFONICO SETTIMANALE DI ANTONELLA GIORDANO 



Per molti della mia generazione a scuola qualche raro insegnante insegnava ad elaborare connessioni tra realtà e nozioni… solo la determinazione nel cercare l’origine delle cose poteva aiutare a capire il mondo. Non ho conosciuto una scuola capace di saper leggere gli apprendimenti degli alunni, i loro talenti, i loro miglioramenti ma solo una scuola accanita sugli errori e le incertezze.

Si ha bisogno, invece, di una scuola che accolga le difficoltà degli alunni e che sappia motivarli. Lo richiede la crescita della dispersione scolastica, delle evidenze neurodiagnostiche.

C’è bisogno di una scuola i cui insegnanti non siano solo dispenser di nozioni ma la cui didattica sia pedagogica e sia sottoposta a un controllo e valutazione di qualità.

Tutto ciò lo si afferma ma assai difficilmente lo si trova nella realtà esperenziale di molti di noi. E resta aperta la vexata quaestio se è la scuola che deve porsi al servizio della società sfornando competenze utili per qualità e numero al funzionamento del sistema o oppure è la società che dovrebbe apprendere dal mondo scolastico, portare le competenze al potere, trasformarsi sulla base delle attese e dei diritti rivendicati da chi sogna un mondo più giusto verso i deboli.

Eppure, la storia della scuola italiana ha avuto anche ottimi modelli di insegnamento pedagogico.

 


 


Maestre e professoresse, che a partire dall’immediato dopoguerra hanno cambiato in senso democratico, nella pratica di ogni giorno, la scuola italiana. Si ricordano i buoni maestri ma anche le donne impegnate nella scuola sono state tante. Di loro si parla meno rispetto ai colleghi uomini, che sono notoriamente più celebrati.

Voglio oggi ricordare Nora Giacobini. Nata il 9 febbraio del 1916, dopo la laurea in lettere, partecipò alla fondazione del gruppo romano del Movimento del Cooperazione Educativa. Il MCE , nato in Italia nel 1951, si proponeva come gruppo di insegnanti che operavano per realizzare una scuola in cui fosse promossa la libertà espressiva, venisse dato spazio alla creatività, fossero realizzati processi circolari di apprendimento- insegnamento capaci di produrre nei bambini/e crescita globale, affettiva e cognitiva e sociale. I pionieri del MCE, in un Paese in cui dominava autarchia pedagogica, si ispirarono alla pedagogia popolare di Celéstin Freinet e avviarono, sin dagli esordi, un lavoro di riflessione e di ricerca sulle pratiche didattiche da lui proposte: il metodo naturale, il testo libero, la biblioteca di classe, la corrispondenza, il calcolo vivente, il piano di lavoro, l’assemblea di classe, per citarne alcune. Gli insegnanti aderenti al MICE pensavano che fosse compito della scuola lottare contro la poverta? culturale e materiale, proponendo un’educazione laica, attenta alle diversità, capace di riconoscere i bisogni e la cultura di ogni bambino e la dignità dell’altro come condizioni imprescindibili per qualsiasi educazione alla cittadinanza, nella comune convinzione, che i problemi della pedagogia non possono essere separati da quelli politici, sociali, etici e che «trasformare i sudditi in cittadini è un miracolo che solo la scuola può compiere» (come diceva Calamandrei).

Animati da un forte fervore educativo, è a partire dall’infanzia che intendevano ricostruire socialmente e moralmente il Paese, uscito dal fascismo e dalla guerra, attraverso un’educazione concepita come primario strumento di progresso sociale e di pace e un ripensamento radicale del ruolo della scuola e degli insegnanti secondo le esigenze democratiche della Costituzione.

Fin dai suoi primi anni d’insegnamento, negli anni Cinquanta, Nora Giacobini intuì che i ragazzi hanno “bisogno di molte cose” e, prima di tutto, di “essere compresi e di essere ascoltati”.

Nel suo primo articolo pubblicato sulla rivista “Athena” nel 1952, intitolato “La tipografia a scuola nell’istituto magistrale”, mise in luce che dei ragazzi si trattava di capire “soprattutto il ritmo profondo e personalissimo, non sempre visibile ad occhio nudo, attraverso il quale la personalità di ognuno, senza esclusione, può svolgersi, maturare, vivere”.

Lavorando nell’Istituto Magistrale di Montopoli (Pisa), Nora si era rapidamente accorta della distanza che c’era tra ciò che andava insegnando e il modo in cui lo presentava a ragazze e ragazzi. Per tale ragione in quell’articolo affermava: “Può darsi che l’insegnante di pedagogia ignori la questione e non se la sia mai posta, ma se se la pone è inevitabile che si chieda anche se egli sia un uomo o non per caso un ciarlatano”.

Ribellandosi all’etnocentrismo occidentale proponeva “un corpo a corpo con la storia come ricerca e vicinanza con i più fragili e i vinti. La stella polare delle sue proposte educative non è mai stata quella di indottrinare ragazze e ragazzi, trasmettendo loro la sua visione del mondo, ma di costruire un contesto di libertà e insieme di rigore tale che tutte e tutti si potessero impegnare in un percorso di conoscenza autonomo, compiendo la fatica di conquistare e assaporare una autonomia di giudizio difficile da raggiungere e difficile da mantenere”.

Partire dai materiali e progettare lunghe manovre di avvicinamento a un tema o a un evento storico stava alla base del suo metodo, che rifuggiva ogni indottrinamento ideologico e si fondava, al contrario, su un lavoro molto curato di raccolta e proposta di documenti, scritti e fotografie capaci di fornire stimoli e strumenti perché ragazze e ragazzi potessero piano piano costruirsi una loro personale convinzione. Convinzione da verificare in continui confronti e discussioni tra compagne e compagni, in un serrato lavoro di gruppo capace di dare voce a tutti.

Nella convinzione che non si potessero più insegnare teorie pedagogiche astratte e dell’importanza della riforma delle scuole medie del 1963, la Giacobini, a differenza di tante e tanti colleghi, decise di andare a insegnare al grado inferiore per una scelta militante. Da allora restò alle medie, scrivendo o stregone nella scatola (La linea, 1976) un bellissimo diario della sua esperienza in una media della periferia romana.

Chi la conobbe – di lei traccia un profilo meraviglioso Franco Lorenzoni che la assunse a punto di riferimento ineludibile – ancora oggi testimonia il suo spirito combattivo e irriverente. Ai genitori preoccupati che i loro figli potessero trovarsi male una volta approdati alla scuola superiore, Nora rispose un giorno senza mezzi termini che «sì, certo, forse si sarebbero trovati male, ma è proprio a questo che cerco di educarli, ad accorgersi e a reagire a una scuola che non li rispetti!».

Arrivata a Cenci Amelia (Terni) all’età di settant’anni volle dare il suo contributo anche musicale ai campi scuola.

Nel suo rovesciare la didattica tradizionale la storia ebbe sempre il primo posto e anche negli ultimi anni di vita sosteneva che per affrontare un argomento di storia è necessario compiere una lunga manovra di avvicinamento per non cadere nella semplificazione o nella superficialità, par dare il tempo a ciascuno di compiere a suo modo quel viaggio nel tempo.

Oggi, pericoloso momento in cui prevalgono povertà educative, dispersione e abbandoni, intolleranza, arroganza e supponenza nella gran parte della politica e la stessa democrazia è a rischio, studiare il pensiero e proporre l’ esempio di maestri come Nora Giacobini è un’antidoto contro la peggiocrazia dominante.

Nora Giacobini si spense il 21 marzo 1998. Sulla pietra posta ai piedi di un ulivo, nel piccolo cimitero immerso nel bosco di Porchiano, poche significative parole indicano tutto il senso del suo impegno.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 


Omaggio a FRANCESCO GUCCINI, a cura di GIAN LUIGI AGO



Sabato 10 ottobre, alle ore 16:00, presso lo SPAZIO ESTERNO del CIRCOLO ARCI DI FOLLO ALTO (SP) si terrà un omaggio a FRANCESCO GUCCINI, a cura di GIAN LUIGI AGO (voce, chitarra e orchestrazioni).


A seguire, alle ore 19:30 si terrà un’apericena.
 
Si fa presente che l'evento musicale sarà gratuito; per chi vorrà fermarsi all'apericena la quota è di euro 15 a persona. 

La prenotazione per l'apericena è indispensabile entro e non oltre giovedì 8 ottobre.


 
Francesco Guccini ha rappresentato una grande perdita per la Cultura italiana. Scrittore di 26 romanzi di successo, tra cui molti gialli, è forse stato conosciuto più come cantautore, la cui opera (174 canzoni) è anch’essa Letteratura, in quanto Guccini, autodefinitosi “burattinaio di parole”, ha scritto canzoni che sono un florilegio lessicale, di figure retoriche e di una grande profondità poetica.

 



A quasi due mesi dalla sua scomparsa, avvenuta il 6 agosto, il cantautore spezzino Gian Luigi Ago, lo vuole ricordare attraverso alcune delle sue più importanti canzoni (e non solo quelle più conosciute). Gian Luigi Ago, esperto di letteratura e filosofia, ha sempre amato e suonato le canzoni di Guccini e ci guiderà attraverso quelle canzoni, per farcene cogliere gli aspetti più significativi.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA  

"Il domani che ci appartiene" la presentazione

by Rosaria Pannico


 

Amiche e amici di rosarydelsudArt news ieri presso la Casa Massimino,

 in Villa Bruno a San Giorgio a Cremano (Napoli) 

è stato presentato 

 dalla professoressa Maria Falbo

il libro dal titolo 

"Il domani che ci appartiene" 

di Ida Esposito e Ambra Serpieri 

(edizioni Vulcaniche):



 

  

 

Si ringrazia per l'organizzazione sempre molto attenta la professoressa Maria Falbo (presidente della PRO LOCO e vicepresidente della CASA DI MASSIMO TROISI).
 
 

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"Il domani che ci appartiene" l'intervista

by Rosaria Pannico

 "Il domani che ci appartiene" 

di Ida Esposito e Ambra Serpieri

edizioni Vulcaniche 

 

Fin dove si spinge il fato e dove inizia il nostro libero arbitrio? 

Quanto nella vita di ognuno di noi pesano i dettami familiari e quanto può esprimersi la nostra individualità? 

Accomunati dalla speranza e dal desiderio di un'esistenza in cui riuscire a sentirsi genuinamente se stesse, quattro anime - Maddalena, Matteo, Bianca e Luca - lottano contro i fantasmi del passato e le sfide del presente ritrovandosi a scegliere che direzione prendere. 

  

 

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sabato 3 ottobre 2026

San Francesco d'Assisi - PREGHIERA TRADIZIONALE

Ricorrenza: 4 ottobre 




Patronato:

Italia, Ecologisti, Animali, Uccelli, Commercianti, Lupetti/Coccin. AGESCI

Etimologia: 

Francesco = libero, dall'antico tedesco

Emblema:

Lupo, Uccelli


PREGHIERA TRADIZIONALE

Gloriosissimo S. Francesco, dal trono luminoso della gloria, che le vostre virtù vi hanno meritato, rivolgete vi prego, lo sguardo benigno su di me e sull'intera società. Che cosa sarà, o gran Santo, di tanti sventurati, che deliranti corron dietro ai dettami delle passioni e alla vanità di quella scienza, che nella negazione di ogni verità e sovversione di ogni ordine, aprono l'abisso della morte eterna? Deh, o caro Santo, voi che colla vostra parola e coi vostri esempi ridonaste la salute alla moribonda società e nell'amore a Gesù Cristo vi distingueste tanto meravigliosamente da meritare in questo sacro monte l'impressione delle sacre stimmate, otteneteci che fervorosi di quella fede, la quale rinnega ogni disordinata passione e rinunzia a tutte le mondane follie, imitandovi con perfezione nell'amore di Dio e del prossimo su questa misera terra, veniamo ad essere partecipi della vostra gloria nel santo Paradiso.


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Turismo alla Spezia crescono arrivi e pernottamenti

 Nuove iniziative per promuovere la città sui mercati internazionali

377.610 arrivi tra gennaio e agosto con un incremento del 4,14%
Fiere e progetti per attrarre visitatori durante tutto l’anno


 

La Spezia, 3 ottobre 2026 - Questa mattina il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e l’Assessore al Turismo Maria Grazia Frijia hanno presentato i dati sull’andamento turistico cittadino nel periodo gennaio–agosto 2026 e il programma delle prossime iniziative di promozione dell’Amministrazione comunale.

I dati dell’Osservatorio turistico della Regione Liguria confermano un andamento positivo: nei primi otto mesi del 2026 La Spezia ha registrato 377.610 arrivi, con una crescita del 4,14% rispetto allo stesso periodo del 2025. Aumentano anche i pernottamenti, che nelle strutture ricettive confrontabili con l’anno precedente segnano un incremento del 5,51%.

Risultati che confermano il crescente interesse per La Spezia e rafforzano il percorso di valorizzazione della città come destinazione turistica sempre più apprezzata, capace di offrire cultura, esperienze, eventi e occasioni di scoperta del proprio patrimonio.

Particolarmente significativo è l’aumento degli arrivi italiani, pari al 9,75%, che evidenzia un rafforzamento dell’interesse del mercato nazionale. La componente internazionale mantiene un ruolo centrale: circa due pernottamenti su tre sono riconducibili a turisti stranieri, a conferma della capacità della destinazione di attrarre visitatori dall’estero.

L’andamento dei primi mesi dell’anno sottolinea inoltre l’importanza di un’offerta turistica che si sviluppi oltre la stagione estiva. Nei primi cinque mesi La Spezia ha accolto quasi 150.000 ospiti; maggio ha registrato oltre 132.000 pernottamenti. Un risultato che valorizza il contributo della primavera all’economia turistica cittadina e sostiene l’obiettivo di distribuire le presenze durante tutto l’anno.

“Questi dati testimoniano la validità e l’alta qualità del turismo spezzino” commenta il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “Di recente abbiamo superato le 141 mila notti trascorse alla Spezia nel solo mese di agosto, segnando un nuovo record storico per il turismo spezzino, e i nuovi dati di Regione Liguria consolidano questa tendenza positiva. Anno dopo anno il numero dei turisti continua a crescere, confermando l’attrattività della Spezia, una città completa e capace di offrire tutto: dalle bellezze del nostro Golfo all’importante patrimonio museale, passando per le bontà della tradizione enogastronomica e i numerosi eventi culturali e di intrattenimento durante tutto l’anno, chi sceglie La Spezia come meta del proprio viaggio torna a casa arricchito da nuove esperienze ed emozioni. Ma per la nostra Città il turismo è anche parte integrante dell’economia locale: un comparto che genera occupazione e che attrae buyer internazionali, come attestato dalla partecipazione della Spezia alla BIT di Milano e a Discover Italy, tra i più importanti appuntamenti del settore, nonché dalla presenza di BITESP proprio alla Spezia. Vogliamo quindi proseguire in questa direzione, proponendo nuove edizioni di iniziative che hanno riscosso grande successo e partecipazione come Velarìa, Mille&UnaNotte e La Spezia Outdoor. Continueremo a lavorare per rendere la nostra Città sempre più riconosciuta come una meta attrattiva, contemporanea e accogliente”.

“Questi risultati sono il frutto di un lavoro che viene da lontano e di una strategia di promozione costruita negli anni, che ha contribuito a fare della Spezia una delle destinazioni più dinamiche e attrattive del territorio” dichiara l’Assessore al Turismo Maria Grazia Frijia. “Abbiamo investito sulla presenza nelle principali fiere nazionali e internazionali, portando la città e il territorio direttamente davanti a operatori e buyer, ma anche sui nuovi strumenti digitali e sui nuovi canali di comunicazione, che oggi ci permettono di raggiungere un pubblico sempre più ampio e internazionale. A questo si aggiunge la capacità di creare iniziative ad hoc e di mettere in sinergia la promozione turistica con le iniziative dei diversi assessorati, costruendo un’offerta complessiva della città che valorizza cultura, eventi, sport, gastronomia, commercio e territorio. Ora dobbiamo continuare a investire sulla nostra città, rafforzando il rapporto con tour operator, buyer e operatori del territorio e valorizzando tutte le esperienze che La Spezia è in grado di offrire. L’obiettivo è chiaro: fare della Spezia una destinazione da vivere tutto l’anno e trasformare la crescita turistica in nuove opportunità per l’intera economia cittadina”.

A sostenere la visibilità della destinazione contribuisce anche la comunicazione digitale di Visit La Spezia. Negli ultimi sei mesi i contenuti hanno totalizzato 3,4 milioni di visualizzazioni, raggiungendo circa 438.000 persone su Instagram e generando 35.000 clic verso il sito web. L’86% del pubblico raggiunto su Instagram non vive alla Spezia: un dato che evidenzia la capacità della promozione di far conoscere l’offerta cittadina al di fuori del territorio.

 

I progetti per l’autunno e l’inverno 2026–2027

Per accompagnare la crescita del turismo, l’Amministrazione punta a valorizzare sempre più i musei, i percorsi urbani, la gastronomia, la vita serale e gli eventi: elementi che arricchiscono l’esperienza dei visitatori, favoriscono soggiorni più lunghi e consolidano l’identità della Spezia come città da conoscere e vivere.

Nel mese di novembre 2026 è in programma “Mille&UnaNotte – La Spezia ti regala una notte”, un progetto orientato a incentivare il soggiorno in città. A dicembre il programma prevede “Un dolce di Natale”, che affiancherà le attività di promozione della città nel periodo delle festività.

La programmazione proseguirà nel 2027 con BITESP La Spezia e Outdoor 2027, inseriti nel percorso di valorizzazione dell’offerta turistica e delle esperienze sul territorio. A questi progetti si accompagnerà la partecipazione alle fiere di settore, tra cui la BIT di Milano, dal 9 all’11 febbraio 2027.

 

Il programma di promozione e le relazioni internazionali

Alla crescita dei flussi si accompagna un programma di promozione territoriale che prosegue nei prossimi mesi con fiere, incontri professionali, visite dedicate alla stampa e tour per operatori turistici.

La partecipazione a questi appuntamenti rappresenta una componente fondamentale della strategia dell’Amministrazione: consente di mantenere e ampliare i rapporti con tour operator e buyer, consolidare le relazioni internazionali e presentare direttamente l’offerta della città a chi costruisce e commercializza viaggi. L’obiettivo è trasformare la visibilità della destinazione in nuove opportunità per le strutture ricettive, le attività e gli operatori locali.

Il percorso, avviato nei primi mesi del 2026 con la partecipazione ad appuntamenti fieristici e professionali, tra cui BIT Milano e Discover Italy, prosegue con un calendario dedicato ai mercati internazionali e alla preparazione della stagione 2027.

Dal 30 settembre al 3 ottobre, La Spezia ospita cinque giornalisti francesi per un press tour dedicato alla scoperta della città, del patrimonio culturale e delle esperienze turistiche del territorio. L’iniziativa punta a favorire la pubblicazione di articoli e contenuti capaci di rafforzare la conoscenza della destinazione sul mercato francese.

Dal 14 al 16 ottobre, il Comune parteciperà al TTG Travel Experience di Rimini, con un desk dedicato a Visit La Spezia e un’agenda di incontri con tour operator internazionali. Il 16 ottobre è previsto un intervento di presentazione della destinazione, durante il quale saranno illustrati il nuovo video promozionale di Visit La Spezia, le attività di promozione e l’evento Velaria 2027.

Il 21 ottobre sarà la volta dell’appuntamento B2B Travel Outdoor & Wellness di Lavagna, con incontri dedicati a buyer internazionali specializzati. Un’occasione per valorizzare le esperienze all’aria aperta e il benessere, intercettare nuovi interessi di viaggio e sviluppare ulteriori collaborazioni.

Nel mese di novembre è in programma un incontro con i referenti commerciali di Booking.com, una delle principali piattaforme internazionali di prenotazione online, con il coinvolgimento degli operatori locali della ricettività e delle esperienze turistiche. L’appuntamento, la cui data sarà definita, sarà dedicato all’analisi dei dati del 2026, all’andamento della domanda, ai comportamenti dei visitatori e alle prospettive del mercato. Il confronto offrirà agli operatori un’occasione per approfondire le opportunità di sviluppo commerciale e contribuire alla crescita dell’offerta cittadina.

Sempre a novembre sono previsti educational tour rivolti a tour operator italiani specializzati nel mercato statunitense, per far conoscere la città, il patrimonio culturale e paesaggistico, le strutture ricettive e le esperienze da inserire negli itinerari destinati ai visitatori americani.

Il 25 e 26 novembre, La Spezia sarà inoltre presente alla BITESP di Venezia, con un programma di incontri che prevede il confronto con oltre 50 buyer internazionali, per presentare la destinazione, sviluppare nuovi rapporti commerciali e consolidare le collaborazioni già avviate.

A dicembre il lavoro proseguirà con il mantenimento dei contatti, l’approfondimento delle opportunità emerse e la programmazione delle attività per il 2027.

Infine La Spezia Experience sarà presentata anche alle fiere dedicate al turismo M.I.C.E. (Meetings, Incentives, Conferences, Exhibitions, cioè incontri professionali, viaggi premio, congressi e fiere, turismo d’affari e congressuale)  per promuovere la città come destinazione per il turismo d’affari. La partecipazione rappresenta un’occasione per sviluppare contatti con operatori specializzati e organizzatori di eventi, valorizzare l’offerta del territorio e favorire nuove opportunità di soggiorno anche al di fuori della stagione estiva.

Un percorso continuativo che accompagna la crescita del turismo con azioni concrete di promozione, collaborazione e coinvolgimento degli operatori. L’obiettivo è consolidare La Spezia come destinazione da vivere durante tutto l’anno, valorizzando le risorse della città e ampliando le opportunità per l’economia locale.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA