Venerdì 11 aprile 2025 dalle ore 17:00 alle 20:00
a Movimento Aperto, via Duomo 290 /c Napoli,
Mariano Bàino presenta la nuova edizione de
LE ANATRE DI GHIACCIO,
Argolibri, che, insieme ad una serie di libri d’artista, testi e “fumettoidi”
resteranno in mostra fino a lunedì 28 aprile
(i lunedì e i martedì dalle 17:00 alle 19:00 e i giovedì dalle 10,30 alle 12,30).
Interventi poetici di Giovanna Marmo, Antonio Perrone e Ferdinando Tricarico, introdotti da Eugenio Lucrezi.
<<Le anatre di ghiaccio si compone di otto sezioni (come le parti di un libro di poesia o, ancora una volta, di una mostra), che alternano brevi prose, aforismi e versi. Il testo, dunque, cerca di sottrarsi alle spire tanto della poesia quanto del romanzo. Ne dà conto il lungo sottotitolo, che registra appunto le forme e i meccanismi testuali: “aforismi, microracconti, asterischi saggistici, rêveries, terata, usw”. Come si intuisce da questo breve elenco, peraltro non esaustivo, uno dei meccanismi maggiormente ricorrenti nell’intero libro è quello della miniaturizzazione o se si vuole, della riduzione del dettato alla pura forma aforistica…L’aforisma sfrutta tutti i vantaggi della fulmineità e del paradosso, capovolge il linguaggio per capovolgere il mondo: anche il capovolgimento… è consustanziale al pensiero aforistico>>, scrive Massimiliano Manganelli nella sua lucidissima prefazione, dove si legge anche che: << il titolo scaturisce da un episodio (non si sa se autentico o inventato) accaduto nel 1935 in una cittadina degli Stati Uniti, una pioggia di anatre ghiacciate>>. Episodio al contempo tragico e divertente, come il tono generale del libro.
<<Il gioco di parole spezza il legame apparentemente naturale tra parole e cose e così produce nuovo senso, spostando il punto di vista sulla realtà>> scrive sempre Manganelli e quindi <<Bàino guida il lettore dentro la Wunderkammer che ha approntato con le parole, proprie e di altri, ma quella Wunderkammer somiglia moltissimo al nostro mondo, riflesso in uno specchio deformato o capovolto>>.
<< Lo stile è stilettoso, gli occhi camaleontici muovono sguardi slogati, capaci di colpire a fulmine in tutte le direzioni dello spazio e del tempo le attitudini e i vezzi delle vociferanti moltitudini che abitano un mondo anestetizzato dall’infinito trattenimento e non da oggi. Lo strabismo porta a effetti stroboscopici: le accelerazioni percettive risultano nello slow motion scrittorio di un moralista–clown mai querulo, per quanto allarmato e dolente>>, commenta Eugenio Lucrezi nel testo che introduce l’evento.
Nel corso degli anni Mariano Bàino, che è tra i fondatori della rivista Baldus e del gruppo ’93, ha pubblicato numerosi libri di poesia e romanzi, ha tradotto poesie di Góngora, Frénaud, Lely, ha collaborato assiduamente con Il Laboratorio, la stamperia d’arte fondata da Vittorio Avella e Antonio Sgambati nel 1978 a Nola (Napoli), con l’intento di preservare il sapere manuale delle tecniche calcografiche e di recuperare il legame tra arte e artigianato. Attualmente Il Laboratorio è una delle principali stamperie italiane e può vantare una grande fama internazionale.
Cinque libri realizzati dal Laboratorio accostando un testo di Mariano Bàino a tavole di noti artisti: Campo Stellato, Carnevale Minore, Fax Giallo e poi Sparigli Marsigliesi, raccolta di testi poetici di Bàino con acqueforti e acquetinte di Vittorio Avella ed infine Ritratto immaginario di Hiccer, elaborato gioco combinatorio, con altri lavori grafici saranno in esposizione fino al 28 aprile.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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